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Riassunto dettagliato del Saggio di M. Bachtin "Epos e romanzo"
Tipologia: Dispense
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Riassunto di Bachtin, Epos e romanzo In Arte e responsabilità Bachtin indica due nuclei tematici essenziali in tutta la sua opera successiva; la ricerca dell’unità interna tra sfere diverse della cultura e tra elementi della personalità, e la responsabilità come principio unificante. Bachtin si considerò sempre un filosofo, infatti la letteratura doveva essere un terreno di verifica del pensiero filosofico, o estetico. Lo studio del romanzo come genere letterario comporta delle difficoltà, perché è un genere in divenire INFATTI l’ossatura del romanzo è lontana dall’essersi consolidata e noi non possiamo prevederne tutte le possibilità plastiche. Gli altri generi letterari ci sono noti in una forma ormai compiuta. L’epopea è un genere non solo compiuto MA anche invecchiato, allo stesso modo la tragedia. Ognuno di questi generi ha ormai un suo canone; si tratta di generi più vecchi della scrittura che conservano la loro natura orale. Dei grandi generi letterari solo il romanzo è più giovane della scrittura e del libro e solo questo è organicamente adatto alla lettura. MA, soprattutto, il romanzo NON ha un canone come gli altri generi. Questo crea la difficoltà di una teoria del romanzo, perché questa teoria ha un oggetto di studio diverso da quello di una teoria degli altri generi letterari: ha a che fare con l’unico genere procreato e nutrito dall’epoca moderna della storia universo, pertanto le è profondamente affine, MENTRE gli altri generi le sono giunti compiuti e ad essa di adattano. Il romanzo a confronto è un essere di un’altra razza. Convive male con gli altri generi. Interessante è la questione dell’ interazione dei generi letterari nell’unità della letteratura di un certo periodo, i generi letterari si completano armonicamente a vicenda e la letteratura costituisce un “tutto” organico. MA il romanzo non partecipa mai all’armonia dei generi. In queste epoche il romanzo conduce un’esistenza non ufficiale al di là della soglia della grande letteratura. Nel “tutto” entrano solo i generi letterari compiuti con una loro fisionomia determinata e precisa. Le grandi poetiche del passato sono permeate da un senso del “tutto” della letteratura e dell’armonicità con cui al suo interno i generi si combinano. Queste grandi poetiche ignorano il romanzo. MENTRE le poetiche scientifiche del XIX secolo sono prive di questa totalità, tendono a una pienezza enciclopedica e si orientano verso una coesistenza dei generi in un’antologia quanto più completa possibile. Queste ultime non ignorano più il romanzo, MA lo aggiungono semplicemente ai generi letterari esistenti. Il romanzo smaschera la convenzionalità delle forme degli altri generi letterari, soppianta alcuni generi e ne introduce altri nella sua struttura. Fenomeni interessanti si osservano nelle epoche in cui il romanzo diventa il genere letterario dominante: tutta la letteratura allora è presa da un processo di divenire, tutti gli altri generi letterari si “ romanzizzano ”. Nelle epoche dell’ascesa creativa del romanzo la letteratura è inondata di “travestimenti” da parte dei vari generi letterari, MA è caratteristico che il romanzo non permetta ad alcuna sua varietà di stabilizzarsi. Si stereotipano le varietà dominanti di questo genere: le parodie del romanzo cavalleresco, del romanzo pastorale, del romanzo sentimentale ecc. Questa “romanzizzazione” rende i generi più liberi e plastici e il loro linguaggio si rinnova grazie agli strati romanzeschi della lingua letteraria. Certo, il fenomeno della romanzizzazione non può essere spiegato soltanto con l'influsso immediato e diretto del romanzo. Anche là dove questo influsso può essere stabilito e mostrato con sicurezza, esso si intreccia indissolubilmente con l'azione immediata di quei mutamenti nella realtà che determinano anche il romanzo e che hanno condizionato il dominio del romanzo nella data epoca. Il romanzo è l'unico genere letterario in divenire. Il romanzo è diventato il protagonista del dramma dello sviluppo letterario dell'età moderna proprio perché esso esprime meglio di tutti le tendenze del divenire del mondo moderno. Il romanzo sotto molti aspetti ha anticipato e anticipa il futuro sviluppo di tutta la letteratura. Perciò, conquistato il predominio, favorisce il rinnovamento di tutti gli altri generi. Sta qui la straordinaria importanza del romanzo anche come oggetto di studio per la teoria e la storia della letteratura. Gli storici della letteratura, purtroppo, di solito riducono questa lotta del romanzo con gli altri generi compiuti alla vita e alla lotta di scuole e correnti. Dietro la superficie variopinta del processo letterario non vedono i grandi ed essenziali destini della letteratura e del linguaggio, i cui protagonisti sono prima di tutto i generi, mentre le correnti e le scuole sono personaggi di secondo ordine. La teoria della letteratura manifesta, nei riguardi del romanzo, la sua totale impotenza. Con gli altri generi letterari essa lavora in modo sicuro e preciso, poiché si tratta di oggetti definiti e compiuti. Paradossalmente la teoria di questi generi letterari finora non ha potuto aggiungere quasi nulla di essenziale a ciò che era stato fatto da Aristotele. La sua poetica resta il fondamento incrollabile della teoria dei generi MA questo vale finché non si tocca il romanzo e i generi romanzizzati che mettono la teoria in un vicolo cieco. Col problema del romanzo la teoria dei generi letterari si trova di fronte alla necessità di una ristrutturazione radicale. Grazie al paziente lavoro degli studiosi si è accumulato un materiale storico enorme e si è illuminata una serie di questioni legate all'origine di singole varietà di romanzo, ma il problema del genere nel suo complesso non ha trovato una soddisfacente soluzione. I lavori sul romanzo si riducono, nella stragrande maggioranza dei casi, alla registrazione e alla descrizione più completa possibile delle varietà romanzesche, ma i ricercatori non riescono a indicare neppure una caratteristica determinata e sicura del romanzo senza fare una qualche riserva.
Ecco degli esempi di queste caratteristiche «con riserva»: il romanzo è un genere a più piani, ANCHE SE esistono splendidi romanzi a un solo piano; il romanzo è un genere basato sull'intreccio intenso e sulla dinamicità, ANCHE SE esistono romanzi che raggiungono una descrittività pura, estrema per la letteratura; il romanzo è una storia d'amore, ANCHE SE i massimi esempi di romanzo europeo sono del tutto privi dell'elemento amoroso. Molto più interessanti e coerenti sono le definizioni normative del romanzo date dai romanzieri stessi, i quali avanzano una determinata variante di romanzo e la dichiarano l'unica sua forma giusta, necessaria e attuale. Queste dichiarazioni, che non cercano di abbracciare tutte le varietà del romanzo in una definizione eclettica, partecipano al vivente divenire del romanzo come genere. Particolare significato in questo senso ha una serie di enunciazioni che accompagnano la creazione del nuovo tipo di romanzo nel XVIII secolo. Di tutte queste enunciazioni, che riflettono il divenire del romanzo in una sua fase essenziale (Tom Jones, Agatone, Wilhelm Meister), sono caratteristiche le seguenti
degli altri generi letterari non significa la loro sottomissione a canoni estranei, bensì la loro liberazione da tutto ciò che di convenzionale, necrotico, enfatico e inerte frena il loro sviluppo. Ho sviluppato le mie tesi in una forma alquanto astratta. Nella norma se si parla della fase antica del romanzo, ci si riferisce, per tradizione, al «romanzo greco» soltanto. La fase antica del romanzo ha un significato enorme per una corretta comprensione della natura di questo genere letterario. Ma sul terreno antico il romanzo effettivamente non poteva sviluppare tutte le possibilità che si sono rivelate nel mondo moderno. Il processo di divenire del romanzo non si è concluso: esso entra ora in una nuova fase. Della nostra epoca sono caratteristici l'eccezionale complicarsi e approfondirsi del mondo, l'eccezionale crescita del rigore, della lucidità e del criticismo umano, tratti che determineranno anche lo sviluppo del romanzo.