

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Riassunto prima lezione Edipo re
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 3
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


Prenderemo in considerazione tre grandi opere; la prima è l’Edipo Re di Sofocle. L’antefatto dell’opera è la seguente: Edipo è il figlio del re di Tebe, Laio e di sua moglie Giocasta. Dopo il suo Concepimento un oracolo rivela al sovrano che il nascituro è destinato a uccidere suo padre e giacere con Sua madre. Laio ordina quindi a un servo di uccidere il neonato, ma, impietosito, il servo decide di affidare il Bambino a un pastore che a sua volta lo cede al re di Corinto, Polibo, e a sua moglie Peribea, che non Potevano avere figli. Edipo cresce quindi nella convinzione che i sovrani di Corinto siano i suoi veri genitori e Quando un oracolo gli ripete la predizione fatta in precedenza a Laio, Edipo, convinto di rappresentare un Pericolo per Polibo e Peribea, parte da Corinto e si dirige a Tebe. Sulla strada incontra un carro, si tratta di Laio, che si sta dirigendo a Delfi per consultare l’oracolo. Nessuno dei due uomini vuole lasciare il passo All’altro così ne nasce una disputa che si trasforma in lite e Laio rimane ucciso. La prima parte della profezia Si è avverata. Edipo giunge quindi a Tebe, dove la popolazione è tormentata da una Sfinge, un mostro con la Testa di donna e il corpo di leone che ogni anno esige in tributo giovani vite. La Sfinge, infatti, propone ai Giovani tebani degli indovinelli a cui è impossibile rispondere e i malcapitati pagano la loro ignoranza con la Vita. Edipo si offre quindi volontario per sfidare il mostro. La sfinge chiede a Edipo chi sia quell’essere che Cammina prima con quattro gambe, poi con due gambe e infine con tre. Edipo risponde correttamente: si
Tratta dell’uomo. Così la Sfinge, sconfitta, si getta dalla rupe da cui dominava la città e Edipo viene nominato Re di Tebe (infatti era già giunta notizia della morte di Laio) e sposa la regina, Giocasta. Anche la seconda Parte della profezia si è avverata. C’è qualcosa di tragico in questa situazione: la profezia si è avverata nel tentativo di evitarla. La domanda di Base è “Perché Laio ed Edipo agiscono?”. Nel dubbio il re decide di uccidere Edipo; tutti i protagonisti Agiscono perché sono strumenti nelle mani del destino. L’opera è costruita per lasciare la domanda senza Risposta, ha la forma dell’indeterminatezza circa il destino e se questo è già scritto o meno. I protagonisti Risentono della forma dell’opera. Senza capire ciò che muove le azioni non è possibile fare un’analisi Dell’opera. Le azioni umane determinano il destino o dipendono da esso? Se si volesse risolvere il problema Si dovrebbe correggere la domanda perché sono tutti strumentalizzati dal destino. Il nucleo della tragedia, cioè l’avverarsi della profezia, non avverrebbe senza le azioni umane volte a contrastarlo. Ciò che è decisivo sono sia le azioni umane sia il destino. Non si può fare un’analisi di tipo psicologico dei personaggi, essi sono definiti dal fulcro dell’opera. Non si può comprendere il senso dell’opera finché non ci si spiega il senso dell’opera. Si può tentare di dare Una risposta: non si può affermare che Edipo e Laio credano e, allo stesso tempo, non credano alla profezia