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Riassunto Cicerone: Oratoria, Catilinarie, la struttura dell'Orazione e la Filosofia, Appunti di Latino

Monografia critica e completa su Marco Tullio Cicerone, pensata per il programma di Letteratura Latina del 4° anno del Liceo e per gli esami universitari di cultura e lingua latina. Impaginazione editoriale curata (font Georgia, titoli in rosso cremisi e tabelle retoriche). Il documento offre un'analisi approfondita su: il profilo biografico dell'Homo Novus nella crisi della Repubblica, il concetto cardine di Humanitas, le grandi orazioni politiche e giudiziarie (Verrine, Catilinarie con citazioni ed esordio ex abrupto, Filippiche). Include una tabella dettagliata sui cinque compiti dell'oratore (Inventio, Dispositio, Elocutio, Memoria, Actio) e l'analisi dell'opera filosofica con il focus sulla creazione del lessico filosofico latino. Un riassunto d'eccellenza per compiti e interrogazioni.

Tipologia: Appunti

2025/2026

In vendita dal 01/07/2026

giorgio-ramigni
giorgio-ramigni 🇮🇹

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LINGUA E LETTERATURA LATINA
Monografia Critica Completa: Marco Tullio Cicerone - La
Crisi della Repubblica, l'Arte della Retorica e il Pensiero
Filosofico
1. Il Profilo Storico-Biografico dell'Homo Novus
Marco Tullio Cicerone (106 a.C. - 43 a.C.) rappresenta indubbiamente la figura
intellettuale ed eclettica più imponente dell'intera latinità, capace di dominare la scena
politica e culturale del I secolo a.C., un'epoca drammatica segnata dalle guerre civili e
dal definitivo collasso delle istituzioni della Repubblica romana.
Nato ad Arpino da una famiglia benestante appartenente all'ordine equestre ma priva di
antenati magistrati, Cicerone si inserisce nella vita politica di Roma come 'homo novus'.
Sfruttando unicamente la sua straordinaria abilità oratorica e una solida preparazione
giuridico-filosofica acquisita tra Roma, la Grecia e Rodi, riesce a percorrere
brillantemente l'intero 'cursus honorum' fino a raggiungere la massima carica dello
Stato, il consolato, nel 63 a.C.
Durante il suo consolato, Cicerone affronta e reprime con fermezza la congiura eversiva
guidata da Lucio Sergio Catilina, un nobile decaduto che tentava di prendere il potere
con la forza. Questa vittoria politica, che gli valse il titolo onorifico di 'Pater Patriae'
(Padre della Patria), segnò tuttavia l'inizio del suo declino: l'esecuzione senza processo
di alcuni congiurati cittadini romani gli costerà in seguito la dura pena dell'esilio nel 58
a.C.
Il fulcro ideale dell'azione e del pensiero ciceroniano è il concetto di HUMANITAS.
Questo termine non si traduce semplicemente con 'umanità', ma definisce un ideale
etico e culturale globale: l'uomo compiuto è colui che unisce una cultura enciclopedica
(fondata sulle arti liberali e sulla filosofia greca) a una profonda moralità e al senso del
dovere civile verso lo Stato. L'oratore ideale non deve solo saper parlare in pubblico in
modo persuasivo, ma deve mettere la propria sapienza al servizio esclusivo del bene
comune (concordia ordinum).
2. Le Grandi Orazioni Politiche e Giudiziarie
La produzione oratoriale di Cicerone costituisce il modello assoluto della prosa latina
classica. I suoi discorsi si dividono storicamente in due grandi filoni:
• Le Orazioni Giudiziarie (pronunziate in tribunale come avvocato difensore o
accusatore):
Tra queste spiccano le celebri Verrine (70 a.C.), una serie di discorsi d'accusa scritti
contro Gaio Verre, il corrotto governatore che aveva letteralmente depredato e
dissanguato la provincia della Sicilia. Grazie alla schiacciante documentazione e alla
foga retorica di Cicerone, Verre fu costretto all'esilio ancor prima della fine del
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LINGUA E LETTERATURA LATINA

Monografia Critica Completa: Marco Tullio Cicerone - La

Crisi della Repubblica, l'Arte della Retorica e il Pensiero

Filosofico

1. Il Profilo Storico-Biografico dell'Homo Novus

Marco Tullio Cicerone (106 a.C. - 43 a.C.) rappresenta indubbiamente la figura intellettuale ed eclettica più imponente dell'intera latinità, capace di dominare la scena politica e culturale del I secolo a.C., un'epoca drammatica segnata dalle guerre civili e dal definitivo collasso delle istituzioni della Repubblica romana. Nato ad Arpino da una famiglia benestante appartenente all'ordine equestre ma priva di antenati magistrati, Cicerone si inserisce nella vita politica di Roma come 'homo novus'. Sfruttando unicamente la sua straordinaria abilità oratorica e una solida preparazione giuridico-filosofica acquisita tra Roma, la Grecia e Rodi, riesce a percorrere brillantemente l'intero 'cursus honorum' fino a raggiungere la massima carica dello Stato, il consolato, nel 63 a.C. Durante il suo consolato, Cicerone affronta e reprime con fermezza la congiura eversiva guidata da Lucio Sergio Catilina, un nobile decaduto che tentava di prendere il potere con la forza. Questa vittoria politica, che gli valse il titolo onorifico di 'Pater Patriae' (Padre della Patria), segnò tuttavia l'inizio del suo declino: l'esecuzione senza processo di alcuni congiurati cittadini romani gli costerà in seguito la dura pena dell'esilio nel 58 a.C. Il fulcro ideale dell'azione e del pensiero ciceroniano è il concetto di HUMANITAS. Questo termine non si traduce semplicemente con 'umanità', ma definisce un ideale etico e culturale globale: l'uomo compiuto è colui che unisce una cultura enciclopedica (fondata sulle arti liberali e sulla filosofia greca) a una profonda moralità e al senso del dovere civile verso lo Stato. L'oratore ideale non deve solo saper parlare in pubblico in modo persuasivo, ma deve mettere la propria sapienza al servizio esclusivo del bene comune (concordia ordinum).

2. Le Grandi Orazioni Politiche e Giudiziarie

La produzione oratoriale di Cicerone costituisce il modello assoluto della prosa latina classica. I suoi discorsi si dividono storicamente in due grandi filoni:

  • Le Orazioni Giudiziarie (pronunziate in tribunale come avvocato difensore o accusatore): Tra queste spiccano le celebri Verrine (70 a.C.), una serie di discorsi d'accusa scritti contro Gaio Verre, il corrotto governatore che aveva letteralmente depredato e dissanguato la provincia della Sicilia. Grazie alla schiacciante documentazione e alla foga retorica di Cicerone, Verre fu costretto all'esilio ancor prima della fine del

processo, consacrando il giovane arpinate come il primo avvocato di Roma, scalzando il rivale Ortensio Ortalo.

  • Le Orazioni Deliberative (pronunziate davanti al Senato o al popolo per orientare le scelte dello Stato): Le Catilinarie (63 a.C.) ne costituiscono l'esempio più famoso. Si tratta di quattro discorsi di un'aggressività e potenza drammatica uniche, con cui Cicerone attacca frontalmente Catilina di fronte ai senatori. Celeberrimo è l'esordio ex abrupto (senza introduzione) della prima Catilinaria: 'Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?' (Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza?). Negli ultimi anni di vita, dopo la morte di Giulio Cesare, Cicerone scrive le Filippiche (44-43 a.C.), 14 violente orazioni modellate sui discorsi dell'oratore greco Demostene. L'obiettivo politico è Marco Antonio, dipinto come un tiranno brutale e un pericolo mortale per le libertà repubblicane. Questa strenua difesa della Repubblica costerà carissima a Cicerone: con l'avvento del Secondo Triumvirato, Marco Antonio lo inserirà nelle liste di proscrizione e l'oratore verrà brutalmente assassinato dai sicari il 7 dicembre del 43 a.C.

3. L'Arte della Retorica: I Cinque Compiti dell'Oratore

Fase del Processo Retorico Descrizione Tecnica e Obiettivi Inventio (Il Ritrovamento) La ricerca e la selezione degli argomenti logici, delle prove e dei fatti veri o verosimili utili a sostenere la propria tesi giudiziaria o politica. Dispositio (La Disposizione) L'organizzazione strategica del materiale raccolto. Un discorso classico deve seguire una sequenza rigida: Exordium (introduzione), Narratio (esposizione dei fatti), Confirmatio (prove a favore), Refutatio (smontaggio delle tesi avversarie) ed Peroratio (conclusione emotiva). Elocutio (Lo Stile) La veste linguistica del discorso. Consiste nella scelta delle parole più eleganti e nell'uso sapiente delle figure retoriche. Cicerone fissa i tre stili fondamentali: umile (per informare), medio (per dilettare), grave/sublime (per commuovere e trascinare il pubblico).