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Riassunto Neoclassicismo - Honour per esame di storia dell'arte con de Feo.
Tipologia: Appunti
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NEOCLASSICISMO di Honour Il neoclassicismo è uno stile del tardo 1700, della fase rivoluzionaria e dell’esplosione di ricerca nata con l’illuminismo; condivide a pieno lo spirito di riforma che si tenta di realizzare attraverso un ritorno alla semplicità e alla purezza primitive, in cui ragione ed equità prevalgono. Il termine è coniato nel tardo ‘800 come termine negativo per indicare questo stile considerato inerte e freddo, che si esprime su imitazioni della scultura greca e romana. Nel ‘700 i critici e i teorici non usano neoclassicismo o classicismo, ma lo chiamano il “vero stile” e ne parlano come un risorgimento delle arti. Il neoclassicismo matura molto rapidamente, la sua fioritura è breve e seguita da un periodo di decadenza e deprezzamento.
Nella composizione poi la veduta diventa frontale e tutto ciò che era obliquo diventa elementare, come in una scatola prospettica. Nell’architettura si ricercano effetti di solidità e stabilità, solennità e rigidità in grado di evocare la verità senza tempo del mondo antico. L’idea alla base è di primitiva purezza, senza policromia ed ornamenti scultorei, ridotta al suo stato primo e autonomo. Ideali così radicali non trovano condivisione nei committenti privati, ma questo non è un problema perché gli architetti neoclassici si rivolgono a commissioni pubbliche. Nella letteratura contro il rococò si fa molto spesso riferimento all’antichità classica per affermare il “vero stile”: Winckelmann scrive che l’unico modo per diventare grandi è imitare l’antichità. Con imitare non intende copiare, perché l’imitazione implica un rigoroso processo di estrazione dall’opera antica, era invece per “raggiungere la reale semplicità della natura” come disse Reynolds. Naturalmente non tutti gli artisti e critici considerano l’arte classica in questo modo, non mancano mere citazioni classiche o parafrasi anti classiche. Nella maggior parte dei casi tuttavia, l’antichità era da tempo un elemento essenziale dell’educazione della persona colta: in Italia esisteva una tradizione dal ‘400; in Francia già nel ‘600 era in vigore questo tipo di educazione. Proprio i francesi, intorno al 1745 con Tournehem, sono i primi a progettare di ristabilire la classica gerarchia dei soggetti che il rococò ha spezzato:
Importante opera è “ Il Parnaso ” di Anton Raphael Mengs, del 1761
Il mutamento stilistico che si verifica alla metà del ‘700 è spesso attribuito ad una miglior comprensione dell’antichità data dalla scoperta di Ercolano 1738 e Pompei 1748; ma questa spiegazione è troppo facile. In realtà l’atteggiamento verso l’antichità è stato un risultato quanto una causa della reazione contro il rococò. Un aspetto del profondo mutamento che subisce la visione dell’antichità si può cogliere nel variare degli atteggiamenti verso la mitologia pagana:
Vien, “ La venditrice di amorini ”,1763 olio su tela, Fontainbleau, Musee National
Winckelmann fa la stessa cosa di Piranesi, ma nell’ambito dell’ arte greca. Insiste nell’affermare che le statue antiche non sono solo reliquie di una civiltà scomparsa, ma opere d’arte vive che possono avere interesse per i contemporanei perché incarnano l’essenza dello spirito greco. Lui ha insegnato alla sua epoca a guardare con occhi nuovi non solo le statue e i vasi antichi, ma tutta quanta la civiltà greca. Prima di Winckelmann, la parola “antichità” indicava un periodo che andava dal V secolo a.c. al regno bizantino di Foca; con termine “antico” si comprendeva il grande numero di opere d’arte di questo periodo, a cui Winckelmann applica un metodo storico allo studio di queste opere. Convinto che la storia procedesse per cicli di crescita e declino, divide la storia antica in quattro periodi:
Winckelmann scrive che soltanto la libertà ha sollevato l’arte alla sua perfezione. Questo legame tra arte politica era stato proposto per la prima volta nei primi del ‘700 da lord Shafterbury, a cui Winckelmann deve molte delle sue idee. Ci sono forti legami tra neoclassicismo ed illuminismo e si è tentati di estendere questo fino a comprendere il clima di analisi critica e di dubbio che è poi sfociato nella rivoluzione del 1789. Ma analizzando i singoli artisti e le loro opere, risulta difficile identificare la rivoluzione artistica con quella politica. AVVENIMENTI : La Rivoluzione francese scoppia nel 1789 e termina nel 1799. Vigilia della rivoluzione Nel 1789 in Francia la popolazione era divisa in:
- nobiltà ,che aveva il monopolio delle cariche pubbliche e numerosi privilegi economici e fiscali
Dipingendo le ultime due opere, David ha espresso l’animo di quegli intellettuali francesi che come lui, avrebbero finito per essere trascinati dall’onda della rivoluzione. Esprime in termini artistici la rigida moralità, il loro idealismo e la loro fede nella ragione e nei diritti dell’uomo. È nominato per un certo periodo membro della Convenzione, ma comunque segue fino in fondo le sue convinzioni artistiche e politiche. Nei quadri Il giuramento della Pallacorda e dei tre martiri della rivoluzione adotta uno stile più severo, sviluppandosi in modo perfettamente logico dalle opere che le hanno precedute; non diventa però un giacobino dottrinario: nel quadro di Maria Antonietta traspare la sua tenerezza per la donna, nonostante l’abbia dovuta per votarne la decapitazione, e nel quadro “ L’intervento delle Sabine ”, 1799, olio su tela, Louvere Parigi
1.3 Artisti e committenti L’idea di arte come fatto educativo non è imposta ad un pubblico riluttante da un governo dispotico, anzi si premeva per una maggiore serietà e moralità più severa nelle arti come nella vita. La più importante forma d’arte, il romanzo, ha trovato il suo pubblico tra coloro che non appartenevano nè alla nobiltà nè al proletariato, ma alla borghesia. Questa classe era divenuta il nucleo essenziale del pubblico che leggeva: gente seria che voleva migliorarsi anziché divertirsi. Nel campo delle arti figurative il mecenatismo diretto delle classi media non poteva essere molto vasto perché son pochi i commercianti e i professionisti che dispongono denaro per comprare o esporre i grandi quadri di storia e le statue eroiche. Però visitavano le esposizioni, e a Parigi e Londra queste si fecero sempre più numerose. I Salons parigini diventano numerosi ed attirano molti visitatori, tra cui anche soggetti di ceto medio e in parallelo si sviluppa il romanzo che esprime sentimenti di coloro che appartengono alla classe povera. Ci fu anche una maggior diffusione delle stampe, che costituivano il rispettivo visivo del romanzo e al pari di esso erano indicative del nuovo pubblico che si stava affermando. Tutto questo porta all’ampliamento dell’interesse del pubblico che si ripercuote sulla condizione dell’artista e sul concetto della sua figura nella società. Gli artisti che sono stati ritenuti finora come una categoria più elevata di artigiani, ora diventano figure pubbliche e professionisti, portando loro maggior indipendenza e un mutamento del rapporto con i committenti. Per quanto riguarda i dipinti, finora i pittori avevano dipinto gli esponenti della borghesia come personaggi che imitavano gli aritocratici. Solo nel ‘700 inoltrato il borghese inizia ad essere raffigurato come è realmente. Reynolds “ Barretti ”, 1774, olio su tela, Londra David “ Ritratto di Leroy ”,1782 83, olio su tela, Montpellier
Questo genere di ritratto non era riservato ai professionisti, molti membri delle classi superiori vollero anch’essi essere raffigurati in questo modo, e a lungo andare, poté essere usato anche per esponenti delle classi inferiori come si vede nel quadro di “un padre coi suoi figli” a Le mans.
L’architetto neoclassico voleva progettare nello spirito degli antichi ed era pronto ad inventare nuovi ordini per nuovi tipi di edifici: