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ComunicaMente
Uno dei problemi riscontrati lavorando con gli insegnanti è stata la mancanza di una comunicazione efficace a causa di una struttura verbale e non verbale inadeguata. La comunicazione è un processo di interscambio e di influenzamento reciproco tra due o più interlocutori, che avviene all’interno di un contesto (Watzlawick) e questo ne determina il significato. Una comunicazione efficace è legata a:
- Chiarezza degli obiettivi
- Percezione degli effetti
- Flessibilità La comunicazione è un processo circolare e dinamico, la flessibilità è indispensabile perché permette di regolare e modulare il comportamento per ottenere il risultato desiderato La comunicazione è lo strumento fondamentale dell’interazione umana, il suo studio è articolato in 3 branche: Sintassi Semantica Pragmatica Studia il rapporto tra i simboli Studia il significato dei simboli e delle loro relazioni Studia gli effetti del linguaggio sul comportamento e le sue implicazioni semantiche Gli assiomi della comunicazione I assioma È impossibile non comunicare II assioma Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione (metacomunicazione) III assioma Le variazioni dei flussi comunicativi sono regolate dalla punteggiatura delle sequenze comunicative IV assioma Le comunicazioni possono essere analogiche e digitali V assioma Le relazioni possono essere simmetriche o complementari
Come comunichiamo? Se tra i 3 livelli c’è coerenza si ha una comunicazione efficace, altrimenti ci si affida ai messaggi non verbali. Per una comunicazione ancora più efficace è necessario sviluppare la capacità di essere in rapport , cioè far sentire l’interlocutore compreso durante la comunicazione. Il rapport è una tecnica basilare che fonde comunicazione e relazione. Per costruire rapport bisogna imparare l’arte di assomigliare alla persona che abbiamo di fronte. Osservando il nostro interlocutore possiamo cambiare il nostro comportamento, assumendo la postura, imitandone il ritmo della voce, di modo che l’altro ci riconosca come simili. Questo contribuisce a creare fiducia ed è la base di una comunicazione efficace. Quali sono le tecniche per entrare in rapport?
- RICALCO si utilizza per individuare l’esatta riproduzione di un aspetto del comportamento di qualcuno. È possibile anche ricalcare l’esperienza di qualcuno. Quando si comunica a un gruppo di persone (classe) risulta più efficace il ricalco di convinzioni, di valori e di esperienze, stabilendo somiglianze di gruppo.
- RISPECCHIAMENTO assumere una posizione speculare rispetto a quella dell’interlocutore. Raccogliere e prendere su di sé manifestazioni percepibili dell’interlocutore per creare un contesto funzionale alla comunicazione. Esso può avvenire a diversi livelli: - A livello verbale: rispecchiamo la postura, i gesti, la mimica facciale - A livello non verbale: riproduciamo la velocità nel parlare, il tono e il volume di voce. - A livello paraverbale: usiamo gli stessi tipi di predicati, una volta capita la modalità preferita dell’interlocutore. ComunicaMente ha come obiettivo quello di aiutare gli insegnanti ad entrare nel territorio dei bambini, ascoltando e utilizzando il loro linguaggio per comprendere il mondo. Le emozioni condizionano l’apprendimento e i processi cognitivi, per questo è fondamentale creare rapport. Lo stato interiore del bambino può influenzare la realizzazione della performance e l’interazione con gli altri, pertanto saper gestire il proprio stato emotivo è fondamentale per avere successo in tutte le aree di competenza degli individui. Nei primi anni ’90 un gruppo di ricercatori guidati da Giacomo Rizzolatti, osservando i primati, ha scoperto i neuroni a specchio, cellule celebrali che ci permettono di comprendere gli altri ed entrare in relazione con loro. Il sistema dei neuroni a specchio si sviluppa nel primo anno di vita e aiuta i neonati a comprendere le azioni altrui. Conseguenze della scoperta dei nuovi a specchio: Verbale 7% Non verbale 55% Paraverbale 38% Uso del linguaggio scritto e orale gesti, mimica facciale, sguardi tono, volume, ritmo voce, pause Essere in rapport
Una volta individuato con cui stiamo interagendo, possiamo sintonizzarci con esso, utilizzando i predicati di quello specifico sistema. In questo modo iniziamo a stabilire rapport. Quando un educatore alla guida di un gruppo, deve riuscire a sincronizzarsi con tutti. A questo punto si possono utilizzare le domande universali a cui tutti diranno di sì seguendo uno schema ricalco-ricalco-guida. Ovvero prima si ricalca l’esperienza degli interlocutori e poi lo si guida o influenza. Più si dà importanza al ricalco, più aumentano le possibilità di esercitare influenza. YES SET, una tecnica “codificata” da Milton Erickson , psicoterapeuta americano, padre dell’ipnosi indiretta: -Mamma mi vuoi bene? “Sì, tesoro” -Pensi che sono carina?”Sì, certo” -Se ci fosse qualcosa che mi renderebbe felice faresti di tutto per farmela avere? “Ovviamente tesoro”
- Quindi compreresti la nuova Barbie? “Mmm, OK ” La tecnica che questa ipotetica bambina ha appena usato con sua madre è la tecnica del Yes Set e consiste nel preparare il terreno con una serie di domande a cui l’interlocutore risponderà sicuramente di sì, per poi influenzarlo. Le prime tre domande sono "retoriche" o per dirla tecnicamente sono asserzioni verificabili. La quarta no: è una induzione. La mamma, già predisposta positivamente in quanto “ rispecchiata”, sarà pronta ad accettare che "il suo obiettivo" è comprare una nuova Barbie alla figlia. Erikson introduce due categorie del ricalco verbale:
- Descrizione dell’esperienza in corso osservabile dall’interlocutore
- Descrizione dell’esperienza in corso non osservabile dall’interlocutore. Si pensa poi che elogiare sia un modo per trasmettere fiducia, in realtà saper elogiare è una vera e propria competenza.
- Si deve mettere in evidenza il comportamento adeguato immediatamente dopo la sua comparsa.
- Si elogia in modo specifico E ci si accerta che la lode venga sentita da tutto il gruppo.
- Durante un’attività l'educatore cammina tra i banchi e dà un riscontro positivo di chi sta svolgendo il compito secondo le indicazioni.
- Quando si lavora con un gruppo ristretto si deve mantenere la visione periferica, elogiando i gruppi distanti che lavorano secondo le istruzioni date.
- All'inizio di un anno scolastico si definiscono I comportamenti che si desidera che vengano messi in atto.
- Elogiare comportamenti positivi piuttosto che correggere quelli non adeguati. Il linguaggio nella relazione educativa, l’utilizzo di una comunicazione persuasiva può contribuire a favore la predisposizione all’apprendimento:
- Per aiutare un allievo non bisogna lodare in modo generico, ma lodare lo sforzo.
- Fare ricorso a parole di transizione come^ e, perché, mentre, quando:^ in questo modo facciamo apparire alcune cose in relazione tra di loro
- Sono^ utili^ anche^ le^ espressioni^ che^ creano^ un^ rapporto^ di^ causa-effetto.^ Queste possono riuscire a creare un legame tra il comportamento in atto dell’alunno e quello che farà in seguito e quindi a guidarlo.
YES-SET
Comunicazione persuasiva
- Altre^ parole^ andrebbero^ usate^ con^ cautela^ perché^ il^ loro^ significato^ può^ essere interpretato in modo contrario. ( Se, prova a, ma, però ).
- Un'altra espressione di pericolosa interpretazione è “non”, perché quando dicavamo “non” involontariamente induciamo il nostro interlocutore a pensare a ciò che preferirebbe non pensare.
- Un educatore deve aiutare gli allievi a spostare la loro attenzione da ciò che pensano di non saper fare a ciò che sanno fare (tecnica dell’ottimismo danese), quindi usare un linguaggio che contenga meno “no” possibili, poiché il subconscio riconosce il “no”
- Uso consapevole dello sguardo e del nome (usare il nome di un alunno al momento distratto)
- L’utilizzo del sorriso. Il sorriso è un attivatore di attenzione condivisa tra le persone significative, esso trasmette incoraggiamento e facilita l’apprendimento degli studenti.
- Molto utili sono anche le ambiguità per trasmettere comandi, istruzioni o suggerimenti. Distinguiamo un’ambiguità fonetica e una referenziale. Erikson consiglia un linguaggio generalizzato e indiretto, con affermazioni ambigue, distorsioni e cancellazioni. Questi schemi risultano indirettamente evocativi e mancando le informazioni di cui abbiamo bisogno, ci stringono a guardare all’interno del significato e quindi a guardarci dentro. Le istruzioni sono mantenute deliberatamente vaghe di modo che la persona scavi in profondità nel suo inconscio e produca un cambiamento facile senza sforzi.