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Giovanna Rosa, Il patto narrativo - riassunto, Sintesi del corso di Letteratura Italiana

Sintesi del saggio "Il patto narrativo" di Giovanna Rosa per l'esame di Letteratura italiana moderna e contemporanea

Tipologia: Sintesi del corso

2017/2018
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Caricato il 20/12/2018

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Il patto narrativo
Giovanna Rosa - riassunto
Nella prefazione di Tom Jones, Fielding sottolinea come un autore non debba comportarsi come
un signore che dà un banchetto privato, ma come il proprietario di un ristorante, che deve
soddisfare i propri commensali.
Fielding in questo modo non fa che mettere in luce le condizioni della nuova civiltà
romanzesca governata dai meccanismi dello scambio, che rendono il lettore un
interlocutore interessato, libero di scegliere, che ha il diritto di esprimere un proprio
giudizio.
L’incipit rappresenta il fulcro su cui si fonda il genere romanzesco: appello al lettore che da
inizio allo scambio dialettico tra i due soggetti della comunicazione letteraria > patto
narrativo.
All’interno del patto narrativo:
porge le istruzioni per l’uso
rende esplicito il codice formalizzatore
delinea la fisionomia del lettore elettivo
ne orienta l’attenzione fruitiva
si confronta con i modelli e i canoni della tradizione
chiarisce i suoi intenti.
L’espressione sartriana di patto suggerisce l’orizzonte negoziale della modernità, dove vige un
diverso ordinamento dei libri, in cui autore e lettore si incontrano sulla pagina inchiostrata e
s’accordano sulle regole del gioco. Il fruitore rivendica il diritto di diventare soggetto e l’autore
si dimostra pronto ad accettare il suo giudizio.
Il sistema dei generi post-classico nasce da un tumultuoso processo di liberalizzazione dai
canoni che avevano dominato per secoli il regime aristocratico-gentilizio: la cesura, che nel
Settecento interrompe la sostanziale continuità della tradizione occidentale, segna lo
spartiacque da cui prende avviò la modernità letteraria.
Vanno in frantumi tutti quei canoni e regole che avevano dominato la composizione di un’opera
e con essi il fulcro di ogni classicismo: il principio di imitazione. L’autore moderno deve
rinvenire nella propria personale esperienza la fonte di autenticità della scritture, creando un
paradigma di norme e valori che possano dialogare con un’utenza molto più vasta e indefinita.
Fattori strutturali che stanno all’origine di queste trasformazioni:
sviluppo tecnico dei macchinari
condizioni favorevoli di mercato
intraprendenza dei librai-editori
nuova rete distributiva (riviste, biblioteche)
introduzione del concetto giuridico di copyright, che porta l’opera letteraria ad entrare nella
dimensione della proprietà.
Si modifica la fisionomia dello scrittore: che non è più legato al mecenate, ma affida la
ricerca della fama e del successo ai lettori. La sua attività abbandona l’area dell’otium per
acquisire i tratti del negotium, retto dalle regole della legge della domanda e dell’offerta, di
cui la figura dell’editore diventa necessaria mediazione.!
Si modifica la fisionomia del lettore: espansione del pubblico librario. Si allargano
quantitativamente le fasce dei lettori che hanno attese dai connotati storico-culturali e che
chiedono allo scrittore che i loro bisogni vengano soddisfatti.!
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Rivoluzione della lettura:!
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- da lettura intensiva ad una lettura estensiva: da una lettura concentrata sempre sulla
stessa opera o su un corpus limitato di opere che vengono lette e rilette, ad una lettura di
testi sempre nuovi.!
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Il patto narrativo

Giovanna Rosa - riassunto

Nella prefazione di Tom Jones, Fielding sottolinea come un autore non debba comportarsi come un signore che dà un banchetto privato, ma come il proprietario di un ristorante, che deve soddisfare i propri commensali. Fielding in questo modo non fa che mettere in luce le condizioni della nuova civiltà romanzesca governata dai meccanismi dello scambio, che rendono il lettore un interlocutore interessato, libero di scegliere, che ha il diritto di esprimere un proprio giudizio. L’incipit rappresenta il fulcro su cui si fonda il genere romanzesco: appello al lettore che da inizio allo scambio dialettico tra i due soggetti della comunicazione letteraria > patto narrativo. All’interno del patto narrativo:

  • porge le istruzioni per l’uso
  • rende esplicito il codice formalizzatore
  • delinea la fisionomia del lettore elettivo
  • ne orienta l’attenzione fruitiva
  • si confronta con i modelli e i canoni della tradizione
  • chiarisce i suoi intenti. L’espressione sartriana di patto suggerisce l’orizzonte negoziale della modernità, dove vige un diverso ordinamento dei libri, in cui autore e lettore si incontrano sulla pagina inchiostrata e s’accordano sulle regole del gioco. Il fruitore rivendica il diritto di diventare soggetto e l’autore si dimostra pronto ad accettare il suo giudizio. Il sistema dei generi post-classico nasce da un tumultuoso processo di liberalizzazione dai canoni che avevano dominato per secoli il regime aristocratico-gentilizio: la cesura, che nel Settecento interrompe la sostanziale continuità della tradizione occidentale, segna lo spartiacque da cui prende avviò la modernità letteraria. Vanno in frantumi tutti quei canoni e regole che avevano dominato la composizione di un’opera e con essi il fulcro di ogni classicismo: il principio di imitazione. L’autore moderno deve rinvenire nella propria personale esperienza la fonte di autenticità della scritture, creando un paradigma di norme e valori che possano dialogare con un’utenza molto più vasta e indefinita. Fattori strutturali che stanno all’origine di queste trasformazioni: ➡ (^) sviluppo tecnico dei macchinari ➡ (^) condizioni favorevoli di mercato ➡ (^) intraprendenza dei librai-editori ➡ (^) nuova rete distributiva (riviste, biblioteche) ➡ (^) introduzione del concetto giuridico di copyright, che porta l’opera letteraria ad entrare nella dimensione della proprietà. ๏ Si modifica la fisionomia dello scrittore: che non è più legato al mecenate, ma affida la ricerca della fama e del successo ai lettori. La sua attività abbandona l’area dell’ otium per acquisire i tratti del negotium , retto dalle regole della legge della domanda e dell’offerta, di cui la figura dell’editore diventa necessaria mediazione. ๏ Si modifica la fisionomia del lettore: espansione del pubblico librario. Si allargano quantitativamente le fasce dei lettori che hanno attese dai connotati storico-culturali e che chiedono allo scrittore che i loro bisogni vengano soddisfatti. Rivoluzione della lettura: - da lettura intensiva ad una lettura estensiva: da una lettura concentrata sempre sulla stessa opera o su un corpus limitato di opere che vengono lette e rilette, ad una lettura di testi sempre nuovi.

- da lettura orale a lettura individuale: da un lettura corale affidata alla mediazione interpretativa del dicitore colto, alla lettura privata e mentale che lascia al singolo la libertà di scegliere e giudicare. Ad introdurre una lettura silenziosa ed individuale è il romanzo. Il romanzo di fatto riplasma le esigenze di soddisfacimento estetico, adatto alla lettura privata. Per ottenere il riconoscimento istituzionale, il romanzo deve però percorrere una lunga strada. Il motivo di diffidenza verso questa nuova forma letteraria risiede sia nella evasione della tripartizione aristotelica, sia nel fondamentale cambiamento del rapporto fra scrittori e lettori: grazie alla mediazione editoriale e ai nuovi circuiti di distribuzione, infatti, il romanzo è ideato per un’utenza vasta ed indiscriminata. C’è però un problema, che è quello del concetto di pubblico. Il problema del pubblico, risiede nel termine stesso. Il termine readership , nonostante sia poco usato, è più adeguato per definire il carattere privato della lettura. La moderna epopea borghese inoltre prevede una distinzione tra:

  • (^) funzione autore: volto ad interagire con un’utenza collettiva - (^) istanza narrativa: capace di guidare il singolo atto percettivo. Il lettore di romanzi, infatti, è parte di un pubblico, ma anche soggetto di un pubblico, in qualità di io leggente in grado di esplicitare al meglio la consapevolezza critico-emotiva che sorregge la lettura muta e solitaria. La forma romanzesca è la più adatta per accendere e soddisfare l’immaginario collettivo moderno. Quanto più la lettura diventa soddisfacimento ludico di bisogni, tanto più l’impegno dell’autore di si rinvigorisce e si indirizza a garantire l’efficacia dell’opera: la narrazione si pone quindi come primo ed irrinunciabile scopo l’interesse.

Perché l’attività di lettura sia soddisfacente è necessario che sia presenta una carica

persuasiva che ogni narratore decide di attribuire al testo per dialogare con il suo lettore. Perchè questo sia fatto è necessario che lo scrittore si impegni preliminarmente a suscitare l’interesse di un pubblico indifferente. Il criterio dell’interesse non solo spiega il patto narrativo, ma diventa i dispositivo che misura la distanza estetica, in quell’alternanza di coinvolgimento empatico e distacco critico, di abbandono fiducioso e rivalità antagonistica, entro cui si dispongono i rapporti fra lettore, testo e autore. L’opera deve allo stesso modo interessare nel senso di rendere partecipe, ma anche essere interessante, importante per qualcuno, in modo che l’universo narrativo sia interiorizzato dal lettore Il romanzo dissolve la modellistica antica, inaugurando la tradizione della modernità, non perchè annulla ogni sistema di convenzione, ma perchè ne riformula i criteri compositivi in sintonia con l’ordine aperto dell’orizzonte d’attesa. La tendenza del romanzo è quindi quella di abbracciare ogni aspetto del reale, anche nelle sue parti più sgradevoli e si compone di elementi spuri e discordanti. Caduti i limiti, l’unica cosa importante per la composizione di un romanzo sembra avere qualcosa di interessante da dire. L’abbandono di un universo letterario gerarchico e chiuso e della distanza epica assoluta tipica della letteratura dell’ancient regime, consentono al romanziere di insinuarsi nel proprio testo e porsi in quella zona di interferenza fra testo e lettore. In questo nuovo panorama, la figura del narratore perde la posizione eletta di chi parla per ispirazione degli dei o delle Muse. Si ha ora una narrazione che è portatrice di valori autentici e collettivamente condivisibili. Lettore e autore poggiano sulla fiducia di un sentimento di comunanza profonda fra chi legge e scrive. Il patto narrativo adempie in prima istanza a questa funzione: chiarire la fisionomia di chi racconta e di chi legge di cui deve conquistare la fiducia. Ecco perchè nella conformazione della singola opera è sempre possibile leggere la fisionomia di colui cui è destinata. La scelta autoriale di inscrivere esplicitamente nel testo la situazione narrativa non implica alcun criterio assiologico, né esige un giudizio preventivo di valore: presuppone soltanto una connessione forte con l’orizzonte di attese.