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Riassunto manuale Foscolo, Nicoletti., Appunti di Letteratura Italiana

Esame letteratura italiana, Lettere classiche, Sapienza, anno accademico 2020/2021.

Tipologia: Appunti

2019/2020

In vendita dal 07/12/2022

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Foscolo – Nicoletti
I. TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE
Foscolo e il sentimento dei tempi nuovi. Gli orientamenti e le idealità di Foscolo sono da lui stesso palesati in
due punti cardine: il proprio impegno di civis e la propria consapevolezza patria. È esplicita nell’opera
foscoliana la sua impostazione politica: nell’Ortis come nei Sepolcri. La sua personalità complessa, fatta di
sentimenti e convinzioni contraddittorie lo spinge a superare l’inviolabile separatezza dell’io lirico. Foscolo
pone le basi per l’idea di patria e di nazione che andranno poi a configurarsi nell’Ottocento.
Un classicismo impegnato. Il poeta si formò sui modelli greci e fu anche greco di nascita, nacque infatti nelle
isole Ionie. Il suo classicismo è, però, particolare: egli cerca la definizione di un modello di lirica tesa al
sublime e capace di attivare alte idealità civili, quindi la necessità di una teorizzazione di poetica impegnata.
Foscolo si propone di indagare la radice religiosa della grande poesia delle origini e di ritrovare nella
struttura mitica della favola quel valore perenne di testimonianza etico-civile. La sua poesia ha come scopo
quello di attivare un sentimento religioso laico, civile, militante, fondato su valori quali il vero, il bello, la
civiltà e l’indipendenza.
II. DALLA GRECIA ALL’INGHILTERRA: LE OPERE E I GIORNI DI UGO FOSCOLO
La formazione letteraria e il sogno rivoluzionario da Zante a Venezia. Nicolò Ugo Foscolo nacque a Zante il
6 febbraio 1778 da Andrea (medico) e Diamantina prima di altri tre fratelli (Rubina, Gian Dionisio/Giovanni,
Costantino Angelo/Giulio). Nel 1785 la famiglia raggiunge il padre a Spalato e Ugo inizia a studiare lingue
classiche (sacerdote Gianuizzi). Nel 1788 Andrea Foscolo muore e la famiglia si divide: Ugo e Giovanni a
Zante dai parenti materni e Rubina e Giulio a Corfù con parenti paterni, Diamantina va a Venezia. Nel 1793
tutta la famiglia si riunisce a Venezia (Ugo c’era già stato nel 1788 e poi nel 1792). Studia alla scuola di San
Cipriano (Gozzi, abate Dalmistro) poi pubbliche scuole degli ex Gesuiti (Galliccioli). L’ambiente culturale e
politico è in grande fermento e la Repubblica è in crisi dopo la Rivoluzione francese e il giacobinismo.
Scrive qualche componimento giovanile che poi verrà pubblicato postumo nel 1831. Attirato dal maestro
Cesarotti, si reca a Padova nel 1796 e compila il Piano di studi (idee, progetti e opere) e attua un intenso
lavoro di traduzione. Aderisce ai nuovi ideali di libertà e democrazia durante l’invasione napoleonica e
quindi viene allontanato presso Ceriole di Teolo sui Colli Euganei, dove scrive Laura, lettere (nessuna
notizia). Nel 1797 viene rappresentata Tieste (prima tragedia). Poi lascia Venezia per arruolarsi con la
Repubblica cispadana e nel frattempo a Venezia si instaura la Municipalità democratica e Foscolo diventa
segretario della Società d’istruzione pubblica. Il 17 ottobre del 1797 con il Trattato di Campoformio
Napoleone decide di smembrare lo stato veneziano tra Francia, Austria e Cisalpina. Foscolo deluso se ne va a
Milano (dove incontrerà Parini e Monti).
Il soldato e il giornalista: il romanzo dell’Ortis e le Poesie (1797-1803). Foscolo inizia a collaborare al
«Monitore Italiano» (giornale patriottico-rivoluzionario) e si interessa di questioni di urgente attualità.
Questo giornale viene soppresso dalla censura napoleonica, quindi nel 1798 Foscolo va a Bologna, dove
scrive per altre testate (ricordiamo le sue Istituzioni popolari politico-morali che racchiudono il suo pensiero
politico nel triennio ‘96-‘99). Nel 1798 alla stampa il “primo Ortis poi interrompe l’edizione per
combattere nella seconda coalizione antifrancese. L’editore però affida la stesura della seconda parte ad
Angelo Sassoli e lo pubblica con il titolo: Vera storia di due amanti infelici ossia le ultime lettere di Jacopo
Ortis (agosto 1799). Foscolo partecipa a diversi episodi bellici e mentre è in assedio a Genova riesce a
pubblicare il Discorso sulla Italia e una ristampa dell’Ode a Bonaparte liberatore (+ Dedicatoria a
Bonaparte) e l’Ode a Lucia Pallavicini caduta da cavallo. Fa poi ritorno a Milano (riconquistata da
Napoleone). Compie in seguito varie missioni nell’Italia settentrionale e nel 1800 a Firenze conosce Isabella
Roncioni, la sua musa ispiratrice. Nel 1801 ritorna definitivamente a Milano e inizia intensa attività
letteraria. Quindi rifiuta la precedente edizione del romanzo, lo completa e lo riscrive: 1802 prima edizione
completa pubblicata a Milano per il Genio Tipografico (intrecci biografici). Sempre nel 1802 pubblica
l’Orazione a Bonaparte pel Congresso di Lione, escono inoltre otto sonetti oltre a questi e l’Ode a Lucia
Pallavicini scriverà anche altri tre sonetti e l’ode Alla amica risanata = canone delle Poesie di Ugo Foscolo
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Foscolo – Nicoletti

I. TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE

Foscolo e il sentimento dei tempi nuovi. Gli orientamenti e le idealità di Foscolo sono da lui stesso palesati in due punti cardine: il proprio impegno di civis e la propria consapevolezza patria. È esplicita nell’opera foscoliana la sua impostazione politica: nell’ Ortis come nei Sepolcri. La sua personalità complessa, fatta di sentimenti e convinzioni contraddittorie lo spinge a superare l’inviolabile separatezza dell’io lirico. Foscolo pone le basi per l’idea di patria e di nazione che andranno poi a configurarsi nell’Ottocento. Un classicismo impegnato. Il poeta si formò sui modelli greci e fu anche greco di nascita, nacque infatti nelle isole Ionie. Il suo classicismo è, però, particolare: egli cerca la definizione di un modello di lirica tesa al sublime e capace di attivare alte idealità civili, quindi la necessità di una teorizzazione di poetica impegnata. Foscolo si propone di indagare la radice religiosa della grande poesia delle origini e di ritrovare nella struttura mitica della favola quel valore perenne di testimonianza etico-civile. La sua poesia ha come scopo quello di attivare un sentimento religioso laico, civile, militante, fondato su valori quali il vero, il bello, la civiltà e l’indipendenza. II. DALLA GRECIA ALL’INGHILTERRA: LE OPERE E I GIORNI DI UGO FOSCOLO La formazione letteraria e il sogno rivoluzionario da Zante a Venezia. Nicolò Ugo Foscolo nacque a Zante il 6 febbraio 1778 da Andrea (medico) e Diamantina prima di altri tre fratelli (Rubina, Gian Dionisio/Giovanni, Costantino Angelo/Giulio). Nel 1785 la famiglia raggiunge il padre a Spalato e Ugo inizia a studiare lingue classiche (sacerdote Gianuizzi). Nel 1788 Andrea Foscolo muore e la famiglia si divide: Ugo e Giovanni a Zante dai parenti materni e Rubina e Giulio a Corfù con parenti paterni, Diamantina va a Venezia. Nel 1793 tutta la famiglia si riunisce a Venezia (Ugo c’era già stato nel 1788 e poi nel 1792). Studia alla scuola di San Cipriano (Gozzi, abate Dalmistro) poi pubbliche scuole degli ex Gesuiti (Galliccioli). L’ambiente culturale e politico è in grande fermento e la Repubblica è in crisi dopo la Rivoluzione francese e il giacobinismo. Scrive qualche componimento giovanile che poi verrà pubblicato postumo nel 1831. Attirato dal maestro Cesarotti, si reca a Padova nel 1796 e compila il Piano di studi (idee, progetti e opere) e attua un intenso lavoro di traduzione. Aderisce ai nuovi ideali di libertà e democrazia durante l’invasione napoleonica e quindi viene allontanato presso Ceriole di Teolo sui Colli Euganei, dove scrive Laura, lettere (nessuna notizia). Nel 1797 viene rappresentata Tieste (prima tragedia). Poi lascia Venezia per arruolarsi con la Repubblica cispadana e nel frattempo a Venezia si instaura la Municipalità democratica e Foscolo diventa segretario della Società d’istruzione pubblica. Il 17 ottobre del 1797 con il Trattato di Campoformio Napoleone decide di smembrare lo stato veneziano tra Francia, Austria e Cisalpina. Foscolo deluso se ne va a Milano (dove incontrerà Parini e Monti). Il soldato e il giornalista: il romanzo dell’ Ortis e le Poesie (1797-1803). Foscolo inizia a collaborare al «Monitore Italiano» (giornale patriottico-rivoluzionario) e si interessa di questioni di urgente attualità. Questo giornale viene soppresso dalla censura napoleonica, quindi nel 1798 Foscolo va a Bologna, dove scrive per altre testate (ricordiamo le sue Istituzioni popolari politico-morali che racchiudono il suo pensiero politico nel triennio ‘96-‘99). Nel 1798 dà alla stampa il “primo Ortis ” poi interrompe l’edizione per combattere nella seconda coalizione antifrancese. L’editore però affida la stesura della seconda parte ad Angelo Sassoli e lo pubblica con il titolo: Vera storia di due amanti infelici ossia le ultime lettere di Jacopo Ortis (agosto 1799 ). Foscolo partecipa a diversi episodi bellici e mentre è in assedio a Genova riesce a pubblicare il Discorso sulla Italia e una ristampa dell’ Ode a Bonaparte liberatore (+ Dedicatoria a Bonaparte ) e l’ Ode a Lucia Pallavicini caduta da cavallo. Fa poi ritorno a Milano (riconquistata da Napoleone). Compie in seguito varie missioni nell’Italia settentrionale e nel 1800 a Firenze conosce Isabella Roncioni, la sua musa ispiratrice. Nel 1801 ritorna definitivamente a Milano e inizia intensa attività letteraria. Quindi rifiuta la precedente edizione del romanzo, lo completa e lo riscrive: 1802 prima edizione completa pubblicata a Milano per il Genio Tipografico (intrecci biografici). Sempre nel 1802 pubblica l’ Orazione a Bonaparte pel Congresso di Lione , escono inoltre otto sonetti oltre a questi e l’ Ode a Lucia Pallavicini scriverà anche altri tre sonetti e l’ode Alla amica risanata = canone delle Poesie di Ugo Foscolo

uscite nel 1803 , poi ristampate con l’aggiunta di un altro sonetto. Nello stesso anno pubblica la traduzione e il commento della traduzione catulliana della Chioma di Berenice di Callimaco insieme a quattro Discorsi. La composizione dei Sepolcri , la cattedra di Pavia, le battaglie letterarie (1804-1812). Foscolo partecipa al tentativo di invasione dell’Inghilterra e si trattiene per due anni ( 1804-1806 ) nelle Fiandre: lavora alla traduzione del Sentimental Journey di Stern e dell’ Iliade. Conosce Fanny, una giovane inglese internata, e ha una figlia da lei: Floriana. Nel 1806 va in licenza e torna in patria per ritrovarsi con la famiglia. Poi compie varie missioni militari fino all’anno seguente e nel frattempo pubblica le Osservazioni sul poema del “Bardo” (1806) e traduce il Commentario della battaglia di Marengo di Berthier. Nel 1807 pubblica il carme Dei Sepolcri insieme all’ Esperimento di traduzione della “Iliade” di Omero. Nel 1808 viene nominato professore di eloquenza italiana e latina all’Università di Pavia, quindi pronuncia vari testi scritti per l’insegnamento universitario. Torna a Milano ma non è ben accettato dall’entourage culturale che gravità intorno al potere regio. Scrive un’opera parodica: Ragguaglio d’un’adunanza dell’Accademia de’ Pitagorici (1810) e nel 1811 va in scena l’ Ajace (Agamennone=Napoleone). Nel 1812 va a Venezia e poi a Padova, Brescia, Milano, Belgioioso e Firenze. Da Firenze a Milano: le Grazie e l’abbandono dell’Italia (1812-1815). Riprende a lavorare al Sentimental Journey e verrà poi pubblicata nel 1813. Nel frattempo riprende l’inno Alle Grazie. Nel 1813 torna nel Regno Italico e rappresenta Ricciarda (tragedia), poi torna a Firenze. Con la sconfitta napoleonica di Lipsia nel 1813 Foscolo torna a Milano, ma sfruttando i disordini gli austriaci invadono la Lombardia e l’annettono all’Impero. Foscolo prima vuole indipendenza italiana, poi vede che è impossibile e allora cerca appoggio degli austriaci, infatti il nuovo Impero gli aveva assicurato lavoro in una rivista filogovernativa: Foscolo non accetta di prestare giuramento all’Austria e quindi scappa, costretto all’esilio nel 1815 e si rifugia a Lugano. Dalla Svizzera all’Inghilterra (1815-1827). In Svizzera scrive i Discorsi sulla servitù dell’Italia (pubblicati postumi). Si sposta in vari paesi per poi restare permanentemente a Hottingen e pubblica Vessilli della storia del sonetto italiano. Con false indicazioni pubblica nel 1816 l’edizione definitiva delle Ultime lettere di Jacopo Ortis (con lettera del 17 marzo e Notizia bibliografica ). Foscolo raggiunge l’Inghilterra sempre nel ’16 e viene ben accolto. Nel 1817 ristampa il romanzo con in appendice alcuni capitoli del Viaggio sentimentale. Si dedica alle Lettere scritte dall’Inghilterra e riprende a occuparsi di politica (protettorato inglese sulle isole Ionie). Scrive inoltre il Saggio sulla letteratura contemporanea in Italia pubblicato nel 1818 e Poemi narrativi ( 1819 ), Epoche della lingua italiana e Letteratura periodica italiana ( 1824 ). Lettera apologetica rimane incompiuta. Ultimi anni di vita sono angustiati dalle difficoltà economiche e dalla malferma salute, muore nel 1827 e solo nel 1871 la sua salma viene riportata in Italia (Firenze, Basilica di Santa Croce). III. LA FORMAZIONE E L’ESORDIO (1792-1797) Maestri e amici della prima formazione letteraria. Il Piano di studi_._ Foscolo è protagonista di una difficile integrazione nell’ambiente veneziano a causa dell’incerta formazione scolastica ricevuta nell’isola natale e a Spalato. Il disadattamento ebbe come esito un convinto autodidattismo. Foscolo sente una vera e propria vocazione letteraria fin dalla tenera età e nelle sue lettere notiamo una forte tendenza all’autoritratto. Frequenta i salotti di Giustina Renier Michel e di Isabella Teotochi (con cui avrà una relazione) e conosce poeti e scrittori del tempo, in particolare lo colpì Cesarotti (anche suo professore, scrive l’ Ossian ). Il Piano di studi è un elenco dettagliato di progetti letterari e di opere eseguite o in via di esecuzione + programma di studio e letture bilanciato tra classicismo e illuminismo preromantico, tra tradizione e innovazione. Emerge nel Piano un orientamento di pensiero antiscolastico e antipedantesco. Influenze di Platone, Lucrezio, Sterne e Machiavelli, Parini, Alfieri e Monti. La “ Raccolta Naranzi ” e la produzione poetica giovanile. Prima della pubblicazione del 1802 delle Poesie di Ugo Foscolo , le esercitazioni poetiche giovanili vennero raccolte nella cosiddetta “ Raccolta Naranzi ” che venne pubblicata postuma. Il tema prevalente di questa composizione è amoroso ed è diviso in tre parti: Inni ed elegie, Anacreontiche e canzonette, Odi + raccolta di traduzioni. Modelli: Saffo, Orazio, Tibullo, Ovidio. È evidente la sua disposizione al ritratto. Foscolo aveva inoltre in mente di raccogliere tutte le sue odi in un

controluce la figura di Bruto che sembra vigilare su quella apertamente evocata di Cesare. Dopo la resa di Adi Romagna e Toscana contro gli insorgenti che impedivano la rioccupazione francese di quelle terre. In questo periodo conosce a Firenze Isabella Roncioni (già promessa ad un marchese) di cui si innamora. Scrive per lei i sonetti del 1801 e la lettera XLV dell’Ortis si rifà a una lettera scritta autenticamente a lei da Foscolo. Nello stesso 1801 Foscolo rifiuta l’edizione bolognese del romanzo e si impone di portarlo a termine. Il ritorno a Milano e l’ Orazione a Bonaparte pel Congresso di Lione_._ Il governo cisalpino lo incarica di comporre un’orazione d’omaggio al primo Console. L’ Orazione a Bonaparte pel Congresso di Lione venne composta nel 1802: essa dipinge un quadro della nazione cisalpina riferendosi anche a coloro che ne avevano minato la gracile struttura (francesi), quindi richiede a Bonaparte una Costituzione giusta. Per Foscolo solo con l’indipendenza si possono ottenere istituzioni libere e prosperità civile. Esperimento interrotto del Sesto tomo dell’Io. Non sappiamo molto su quest’opera, solo abbozzata tra il 1799 e il 1801. Modello: romanzo odeporico-filosofico settecentesco. Il frammento più ampio è la lettera A Psiche (iniziazione erotica) abbiamo anche l’ Avvertimento (dialogo notturno con Diogene che confuta la filosofia scettica). Scrittura sofisticata ed ermetica. Il primo capolavoro poetico: il libretto delle Poesie di Ugo Foscolo_._ Escludendo le Poesie giovanili , le odi foscoliane per antonomasia sono A Luigia Pallavicini caduta da cavallo e Alla amica risanata. Nel 1802 pubblica le Poesie (otto sonetti e un’ode), ristampa del 1803 in cui ne aggiunge altre tre e una seconda ode. È difficile determinare una precisa datazione di composizione delle singole poesie foscoliane. Per quanto riguarda le odi il discorso è diverso. A Luigia Pallavicini è un omaggio alla nobildonna che si ferì gravemente cadendo da cavallo, uscito a Genova nel 1800, poi seconda edizione con correzioni. Alla amica risanata venne pubblicata nel 1803 insieme alle poesie: l’amica è la contessa Antonietta Fagnani reduce da una lunga malattia, aveva avuto una relazione extraconiugale con Foscolo. Il poeta si pone sulla direttrice petrarchesca e si affida al sonetto, ripreso anche ultimamente da Alfieri. Si appassiona a questo genere anche dal punto di vista critico-letterario: Vestigi della storia del sonetto italiano del 1816. Congedo dalla poesia lirica intesa univocamente come soggettiva, per Foscolo la poesia può anche testimoniare crisi storica e concrete prospettive civile e politiche. Sonetto sul tema dell’abolizione della lingua italiana comparso nel 1800 nel Parnasso italiano , marcatamente antifrancese (era in discussione presso il Gran consiglio della Cisalpina la proposta di Lattanzi di sostituire il latino con il francese nelle scuole intermedie) = sonetto alfieriano contro la Accademia della Crusca e anche il brano del Mattino in cui Parini tratta lo stesso tema. Nelle Poesie foscoliane c’è un disegno di autore che può essere ricondotto a quello del Canzoniere petrarchesco riguardo l’ordinamento in particolare dei sonetti. La struttura è organica e compatta: centralità del sonetto Autoritratto , primo sonetto: Alla sera ha funzione introduttiva (chiave poetico-ideologica), due coppie simmetriche con funzione di cornice: II e XII (figura dell’io), il III e l’XI (decadenza dell’Italia). Le tre poesie racchiuse nella prima cornice hanno tema amoroso con un crescendo di intensità, quelli racchiusi nella seconda sono proiettati al futuro e prevedono un’affettività più vasta rivolta ad un oggetto collettivo: la patria-madre. La figura di Jacopo è strettamente legato all’io lirico dei sonetti. La scelta del suicidio per Jacopo è la massima divaricazione rispetto al modello autobiografico, ma comunque Jacopo prospetta per coloro che non possono operare la prospettiva della scrittura (è quello che farà l’io lirico). Alla sera è il sonetto più celebre: motivo cosmico della fuga del tempo, valenza epicureo-lucreziana, enjambement. Modelli di Foscolo sono Petrarca, Parini e Alfieri (soprattutto drammaticità e pateticità alfieriane). A Luigia Pallavicini ha la stessa struttura di Alla regal Colorno (Frugoni), proporzionata distribuzione delle sue parti: disgrazia della nobildonna (favola di Venere punta a un piede e quella di Minerva al bagno), descrizione dell’incidente equestre (intervento salvifico di Nettuno), augurio di guarigione e ristabilimento della sua originale bellezza (caduta e recuperata integrità di Diana). All’amica risanata può essere divisa in due parti: recupero della salute e della bellezza della nobildonna, poi netta virata stilistica e bellezza descritta come divinizzata, si succedono tre classici esempi di divinizzazione = Artemide proclamata dea degli Inferi e poi dea della caccia, Bellona da amazzone diventa dea della guerra, Venere da regina a dea (analogia anche con Saffo). Il mito della bellezza si coniuga con la funzione che il neoclassicismo vuole dare alla poesia = eternatrice.

Una militanza tra politica e filologia: l’interesse per Lucrezio e il commento alla Chioma di Berenice (1803). Nel 1802 pubblica sia l’ Ortis , sia il libretto delle Poesie (successo). Dissipazione nel gioco d’azzardo e insoddisfazione. Si rifugia negli studi con i quali spera di ottenere un incarico pubblico di prestigio. Traduzione e interpretazione del De rerum natura e della versione catulliana della Chioma di Berenice di Callimaco + quattro discorsi introduttivi critici ( 1803 ). Il poeta allarga le maglie di una erudizione filologica per esprimere alcune sue idee circa la funzione della poesia (suscitare generosi sentimenti) = modello di lirica tesa al sublime e capace di attivare alte idealità civili. Importanza di cogliere la poesia primitiva delle nazioni (es. greca): nella struttura mitica delle favole antiche c’è la presenza di una radice etico-civile (impronta vichiana: funzione conoscitiva delle simbologie mitiche). Poesia lirica = accordo di passionato e mirabile. Lo storicismo foscoliano però a differenza di quello vichiano appare depotenziato della sia originaria carica provvidenzialistica. Lomonaco fa conoscere Vico a Foscolo, invece Cuoco diffonde il vichismo in tutta la Lombardia. V. L’ IMAGO ROMANTICA DI JACOPO ORTIS Romanzo di un romanzo: preistoria ortisiana. Prima (incompleta) edizione: 1798 , anche se Rossi ipotizza che Laura. – Lettere ( 1796 ) sia una sorta di proto- Ortis , invece Goffis confuta questa tesi = non è sicuro che ci siauna relazione tra questo primo scritto e il romanzo. Edizione bolognese del 1798. Quarantacinque lettere da Jacopo a Lorenzo F. (editore). Narrazione dal 3 settembre 1797 al 31 maggio 1798 , in cui il protagonista si ripropone di allontanarsi da Teresa, ma anche funzione di rettifica degli eventi rivoluzionari di quegli anni (tracce di giacobinismo). Stretti rapporti con il modello wetheriano, effetti di gusto idillico-patetico. Ma macchinosità dell’esposizione. Foscolo ritrae l’intellettuale sradicato e deluso dal fallimento rivoluzionario a cui non è riservato neppure il risarcimento di un affetto appagante, donde la scelta dell’autoannullamento. Nel ’99 il poeta si arruola e quindi l’editore Marsigli affida a Sassoli la continuazione del romanzo pubblicandolo con il titolo Vera storia di due amanti infelici, ovvero le ultime lettere di Jacopo Ortis e nel 1801 Foscolo ripudia l’edizione di Marsigli infatti egli aveva anche censurato diverse parti. Sassoli comunque utilizza appunti di Foscolo. «La prima edizione principe» (Milano 1802). Nel 1801 viene pubblicata una edizione incompleta del romanzo con innovazioni legati anche alla conoscenza di Antonietta Fagnani Arese. Nel 1802 viene pubblicata l’edizione complessiva: prima edizione principe. Il romanzo si intreccia con la vita del poeta (morte del fratello Giovanni 1801 e storie d’amore). Personaggio di Odoardo: prototipo dell’uomo d’ordine, privo di ogni spinta passionale ≠ da Jacopo e Foscolo: forte carica libidica. Nuova scena del bacio che porta bellezza e armonia in Jacopo. Poi fuga e peregrinaggio per l’Italia. Pessimismo di Jacopo e disincanto porteranno al suicidio. Le edizioni ortisiane dell’esilio (Zurigo 1816; Londra 1817). Nel 1815 Foscolo vuole dare un accento più politico al suo romanzo e quindi attua una nuova riscrittura, pubblicazione nel 1816 a Zurigo con la Notizia bibliografica intorno alle Ultime lettere di Jacopo Ortis = ricognizione storico-critica sul romanzo messo anche a confronto con Goethe e Rousseau. Ultima e definitiva versione nel 1817 a Londra: due parti distinte divise in due tomi + in appendice la traduzione del Viaggio sentimentale. L’Ortis e la tradizione europea del romanzo epistolare: l’incontro con il Werther. Inizialmente, come di consueto, Foscolo utilizza l’espediente narrativo della finzione letteraria dell’epistolario di cui è venuto in possesso da Jacopo Ortis prima del suo suicidio. Poi questa convenzione venne meno perché Foscolo sentiva il bisogno di essere più presente in prima persona nel suo romanzo. Ripresa infinita di rapporti tra Werther e Ortis. Alcune lettere scritte da Foscolo dopo la morte dello studente friulano Jacopo Ortis, altre d’amore composte da lui stesso e personali, diversi personaggi hanno ispirazione personale. Con l’edizione zurighese Foscolo sposta l’attenzione sul piano della forma e non sui contenuti, riconoscendo il suo debito al romanzo tedesco. Werther = romanzo guida dal punto di vista strutturale e sulle forme della narrazione. Il metodo epistolare dell’Ortis. Il genere epistolare viene variato: univocità del destinatario (fittizio). Rivisitazione del modello di romanzo epistolare (colloquiale e discorsivo) ≠ Foscolo: intimo e personale,

combinazione e l’associazione delle idee (legate tra loro liberamente da particelle transitive) che traggono vita dal mito classico. Discorso poetico mobile, frutto di un’associazione fulminea. Discussione sulle tombe e modelli poetici: I Sepolcri e la Francia. Foscolo riconosce la funzione di rinnovamento che hanno avuto gli altri poeti a lui contemporanei (Cesarotti, Parini, Alfieri, Monti), ma F. affronta un argomento innovativo e di ampia prospettiva. Varietà di temi: elegiaco-epistolare, sentenzioso, concitatamente epico. Significanti ritmico-sonori. L’originalità sta nella capacità di evocare un mondo originario ed esemplare dal quale trae legittimazione il sistema di valori incentrato sull’emblema del sepolcro. Indaga il significato della vita attraverso il sentimento della morte. NELLA CITTÀ DELLE GRAZIE La trasferta di Firenze, gli scritti sul Machiavelli, la traduzione del Viaggio sentimentale. Didimo Chierico, l’antagonista di Jacopo Ortis. La Notizia intorno a Didimo Chierico venne composta contemporaneamente alla traduzione del Viaggio sentimentale di Sterne e costui costituisce un nuovo alter ego foscoliano ≠ da Jacopo. Didimo: autocontrollo emotivo e scetticismo, autocritico e antipedantesco cruscante. Ricciarda, una funebre tragedia d’amore. Prima rappresentazione nel 1813 ma viene pubblicata nel 1820, ambientata nel medioevo, endecasillabi sciolti. Guido e Ricciarda sono innamorati, ma i genitori si combattono in guerra, Ricciarda è combattuta tra i sentimenti di figlia e amante. Alla fine il padre di

Ricciarda, geloso, la uccide e si suicida a sua volta. Atmosfera tenebrosa, i personaggi si muovono come ombre. La tela infinita delle Grazie: genesi e tempi di composizione. Nel commento alla Chioma di Berenice ci sono già quattro frammenti. Tra il 1812 e il 1813 comincia a prendere forma il carme dedicato a Canova. Nel 1822 Foscolo presenta il carme (incompleto), dopo aver visto le Grazie di Canova. Struttura e motivi poetici delle Grazie. Poesia mitologico-didascalica ~ Monti.

  1. Nascita delle tre divinità e finge di alzare loro un’ara votiva a Bellosguardo. Venere propizia la nascita delle Grazie che portano purezza e civiltà al genere umano.
  2. Dedica a Vesta. Tre amiche del poeta (Eleonora Nencini, Cornelia Martinetti e Maddalena Bignami) partecipano a un rito propiziatorio per le Grazie: le tre donne simboleggiano musica, poesia e danza.
  3. Dedica a Pallade. Ricorda i grandi poeti del passato e poi Pallade conduce le Grazie ad Atlantide per preservarle dalla furia passionale di Amore. Ideologia e stile di un grande poema incompiuto. Intensa riflessione e maturità espressiva. Valori eterni e intangibili dell’arte e dell’estetica. La presenza del divino si rappresenta attraverso la natura, la luce e la musica.