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L'apprendimento nell'autismo - Vivanti, Sintesi del corso di Psicologia Cognitiva

Sintesi del libro sull'apprendimento nell'autismo di Vivanti e Salomone

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 07/03/2019

sararove95
sararove95 🇮🇹

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L’APPRENDIMENTO NELL’AUTISMO – G. Vivanti, E.
Salomone
Cap.2 Comunicazione, reciprocità sociale e apprendimento
L’elemento distintivo dei disturbi dello spettro autistico è l’ORGANIZZAZIONE ATIPICA
dello SVILUPPO SOCIALE. Queste dicoltà:
Emergono PRECOCEMENTE (durante il primo anno di vita)
Coinvolgono PROCESSI COMPLESSI come il ragionamento sociale e
COMPORTAMENTI SEMPLICI come rispondere al proprio nome o guardare negli
occhi le persone
Inoltre, l’organizzazione atipica inuisce sull’APPRENDIMENTO che sarà diverso dal
punto di vista dei PROCESSI (come si impara) e dei CONTENUTI (cosa si impara). Gli
aspetti del comportamento sociale che inuenzano l’apprendimento sono:
1. MOTIVAZIONE SOCIALE propensione spontanea ad IMPARARE dagli ALTRI
2. COGNIZIONE SOCIALE capacità di dare un SENSO ad azioni, parole ed emozioni
Autismo e motivazione sociale
A dierenza dei coetanei con sviluppo tipico e quelli coi disturbi dello sviluppo di altra
natura, i bambini con autismo non manifestano la tendenza a dare attenzione a ciò
che le persone fanno, dicono, ed esprimono attraverso azioni ed emozioni.
Mentre nello SVILUPPO TIPICO sono gli STIMOLI SOCIALI ad avere la precedenza
rispetto a quelli NON SOCIALI, nell’autismo succede il contrario: a passare in secondo
piano sono gli stimoli sociali. Le persone con autismo manifestano una preferenza per
attività che coinvolgono elementi di “SISTEMATIZZAZIONE” (es. funzionamento o
proprietà di sistemi numerici) piuttosto che attività di natura sociale.
I bambini con autismo:
Prendono raramente INIZIATIVA nella COMUNICAZIONE SOCIALE
Utilizzano il LINGUAGGIO SPONTANEO per FINI CONCRETI (es. richiesta oggetto)
piuttosto che per CONDIVISIONE SOCIALE
Non tendono a CONFORMARE il loro COMPORTAMENTO alle ASPETTATIVE degli
altri (per compiacere o fare “bella gura”)
La motivazione sociale può andare incontro ad un cambiamento nel coro dello
sviluppo. Durante l’adolescenza o l’età adulta emerge il DESIDERIO di partecipare a
ESPERIENZE di natura SOCIALE e da qui deriva la FRUSTRAZIONE, lo stress e, in certi
casi, la tendenza depressiva dati dall’incapacità di partecipare pienamente alla vita
sociale.
Ricerca sulla motivazione sociale nell’autismo
Utilizzo tecnologia dell’eye-tracking (pag.34-35)
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Scarica L'apprendimento nell'autismo - Vivanti e più Sintesi del corso in PDF di Psicologia Cognitiva solo su Docsity!

L’APPRENDIMENTO NELL’AUTISMO – G. Vivanti, E.

Salomone

Cap.2 Comunicazione, reciprocità sociale e apprendimento

L’elemento distintivo dei disturbi dello spettro autistico è l’ORGANIZZAZIONE ATIPICA dello SVILUPPO SOCIALE. Queste difficoltà:

  • Emergono PRECOCEMENTE (durante il primo anno di vita)
  • Coinvolgono PROCESSI COMPLESSI come il ragionamento sociale e COMPORTAMENTI SEMPLICI come rispondere al proprio nome o guardare negli occhi le persone

Inoltre, l’organizzazione atipica influisce sull’APPRENDIMENTO che sarà diverso dal punto di vista dei PROCESSI (come si impara) e dei CONTENUTI (cosa si impara). Gli aspetti del comportamento sociale che influenzano l’apprendimento sono:

  1. MOTIVAZIONE SOCIALE propensione spontanea ad IMPARARE dagli ALTRI
  2. COGNIZIONE SOCIALE capacità di dare un SENSO ad azioni, parole ed emozioni

Autismo e motivazione sociale

A differenza dei coetanei con sviluppo tipico e quelli coi disturbi dello sviluppo di altra natura, i bambini con autismo non manifestano la tendenza a dare attenzione a ciò che le persone fanno, dicono, ed esprimono attraverso azioni ed emozioni.

Mentre nello SVILUPPO TIPICO sono gli STIMOLI SOCIALI ad avere la precedenza rispetto a quelli NON SOCIALI, nell’autismo succede il contrario: a passare in secondo piano sono gli stimoli sociali. Le persone con autismo manifestano una preferenza per attività che coinvolgono elementi di “SISTEMATIZZAZIONE” (es. funzionamento o proprietà di sistemi numerici) piuttosto che attività di natura sociale.

I bambini con autismo:

  • Prendono raramente INIZIATIVA nella COMUNICAZIONE SOCIALE
  • Utilizzano il LINGUAGGIO SPONTANEO per FINI CONCRETI (es. richiesta oggetto) piuttosto che per CONDIVISIONE SOCIALE
  • Non tendono a CONFORMARE il loro COMPORTAMENTO alle ASPETTATIVE degli altri (per compiacere o fare “bella figura”)

La motivazione sociale può andare incontro ad un cambiamento nel coro dello sviluppo. Durante l’adolescenza o l’età adulta emerge il DESIDERIO di partecipare a ESPERIENZE di natura SOCIALE e da qui deriva la FRUSTRAZIONE, lo stress e, in certi casi, la tendenza depressiva dati dall’incapacità di partecipare pienamente alla vita sociale.

Ricerca sulla motivazione sociale nell’autismo

Utilizzo tecnologia dell’ eye-tracking (pag.34-35)

Origini della ridotta motivazione sociale nell’autismo

Quali solo le ragioni neurobiologiche di questi fenomeni?

  • ANOMALIE GENETICHE nella sintesi dell’ OSSITOCINA, neuropeptide coinvolto nella risposta agli stimoli sociali
    • Non sono specifiche o universali

Conseguenze della ridotta motivazione sociale per l’apprendimento

La CAPACITÀ di APPRENDERE dagli ALTRI è fondamentale in ogni contesto e la ridotta MOTIVAZIONE SOCIALE va a incidere su questa capacità in due modi:

  1. Ciò che il bambino riceve dal mondo sociale i genitori offrono ai bambini un ricco INPUT di AZIONI, PAROLE ed ESPRESSIONI EMOTIVE. Nell’autismo il bambino non si connette con questo canale sociale, le esperienze fornite dall’ambiente non vengono canalizzate dal bambino.
  2. Ciò che il bambino (non) inizia i bambini con autismo prendono raramente l’INIZIATIVA SOCIALE , creando poche OPPORTUNITÀ di APPRENDIMENTO

Orientamento sociale ed apprendimento

Esperimenti basati sull’ eye-tracking che hanno indagato sul legame tra MOTIVAZIONE, ATTENZIONE ed APPRENDIMENTO:

  • Imitazione modello che disegnava delle forme geometriche. I bambini con autismo guardavano il movimento delle mani, gli oggetti utilizzati e il prodotto finale ( in pratica imparavano i movimenti, gli oggetti e le forme geometriche) mentre i bambini senza autismo si focalizzavano sul volto del modello, sulla direzione dello sguardo e sulle sue azioni (in pratica stavano imitando)ù
  • Visione video in cui un attore iniziava a costruire

Da questi studi emerge come i bambini con autismo IMPARANO in modo DIVERSO dagli altri perché registrano aspetti diversi della realtà che li ciroconda, mettendo in secondo piano gli ASPETTI SOCIALI della SITUAZIONE di APPRENDIMENTO

Iniziativa sociale ed apprendimento

La scarsa propensione all’INIZIATIVA COMUNICATIVA e SOCIALE ostacola l’apprendimento che dovrebbe essere un PROCESSO BIDIREZIONALE in cui i due partner portano il contributo nell’interazione. I genitori con bambini con autismo hanno

▲ GIRO FUSIFORME (area associata all’elaborazione e al riconoscimento dei volti)

▲ SOLCO TEMPORALE SUPERIORE (coinvolto nell’elaborazione del movimento biologico e della direzione dello sguardo degli altri

Impatto sull’apprendimento

Per i bambini con autismo imparare dagli altri è difficile, laborioso e più soggetto ad errori

  • La corretta identificazione degli STATI MENTALI ALTRUI e del SOTTOTESTO EMOTIVO è fondamentale nella vita quotidiana per capire una barzelletta, per esempio o comprendere la storia di un romanzo
  • I bambini con autismo non sanno leggere il SEGNALE COMUNICATIVO espresso dal VOLTO
  • (^) Mano a mano che il bambino cresce la COMPLESSITÀ della COMUNICAZIONE per insegnare aumenta, ostacolando l’apprendimento del bambino in modo più profondo
  • La difficoltà nella cognizione sociale si traduce in:
    • Difficoltà a DECIFRARE comportamento e COMUNICAZIONE con gli altri
    • Presenza di un maggior numero di INFORMAZIONI da ELABORARE: il cervello delle persone con autismo deve lavorare di più
    • L’apprendimento è deviato verso ASPETTI NON SOCIALI dell’ambiente in quanto il mondo sociale non rappresenta il punto di partenza per l’elaborazione di strumenti cognitivi ed emotivi con cui interfacciarsi all’ambiente

Strategie per contrastare le difficoltà

Le persone con autismo imparano a utilizzare le INFORMAZIONI di tipo EMOTIVO e MENTALISTICO per meglio adattarsi alla realtà ed imparare a comportarsi come gli altri

Le STORIE SOCIALI :

  • strumento efficace per aiutare bambini ed adolescenti con autismo a sviluppare capacità di adattamento
  • descrivono una SITUAZIONE, una capacità o di un CONCETTO tenendo conto del PUNTO di vista SOCIALE
  • descrivono gli INDIZI di natura SOCIALE che permettono di COMPRENDERE la situazione e di imparare le appropriate RISPOSTE SOCIALI richieste in tale situazione

Cap. 4 Comportamenti ripetitivi ed apprendimento

Nella sindrome autistica si riscontra una certa ATTRAZIONE per la RIPETITIVITÀ e una tendente l’OSTILITÀ verso la NOVITÀ.

Interessi e comportamenti ristretti

Il repertorio comportamentale delle persone con autismo è limitato e questo si manifesta nel

  • (^) numero ristretto di attività e INTERESSI
  • RIGIDITÀ e PERSEVERAZIONE con cui le attività vengono messe in atto
  • L’ostilità alle VARIAZIONI delle attività
  • Gli interessi si manifestano in PATTERN riutilizzati e immutabili di AZIONI e PAROLE
  • Sviluppo di una conoscenza dettagliatissima ma confinata in una nicchia specifica e scollegata da altre competenze (impossibilità di tradursi in un’opportunità di lavoro qualificato)

Comportamenti ripetitivi

La propensione alla ripetitività si manifesta nella presenza di ABITUDINI e ROUTINE INFLESSIBILI come ad esempio vestirsi seguendo sempre la stessa sequenza di azioni o andare a scuola seguendo lo stesso percorso.

Tra i comportamenti ripetitivi rientrano le STEREOTIPIE MOTORIE ( muovere ritmicamente le braccia, irrigidire le mani, dondolarsi avanti e indietro con il busto…) che sono spesso manifestati in RISPOSTA a STIMOLI visivi o uditivi particolari e si presentano soprattutto nei casi più gravi.

I comportamenti ripetitivi tendono a diminuire in frequenza e gravità con l’età indipendentemente dal livello di funzionamento generale.

Cause dei comportamenti ristretti e ripetitivi

  1. DEFICIT DI IMMAGINAZIONE (Wing, 1997): il bambino con autismo tende a fare poche cose e di continuo perché manca di creatività per immaginarne di altre
  2. DEFICIT NELLE FUNZIONI ESECUTIVE : difficoltà nell’ORGANIZZARE un PIANO di AZIONE e nell’eseguirlo o cambiarlo in modo FLESSIBILE a seconda delle circostanze
  3. DIFESA DALL’ANSIA : antidoto all’ansia provocata da un MONDO SOCIALE percepito come CAOTICO e indecifrabile
  4. REAZIONI A STATI DI IPERATTIVAZIONE FISIOLOGICA : la funzione sarebbe quella di scaricare l’eccitazione di fronte a input percepiti come iper-stimolanti

DIFFICOLTÀ SOCIALE e RIPETITIVITÀ, i sintomi distintivi dell’autismo non sono l’uno la causa dell’altro ma emergono indipendentemente per poi intrecciarsi in modo complesso nel corso dello sviluppo.

L’impatto dei comportamenti ristretti e ripetitivi sull’apprendimento

Queste manifestazioni possono compromettere l’apprendimento a vari livelli:

b. Privilegia il QUADRO DI INSIEME rispetto ai DETTAGLI

Nei bambini autistici l’esperienza della realtà è meno concentrata sul quadro di insieme e più orientata ai dettagli

  • Eccellenza nei compiti che richiedono di focalizzare l’attenzione sui dettagli ignorando il contesto globale
  • Influenza su come e cosa il bambino apprende sulla realtà fisica e sociale

Aspetti sensoriali

Nello sviluppo tipico l’elaborazione degli stimoli sensoriali permette di essere CONSAPEVOLI di ciò che ci circonda senza essere sopraffatti da STIMOLI MULTIPLI.

  • capacità di FILTRARE le informazioni secondo una gerarchia di priorità (ciò che è utile e ciò che non è immediatamente rilevante per il compito)
  • capacità di pianificare ed organizzare comportamenti finalizzati a BILANCIARE gli STIMOLI

Nei bambini con autismo sono presenti anomalie nella modalità con cui gli INPUT visivi, uditivi, olfattivi e gustativi sono filtrati ed elaborati e delle difficoltà di elaborare piani d’azione finalizzati a EQUILIBRARE gli STIMOLI SENSORIALI. Tra i bambini autistici circa il:

  • 30% manifesta IPERSENSIBILITÀ agli STIMOLI SENSORIALI (suoni, luci, odori o sensazioni tattili)
  • 20% percepisce in modo ATTENUATO gli INPUT e cercano di AMPLIFICARE l’intensità delle sensazioni sensoriali (ricerca di stimolazioni visive, olfattive, propriocettive…)
  • 20% presenta un PROFILO MISTO di ricerca ed evitamento di stimoli sensoriali
  • 25-30 % ha una risposta “NORMALE” o lievemente alterata agli stimoli sensoriali

Le dimensioni cognitive, percettive e sensoriali si intrecciano in un quadro evolutivo che rende difficile districare cause e conseguenze ma che interferisce in modo drastico con l’apprendimento

Cap. 6 Comorbilità psichiatrica e apprendimento

Co-occorrenza di disturbi psichiatrici e dello sviluppo nell’autismo

Nonostante il fenomeno della CO-CONCORRENZA (comorbilità) di più disturbi nelle persone con autismo sia un tema ancora poco indagato, le ultime ricerche rilevano che:

  • Circa il 70% dei bambini autistici presenta sintomi di:
    • problemi di SALUTE MENTALE quali disturbo d’ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo o
  • DISTURBI DELLO SVILUPPO come disturbo di deficit di attenzione e iperattività o disturbo oppositivo

Fattori di rischio e modelli esplicativi della comorbilità psichiatrica

nell’autismo

Analizzando le ricerche sui fattori di che nella popolazione generale possono causare l’emergere di una patologia (individuali, familiari, ambientali) diversi ricercatori hanno rilevato che nei bambini con autismo non ci sono i medesimi pattern di associazione di rischio rilevabile nel resto della popolazione

Non vi è una correlazione tra la gravità dei sintomi autistici e la probabilità di sviluppare difficoltà di salute mentale.

Si ritrova un’oggettiva difficoltà a discernere la SINTOMATOLOGIA PSICOPATOLOGICA con i sintomi comportamentali TIPICI dell’autismo.

L’impatto dei problemi di comorbilità psichiatrica sull’apprendimento

La presenza di DISTURBI AGGIUNTIVI può aggravare la sintomatologia autistica, INTERFERIRE con l’APPRENDIMENTO e ridurre i BENEFICI delle TERAPIE.

Tra i disturbi più frequentemente associati all’autismo ci sono:

  • DISTURBI EMOTIVI (ansia, depressione) 40% dei soggetti con autismo
    • (^) Negli individui più competenti l’ANSIA SOCIALE è simile a quella che vivono gli adolescenti a sviluppo tipico, c’è una consapevolezza della propria diversità e della propria difficoltà ad adeguarsi all’ambiente sociale
    • Gli STATI DEPRESSIVI derivano dalla difficoltà dei bambini autistici nell’essere consapevoli dei propri STATI INTERIORI e di essere in grado di COMUNICARLI all’altro
  • DISTURBO OPPOSITIVO e ADHD 30% dei soggetti con autismo
    • ADHD i manifesta principalmente nei bambini con livello cognitivo basso

Cap. 7 Dall’apprendimento all’insegnamento

Le strategie educative convenzionali hanno poca efficacia quando si tratta di bambini con autismo. Si ritrovano tre ostacoli primari:

a. La molteplicità di fattori a cui tener conto per valutare lo STILE DI APPRENDIMENTO delle persone con autismo che non può essere letto in modo unico, universale e specifico b. Conflitti ideologici e LACUNE critiche in materia

c. POLITICHE EDUCATIVE che gestiscono fondi e personale nella scuola

Il punto di partenza

  • Consistono nella STRUTTURAZIONE dello SPAZIO (attraverso l’allestimento di spazi dedicati a specifiche attività con confini evidenti) e del TEMPO (attraverso SCHEMI VISIVI che illustrano il procedere della giornata)
  • Hanno lo scopo di capitalizzare le ABILITÀ VISUO-SPAZIALI delle persone e compensare le difficoltà nell’ambito comunicativo e di organizzazione/ pianificazione
  • Favoriscono una COMUNICAZIONE CONCRETA e meno simbolica, rendendola più accessibile a sistemi cognitivi poco propensi all’astrazione

Interventi Evolutivi Naturalistici Comportamentali

Rogers e colleghi concepiscono l’autismo come un DISTURBO dello SVILUPPO ed elaborano strategie al fine di potenziare le abilità deficitarie dei bambini, creando l’infrastruttura dell’apprendimento sociale.

I sintomi dell’autismo sono il prodotto dell’ORGANIZZAZIONE ATIPICA dello sviluppo del CERVELLO che si ritrova in una strutturazione anomala della COGNIZIONE, dell’AFFETTIVITÀ e del COMPORTAMENTO.

Sa questa idea nascono gli IENC.

  • L’aspetto chiave dell’approccio è l’enfasi sull’INSEGNAMENTO “NATURALISTICO” fondato sulla RUOTINE quotidiana e sulla MOTIVAZIONE SPONTANEA del bambino
  • L’insegnamento di nuovi comportamenti è articolato secondo la sequenza: ANTECEDENTE, COMPORTAMENTO e CONSEGUENZA simile all’approccio ABA ma con alcune differenze:
    1. Costruzione opportunità attraverso l’utilizzo di materiali ed attività SCELTE dal bambino, sulla base della sua INIZIATIVA
    2. Gli stimoli antecedenti (istruzioni) sono accompagnate da SEGNALI AFFETTIVI e COMUNICATIVI tra cui un linguaggio del corpo e un tono di voce che enfatizza le emozioni positive
    3. Enfatizzazione attività INTRINSECAMENTE GRATIFICANTI che motivino il bambino a emettere i comportamenti target senza bisogno di motivazioni esterne
    4. Le OPPORTUNITÀ di APPRENDIMENTO sono date dalle VARIAZIONI sul TEMA inserite dall’adulto

Cap. 8 Conoscere gli strumenti e conoscere il bambino

Perché il bambino con autismo PARTECIPI con successo ad un’INTERAZIONE SOCIALE e necessario rendere lo SCAMBIO SOCIALE CHIARO, MOTIVANTE e dotato di SIGNIFICATO.

  • Catturare l’attenzione del bambino
  • Posizionarsi in modo da essere al CENTRO della SCENA
  • Rendere lo scambio sociale motivante, chiaro e finalizzato
  • Offrire una SCELTA tra due attività e MOSTRARGLIELE entrambe
  • Scegliere attività che si prestino alla CONDIVISIONE e alla COOPERAZIONE tra due partner di gioco, che coinvolgano oggetti o materiali di INTERESSE del bambino e che abbiano un TEMA CHIARO
    • Dare senso alla comunicazione
  • Utilizzare un LINGUAGGIO CALIBRATO al livello di sviluppo del bambino: enunciati semplici sono più facilmente comprensibili e fanno da base per l’acquisizione di nuove funzioni di COMUNICAZIONE ESPRESSIVA
  • ENFATIZZARE la COMUNICAZIONE: tono di voce EMOTIVAMENTE POSITIVO e calmo e utilizzo di GESTI ed ESPRESSIONI FACCIALI salienti
    • Dare senso alle attività
  • L’attività deve avere un SENSO chiato nel contesto degli OBIETTIVI di APPRENDIMENTO con un livello di complessità né troppo semplice né troppo complesso
    • Strutturare ambiente, tempo e attività
  • ORGANIZZARE le informazioni secondo una SCANSIONE DEFINITA delle attività che si svolgeranno in modo che il bambino possa capire per quanto tempo si dovrà impegnare
    • Proporre obiettivi chiari
  • Ogni singola attività deve avere un CHIARO OBIETTIVO di APPRENDIMENTO per il bambino che deve essere definito a inizio anno anche con l’aiuto dell’equipe socio-sanitaria
    • Regolare il comportamento in modo da evitare il rischio che essi diventino parte integrante del repertorio comportamentale del bambino
  • Insegnare il potere della comunicazione

Maggiori sono i MEZZI che il bambino ha per ESPRIMERSI minore sarà la possibilità che ricorra a problemi di comportamento per ottenere ciò che vuole

  • Comprendere la funzione del comportamento

Dai bambini con autismo il comportamento problematico serve per attirare l’attenzione, ottenere o evitare qualcosa, è quindi importante insegnare comportamenti adeguati che soddisfino la stessa funzione, premiandoli adeguatamente e scoraggiando gli altri

  • Costruire la fiducia nel rapporto con i genitori
    • Costruire un’ alleanza e condividere il progetto educativo
    • Comunicare in modo aperto, onesto e costante

La scelta dell’AMBIENTE è centrale, così come, mentre si PROGETTA un’attività, tener conto di alcune caratteristiche dell’autismo al fine di evitare situazioni di STRESS dovuto al lavoro in situazioni non ottimali.