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Storia del Turismo: Dall'Ottocento al Turismo Postmoderno, Appunti di Turismo

La storia del turismo moderno, tracciando un percorso evolutivo che parte dall'ottocento e arriva al turismo postmoderno. Si analizzano le diverse fasi del turismo, dai primi viaggi aristocratici al turismo di massa, fino all'emergere di nuove destinazioni e modelli di viaggio. Una panoramica completa del fenomeno turistico, evidenziando i fattori chiave che hanno contribuito alla sua crescita e trasformazione.

Tipologia: Appunti

2024/2025

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Storia del turismo
Introduzione:
La Lombardia ha un grande fattore turistico, è polo di internazionalizzazione e soprattutto è un
rilevante fenomeno economico.
Ben 1 milione e mezzo di turisti in Lombardia viene dagli USA. Gli americani hanno infatti tanti soldi
(spendono circa 400 auro al giorno), però poche ferie (circa 2 settimane all’anno), dunque ne
approfittano non solo per venire in Lombardia, ma anche per vedere diverse città europee in tempi
ristretti, non si accontentano di vedere solo l’Italia.
Il lago di Garda è un potentissimo polo di attrazione, è formato da sponda: bresciana, veronese e
trentina. Se aggreghiamo i dati delle 3 sponde (quindi mettendole insieme), scopriamo che il lago
di Garda è il terzo posto più attrattivo in Italia dopo i Veneti e la Riviera Romagnola.
In cima ai turisti stranieri in Lombardia ci sono i tedeschi perché visitano il lago di Garda.
Gli arrivi sul lago di Garda sono aumentati del 12% rispetto al 2023 e gli stranieri sono aumentati
dell’11%.
Il turista oggi è molto volubile, infatti è abituato a fare scelte all’ultimo minuto: se il tempo è brutto
non va più a spendere la giornata al lago.
I prerequisiti del turismo:
L’uomo fin dall’antichità si è spostato per scoprire, il turismo però è una cosa particolare.
Parlando di turismo in senso moderno, il suo inizio coincide con il primo 800, quindi ha
un’esistenza lunga 200 anni.
Hans Magnus Enzensberger crea l’idea dei “prerequisiti del turismo”, questi termini concettuali
segnano il salto di qualità nel turismo e sono:
1. La dilatazione dello spazio lo spazio è più grande, coincide con tutto il mondo, ma io
posso raggiungerlo con facilità. Tutto questo è avvenuto grazie all’avvento della macchina a
vapore (treno).
2. La dilatazione del tempo devo avere del tempo da dedicare al turismo, la conquista del
tempo libero viene raggiunta dall’inizio del 1800 in poi. Infatti, oggi esistono le ferie
retribuite.
3. La libertà individuale esiste la scelta di spostarsi e muoversi liberamente. In passato il
servo della gleba, per esempio, non poteva farlo.
Tutti questi 3 prerequisiti nascono quando avviene la rivoluzione borghese, tra fine 1700 e inizio
1800, dunque si creano le condizioni per il turismo.
Che cultura era dominante quando nasce il turismo?
La cultura dominante quando nasce il turismo era il Romanticismo.
La richiesta di cui vive il turismo è una libertà felice. Il turista vuole essere libero e felice.
Temi preliminari:
-le trappole cronologiche da cui stare attenti.
-le quattro epoche in cui poter dividere la storia del turismo.
-i profili nazionali dell’offerta turistica.
-i fattori di sviluppo del turismo.
-definizione generale del turismo e come vanno affrontate le politiche per il turismo.
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Storia del turismo

Introduzione: La Lombardia ha un grande fattore turistico, è polo di internazionalizzazione e soprattutto è un rilevante fenomeno economico. Ben 1 milione e mezzo di turisti in Lombardia viene dagli USA. Gli americani hanno infatti tanti soldi (spendono circa 400 auro al giorno), però poche ferie (circa 2 settimane all’anno), dunque ne approfittano non solo per venire in Lombardia, ma anche per vedere diverse città europee in tempi ristretti, non si accontentano di vedere solo l’Italia. Il lago di Garda è un potentissimo polo di attrazione, è formato da sponda: bresciana, veronese e trentina. Se aggreghiamo i dati delle 3 sponde (quindi mettendole insieme), scopriamo che il lago di Garda è il terzo posto più attrattivo in Italia dopo i Veneti e la Riviera Romagnola. In cima ai turisti stranieri in Lombardia ci sono i tedeschi perché visitano il lago di Garda. Gli arrivi sul lago di Garda sono aumentati del 12% rispetto al 2023 e gli stranieri sono aumentati dell’11%. Il turista oggi è molto volubile, infatti è abituato a fare scelte all’ultimo minuto: se il tempo è brutto non va più a spendere la giornata al lago. I prerequisiti del turismo: L’uomo fin dall’antichità si è spostato per scoprire, il turismo però è una cosa particolare. Parlando di turismo in senso moderno, il suo inizio coincide con il primo 800, quindi ha un’esistenza lunga 200 anni. Hans Magnus Enzensberger crea l’idea dei “prerequisiti del turismo”, questi termini concettuali segnano il salto di qualità nel turismo e sono:

  1. La dilatazione dello spazio lo spazio è più grande, coincide con tutto il mondo, ma io posso raggiungerlo con facilità. Tutto questo è avvenuto grazie all’avvento della macchina a vapore (treno).
  2. La dilatazione del tempo devo avere del tempo da dedicare al turismo, la conquista del tempo libero viene raggiunta dall’inizio del 1800 in poi. Infatti, oggi esistono le ferie retribuite.
  3. La libertà individuale esiste la scelta di spostarsi e muoversi liberamente. In passato il servo della gleba, per esempio, non poteva farlo. Tutti questi 3 prerequisiti nascono quando avviene la rivoluzione borghese, tra fine 1700 e inizio 1800, dunque si creano le condizioni per il turismo.  Che cultura era dominante quando nasce il turismo? La cultura dominante quando nasce il turismo era il Romanticismo. La richiesta di cui vive il turismo è una libertà felice. Il turista vuole essere libero e felice. Temi preliminari: -le trappole cronologiche da cui stare attenti. -le quattro epoche in cui poter dividere la storia del turismo. -i profili nazionali dell’offerta turistica. -i fattori di sviluppo del turismo. -definizione generale del turismo e come vanno affrontate le politiche per il turismo.

Le trappole cronologiche: L’idea che si è sviluppata oggi è la seguente: i primissimi viaggiatori si spostavano per la conoscenza dei luoghi, mentre i turisti di adesso sono spinti a visitare un prodotto standardizzato indifferente alle persone e ai luoghi che incontra. Questa affermazione non è corretta, in realtà anche il viaggiatore del passato voleva avere condizioni di comfort nei suoi spostamenti, e il turista contemporaneo non va a vedere solo le attrazioni principali di un luogo come un “pecorone”. Il turismo di oggi non si accontenta delle offerte di massa ma va a cercare l’offerta personalizzata, si cerca il turismo esperienziale. Non è un turismo di massa. In passato i viaggiatori, per consigliare i posti da visitare, tenevano una sorta di diari dove scrivevano i luoghi più belli da vedere, le strade migliori da percorrere, ecc… Attraverso questo metodo del “passaparola” potevano aiutare gli altri turisti. Questi diari li possiamo definire quindi come gli antenati delle guide turistiche, che sono quindi un fenomeno storico che si è evoluto. Oggi le guide turistiche cartacee sono in crisi purtroppo, perché fanno parte di un mercato editoriale che è stato spazzato via quasi del tutto dalle piattaforme digitali. Le 4 epoche: Le quattro epoche in cui è possibile suddividere la Storia del Turismo sono:

  1. Il prototurismo viene prima del turismo, a fine 1700. All’epoca chi poteva fare le vacanze erano i ricchissimi, ossia gli aristocratici. Loro amavano lasciare la città e andare in villeggiatura, quindi fare le vacanze in ville di loro proprietà. Nello spostamento si portavano dietro tutta la corte perché avevano bisogno del personale per essere serviti e riveriti. Facevano così perché non c’erano strutture turistiche all’epoca, quindi non avevano altra scelta. Esistevano in realtà delle locande ma erano posti sporchi, pieni di pulci, con grandi camerate da condividere con sconosciuti; quindi, erano luoghi con mala fama e utilizzati solo dai viaggiatori occasionali. Questo fenomeno della villeggiatura si vede bene nel film del Gattopardo.
  2. Il Turismo moderno è una forma di turismo sempre riservata agli aristocratici, ma nascono anche le prime strutture specializzate, pensate e realizzate su misura per il turista (alberghi e strutture ricreative). Lo spazio e il tempo libero iniziano ad essere trovati nelle città termali. Tutto ciò nasce in Gran Bretagna perché gli inglesi aristocratici decidono di spostarsi in vacanza nelle città termali. La prima città termale era Bath. Queste città erano strutturate in modo da garantire relax e divertimento al turista. Per farlo vennero installati anche i casinò, strumento di svago richiesto dai viaggiatori all’epoca. Dall’Inghilterra poi il fenomeno si diffuse in tutta Europa.
  3. Il Turismo di Massa a metà del Novecento arriva il turismo di massa, non è più solo la borghesia ma tutti i ceti, prima i ceti medi e poi anche i ceti bassi.

Dove questa molteplicità di soggetti non è presente, il settore turistico non è decollato e, anche se sono sorte strutture ricettive, stabilimenti balneari, impianti, ecc… l’impatto economico è stato molto più contenuto.  Perché il turismo si sta sviluppando così tanto? C’è la conquista del tempo libero , che è la precondizione per far sì che si sviluppi il turismo, ma anche perché c’è il reddito disponibile. Il turismo deve essere: -responsabile; -rispettoso dell’ambiente naturale e edificato; -universalmente accessibile. Esistono delle definizioni di “turismo” fatte dalle organizzazioni internazionali secondo l’ONU il turismo è un fenomeno sociale, culturale ed economico che implica il movimento di persone verso nazioni o luoghi esterni al loro ambiente usuale, per ragioni personali o professionali. Queste persone sono definite visitatori (possono essere sia turisti che escursionisti, residenti o non residenti).  Cos’è l’ over tourism? È il sovraffollamento turistico, concentrato in alcuni periodi dell’anno in città e siti famosi, che provoca o può provocare danni ai monumenti e all’ambiente, oltre che a disagio per i residenti. I danni ambientali possono essere anche gravi. Esempio: l’isola greca di Santorini oppure le grandi navi da crociera che passavano da Venezia (ora per fortuna non più). Turismo e sviluppo economico, un problema aperto: Oggi noi affrontiamo il turismo come un fenomeno economico, infatti muoviamo risorse economiche quando ci spostiamo. I temi che vengono sviluppati sono:

  • Fattori che hanno stimolato la domanda di servizi turistici la premessa è che il turismo deve avere le precondizioni di reddito e tempo libero.
  • I fattori che hanno stimolato l'offerta di servizi turistici
  • Moda-cultura e il ciclo di vita delle località turistiche
  • Il contributo del turismo allo sviluppo economico Il reddito: Il reddito che genera turismo nasce dopo la rivoluzione industriale, c’è un aumento del reddito medio nazionale. Hanno inventato la curva del Hengel per spiegare il fenomeno: “più povera è una famiglia, maggiore è la spesa destinata all’acquisto di generi alimentari, e più ricca è una Nazione, minore sarà la proporzione di generi alimentari nella spesa totale”. Questo significa che, quando abbiamo iniziato a guadagnare di più, la spesa alimentare non era più il 90% del reddito ma del 50%, magari è aumentata leggermente per mangiare meglio, ma poi non è stata più il totale del reddito. Il settore agricolo, quindi, percentualmente declina perché aumenta il settore industriale; infatti, con l’aumento del reddito la popolazione si può permettere altro (come comprare i vestiti e poi viaggiare).

Il turismo inizialmente era un bene di lusso, perché ci si poteva permettere di viaggiare solo quando si avevano i soldi, col tempo è diventato invece un bene di prima necessità. Essendo così importante è nata anche una segmentazione del turismo, quindi una differenziazione dell’offerta turistica mirata a fasce precise di consumatori. L’urbanizzazione è un fenomeno che ha causato spostamenti del popolo dalle campagne alle città; quindi, è un fenomeno socioeconomico che ha spinto al turismo. Nel nostro territorio le campagne erano molto più abitate della città, ma con il declino del settore agricolo la gente aveva bisogno di nuovi lavori quindi si trasferì in città. Esiste anche il problema dei prezzi relativi, prima dell’euro infatti ogni Paese aveva la sua moneta. In Italia ci fu un periodo dove la lira non valeva più niente, mentre le sterline, il marco, il franco, valevano molto di più, e questo fu un grande vantaggio per il turismo. Esempio: dato che il marco era forte, i tedeschi poterono comprare case sul lago di Garda, pur non avendo tanti soldi. Lo stesso vantaggio si è presentato per l’Italia quando la Spagna e la Grecia ebbero monete deboli. La svalutazione delle monete è quindi fondamentale per scegliere le mete turistiche. Il tempo libero nell’antichità: Il tempo libero nell’antica Roma ce l’avevano solo i ricchi, i cittadini nobili, mentre tutte le altre fasce e gli schiavi erano solo una macchina di lavoro. I ricchi avevano diritto all’ozio (otium), quindi tempo libero a loro completa disposizione. Nel medioevo invece questo concetto di ozio viene ancora più ristretto, i cortigiani a corte erano i privilegiati che ne potevano godere. In quel periodo nasce però anche il proverbio: “l’ozio è il padre dei vizi”, quindi chi oziava era visto male. L’unica forma di applicazione di tempo libero socialmente apprezzato era il pellegrinaggio, in questo caso anche i poveri potevano partecipare perché aveva una valenza religiosa. Bisognerà aspettare il rinascimento per avere di nuovo una bella opinione dell’ozio. Tra 1300 e 1400 comincia un processo di secolarizzazione, che separa la dimensione religiosa dall’organizzazione della vita di tutti i giorni; tornano così di moda antiche forme turistiche, come i soggiorni termali. Via via prenderà vita un utilizzo dell’ozio con scopo ricreativo. La conquista del tempo libero in epoca moderna: Si era diffusa l’idea che i poveri non avrebbero dovuto avere tempo libero, proprio a causa del proverbio dell’ozio come padre di tutti i vizi, perché si sarebbero dedicati ad ogni forma di dissolutezza; infatti, all’epoca chi usciva dal lavoro si fermava al vizio del bere nelle locande. Questo rischiava di diventare chiaramente anche un problema di alcolismo. Si sosteneva quindi che i lavoratori non avessero la preparazione morale e culturale per poter trarre giovamento dall’ozio; quindi, questo fu un ottimo pretesto per sfruttare i lavoratori e farli lavorare 10 o 12 ore al giorno. La conquista del tempo libero è quindi per il ceto operaio anche una lotta per la loro emancipazione, una vera e propria svolta culturale e sociologica, per far capire che anche lavorando 8 ore e non 10, avrebbero sfruttato bene il loro tempo libero, senza andare ad ubriacarsi per forza.

L’interesse dello Stato verso il settore turistico è maturato lentamente; infatti, nell’Ottocento l’unica forma di impegno riconducibile allo stato centrale è l’attività di promozione svolta dalle famiglie reali a favore di qualche specifica località. Lo Stato, quindi, fa la sua parte attraverso alcuni strumenti: 1.Nel 1919 è nato l’ENIT (ente nazionale per le industrie turistiche) che serve a promuovere il turismo. Questo modello è un po’ datato ma esistono ancora fiere dove aprono stand per promuovere il turismo in Italia agli stranieri. L’ENIT ha anche costruito una catena di agenzie di viaggio, scuole alberghiere e un sistema di statistiche, per ragionare sul turismo bisogna avere presente i dati infatti. 2.Attività di propaganda all'estero con la creazione di diversi uffici di informazione nei paesi stranieri 3.Costituzione di una catena di agenzie di viaggio 4.Creazione di scuole alberghiere 5.Predisposizione di un sistema di statistiche turistiche nazionali. Lo Stato ha poi compito di protezione delle risorse naturali e artistiche; quindi, i pompieri intervengono in caso di bisogno. Un altro contributo importante al turismo l’ha dato l’associazionismo, attraverso il Touring club italiano, il club alpino italiano, ecc… Sono realtà molto grosse che hanno creato un mercato e anche occasioni di aggregazione locale. Esempio: abbonandosi al Touring club italiano, si riceveva la rivista turistica, oppure attraverso l’AVIS si creavano e si creano ancora oggi feste di beneficenza dove si riesce ad attirare un buon numero persone. In Italia il turismo vive anche grazie a questo ricco tessuto istituzionale di no profit. Esempio: gli americani non hanno l’usanza di fare gli eventi in piazza, quindi questa dimensione comunitaria italiana a loro piace molto. Moda-cultura e il ciclo di vita delle località turistiche: Serve a guardare come si modifica il destino delle mete turistiche. Il cambiamento delle mode relative alle vacanze ha segnato una parallela evoluzione dell'andamento economico delle località turistiche. Questo aspetto ciclico è stato colto attraverso il cosiddetto modello del ciclo di vita (Butler, 1980), con l'obiettivo di interpretare le fasi di ristagno dei centri di vacanza e di fornire indicazioni operative. Il modello del ciclo di vita di Butler si divide in: 1- Esplorazione una località che non fa parte del circuito turistico conosciuto viene scoperta dai primi visitatori. Questa fase è interamente dominata dalla domanda. Esempio: la Valtrompia a Collio, le famiglie borghesi vanno ad esplorare la natura, le passeggiate. 2- Coinvolgimento i turisti portano ricchezze, quindi si creano strutture. Esempio: si creano strutture a Collio. 3- Sviluppo Il circolo virtuoso dello sviluppo è innescato. La località è ormai entrata nel circuito turistico e se i capitali locali non sono sufficienti interverranno gli investimenti di società esterne specializzate. Questa fase presenta numerose insidie poiché, se non interviene un controllo locale e nazionale, l'ondata di investimenti può causare il deterioramento delle risorse naturali del luogo e privarlo di quelle caratteristiche che ne costituiscono l'attrattiva.

4- Consolidamento Terminata la fase espansiva il tasso di crescita dei visitatori comincerà a diminuire: la località è ormai completamente affermata nel settore turistico ed entra in una fase di consolidamento. 5- Stagnazione è un rischio del turismo, subentra quando il settore non può più crescere, ma il turismo così può anche declinare. L’unico modo per sfuggire al declino è la rinnovazione. Esempio: Collio aveva dei limiti, vengono scoperte nuove destinazioni, quindi è declinato. Invece la Riviera Romagnola ha saputo rinnovarsi cambiando l’offerta, attirando sempre più i giovani con discoteche e locali. Altro esempio: Venezia, che non ha bisogno di rinnovarsi perché è una città unica, ma dato che gli alloggi erano molto costosi in passato, sono nati gli airbnb per permettere a tutti di pernottare. Il contributo del turismo allo sviluppo economico: Che il turismo possa svolgere una funzione importante nell'economia di un Paese è già emerso nelle riflessioni dei pensatori economici del ‘700, particolarmente significativi sono i casi italiano e spagnolo, perché in entrambi i Paesi il turismo ha contribuito fortemente al pareggio della bilancia dei pagamenti in anni cruciali per l’industrializzazione. Ci sono state delle ricadute importanti, in particolare nei casi dell’Italia e della Spagna il turismo è stata veramente una leva di sviluppo economico, che è avvenuto quando entrambi i Paesi erano arretrati e avevano poche strutture ad aiutare. Esempio: in Africa dopo il colonialismo ci si è chiesti se si potesse far leva sul turismo, e la risposta è stata no. In Africa non c’è stato un volano di sviluppo perché le compagnie che hanno costruito qui villaggi turistici, fanno sì che i turisti spendano tutto all’interno del villaggio perché cercano chiaramente standard alti. L’effetto positivo sul territorio africano quindi non c’è e non c’è stato, il turismo non è diventato un moltiplicatore del reddito. Un altro caso in cui il turista non è moltiplicatore di reddito è il crocierista, perché spende tutti i soldi sulla nave e scende solo per visitare, senza sborsare un altro centesimo. Uno Studio Unctad (United Nation conference on trade and development) ha permesso di puntualizzare tre elementi importanti su investimenti stranieri e turismo: 1 - La presenza di investimenti stranieri nel settore turistico è meno estesa di quanto si pensi 2 - La loro quota rappresenta una frazione molto piccola del flusso degli investimenti stranieri diretti in tutti i Paesi del mondo e in particolare in quelli in via di sviluppo. 3 - La maggior parte delle attività ricettive e ricreative è detenuta da investitori nazionali. Il turismo al pari dei settori industriali può essere un protagonista di quel processo di modernizzazione delle istituzioni sia economiche che sociali indispensabili per la crescita economica. Tuttavia, poiché nessuna economia (se non quella delle piccole isole), può reggere nel lungo periodo se costruita attorno a un unico settore, esso da solo non può traghettare un Paese da una condizione di arretratezza verso lo sviluppo. I primordi del turismo:

  1. Vacanze romane fra città di acque, campagna e viaggi culturali
  2. La passione per le Terme
  3. La nascita de turismo religioso
  4. L’apogeo del pellegrinaggio cristiano: il medioevo

compresi gli imperatori, intraprendono una sorta di sfida per la costruzione della villa più grande e magnificente. A Sirmione abbiamo un’importante villa romana ossia le Grotte di Catullo. I viaggi culturali nell’antichità: Gli antichi romani più colti facevano alcuni viaggi, ed erano volti a visitare città dove vivevano le popolazioni antenate. Le mete erano Alessandria d’Egitto, Efeso e Rodi. I fattori che hanno reso possibile lo sviluppo dei viaggi nell’antica Roma erano:

  • Condizioni di relativa tranquillità c’era quindi pace, niente guerre, questa era anche la condizione base per gli scambi economici.
  • Il livello di sviluppo economico e sociale che ha aumentato la qualità di vita.
  • L’organizzazione geografica che ha portato ad un’elevatissima concentrazione della popolazione e della ricchezza nella città di Roma.
  • La dotazione di infrastrutture la formidabile rete stradale che collega Roma a tutto il mondo conosciuto. La passione per le terme nell’antichità: A Roma non ci sono acque termali, quindi, venivano usate semplicemente vasche di acqua fredda scaldata con i forni. Il vapore che si creava serviva invece per la sauna. Le terme erano una grande forma di igiene del corpo, erano infatti accessibili anche al popolo, quindi, sfruttavano l’occasione per lavarsi, dato che non potevano permetterselo a casa loro. Gli ambienti termali erano bellissimi anche esteticamente per via dei marmi colorati, che vennero però poi reimpiegati in altro. Con il declino dell’Impero Romano e la ruralizzazione della vita, durante il medioevo, le terme hanno iniziato a declinare. La dimensione del corpo cambia e la religione cristiana inizia anche a condannare queste pratiche termali. In questo periodo rimangono solamente tradizioni popolari locali nelle zone in cui ci sono fonti di acque termali. Solamente dal XIII secolo ci sarà un ritorno delle terme, anche grazie allo sviluppo della medicina, perché lavarsi fa bene al corpo. Il turismo religioso: I viaggi a scopo religioso sono già in uso nelle società tribali di tutti i continenti. Il pellegrinaggio c’era nelle civiltà antiche, per esempio nell’antica Grecia le persone andavano a Delfi e domandavano alle sibille, le quali davano un oracolo, prevedendo un po’ il futuro. Ancora oggi l’oracolo è chi profetizza. Le grandi religioni contemporanee, come quella musulmana, prevedono che almeno una volta nella vita i fedeli devono andare alla Mecca. Il pellegrinaggio all’interno della religione cristiana: Il significato del pellegrinaggio cristiano è rintracciabile in quel passo dei Vangeli in cui un angelo compare alle donne davanti al sepolcro e le invita a cercarlo nella loro terra: “Gesù è risorto e vi precede in Galilea”. Là affiderà ai suoi discepoli il mandato: “andate in tutte le nazioni, fate dei discepoli”. Questo significa che anche la religione stessa diceva di mettersi in cammino, quindi di fare pellegrinaggio. Il viaggio religioso assume la nuova funzione di diffondere in tutto il mondo la fede cristiana. Ci sono 3 mete che hanno assunto un valore fondamentale nella storia del pellegrinaggio cristiano:
  • Gerusalemme per ripercorrere i luoghi in cui ha vissuto Gesù.
  • Roma perché vengono martirizzati i due apostoli più famosi, ossia Pietro, che fonda la discendenza papale, e Paolo, considerato da qualcuno il vero fondatore della religione cristiana, proprio perché molti dogmi religiosi li troviamo nelle sue lettere.
  • Santiago de Compostela perché lì vennero trovate le spoglie di San Giacomo. Gerusalemme e il Santo Sepolcro: Il pellegrinaggio verso Gerusalemme conosce una grande diffusione nel IV secolo quando le persecuzioni sono cessate e il cristianesimo diventa la religione degli imperatori. La pellegrina più famosa dell’epoca era Sant’Elena, una credente archeologa, che andava là per cercare la croce dove venne crocifisso Gesù. La trovò, ma la vera croce venne fatta a pezzetti e conservata nelle chiese più importanti (tra cui il Duomo Vecchio di Brescia col tesoro delle sante croci). Questi primi pellegrini non sono semplici credenti, ma uomini di grande spiritualità che ripercorrendo le vie di Gesù, ricercano un contatto diretto con il loro Dio. A guidare questi viaggiatori è un insieme di fervore religioso e ricerca interiore. Nei secoli successivi il cammino per Gerusalemme inizia ad essere intrapreso anche da aristocratici e semplici fedeli, che spesso uniscono allo scopo penitenziale lo spirito d’avventura. Nell’XI secolo con l’inizio delle crociate, la tipologia del pellegrino cambia radicalmente; infatti, i crociati sono uomini che vanno in guerra. Gerusalemme diventa un luogo pericoloso. I cattolici riprendono dunque i viaggi verso Gerusalemme solamente nell’Ottocento. Le tombe di San Pietro e di San Paolo: Quando la Chiesa di Roma prevale sulle altre, assume un nuovo significato. Papi e imperatori organizzano spazi e templi. Santiago de Compostela: I pellegrinaggi qui servivano a rimarcare anche il fatto che fosse una città liberata dai mori; quindi, il monumento in onore di S. Giacomo è dedicato anche a questo. Il pellegrinaggio in passato era anche un metodo per punire di certi peccati e quindi indurre il colpevole a compiere un periodo di fatica e purificazione. Anche chi partecipava per le crociate, aveva l’indulgenza per i suoi peccati. Questa forma di viaggio iniziò poi a declinare perché venne contestato da diverse fonti: perde infatti l’appoggio delle istituzioni, in primo luogo ecclesiastiche e poi da parte del mondo culturale e dello Stato. Nel 1500 i maggiori nemici di questa pratica sono i protestanti, secondo i quali in questo modo si sottrae troppo tempo al lavoro e si incentiva il mercato delle indulgenze. Nel 1600 e 1700, la stessa Chiesa cattolica ridimensiona il fenomeno e frena il moltiplicarsi di reliquie e presunti eventi miracolosi: il pellegrinaggio nelle forme in cui si è sviluppato nel medioevo, non si concilia più con il nuovo mondo dell'illuminismo e della rivoluzione industriale; In questa ottica di rendere compatibile la pratica religiosa con la nuova organizzazione della società e della economia i pellegrinaggi diventano viaggi verso santuari più vicini e sostituendo la componente spirituale di avvicinamento a Dio alla compravendita delle indulgenze. Nascono dunque nuove mete, tutte legate a reliquie, vicende religiose particolari, luoghi di culto e santuari mariani (dove c’è un’importante icona miracolosa oppure dove è apparsa la madonna). Fanno parte di questi luoghi: il santuario di Rezzato, le fontanelle di Montichiari, la madonna di Loreto, la madonna nera di Czestochowa, Lourdes (dove si va per chiedere la guarigione di una malattia, e ci si immerge in una vasca di acqua gelida per purificarsi dai peccati).

Le città termali inglesi: Le città del tempo libero nascono in Inghilterra, quando tra fine 1700 e inizio 1800, c’è il passaggio dalle ville di campagna allo spazio urbano. In questo nuovo spazio urbano si trovano strutture professionali. Non è ancora un fenomeno di massa, perché riguarda nobili e borghesi ricchi, ma è un salto di qualità rispetto alla villa di campagna. Le cittadine turistiche diventano famose e alla moda, grazie alla loro capacità di proporsi come sede di soggiorni piacevoli, di creare le necessarie infrastrutture e di attirare una certa frequentazione di un alto livello sociale. Questo significa che chi va in questi luoghi di vacanza, dimostra di aver raggiunto un determinato status sociale. Le sorgenti termali non nascono nel 1700 ma c’erano anche prima chiaramente. In passato si riteneva che queste sorgenti calde avessero poteri misteriosi o fossero state volute dagli dèi, perché il popolo non riusciva a spiegarsi questo fenomeno. Perciò le sorgenti termali diventano addirittura luoghi di culto. Nel 1504 avviene la protesta protestante, in Inghilterra c’era la chiesa anglicana e il capo della chiesa era il re. La chiesa riformata quindi dichiarava guerra alla fede popolare, voleva eliminarla, anche facendo cessare questi culti popolari alle sorgenti termali, nonostante fossero una tradizione molto sentita dal popolo. Dal 1500 in avanti, finito l’interdetto della Chiesa anglicana, si sviluppano i primi centri termali inglesi: Buxton, Bath e Bristol Hotweel. Non sono più in senso magico ma in senso medico. La città d’acqua per antonomasia è Bath, e questo per due componenti:

  1. C’era un signore ossia il dottore William Turner, che dice che queste acque termali facevano bene, erano una medicina.
  2. C’era un fatto di moda, il conte di Pembroke faceva le vacanze qui e quindi introduce poi parte della nobiltà inglese, tra cui la regina. Quindi i nobili sono partiti dalla cura, attraverso centri medico-curativi, ma hanno capito poi che è anche un pretesto per trovarsi e divertirsi, attraverso le strutture del tempo libero. Non vanno a Bath coloro che hanno malattie gravi e pensano di essere guariti. Questi centri termali sono strutture con: parco termale (con uno stabilimento termale all’interno di un giardino), strutture ricreative teatrali, caffè, ristoranti, sale da ballo, sale da gioco (casinò). Verso la fine del 1700 l’aristocrazia è sempre meno e arrivano i borghesi, che però non hanno nobiltà di gusti e gesti ereditata dalla famiglia ricca, ma si sono arricchiti da sé. Essi iniziano a recarsi alle città termali mentre gli aristocratici si dedicano meno, cercano altre destinazioni. Il successo di Bath venne decretato da:
  • L’offerta di momenti e luoghi per lo svago.
  • La presenza di negozi esclusivi e alla moda.
  • La presenza dell’alta società dell’epoca. La sua parabola si consuma nel giro di un secolo con l’inizio dell’Ottocento ritorna a essere una semplice città di cura e nel 1830 si presenta come luogo di ritiro per gli anziani e invalidi. Il declino risulta inevitabile in quanto legato al passaggio delle mode, anche le altre città seguono una parabola simile e vengono soppiantate dalla villeggiatura al mare. Negli ultimi anni c’è stato un revival di Bath grazie alla serie tv Bridgerton.  Bath è un caso isolato? No, le città termali non solo inglesi ma dell’Europa continentale, si sono rifatte a questo modello.

Il centro più in auge si chiama “Spa” in Belgio. È un acronimo che si riferisce a “salus per aquam”. C’è l’acqua termale, ma anche la Redoute e Wauxhall, ossia le grandi sale dove si fa ballo e giochi. C’è qualche medico locale che dice che l’acqua fa bene alla salute, alla pelle, aiuta ringiovanire, fa bene al fegato, poi c’è il patrocinio di qualche personaggio dell’alta società (proprio come a Bath). Il mare freddo: La nuova moda diventa poi il mare freddo, una nuova meta turistica dell’aristocrazia inglese. Il bagno di mare diventa l’alternativa al bagno termale, e inizia ad essere praticato a Scarborough e a Brighton, la città balneare inglese destinata al maggior successo. Blackpool invece decide di costruire anche una struttura di ferro simile alla Torre Eiffel per avere la stessa fortuna dei francesi e attirare turisti nel suo mare freddo. In realtà riesce comunque ad avere successo ceti popolari e classi lavoratrici, per esempio chi abitava poco distante e quindi spendeva poco per fare questa vacanza. Il luogo tipico di tantissime località è il “Kursaal” ossia una sala di cura. In realtà non sono luoghi di cura ma saloni da ballo, ed è diventato un nome comune e usato ancora oggi. Il mare d’inverno: La prima fase vede la nascita dei centri balneari sul mare del nord o sul mar Baltico. Ci si sposta quindi su un mare freddo tanto quanto quello delle coste inglesi. Un’altra località è Travemunde (Germania), che era il luogo di villeggiatura di una famiglia diventata famosa grazie a un grand romanzo ossia i “Budenbook; decadenza di una famiglia”, scritto da Thomas Man. Il turismo dei mari freddi non è un turismo di massa come quello di oggi sul Mediterraneo. Il fenomeno del mare d’inverno si sposta dal mare inglese al Mediterraneo, questo perché secondo i medici l’aria di mare d’inverno faceva bene alla salute.  Perché furono gli inglesi a inventare il turismo? In Inghilterra ha fatto scuola la visione del filosofo Francis Bacon che ha diffuso la logica induttiva, ossia l’empirismo. Questo significa che il filosofo non spiega il mondo partendo da delle idee che ha in mente, ma dice semplicemente di guardarsi attorno e fare esperienza. Sarà l’esperienza a farti imparare, ma chiaramente con questa logica bisogna fare tanta esperienza per imparare. Per arricchirsi culturalmente bisogna viaggiare, non si può stare solo nella propria cittadina inglese. Mentre gli inglesi viaggiavano, acquistavano pezzi di pregio perché scoprendo il mondo e la sua bellezza, incontravano dei bellissimi oggetti. Capivano poi che erano di valore e volevano averli sempre con sé per ammirarli. Il collezionismo d’arte nasce proprio da questo fenomeno. Il turismo viene inventato proprio in Inghilterra anche per un motivo economico. Fra le cause della rapida crescita economica ricordiamo almeno 2 importanti trasformazioni:

  • Urbanizzazione del tempo libero e dei luoghi di incontro dell’alta società, così come il motore dell’economia si sposta dalla campagna alla città, allo stesso modo i luoghi dell’ozio diventano urbani.
  • La formazione di un ceto borghese numeroso e ricco che genera e sostiene un livello di domanda turistica e rende conveniente l’investimento in tale settore. Infine, c’è un motivo culturale e sociale: la trasformazione dei costumi, delle conoscenze e dell'immaginario collettivo porta i vacanzieri inglesi a privilegiare il soggiorno in certi luoghi. Erano in gioco fattori culturali, tra i quali il fatto che la villeggiatura deve trovare una sua giustificazione morale che all'epoca viene fornita dalla scienza medica sia per il turismo termale che per quello balneare. È la medicina a guidare progressivamente la conquista dell'acqua.

L’alpinismo: Tra la fine del 1700 e inizio 1800 nasce la pratica dell’alpinismo. Affinché le montagne diventino attraenti, esse vanno conquistate. La montagna più alta d’Europa è il Monte Bianco, e conquistare la sua cima diventa già all’epoca una sfida. Una data importante è il 1786 perché l’8 agosto è la prima volta che viene raggiunto il Monte Bianco. Oggi è molto semplice grazie alla funivia che porta sul ghiacciaio perenne, e poi si raggiunge a piedi la vetta. Il Cervino invece è un picco montuoso non altissimo, e diventa la meta più appassionante e difficile da raggiungere. Gli alpinisti erano nobili, e venivano accompagnati dai servitori che portavano tutte le attrezzature necessarie. Alpinismo ha significato per molti anni imprese pericolose ed affascinanti, non c’era la mania di partire e salire sulle montagne. Al primo uomo che scalò, ossia Similaun, venne dedicato un museo a Bolzano, e la sua mummia conservata lì è diventata molto importante. Da lui sono state ricavate diverse informazioni, come il fatto che andava sulle alte quote per varcare i passi (probabilmente era un pastore). Il primo che sale sull’Adamello è un boemo, la gente locale montana non ha mai avuto interesse. Hillary ha conquistato per primo il monte Everest, ma prove recenti (uno scarpone ritrovato con un osso della tibia) hanno decretato che la conquista dell’Everest è stata tentata prima, da parte di un alpinista inglese. Walter Monatti invece è stato uno degli alpinisti più famosi d’Italia, era il più promettente ma si creò una situazione per cui venne abbandonato dai suoi compagni durante la spedizione sul monte K2. Reynold Messner invece è l’alpinista più famoso italiano in questo periodo, perché ha conquistato tutte le vette sopra gli 8000 metri. Gli alpinisti vengono considerati come eroi. I primi appassionati dell’alpinismo sono ancora una volta gli inglesi, poi diventa un fenomeno che coinvolge l’élite del Paese. Nascono nell’Ottocento diverse associazioni in Europa che danno vita ai Club Alpini. Le località montane: Fra la vetta e la città c’è la montagna, quindi vengono scoperte le località montane. Come per le terme, arrivano dei turisti che fanno passeggiate a mezza quota, quindi servono strutture ricettive: alberghi con passatempi e divertimenti per quando i turisti non scalano. Arriva anche la clientela che cerca il relax, l’aria pura e il contesto rurale. La Svizzera è il primo Paese in cui si afferma il turismo montano, perché a metà ‘800 gli albergatori svizzeri si muovono per offrire una discreta gamma di strutture ricettive. Non si va in maniera indistinta in Svizzera in montagna, ma presso precise zone turistiche: Griendwald, Interlaken, Zermatt, ecc… Nascono prime locande ma poi anche lussuosi alberghi; quindi, arriva la grande borghesia che vuole comfort. Viene sponsorizzato il turismo montano attraverso diverse locandine colorate. Dopo il boom iniziale del turismo montano, c’è anche un periodo di crisi a causa delle guerre, della grande depressione internazionale e comincia a farsi sentire la concorrenza delle località balneari. La Svizzera, quindi, decide di muoversi per ridurre fortemente il prezzo, migliorare la qualità dei soggiorni con villaggi con divertimenti artificiali, ma anche attraverso divertimenti sobri utili in caso di pioggia: biblioteca, giardini e molto altro. Nasce inoltre la moda e il piacere del pattinaggio, praticato sui laghi ghiacciati e molto amato dagli inglesi. Si apprezza il pattinaggio perché è uno sport. L’avvento dello scii in montagna arriva nell’Europa continentale esclusivamente a scopo di divertimento e senza riscuotere successo all’inizio. Non era comodo raggiungere le vette anche

perché non esistevano ancore gli impianti di risalita, quindi era faticoso salire. Avranno più successo infatti con la nascita di questi comodi impianti. Nel 1894 nasce il primo scii club svizzero ma nel 1904 gli iscritti erano soltanto 731. Superato il periodo di crisi economica dell’Ottocento, si inizia un periodo di benessere, dunque si esplorano le mete turistiche. Bisogna creare attrattive, non basta un bel posto di montagna. Saint-Moritz diventa un esemplare del percorso di nascita delle vacanze in montagna. Nel 1856 viene realizzato qui il primo albergo pensato per una clientela di ceto elevato, erano ben 250 camere con lussuosi arredamenti, ha tanto successo. Diventano strategici i collegamenti ferroviari, ancora oggi la stazione di Saint-Moritz è molto frequentata ed è tutt’ora legata ad un turismo di lusso. Anche il viaggio per arrivare a Saint-Moritz diventa un’esperienza unica grazie al trenino del Bernina (trenino rosso), che collega Sondrio a Saint-Moritz. Un altro caso interessante è a Sestrière in Italia, vicino a Torino. La famiglia degli Agnelli, quando era potente a Torino all’inizio del 1900, scelse questa località per creare un luogo di svago per sé stessi dove spendere le vacanze. Prima degli Agnelli a Sestrière non c’era nulla, questo comune nasce infatti grazie a loro nel 1934, viene costruito un piccolo albergo e poi grandi strutture. Si crea un impianto sciistico, proprio perché bisognava unire sempre lo sport. Oggi per promuovere lo scii viene usata la neve artificiale, proprio per non rinunciare mai a questo divertimento, creando però chiaramente dei problemi ambientali. In Francia nasce dal nulla il comune di Courchevel, che autorizza la creazione di una nuova stazione sciistica sulla Plateau des Tovets. Questi comuni nati dal nulla per lo scii diventano popolari, per esempio in America viene creata la “Sun Valley”. Gli Americani notano che era una zona depressa ma c’erano montagne e colline, chiamano un esperto di comunicazione per attrarre qui i turisti. Viene creato appunto da questo pubblicitario il nome “Sun Valley” e si promuove la località con la pubblicità, anche qui si creano alberghi di lusso. Aspen diventerà invece la meta d’eccellenza negli anni ‘70, infatti negli anni ’50 era diventata meta dei campionati di scii. Diventa famosa negli anni ’60 anche per il fatto che ci andava la famiglia Kennedy, quindi diventa meta dell’alta società americana. Perché lo scii diventi un fenomeno di massa, devono nascere gli impianti di risalita. Il primissimo debutta ai primi del 1900 e poi diventano sempre più importanti. Nel 1936 a Sun Valley debutta la prima seggiovia, che sostituisce la funivia che non poteva raggiungere quote così alte. La nascita dei parchi nazionali: Gli americani sono gli inventori della vacanza nei Parchi nazionali. Questa tipologia di vacanza va inserita nel cambiamento di preferenze paesaggistiche compiutosi in Europa dove all’amore per i paesaggi urbanizzati si sostituisce il desiderio di scoprire luoghi selvaggi, non contaminati dalla presenza dell’uomo. La conquista dell’America nasce nella zona Est e poi piano piano si sposta, quando arrivano nelle montagne dell’Ovest scoprono bellissime zone montuose, si accorgono di disporre di un grande patrimonio che va tutelato. Hanno un territorio inimitabile, e lo valorizzano perché non hanno testimonianze artistiche di alto valore e di una identità storica da rivendicare come noi. Il parco nazionale è un fatto di orgoglio e identità nazionale.

Il secondo dopoguerra: Dopo la Seconda Guerra Mondiale (1939-1945) succedono cose nuove nel turismo. I temi sviluppati sono:

  • La nascita del turismo di massa
  • L’epoca dell’automobile e dei voli charter
  • L’emergere del turismo postmoderno
  • Dai voli charter ai voli low cost Il numero di turisti a partire dagli anni 50 è aumentato tantissimo. Uno dei fattori che rende possibile questo, è il fatto che c’è una fase di stabilità internazionale, è una stabilità come congelata (coincide con il periodo della guerra fredda). Durante il periodo delle guerre napoleoniche, gli spostamenti dei turisti in Europa si fermarono, proprio perché era pericoloso spostarsi, si rischiava infatti di finire in mezzo ai conflitti, con un periodo di pace invece si può spostarsi serenamente. Questo periodo è il periodo d’oro della crescita economica dei maggiori Paesi industrializzati: Europa, Usa e Giappone. I Paesi meno ricchi invece riescono ad intercettare i flussi turistici, come l’Italia all’epoca. Il turismo oggi partecipa alla formazione del 10% del PIL mondiale (9.900 miliardi di dollari) e in Italia i posti generati sono 1,8 milioni. Un fenomeno recente è invece l’avanzata dell’Estremo Oriente. Si assiste ad una fortissima crescita sia del turismo nazionale sia che di quello internazionale per il quale emergono tra il 1960 e oggi, due importanti tendenze:
  1. Si conferma la leadership dell’Europa che nel 1960 accoglieva il 73% degli arrivi turistici mondiali e ora è intorno al 46%;
  2. Compaiono nuovi competitors, infatti tra il 1950 e i primi anni 2000 l’incremento maggiore dei flussi turistici viene registrato dai continenti emergenti. Fra i Paesi in via di sviluppo solamente quelli dell’estremo Oriente avviano un vero e proprio processo di “catching up” nei confronti di quelli occidentali. Qui la crescita del settore turistico è parallela a quella del resto dell’economia. Il successo della Cina e dell’Estremo Oriente si ricollega anche all’aumento dei consumi turistici del Giappone. Il turismo di massa: Dopo la Guerra in Italia cresce il benessere delle famiglie di tutti i ceti sociali; quindi, negli anni 60 in Italia si affermano le vacanze di massa. Andare in vacanza diventa un elemento di integrazione sociale, perché il turismo di massa interessa tutti quanti. In alcuni luoghi di mare si verifica un ammassamento vero e proprio di turisti in spiaggia, c’è una standardizzazione dei servizi (ombrellone e due sdraio fisse, hotel 3 stelle con colazione, ecc…), che risulta monotona, banale ma funziona. Il problema è che il turismo di massa:
  • Consuma risorse naturali;
  • Ha un impatto paesaggistico negativo;
  • Causa problematiche relative all’impatto sociale ed economico degli investimenti stranieri nei Paesi arretrati. Analizzando il turismo da un punto di vista economico, oltre all’offerta standardizzata, un numero limitato di grandi imprese assume il controllo del mercato e lo sviluppo di nuove attrazioni o

destinazioni si configura come conseguenza delle strategie dei produttori, piuttosto che delle scelte dei consumatori. Il passaggio al turismo di massa implica l’emergere di produttori di grandi dimensioni, dai tour operator agli organizzatori di voli charter, dalle catene alberghiere alle società di gestione dei parchi tematici (tutti coloro che possedevano grandi capitali). I primi esperimenti di turismo di massa si registrano negli USA, già prima della Seconda Guerra Mondiale (negli anni 30). Nel periodo tra le due guerre c’è una fase incompiuta, mentre dopo la Seconda Guerra mondale, il turismo di massa si diffonde anche in Europa. Anche i film incentivano questo fenomeno (esempio: “sapore di sale” e “vacanze romane”). Le tappe evolutive:

  1. Anni 20 e 30 gli Stati Uniti sperimentano per primi il turismo di massa. Iniziano a diffondersi le ferie retribuite e l’automobile. I luoghi di vacanza erano le zone costiere (però non affollate come Rimini) e la natura outdoor.
  2. Anni 50 si sviluppa anche in Europa parallelamente alla forte crescita economica.
  3. Anni 60 il turismo di massa assume per la prima volta la dimensione internazionale, gli americani incrementano i viaggi verso l’Europa e gli europei si spostano fuori dal loro Paese.
  4. Dagli anni 60 in avanti inizia il processo di meridionalizzazione delle vacanze portando all’epoca d’oro del Mediterraneo.
  5. Anni 70 fase della globalizzazione con l’inserimento tra le principali mete di Paesi quali l’Africa, l’Asia e l’Australia, si comincia a usare spesso l’aereo. L’epoca dell’automobile e dei voli charter:  Quali sono i grandi mezzi di trasporto che rendono questo possibile? Non c’è più solo il treno, il grande cambiamento è introdotto dall’automobile, protagonista della diffusione del turismo nazionale, e successivamente dai voli charter. Esempio: il film “sorpasso” con Vittorio Gassman richiama questo boom dell’automobile. Il costo dei viaggi scende fortemente, gli aerei come vettori costano meno e anche i biglietti. Questi “voli charter” sono stati il primo fenomeno di compagnie che spezzano il monopolio delle grandi compagnie di bandiera. Ogni Paese aveva la sua compagnia di bandiera, ossia compagnie nazionali che avevano il monopolio dei voli all’interno. Nel Dopoguerra, oltre alla gente che vuole viaggiare, ci sono diversi aerei militari per il trasporto truppe che erano inutilizzati e riconvertibili ad uso civile. C’erano dunque tanti piloti addestrati, nascono società che noleggiano questi aerei mirando un obiettivo chiaro: riempire tutti i posti a bordo. Se si riesce a farlo, si possono abbassare i prezzi. Il successo dei voli charter è facilitato del fatto che le compagnie di linea consociate nella Iata (International Air Transport Association) hanno regole rigidissime per i biglietti con un costo molto elevato e una percentuale media di occupazione dei posti a bordo che non supera il 50%. Un aereo noleggiato è libero da tali restrizioni e vende i biglietti e prezzi più bassi purché trovi il modo di realizzare profitti. Le compagnie charter non viaggiavano su tutte le destinazioni. La novità nasce ancora una volta dalla Gran Bretagna negli anni 60 con la “Standard Provision 1”. La compagnia metteva un prezzo tutto compreso (volo+soggiorno) non inferiore a quello del viaggio di linea fissato dalla Iata. L’abilità era appunto coprire tutti i posti poiché i voli con una copertura del 70% dei posti, significavano una perdita per l’imprenditore, mentre una percentuale del 90% permetteva di