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Riassunto Circe, Annie Vivanti, Sintesi del corso di Letteratura Contemporanea

Esame di letteratura italiana contemporanea del primo anno di moda

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 10/11/2021

NiccoFpp
NiccoFpp 🇮🇹

4.8

(9)

8 documenti

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CIRCE
Il romanzo è una sorta di diario-confessione di Maria Tarnowska, che lei stessa racconta ad
una scrittrice che è venuta a farle visita nel carcere di Trani, per conoscere la sua storia. È
una figura realmente esistita, che la Vivanti riesce ad intervistare. La figura di Maria è
estremamente complessa, femme fatale suo malgrado, perennemente in bilico tra il
desiderio di purezza e l’incapacità di sottrarsi ad un destino da distruttrice. Nel suo caso
l’abito e il trucco perdono l’aura divina celebrata da Baudelaire, sono piuttosto una
maschera grottesca, che cela un io irrimediabilmente perduto, in sintonia con la crisi dell’io
dei personaggi letterari novecenteschi.
Maria inizia il racconto con una sorta di desiderio, quello di svegliarsi al mattino scoprendo
che è sempre bambina e la sua intera esistenza è stata un sogno. La storia della sua vita
inizia con tre ragazzi che chiedono la sua mano; tra questi tre c’è Vassilli, del quale Maria è
innamorata. Il padre però non è d’accordo su questo matrimonio e Maria, aiutata dalla
madre, scappa e sposa Vassilli in segreto. Ma il matrimonio si rivela ben presto un incubo
per Maria, infatti Vassilli la tratta senza un minimo di rispetto e la tradisce con moltissime
donne, sostenendo che Maria sia noiosa.
Una sera Vassilli esce per andare al Restaurant dell’Hermitage, e Maria decide di seguirlo,
stanca di stare in camera mentre il marito si dedica alla vita mondana. Su consiglio della
cameriera, indossa un vestito di tulle rosso scollato, una tiara di rubini, una sciarpa rosso
fuoco ed esce per andare all’Hermitage. Qua fa la sua timida comparsa la femme fatale
chiusa in Maria, guidata però dall’amore verso il marito e non dal desiderio di farlo soffrire,
quindi non ancora una femme fatale pura. Il marito, non appena la vede entrare in quelle
vesti, si meraviglia di lei e la invita dentro. Da quel momento la porta sempre con sé, anche
alle cerimonie mondane più spinte alle quali Maria, alla sua età, non avrebbe dovuto
partecipare, come se la visione di lei in versione femme fatale avesse risvegliato in lui la
passione.
Maria rimane in cinta e nasce il figlio Tioka, ma a Vassilli la vita di padre stanca presto, così
convince Maria a seguirlo in un viaggio in Italia lasciando il figlio a casa. In Italia Maria si
ammala, complice la lontananza del figlio, e Vassilli canta. Un giorno decise assieme a tre
amiche di provare a riconquistare Vassilli tramite la gelosia, fingendo con una lettera che
un misterioso amante si sia suicidato per lei. Ma per coincidenza, il giorno dopo arriva una
vera lettera indirizzata a Vassilli nella quale c’era scritto che suo cugino Pietro si era
impiccato. I due rientrano in Russia alla volta di Kieff e Maria, pur se a pezzi per la perdita di
Pietro, è felicissima al pensiero di poter rivedere suo figlio. Il suicidio di Pietro segna un
punto di rottura nella salute mentale di Maria. Sente che la Morte è entrata nella sua vita e
percepisce come in una specie di sonno la pazzia che si annida dentro lei, e per combattere
il dolore cade nella dipendenza da cocaina.
A Kieff conosce Bozevsky, amico di Vassilli, che si innamora subito di lei; Maria lo dice a
Vassilli per suscitarne la gelosia, ma lui considera la cosa con ironia. I due vanno poi a
Mosca e nell’hotel Maria fa la conoscenza con Donato Prilukoff. Non è un bell’incontro,
perché quest’ultimo la spaventa mettendole una mano sulla spalla da dietro, e lei urla
perché le sembrava uno Scorpione. Tornati a Kieff, Maria si avvicina sempre più a Bozevky.
Durante una partita di tiro al bersaglio, Bozevsky tappa la canna del fucile di Maria,
pretendendo di sentir dire da lei “ti amo”. Maria, in pieno chaos, preme per sbaglio il
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CIRCE

Il romanzo è una sorta di diario-confessione di Maria Tarnowska, che lei stessa racconta ad una scrittrice che è venuta a farle visita nel carcere di Trani, per conoscere la sua storia. È una figura realmente esistita, che la Vivanti riesce ad intervistare. La figura di Maria è estremamente complessa, femme fatale suo malgrado, perennemente in bilico tra il desiderio di purezza e l’incapacità di sottrarsi ad un destino da distruttrice. Nel suo caso l’abito e il trucco perdono l’aura divina celebrata da Baudelaire, sono piuttosto una maschera grottesca, che cela un io irrimediabilmente perduto, in sintonia con la crisi dell’io dei personaggi letterari novecenteschi. Maria inizia il racconto con una sorta di desiderio, quello di svegliarsi al mattino scoprendo che è sempre bambina e la sua intera esistenza è stata un sogno. La storia della sua vita inizia con tre ragazzi che chiedono la sua mano; tra questi tre c’è Vassilli, del quale Maria è innamorata. Il padre però non è d’accordo su questo matrimonio e Maria, aiutata dalla madre, scappa e sposa Vassilli in segreto. Ma il matrimonio si rivela ben presto un incubo per Maria, infatti Vassilli la tratta senza un minimo di rispetto e la tradisce con moltissime donne, sostenendo che Maria sia noiosa. Una sera Vassilli esce per andare al Restaurant dell’Hermitage, e Maria decide di seguirlo, stanca di stare in camera mentre il marito si dedica alla vita mondana. Su consiglio della cameriera, indossa un vestito di tulle rosso scollato, una tiara di rubini, una sciarpa rosso fuoco ed esce per andare all’Hermitage. Qua fa la sua timida comparsa la femme fatale chiusa in Maria, guidata però dall’amore verso il marito e non dal desiderio di farlo soffrire, quindi non ancora una femme fatale pura. Il marito, non appena la vede entrare in quelle vesti, si meraviglia di lei e la invita dentro. Da quel momento la porta sempre con sé, anche alle cerimonie mondane più spinte alle quali Maria, alla sua età, non avrebbe dovuto partecipare, come se la visione di lei in versione femme fatale avesse risvegliato in lui la passione. Maria rimane in cinta e nasce il figlio Tioka, ma a Vassilli la vita di padre stanca presto, così convince Maria a seguirlo in un viaggio in Italia lasciando il figlio a casa. In Italia Maria si ammala, complice la lontananza del figlio, e Vassilli canta. Un giorno decise assieme a tre amiche di provare a riconquistare Vassilli tramite la gelosia, fingendo con una lettera che un misterioso amante si sia suicidato per lei. Ma per coincidenza, il giorno dopo arriva una vera lettera indirizzata a Vassilli nella quale c’era scritto che suo cugino Pietro si era impiccato. I due rientrano in Russia alla volta di Kieff e Maria, pur se a pezzi per la perdita di Pietro, è felicissima al pensiero di poter rivedere suo figlio. Il suicidio di Pietro segna un punto di rottura nella salute mentale di Maria. Sente che la Morte è entrata nella sua vita e percepisce come in una specie di sonno la pazzia che si annida dentro lei, e per combattere il dolore cade nella dipendenza da cocaina. A Kieff conosce Bozevsky, amico di Vassilli, che si innamora subito di lei; Maria lo dice a Vassilli per suscitarne la gelosia, ma lui considera la cosa con ironia. I due vanno poi a Mosca e nell’hotel Maria fa la conoscenza con Donato Prilukoff. Non è un bell’incontro, perché quest’ultimo la spaventa mettendole una mano sulla spalla da dietro, e lei urla perché le sembrava uno Scorpione. Tornati a Kieff, Maria si avvicina sempre più a Bozevky. Durante una partita di tiro al bersaglio, Bozevsky tappa la canna del fucile di Maria, pretendendo di sentir dire da lei “ti amo”. Maria, in pieno chaos, preme per sbaglio il

grilletto sfracellando la mano di Bozevky. Questa è la seconda volta che lo spirito da femme fatale di Maria esce. Vassilli divenne improvvisamente geloso e ad una festa, nella quale Maria era svenuta dopo aver ballato con Bozevsky, spara a quest’ultimo alle spalle. Maria è devastata dall’accaduto, non vuole più vedere Vassilli; resta però con Bozevsky per accudirlo, ma una sera il dottor Stahl le fa un’iniezione di cocaina e i due rimangono, inerti, a guardare Bozevsky morire. Distrutta dall’accaduto, Maria inizia a girare per il mondo con Elisa, la domestica, e Tioka. L’altra figlia, Tania, viene rapita da Vassilli, che era uscito di galera, e Maria non la rivedrà più. Per la prima volta si affaccia su Maria la necessità di procurarsi del denaro, poiché erano rimasti senza soldi, così manda un telegramma alla madre e, nell’ufficio, incontra Prilukoff. Il secondo incontro tra i due va molto meglio del primo, Maria non è spaventata dalla figura di Prilukoff e anzi, con lui si sente protetta e al sicuro perché pensa l’uomo a tutti i suoi bisogni. Ogni volta che c’è un problema l’uomo pronuncia la frase “Penso io”, che le trasmette sicurezza e fiducia. Successivamente Maria ricorda della visita di un astrologo, che le fa una profezia: ad un certo punto incontrerà due uomini, che rappresentano la salvezza e la dannazione, e lei sceglierà quello che la porterà alla dannazione. Durante una delle poche uscite che Prilukoff le permetteva di fare incontra Kamarovsky, marito di un’amica di Maria che però si è uccisa, e suo figlio. L’uomo è in lutto, ma subisce il fascino della Maria e se ne innamora. Arriva un telegramma nel quale c’è scritto che la madre di Maria è malata e desidera vederla un’ultima volta. La madre muore e Maria, distrutta nuovamente da una perdita, si ritrova senza soldi e senza eredità. Continua a chiedere denaro a Prilukoff che però non ne ha, così escogitano un piano. Fanno venire Kamarovsky e lo inducono a prestare diecimila rubli a Maria; l’uomo cade nel tranello perché era innamorato della donna. È un altro passo verso la perdizione, Maria non aveva mai rubato prima e ciò la fa stare male. Kamarovsky implora Maria di sposarlo e lei decide di scappare con lui, trasportata dal desiderio di un vita pura e tranquilla, lasciando una lettera dove spiega a Prilukoff la situazione con sincere scuse per tutto ciò che gli ha causato. Fugge con Kamarovsky a Hyeres, ma ad aspettarli trova Prilukoff, che le appare di nuovo come il cupo e minaccioso Scorpione del loro primo incontro. Prilukoff è arrabbiatissimo, rinfaccia a Maria di aver abbandonato tutto, di essere arrivato al punto di rubare per lei e Maria, incapace di reagire, si abbandona nuovamente allo Scorpione. Da quel momento la tiene prigioniera, la controlla in ogni minima cosa. La donna chiede quindi a Kamarovsky di scappare in segreto, e i quattro partono alla volta di Vienna, portando con sé il sacchetto di danari di Prilukoff. Maria comincia a dubitare dell’amore di Kamarovsky, si convince che lui non l’amerà mai perché non vuole sapere niente del suo passato. In realtà le intenzioni di Kamarovsky sono pure, vuole solo ricominciare da zero con Maria, che ingenuamente non capisce questo sentimento. Kamarovsky trova la borsa con i danari e si arrabbia moltissimo con Maria che scoppia in lacrime. In quel momento entra nella stanza un amico di Kamarovsky, Nicola Naumoff. A pranzo il giovane subisce il fascino di Maria e se ne innamora. A quel punto, alla donna torna in mente la profezia dell’astrologo e si convince in un gesto di impulsività che la salvezza sia in Naumoff. Improvvisamente Maria diventa gelida con Kamarovsky, che tenta in tutti i modi

Maria e Prilukoff vengono arrestati e incarcerati