Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Satira persio E giovenale, Sintesi del corso di Latino

riassunto della satira di persio e giovenale

Tipologia: Sintesi del corso

2022/2023

Caricato il 03/11/2023

federica-carloni-2
federica-carloni-2 🇮🇹

1 documento

1 / 5

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
LA SATIRA
- Maggiori esponenti di questo genere: Persio (scrive sotto
Nerone) e Giovenale (scrive sotto Nerva e Adriano)
Richiamano la tradizione satirica rappresentata da Lucilio e
Orazio ma introducendo importanti innovazioni
- Satira di Lucilio e Orazio: assumeva come riferimento la
cerchia di amici; forma del discorso di conversazione
costruttiva, guarda ai difetti umani ma si dispone a far
sorridere= nasceva una complicità tra autore e lettore che si
identificava in ciò che veniva scritto
- Satira di Persio e Giovenale: la forma invettiva sostituisce
quella del dialogo costruttivo; i loro testi sono formalmente
rivolti ad un singolo destinatario ma sono in realtà dirette ad
un pubblico di lettori, davanti ai quali in poeta si atteggia a
censore del vizio e dei costumi. All’ascoltatore è negata ogni
vicinanza e possibile identificazione in ciò che viene scritto,
si crea netto distacco tra poeta e pubblico. Pesante moralismo
alla base dei testi
PERSIO
- Serrata critica al vizio e alla corruzione della sua epoca: la sua
scrittura ha un’esigenza etica
La satira di Persio
- Adesione al genere satirico: scelta quasi obbligata; era
possibile esprimere con sarcasmo e invettiva, il suo spirito
polemico e la sua adesione alla verità
- La sua poesia è ispirata ad una esigenza etica, da una necessità
- Orazio: si poneva come maestro benevolo; Persio si pone
come un predicatore, moralista arrabbiato, spesso volgare,
atteggiamento aspro e aggressivo, aspetti che Orazio aveva
respinto in quanto distanti dall’intenzione educativa
pf3
pf4
pf5

Anteprima parziale del testo

Scarica Satira persio E giovenale e più Sintesi del corso in PDF di Latino solo su Docsity!

LA SATIRA

  • Maggiori esponenti di questo genere: Persio (scrive sotto Nerone) e Giovenale (scrive sotto Nerva e Adriano) Richiamano la tradizione satirica rappresentata da Lucilio e Orazio ma introducendo importanti innovazioni
  • Satira di Lucilio e Orazio: assumeva come riferimento la cerchia di amici; forma del discorso di conversazione costruttiva, guarda ai difetti umani ma si dispone a far sorridere= nasceva una complicità tra autore e lettore che si identificava in ciò che veniva scritto
  • Satira di Persio e Giovenale: la forma invettiva sostituisce quella del dialogo costruttivo; i loro testi sono formalmente rivolti ad un singolo destinatario ma sono in realtà dirette ad un pubblico di lettori, davanti ai quali in poeta si atteggia a censore del vizio e dei costumi. All’ascoltatore è negata ogni vicinanza e possibile identificazione in ciò che viene scritto, si crea netto distacco tra poeta e pubblico. Pesante moralismo alla base dei testi PERSIO
  • Serrata critica al vizio e alla corruzione della sua epoca: la sua scrittura ha un’esigenza etica La satira di Persio
  • Adesione al genere satirico: scelta quasi obbligata; era possibile esprimere con sarcasmo e invettiva, il suo spirito polemico e la sua adesione alla verità
  • La sua poesia è ispirata ad una esigenza etica, da una necessità
  • Orazio: si poneva come maestro benevolo; Persio si pone come un predicatore, moralista arrabbiato, spesso volgare, atteggiamento aspro e aggressivo, aspetti che Orazio aveva respinto in quanto distanti dall’intenzione educativa
  • Il maestro di Persio non riesce ad assumere autorevolezza e serietà: viene spesso deriso e non trova discepoli obbedienti
  • Perdita di destinatario o insegnamento= la satira si ripiega su se stessa, diviene un “monologo confessionale”, è un itinerario personale in cui l’intenzione di insegnare non è più proiettata sugli altri; è un esercizio per se Lo stile dell’opera di Persio: le satire
  • Si contrappone polemicamente alla letteratura mercenaria dell’epoca: viziata da una degenerazione del gusto e segno di indegnità morale
  • Critica rispetto alla letteratura del tempo, priva di ispirazione a moralità e verità, producendo una letteratura vuota
  • Per esprimere le forme in cui il vizio e corruzione dell’uomo di manifestano, Persio ricorre al campo lessicale del corpo e del sesso, sfruttandone la valenza metaforica: ricorrente l’immagine del ventre, attorno a cui ruota l’esistenza dell’uomo e emblema della sua ambizione Testi: Choliambi
  • Pag. 208: “un poeta semirozzo contro la poesia di corvi e gazze” (Choliambi)- latino Dichiarazione programmatica di Persio, scritta in trimetri giambici scazonti (tipico dell’invettiva per il suo tono scadenzato) Chiarisce le sue idee sul modo di fare letteratura+ esprime giudizi sul panorama culturale in cui si trova: la letteratura era artificiosa, fatta per necessità, che rispondeva a canoni

GIOVENALE

  • Influenzato da Lucilio e da Persio
  • La sua satira troverà risultati nella tradizione moralistica successiva per il carattere senza pietà della sua denuncia morale
  • Scrive 16 satire in esametri suddivise in 5 libri Lo stile di Giovenale: la satira indignata
  • La letteratura del tempo, con le leggende mitologiche, è corrotta dall’inarrestabile dilagare del vizio
  • Nuova musa ispiratrice: indignazione, che occupa un ruolo centrale nella sua poetica; adotta la satira, adatta ad esprimere il suo disgusto
  • Contrariamente ad Orazio e Persio (che vedeva nel rigore dei principi filosofici una terapia personale), Giovenale crede che la poesia non può influire sul comportamento degli uomini, prede irrimediabili della corruzione. La sua satira si limita solo a danunciare Testi: Satire
  • Pag. 214: “è difficile non scrivere satire” (Satire 1, 1-30) Dichiarazione di intenti di Giovenale; scrivere è un imperativo etico, indignarsi davanti alla corruzione e gridarne gli orrori è il dovere morale dell’intellettuale Mette in risalto la frivolezza della letteratura del suo tempo: carica di retorica vuota e ripetitiva, nessuna situazione o personaggio originale
  • Pag. 216: “la satira tragica” (satire 6, 627-661) Marca come la realtà, proprio come il mito, abbia assunto dei risvolti tragici; anche se le mostruosità quotidiane superano quelle del mito: le nefandezze non sono più commesse per passione, che rivelava coraggio, ma a nome di interessi materiali, perpetrate con mezzi subdoli e vili (avvelenamenti) Prima di Giovenale, avere come oggetto la realtà quotidiana aveva portato la satira ad assumere un carattere umile a livello stilistico, senza pretese. Adesso, il vizio ha popolato la realtà di fatti straordinari, “monstra”, che potrebbero costituire argomento di tragedia. La satira dele quindi trovare nuovi toni, in linea con i caratteri della nuova materia. Lo stile non è più dimesso ma mostra una grandiosità che si adegua alla violenza dell’indignatio, accostando la satira alla tragedia
  • Pag. 220: “il tramonto di pudicitia e il trionfo della luxuria” (Satire 6, 1-20) bersaglio privilegiato: le donne; troppo disinvolte nella vita sociale, rappresentano lo scempio del pudore, in particolare le matrone Aspra condanna all’immoralità femminile; riferimento a due epoche considerate virtuose: il segno del Dio Saturno (leggendaria) e repubblica romana fino alla seconda guerra punica (storica). Roma non era stata ancora corrotta dall’espansione del mediterraneo e dai contatti con la lasciva cultura greca e orientale Matrone: lontane dal modello ideale di donna virtuosa e pudica, sono la rovina di mariti e figli
    • tolleranza per donne di classi sociali basse