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Sbobine ricontrollate e sufficienti per l'esame orale., Sbobinature di Diritto Pubblico Comparato

Sbobine dell'a.s. 2022/2023 piùche sufficienti per sostenere l'esame.

Tipologia: Sbobinature

2022/2023

In vendita dal 22/02/2023

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INFORMAZIONI.
Orario delle lezioni lunedì, ore 14-16 in aula D1 / martedì, ore 14-16 in aula B3.
Orario di ricevimento giovedì 10-12, ma solo su stanza webex.
È consigliabile la registrazione alla pagina del corso sul sito del dipartimento per ricevere
comunicazione dalla docente.
Il libro di testo è Diritto costituzionale dei Paesi dell'Unione Europea”, quarta edizione (2020),
Wolters Kluwer-Cedam.
Sulla pagina del corso sono riportati 10 argomenti, ciascuno dei quali è trattato durante le 10
settimane di corso.
DIRITTO PUBBLICO COMPARATO
Lezione n. 1 del 26/09 Sbobinatore:
Il libro di testo oggetto d’esame ha un ANTENATO: Le costituzioni dei Paesi dell’Unione Europea. In
questo volume erano contenute tutte le costituzioni dei paesi dell’UE, precedute da un saggio
introduttivo curato da una costituzionalista di quel Paese, tradotte in italiano. Con l’aumento dei Paesi
UE il volume divenne ingestibile e siamo passati ad un volume ridotto.
OGGI: Nel libro di testo oggetto d’esame troviamo invece tutti i 27 Paesi UE. L’idea è quella di mettere
in risalto il diritto costituzionale vigente in questi Paesi, confrontato in orizzontale invece che in
verticale. Ciò significa che nei volumi precedenti veniva affrontato Paese per Paese, mentre in questo
secondo libro si affrontano gli argomenti e per ciascun argomento si cerca di confrontare la situazione
dei 27 Paesi. L’idea è quella di individuare per ciascun argomento le soluzioni astrattamente possibili e
verificare quali di queste soluzioni sono state adottate nei paesi UE.
ESEMPI: procedimento di revisione della Costituzione. Tutti gli ordinamenti dell’UE hanno una
Costituzione scritta e rigida [fino a qualche anno fa vi era il Regno Unito che non aveva una
costituzione scritta e che dunque non aveva alcun procedimento di revisione della Costituzione].
Prendendo in riferimento i procedimenti di revisione costituzionale si vede come tutti siano
caratterizzati da un AGGRAVIO.
Che tipo di aggravio può essere? I due modelli limite o estremi sono:
un aggravio solo interno al Parlamento (procedimento più lungo, più fasi, una maggioranza più
elevata, etc., ossia tutti criteri presenti all’interno di una procedura parlamentare)
o un aggravio costituito dal sistema di sottoporre la revisione costituzionale al corpo elettorale,
tramite l’istituzione di un apposito referendum.
Si tratta di due modelli puri che rispondono a due logiche diverse.
Il PRIMO MODELLO, quello della procedura solo parlamentare, vede la Costituzione come una fonte
più importante delle altre, ma pur sempre una legge. L’organo competente ad approvare le leggi è il
Parlamento. Dunque, come il Parlamento approva le leggi ordinarie, approverà anche la revisione della
Costituzione, ma con una procedura più complessa (con maggioranze più alte o fasi diverse).
Dall’ALTRO LATO si può immaginare la Costituzione non solo come una fonte o legge, ma come un
patto tra i cittadini e le istituzioni, ossia un patto tra Stato e cittadini. Se la Costituzione non è una
semplice legge, ma è un patto, nel momento in cui si cambia il patto è necessario il parere dei cittadini,
cui consegue il referendum.
Si tratta di due logiche opposte che possono porsi alla base di un procedimento di revisione
costituzionale
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INFORMAZIONI.

Orario delle lezioni  lunedì, ore 14-16 in aula D1 / martedì, ore 14-16 in aula B3. Orario di ricevimento  giovedì 10-12, ma solo su stanza webex. È consigliabile la registrazione alla pagina del corso sul sito del dipartimento per ricevere comunicazione dalla docente. Il libro di testo è “ Diritto costituzionale dei Paesi dell'Unione Europea ”, quarta edizione (2020), Wolters Kluwer-Cedam. Sulla pagina del corso sono riportati 10 argomenti, ciascuno dei quali è trattato durante le 10 settimane di corso.

DIRITTO PUBBLICO COMPARATO

Lezione n. 1 del 26/09 Sbobinatore:

Il libro di testo oggetto d’esame ha un ANTENATO : Le costituzioni dei Paesi dell’Unione Europea. In questo volume erano contenute tutte le costituzioni dei paesi dell’UE, precedute da un saggio introduttivo curato da una costituzionalista di quel Paese, tradotte in italiano. Con l’aumento dei Paesi UE il volume divenne ingestibile e siamo passati ad un volume ridotto. OGGI : Nel libro di testo oggetto d’esame troviamo invece tutti i 27 Paesi UE. L’idea è quella di mettere in risalto il diritto costituzionale vigente in questi Paesi, confrontato in orizzontale invece che in verticale. Ciò significa che nei volumi precedenti veniva affrontato Paese per Paese, mentre in questo secondo libro si affrontano gli argomenti e per ciascun argomento si cerca di confrontare la situazione dei 27 Paesi. L’idea è quella di individuare per ciascun argomento le soluzioni astrattamente possibili e verificare quali di queste soluzioni sono state adottate nei paesi UE.

ESEMPI : procedimento di revisione della Costituzione. Tutti gli ordinamenti dell’UE hanno una Costituzione scritta e rigida [fino a qualche anno fa vi era il Regno Unito che non aveva una costituzione scritta e che dunque non aveva alcun procedimento di revisione della Costituzione]. Prendendo in riferimento i procedimenti di revisione costituzionale si vede come tutti siano caratterizzati da un AGGRAVIO.

Che tipo di aggravio può essere? I due modelli limite o estremi sono:

  • un aggravio solo interno al Parlamento (procedimento più lungo, più fasi, una maggioranza più elevata, etc., ossia tutti criteri presenti all’interno di una procedura parlamentare)
  • o un aggravio costituito dal sistema di sottoporre la revisione costituzionale al corpo elettorale, tramite l’istituzione di un apposito referendum. Si tratta di due modelli puri che rispondono a due logiche diverse.

Il PRIMO MODELLO, quello della procedura solo parlamentare, vede la Costituzione come una fonte più importante delle altre, ma pur sempre una legge. L’organo competente ad approvare le leggi è il Parlamento. Dunque, come il Parlamento approva le leggi ordinarie, approverà anche la revisione della Costituzione, ma con unaprocedura più complessa (con maggioranze più alte o fasi diverse).

Dall’ALTRO LATO si può immaginare la Costituzione non solo come una fonte o legge, ma come un patto tra i cittadini e le istituzioni , ossia un patto tra Stato e cittadini. Se la Costituzione non è una semplice legge, ma è un patto, nel momento in cui si cambia il patto è necessario il parere dei cittadini, cui consegue il referendum. Si tratta di due logiche opposte che possono porsi alla base di un procedimento di revisione costituzionale

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Ordinamenti come quello della Germania sono caratterizzati da un aggravio solo interno , ossia Parlamentare , ove è richiesta la presenza dei 2/3 favorevoli da parte di entrambe le Camere.

Dal lato opposto c’è l’ Irlanda (Paese con origini di Common law ), ove, per approvare la revisione di una costituzione è necessaria l’approvazione di una legge come tutte le altre, senza alcun aggravio , ma tale legge deve essere approvata con il referendum. Il referendum è obbligatorio ed il suo esito determina l’eventuale entrata in vigore della legge di revisione costituzionale. Questo è l’unico aggravio. In Irlanda il sistema è bicamerale, ma il Senato ha struttura corporativa (sono presenti forze sociali, economiche, università ed enti locali), ed ha funzioni residuali. Qualche anno fa il Parlamento irlandese decise di abolire il Senato tramite disposizione di legge sottoposta a referendum, che però non fu d’accordo; pertanto, il Parlamento irlandese continua ad avere due camere.

Sono presenti anche soluzioni intermedie. Il nostro sistema di revisione costituzionale prevede maggioranze più elevate (etc.), ma prevede anche la possibilità di un referendum se richiesto da determinati soggetti e se in sede di seconda deliberazione non è stata raggiunta la maggioranza dei 2/3. Solo con la riforma costituzionale del Titolo V del 2001 si ha avuto il primo referendum costituzionale. Il nostro sistema di revisione costituzionale è una via di mezzo, ma si avvicina di più alla procedura solo interna.

Altra soluzione è comparsa nei Paesi del Nord Europa , in particolare in Svezia e poi nei Paesi limitrofi. Sistema anch’esso intermedio, che prevede che per la revisione della costituzione sia necessaria che la legge sia approvata con una certa maggioranza in sede di Parlamento , ma ove questo abbia approvato una legge di revisione costituzionale, tale parlamento debba sciogliersi. Si ha lo scioglimento obbligatorio ed automatico del Parlamento e si procede ad elezioni. Sarà solo il Parlamento formato dalle nuove elezioni ad approvare in via definitiva o a non approvare la revisione della Costituzione. Si tratta di una previsione intermedia perché è coinvolto il corpo elettorale, ma comunque rimane esclusivamente il Parlamento a prendere la decisione finale.

Il corpo elettorale può influenzare la decisione, perché nelle elezioni il corpo elettorale si pronuncia e potrà premiare i partiti che hanno proposto la revisione costituzionale o premiare l’opposizione, ma chi decide è la maggioranza parlamentare.

1. I Paesi dell'Unione Europea e i CRITERI DI COPENAGHEN. Introduzione alla forma di governo.

I paesi presi in considerazione dal libro di testo sono i 27 Paesi UE, i quali hanno in comune una storia costituzionale con influenze reciproche. Si pensi alle influenze tra i diversi paesi dell’Unione Europea come nel caso della dottrina tedesca all’interno dell’Italia o al sistema britannico che ha condizionato molti altri ordinamenti e che in realtà ha inventato il diritto costituzionale (Parlamento,bicameralismo, forma di governo parlamentare, responsabilità ministeriale), anche se tutt’ora il Regno Unito non ha una Costituzione e non fa più parte dell’UE. Altri esempi: Francia con il Belgio, i Paesi Scandinavi, etc. Ci sono influenze storiche all’interno dei paesi UE, ma non solo.

Oltre a questa storia costituzionale comune, ciò che si riscontra tra questi 27 Paesi UE è il fatto che sono sottopostialla normativa dell’Unione Europea. Tale aspetto è fondamentale ed invasivo. Questi 27 Paesi hanno firmato i Trattati UE e si sono impegnati a rispettare le norme e le fonti create sulla base dei trattati, dunque a sottoporsi a futuri atti normativi adottati da determinate istituzioni. Tutti gli organismi UE devono rispettare i regolamenti e le direttive, seppur adattandole in parte

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Nel diritto comparato è importante che siano presenti analogie di base. È difficile paragonare il diritto costituzionale italiano con il diritto islamico, perché sono diversi. Una comparazione può essere operata in maniera proficua se sono presenti elementi comuni. Tali elementi comuni sono dati dalla normativa dell’Unione Europea. Questo è un motivo che può giustificare l’idea di confrontare questi 27 Paesi. Normalmente, quando si pensa al diritto comparato si fa riferimento agli ordinamenti più grandi (Francia, Germania, Spagna). Tra i pochi esempi fatti, abbiamo notato come siano presenti anche ordinamenti poco noti che hanno però soluzioni interessanti (caso Irlanda e Svezia). Ci sono molti istituti giuridici che sono nati in Paesi poco noti. Mettere a confronti tutti questi può essere utile proprio perché ci sono soluzioni interessanti che sono comparse in Paesi poco noti e che dunque meritano di essere analizzate.

Come sono stati messi insieme questi diritti costituzionali dei diversi Paesi UE? Con quale criterio affrontiamo il diritto costituzionale dei paesi dell’UE?

Per affrontare il diritto costituzionale dei Paesi dell’Unione Europea bisogna seguire lo schema dei criteri di Copenaghen. Negli anni 1989-90 vi è stato lo scioglimento dell’Unione Sovietica, con conseguente liberazione dei Paesi sottoposti, i quali richiesero di entrare all’interno dell’UE. Questo fu un momento fondamentale e rilevante per quanto riguarda l’UE, che si è trovata “contenta” di avere così tanti pretendenti, ma ciò creava problemi alla stessa UE, data la sua struttura. Dunque, in un Consiglio Europeo svolto a Copenaghen nel 1993 i Paesi membri hanno dettato criteri e requisiti che dovevano essere rispettati dai Paesi che dovevano aderire all’UE. Non bastava chiedere di far parte dell’UE, ma era necessario il superamento di un esame.

Tali criteri erano di tre tipi:

  • CRITERI POLITICI.
  • CRITERI ECONOMICI.
  • ACQUIS COMUNITARIO.

CRITERI POLITICI. Il termine “ politico ” ha un significato diverso a seconda dei casi. con il termine “criteri politici” non intendiamo i criteri di un partito politico, ma si parla di diritto pubblico e statale. Politico inteso in senso ampio, di polis.

I criteri politici sono tre:

  1. Stabilità democratica : stabilità istituzionale finalizzata alla garanzia dell’ordinamento democratico.
  2. Stato di diritto : rispetto della legalità, della rule of law (etc.).
  3. Diritti umani e rispetto e tutela delle minoranze.

Tale criterio suscita problematiche, perché tali criteri sono stati individuati in modo da pretendere che i Paesi aderenti avessero le caratteristiche proprie dei Paesi già aderenti all’UE. Dunque, i Paesi fondatori e successivamente quelli aggiunti si presentano secondo questa prospettiva di Copenaghen anche con il rispetto dei diritti umani e tutela delle minoranze.

In riferimento alla tutela delle minoranze tutti i Paesi UE sono rispettosi delle minoranze?

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Paesi come la Francia hanno una struttura molto accentrata ed una concezione molto rigida del principio di uguaglianza ed hanno guardato con molto sospetto alle minoranze , soprattutto linguistiche. Dopo il Trattato di Maastricht in Francia è stata approvata larevisione costituzionale per inserire il francese quale lingua ufficiale. E ciò per il timore che il rafforzamento dei legami con gli altri Paesi UE mettesse in discussione l’uso della lingua francese.

ESEMPIO : gli occitani erano presenti nella Francia meridionale o i bretoni o i normanni. Sono tutte minoranze linguistiche. L’ordinamento francese, comunque, ha sempre avuto un atteggiamento contrario al riconoscimento dei diritti alle minoranze linguistiche, che avrebbero potuto mettere in discussione la supremazia della lingua francese. La Francia, quindi, non rappresentava un modello da seguire, eppure è uno dei Paesi fondatori della comunità europea.

In ogni caso tale criterio è stato inserito e per quale motivo?

Nel 1993 i Paesi Membri della Comunità europea hanno deciso di inserire tale criterio perché il problema della minoranza, con lo scioglimento dell’Unione Sovietica, era diventato enorme. I paesi che prima erano sottoposti al dominio dell’Unione Sovietica avevano al loro interno varie minoranze e gruppi linguistici e ciò è ancora oggi oggetto di varie tensioni interne. Si pensi ai Paesi baltici, soprattutto Estonia e Lettonia , con una altissima percentuale di Russi. In queste repubbliche baltiche vi era stato un processo di russificazione e la classe dominante erano i Russi dell’Unione Sovietica. Sciolta l’Unione Sovietica tale percentuale di Russi rimase e ciò crea ancora oggi delle tensioni. La popolazione estone e lettone si trova ancora oggi con una percentuale molto alta di popolazione che ha come lingua madre il russo. Si pensi anche al problema della Serbia o della Bosnia , ove vi sono enormi problemi circa le differenzereligiose.

Il rispetto e tutela delle minoranze è elemento fondamentale per garantire la pace e la convivenza all’interno di questi Paesi.

A Copenaghen venne stabilito che: “L'appartenenza all'Unione richiede che il paese candidato abbia raggiunto una stabilità istituzionale che garantisca la democrazia, il principio di legalità, i diritti umani, il rispetto e la protezione delle minoranze ( criteri politici ) l'esistenza di una economia di mercato funzionante nonché la capacità di rispondere alle pressioni concorrenziali e alle forze di mercato all'interno dell'Unione ( criteri economici ). Presuppone anche la capacità dei paesi candidatidi assumersi gli obblighi di tale appartenenza, inclusa l'adesione agli obiettivi di un'unione politica, economica e monetaria”.

Questi criteri sono stati individuati in modo da pretendere che i Paesi aderenti avessero le caratteristiche proprie dei Paesi che già facevano parte dell’UE.

Successivamente venne riformato anche Trattato UE , il quale nella nuova versione, all’ art. 2, stabilisce che “L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini.” Questa appare versione allargata di quanto stabilito a Copenaghen nel 1993 all’interno dei criteri politici.

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Ha il compito di garantire il rispetto delle leggi , della Costituzione e del principio di legalità. Però, anche i giudici costituzionali

  • GIUSTIZIA COSTITUZIONALE.

Fondamentali sono anche i giudici costituzionali , i quali devono garantire la costituzionalità dell’ordinamento.

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Cap. III - DIRITTI UMANI E TUTELA DELLE MINORANZE.

  • Diritti fondamentali.
  • Principio di eguaglianza. Se si confrontano le diverse costituzioni dei Paesi UE si trovano formulazioni diversissime. Alcune Costituzioni parlano di uguaglianza in termini generici, altre lo specificano per alcuni casi ed altre ancora, come quella italiana, parlano di uguaglianza formale e sostanziale.
  • Parità uomo donna.
  • Tutela delle minoranze.

L’invasione dell’Ucraina evidenzia questo ultimo aspetto. Il Russo come nei Paesi Baltici era l’unica lingua prima dello scioglimento dell’Unione Sovietica. A seguito dello scioglimento le lingue si sono differenziate. Ora l’Ucraina non fa ancora parte dell’UE, ma comunque ha fatto richiesta di adesione.

2. Forme di Governo. Evoluzione storica.

1) MONARCHIA ASSOLUTARE

  1. MONARCHIA COSTITUZIONALE → RE + PARLAMENTO

3a) REPUBBLICA PRESIDEN ZIALEPRESIDENTE + PARLAMENTO

3 b ) G O V E R NO P A R L A M E NT A R E PARLAMENTO (rapporto di fiducia)

↓ GOVERNO

3c) GOVERNO DIRETTORIALE CORPO LEGISLATIVO (durata prestabilita)

↓ DIRETTORIO

La prima FORMA DI STATO IN SENSO MODERNO

  • è la MONARCHIA ASSOLUTA , ove tutti i poteri erano concentrati nella figura del Re.
  • Nella MONARCHIA COSTITUZIONALE i poteri sono ripartiti tra il Re ed il Parlamento e nasce la separazionedei poteri.

La terza fase si differenzia ed è tripartita.

  • La MONARCHIA COSTITUZIONALE , con l’attribuzione di poteri al Re ed al Parlamento si evolve in tre modi diversi:
  • Repubblica presidenziale , ove vi è una attribuzione di poteri al Presidente e dal Parlamento. Il Presidente eletto dal corpo elettorale prende il posto del Sovrano. Si ha una evoluzione della monarchia costituzionale. Si dice, anche se contestato, che negli USA si sia riprodotta la forma di governo inglese, mettendo al posto del sovrano un presidente della repubblica eletto dal copro elettorale, che però ha poteri equivalenti a quelli del re.
  • Governo parlamentare. In tale forma non importa che si tratti di monarchia o repubblica, ma ciò che importa è che il Governo abbia la fiducia del Parlamento. Questo è l’aspetto essenziale. Il Re o il Presidente della Repubblica non è più un organo politico (di politica attiva), ma diviene garante della Costituzione dello Stato. Chi governa non è più il Re o Presidente, ma è un Governo che ha la fiducia del Parlamento ed il Presidente della Repubblica diventa un organo neutro ed esce dallo schema.

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è stata trapiantata anche in altri ordinamenti, ma che non ha avuto successo. Questa forma di governo presenta un corpo legislativo ed uno esecutivo (direttorio) scelto dal primo.

La differenza con forma di governo parlamentare risiede nel fatto che il direttorio (corpo esecutivo) non sia legato al corpo legislativo da un rapporto di fiducia, ma ha durata prestabilita. È una forma di governo di tipo assembleare , in cui l’organo esecutivo riproduce in proporzione il corpo legislativo. Non si crea una maggioranza ed una opposizione, ma si tratta di una assemblea più piccola che rispecchia in proporzione l’assemblea più grande edha durata prestabilita.

Tale forma di governo più statica funziona in un ordinamento come quello Svizzero, che è molto omogeneo e non presenta contrapposizioni politiche forti. Vi sono però distinzioni.

La Svizzera è uno Stato federale piccolo e montuoso al cui interno si trovano cattolici e protestanti, persone che parlano tedesco, francese, italiano e romancio. Vi sono molte diversità, che sono mantenute vive tramite questa struttura proporzionale. Ciò permette una struttura più semplice di governo. Altro fattore che rende ciò possibile è il fatto che le decisioni più importanti sono prese con il referendum. Una struttura assembleare non è in grado di assumere decisioni divisibile e dunque in caso di questioni divisive si deve operare tramite referendum. Il corpo elettorale prende tali decisioni e la classe politica si adegua a quanto deciso.

Ieri abbiamo visto quello schemino molto semplice sulle forme di governo. Secondo voi quali sono le forme di governo nei paesi dell’Unione Europea?

Quale forma di governo hanno i paesi che fanno parte dell’Unione Europea? Presidenziale e parlamentare. C’è un paese che non ha la forma di governo parlamentare che è Cipro , che è una strana forma di governo che non è parlamentare, e non presidenziale, è un po’ miscuglio, è un caso molto particolare. In generale però tutti gli altri paesi dell’Unione Europea hanno una forma di governo di tipo parlamentare, sono presenti moltissime variazioni, perché la forma di governo parlamentare è la forma di governo più diffusa in tutto il mondo, ma è anche quella che ha più varianti. Quello che caratterizza sempre la forma di governo parlamentare e infatti Cipro no, è il rapporto di fiducia tra governo e parlamento. Questa è una costante.

FORMA DI GOVERNO PARLAMENTARE. Ci sono poi moltissime differenze tra i paesi dell’Unione Europea proprio a riguardo alla forma parlamentare. Il problema della forma di governo parlamentare è che la forma di governo parlamentare, siccome si caratterizza dal rapporto di fiducia tra governo e parlamento, è una forma di governo in cui il potere esecutivo è alla mercé del parlamento, è alla mercé della maggioranza parlamentare, è alla mercé dei cambiamenti che ci possono essere all’interno dei gruppi parlamentari. Abbiamo visto negli ultimi anni tanti spostamenti di parlamentari che da un gruppo andavano in un altro. Quindi tutto questo si può riflettere in un’instabilità perché il governo dipende dal parlamento. E allora il problema della forma di governo parlamentare è assicurare una stabilità. E allora la ricerca degli strumenti per garantire stabilità alla forma di governo parlamentare e quello che conduce a tante variazioni nelle forme di governo. Quindi tutte le forme di governo parlamentare dei 27 paesi dell’Unione Europea si differenziano proprio perché ciascuna ha cercato in modo diverso degli strumenti per garantire la stabilità.

E allora ci sono degli ordinamenti come la Francia che non sono ordinamenti presidenziali perché nei sistemi presidenziali il governo deve avere la fiducia del parlamento. Invece in Francia il governo deve avere la fiducia del parlamento, anche se come vedremo deve avere una fiducia presupposta. Però con lo schema c’è, quindi la Francia ha introdotto, come si dice, queste misure di razionalizzazione creando una forma di governo a tendenza presidenziale , per assicurare maggiore stabilità al potere esecutivo.

Un ordinamento come il Regno Unito , che non fa più parte dell’Unione Europea, ma che come ci ha ripetuto molte volte, è un po’ la base di tutto il diritto costituzionale anche della forma di governo parlamentare, non hanno mai avuto bisogno di introdurre delle misure di razionalizzazione perché è una stabilità già garantita da un sistema favorito anche da un sistema elettorale, che ha fatto sì che il Regno Unito non abbia mai avuto bisogno di introdurre delle misure particolari per garantire la stabilità del sistema.

In Germania si sono seguite altre strade, come vedremo se preferite la strada di rafforzare il potere esecutivo del cancelliere, quindi non del presidente la Repubblica, ma del capo del governo. Il cancelliere è un termine curioso che c’è in contesti anche molto diversi. In Germania significa a capo del governo, nel Regno Unito e il ministro dell’economia, Estonia c’è un cancelliere di giustizia che è una specie di difensore civico. Quindi il termine cancelliere ha assunto significati diversi nei diversi ordinamenti. Ma sapete qual era l’origine della parola cancelliere? Il cancelliere era quello che apriva il cancello quando arrivava la carrozza del re. Da quella funzione sono derivate tutte queste altre.

Ci sono molte DIFFERENZE TRA I DIVERSI ORDINAMENTI ed esamineremo questi diversi affari avanti che assume la stessa forma di governo nei 27 paesi dell’Unione Europea. Per capire come questi ordinamenti si differenziano è utile uno sguardo storico:

Questo tentativo degli Stuart si conclude alla fine del XVII secolo, 1688 con la gloriosa rivoluzione e con il Bill of Rights del 1688 in cui viene affermata in maniera non più sindacabile la separazione del parlamento.

Dal 1688, con la Bill of rights, la separazione del parlamento diventa un principio fondamentale del diritto costituzionale inglese. Che nessuno metterà più in discussione.

E quindi gradatamente si costituisce una forma di governo sempre più parlamentare e quindi se torniamo allo schemino elementare, non più il parlamento, ma si passa alla MONARCHIA PARLAMENTARE non più la monarchia costituzionale quella con il governo che non dipende più dal re ma dal parlamento. Questo avviene gradatamente, ma c’è un episodio significativo che è quello di Lord North.

Nel 1770, sono gli anni delle guerre con le colonie inglesi dell’America del Nord, delle colonie americane. Le colonie americane si ribellano alla madrepatria, il re che era Giorgio III vuole schiacciare queste ribellioni, vuole affermare il potere della madrepatria, mentre Lord North sarebbe stato più dell’idea di trovare una forma di accordo, di intesa con i coloni.

Allora nel 1777, con la sconfitta dell’esercito britannico delle colonie americane, Lord North si dimette da capo del governo, ma il re respinge le sue dimissioni.

Nel 1781 nuova sconfitta dell’esercito inglese, il re continua a non voler negoziare la pace, la camera dei comuni invece vota a gran maggioranza una mozione che chiede la fine della guerra e allora, dopo questa mozione della camera dei comuni, Lord North nel 1782, il 20 marzo, si dimette.

Lord North si dimette dopo che il parlamento aveva votato una mozione per negoziare la pace con le colonie inglesi. Allora Lord North che era stato nominato dal re Giorgio III sente di non avere più l’appoggio del parlamento e allora non avendo l’appoggio del parlamento si dimette.

RAGIONAMENTO : In questo modo riconosce che un governo per governare deve avere l’appoggio del parlamento.

Questo è un dato simbolico, significativo non è che il 20 marzo del 1782 sia iniziata la monarchia parlamentare nel regno unito, però è bello pensarlo. È un episodio comunque significativo che ci dà il segno di questa trasformazione, di questo potere maggiore. Nel Regno Unito c’è questa trasformazione , il governo non dipende più dal re, inizia a dipendere dal parlamento, il governo per governare deve avere l’appoggio del parlamento. Il re regna, ma non governa, non è più il capo del governo, non è più da quello da cui dipende il governo. del paese deve avere l’appoggio del parlamento. C’è una graduale attenuazione , diminuiscono i poteri del sovrano e si rafforza sempre di più il ruolo del governo sostenuto dalla maggioranza parlamentare. Maggioranza parlamentare che nel regno unito è stabile anche grazie a quel sistema elettorale particolare.

2. SVEZIA :

Molto importante la storia costituzionale svedese per l’affermazione del governo parlamentare che arriva subito dopo quella inglese. Il primo parlamento svedese viene convocato nel 1434 con i rappresentanti dei vari ordini della società svedese.

Gustavo I nel 1523 viene eletto re dal parlamento. Nel 1680 il re Carlo XI cerca, come avevano fatto gli Stuart in quegli anni, cerca di ripristinare una monarchia assoluta. Questo assolutismo reale finisce dopo le guerre con la Russia e la sconfitta della Svezia.

Svezia e Russia sono sempre state in un rapporto molto conflittuale, infatti come vedremo in seguito per un altro profilo, la Svezia per combattere la Russia si allea con l'impero ottomano, con la Turchia. Contrastare l’egemonia russa ha fatto si che ci fu per lungo tempo un’alleanza con l’impero ottomano.

Nel 1729 viene eletto dal parlamento regina Ulrica Eleonora. Eletta regina però ad UNA CONDIZIONE, doveva rispettare la costituzione e le leggi costituzionali del 1720-1723 che privavano il sovrano di molti poteri a beneficio del parlamento. Nel 1772 Gustavo III impone una nuova costituzione per riaffermare l’autorità del sovrano. Nel 1809 il parlamento detronizza il re Gustavo IV ed elegge e al suo posto lo zio di Gustavo IV ovvero Carlo XIII che promulga la nuova costituzione che si basa sulla rigida divisione dei poteri.

E quindi dal 1809 si afferma in Svezia questo sistema costituzionale con una rigida separazione dei poteri e con quindi l’affermazione dei poteri parlamentari.

L’ultimo passaggio molto significativo è la legge costituzionale molto più recente del 1975 , questa legge costituzionale del 1975 abolisce quasi tutti i poteri classici del sovrano.

  • Il sovrano in Svezia non ha più potere di promulgare le leggi , queste vengono promulgate dal parlamento o dal governo.
  • Il re in Svezia non ha più il potere di nominare il governo , che viene nominato dal parlamento.
  • Il re in Svezia non ha più il potere di sciogliere il parlamento , che è un potere che spetta al parlamento al governo.

Quindi viene privato di tutti i poteri. Resta il rappresentante dello Stato.

DOMANDA : Ma quindi secondo voi perché la Svezia ha ancora una monarchia? Avendo abolito tutti questi poteri del sovrano non era più semplice una repubblica? Se noi guardiamo bene la Svezia come molti altri paesi del Nord Europa sono delle monarchie, ma quei paesi del Nord Europa sono i paesi nei quali il parlamento è il più forte.

Il caso della Svezia è proprio il massimo perché c’è un re che è come se non ci fosse. Ha solo poteri di rappresentanza.

A Stoccolma quando c’è il cambio della guardia davanti al palazzo reale uno si immagina quelli inglesi, invece ci sono degli studenti con i capelli lunghi, non c’è il minimo, eppure c’è la monarchia, il sovrano.

Un sovrano che non ha nessun potere significativo, lascia governare al massimo la maggioranza parlamentare , un presidente della Repubblica, in una forma di governo parlamentare, di solito un minimo di potere di controllo si mantiene ad esempio può promulgare le leggi, può nominare il governo. Un po’ di poteri, anche se dei poteri neutri li mantiene. In Svezia il sovrano non ha proprio più poteri di controllo. Il potere lo ha la maggioranza parlamentare, e quindi a questo non converrebbe mettere un presidente della Repubblica al posto di Laura perché il presidente la Repubblica acquisterebbe comunque una legittimazione democratica più diretta e quindi avrebbe un potere maggiore di controllo.

Questa mattina abbiamo già visto un parlamento, con l’inglese, creato dei Lords, un sovrano senza poteri che convive con il parlamento. Vediamo come il diritto costituzionale si presta a dei paradossi.

Comunque questa vicenda svedese, questo contrasto tra il sovrano e il parlamento che si era avuta anche in Inghilterra, si ripete in Svezia e ha questi esiti particolari.

Naturalmente anche nel regno unito il sovrano rispetto il diritto costituzionale si presta a dei paradossi.

Quindi il parlamento, ma il re mantiene alcuni poteri, tra questi poteri la chart nel 1814 prevede un potere di ordinanza che il re può esercitare in situazioni di necessità.

Nel 1630 Carlo X adotta quattro celebri ordinanze: sciolgono il parlamento, aboliscono la libertà di stampa la cambiano la legge elettorale e indicono nuove elezioni.

Questo scatenò la rivoluzione di luglio. Carlo X viene deposto, il parlamento si sceglie un nuovo re, Luigi Filippo d’Orleans questo nuovo re viene nominato re giurando sulla costituzione approvata al parlamento.

Costituzione che assomiglia molto alla chart del 1814, però abolisce questo potere dispositivo, questo potere di ordinanza del re e si passa ad una MONARCHIA PARLAMENTARE.

Carlo X non aveva la Corte costituzionale e non riteneva di doversi giustificare con nessuno, ritiene che questa situazione di conflitto tra il sovrano e il parlamento debba essere risolta urgentemente.

Questo conflitto con il parlamento era alla base dell’urgenza gli impediva di arrivare ad una decisionde condivisa. Delle soluzioni. E allora prende in mano questo potere per risolvere la situazione in maniera naturalmente autoritaria. Vedete che c’è sempre un po’ questa tendenza che abbiamo visto nel Regno Unito, In Svezia di alcuni sovrani che cercano di tornare indietro. Senza riuscirci. Infondo sono situazioni simili a quelle degli Stuart, quelle del re di Svezia e così via.

A questa monarchia parlamentare inaugurata con la costituzione del 1830, seguono altre vicende: questa storia costituzionale francese molto battagliata, articolata, confusa.

In Francia, come in tutta Europa, nel 1848 ci sono dei moti rivoluzionari e Napoleone III diventa primo Presidente della Repubblica e poi si fa nominare imperatore. E quindi regna come imperatore dal 1852 al

  1. Nel 1870 nuove rivolte in terza repubblica molto oscillante che si conclude nel 1940 con il governo Vichy. Nel 1946 ci fu la quarta repubblica, forma di governo parlamentare, però molto instabile, si susseguono vari esecutivi. Nel 1958 De Gaulle fa approvare questa nuova costituzione con cui inizia la cosiddetta “quinta repubblica”. In questa quinta repubblica la forma di governo parlamentare viene corretta in senso PRESIDENZIALE. Quindi forma di governo parlamentare sì, ma con tendenza presidenziale.

4. SPAGNA:

Un altro ordinamento costituzionale importante per gli altri ordinamenti è la Spagna.

Allora la storia della Spagna è molto antica., ma noi iniziamo solo dal 1812.

Il 1812 è l’epoca napoleonica e con le invasioni napoleoniche nella piccola cittadina di Cadice , a sud della Spagna in Andalusia, il parlamento approva una costituzione durante l’esilio del re. Il re era andato in esilio a causa delle invasioni napoleoniche, allora il parlamento si riunisce a Cadice e approva una nuova costituzione.

COSTITUZIONE MONARCHICA , si riconosce ancora il potere al sovrano.

Però costituzione molto avanzata, che prevede oltre alla fiducia del governo , la responsabilità dei ministri , insomma è una costituzione modernissima. Però è una COSTITUZIONE MONARCHICA.

Il re quando torna nel 1814 dall’esilio a seguito della caduta di Napoleone, rifiuta questa costituzione e la sostituisce con una costituzione molto più conservatrice. Ecco quindi che la storia della costituzione di Cadice è brevissima, in due anni scarsi.

Però questa costituzione di Cadice ha acquistato un ruolo fondamentale, perché diventa una bandiera, un punto di riferimento.

Nei moti italiani del 1821 si traduce in italiano la costituzione di Cadice, senza cambiare una virgola.

La costituzione di Cadice sarà poi presa a modello per esempio in Messico , dopo la fine del colonialismo spagnolo, dopo la conquista dell’indipendenza del Messico. Lo stesso avviene in molti Paesi dell’America Latina.

Quindi la costituzione di Cadice, che ha avuto una vita brevissima, è diventata però un riferimento fondamentale proprio perché era un modello modernissimo.

Allora dopo che il re spagnolo torna in patria e sconfessa questa costituzione di Cadice, seguono periodi molto contrastati, seguono colpi di stato, rivoluzioni.

La rivoluzione spagnola è ancora più complicata di quella francese.

Nel 1931, dopo un periodo di DITTATURA di Primo De Revera , si ebbe la costituzione repubblicana del 1931 , che anche questo è un modello molto importante, molto avanzato.

Ma anche questa è contrastata e si ha la guerra civile spagnola , che porta alla sconfitta di tale costituzione repubblica del 1931 e all’affermazione della dittatura di Francisco Franco , che dura dal 1936 al 1975, quindi molti anni.

Come finisce questa dittatura? Finisce con la morte di Franco, il quale muore tranquillo nel suo letto, così finisce il franchismo.

La COSA CURIOSA è che Francisco Franco aveva deciso che dopo di lui sarebbe dovuto arrivare al trono non un suo discendete diretto, ma Juan Carlos di Borbone. Discendente dirette sarebbe stato suo zio Alfonso, però Francisco Franco si sceglie come re, che avrebbe dovuto ricominciare a governare dopo di lui, Juan Carlos. Cosa che successe dopo la morte di F. F., Juan Carlos diventa re di Spagna.

Tutto questo è particolare. Solitamente le dittature non finiscono per volontà del dittatore o come vuole il dittatore, mentre in Spagna è successo proprio così. Con la morte di Franco, è iniziata una transizione democratica.

Pur mantenendo la monarchia e il re, designato da Franco, sul trono, la Spagna ha operato una importante transizione e ha approvato una nuova costituzione che entrerà in vigore nel 1978 , costituzione molto avanzata. Una costituzione che segue le elezioni del 1977. anche questo è un paradosso del diritto costituzionale, non vi pare?

Come questo sistema che si ammodernizza seguendo la strada indicata dal dittatore, è un PARADOSSO. Allora costituzione del 1978 crea una monarchia parlamentare. Questa costituzione assomiglia per moltissimi aspetti a quella italiana, tranne per la forma di governo, ispirandosi giustamente non tanto alla nostra costituzione, ma a quella tedesca. Aveva dimostrato una maggiore stabilità per la forma di governo.

5. ITALIA:

1848 statuto Albertino , vi ricordate, abbiamo visto prima i moti in Francia, ecco ci sono stati anche in Italia. Statuto Albertino come costituzione concessa e non votata, come la costituzione di Cadice. Quindi concessa dal re Carlo Alberto, con il suo Consiglio di conferenza.

garantire maggiore stabilità però democrazia diretta e referendum , quindi potere non alle istituzioni ma al corpo elettorale.

La costituzione di Weimar lo vedremo, contiene un elenco lunghissimo di referendum , che poi sono stati realizzati in minima parte. La costituzione di Weimar prevedeva numerosi referendum, diciamo sul modello svizzero ma anche di più, moltissime forme di democrazia diretta.

Allora capite che è un po' CONTRADDITTORIO :

  • da una parte parlamentare ,
  • dall'altra potere del capo dello stato
  • e dall'altra parte democrazia diretta.

Poi libertà classiche ottocentesche ma anche diritti sociali per venire incontro alle esigenze delle forze più socialiste. Quindi in questa costituzione c'è un po' di tutto. Costituzione per altro molto avanzata, è tra le più famosi del mondo che ci siano.

Un professore tedesco, grandissimo costituzionalista è molto seccato che all'estero si conoscesse più la costituzione di Weimar che la costituzione tedesca attuale.

DOMANDA : Ecco costituzione molto famosa perché?

Perché questa costituzione viene scritta nel 1919 in Germania e la Germania era la culla della cultura giuridica Europea. I più grandi giuristi sono quelli che si affermano proprio in Germania tra fine 800 e primo

  1. La costituzione di Weimar è una costituzione molto colta, molto importante, piena di innovazioni, è la prima costituzione che introduce una forma di governo parlamentare a tendenza presidenziale.

È la prima costituzione in Europa che introduce i DIRITTI SOCIALI , erano stati introdotti poco prima in Messico, in Europa è la prima.

È una costituzione che prevede una DEMOCRAZIA DIRETTA , è una costituzione molto innovativa, molto colta e MOLTO IMPORTANTE PER QUANTO RIGUARDA GLI ASPETTI POSITIVI.

Per quanto riguarda gli ASPETTI NEGATIVI è che di fatto è una costituzione di compromesso , c'è di tutto, questo è un elemento che finisce per avere anche degli svantaggi.

Infatti questa costituzione di compromesso molto colta, molto bella dal punto di vista astratto, ma poco pratica perché non c'erano delle scelte precise. Erano molto di compromesso. Con questa costituzione si ebbero dei governi molto instabili , quindi una grande instabilità di governo. come abbiamo visto con lo statuto albertino che aveva portato al fascismo.

Anche qui, la costituzione di Weimar porta al nazismo. Le forme di governo autoritarie si affermano sempre in situazioni di instabilità.

Infatti il Regno Unito che non ha mai avuto effettive instabilità è uno dei pochi ordinamenti che non ha mai avuto una dittatura.

In Germania proprio questa instabilità, incertezza e compromessi creano una situazione politica instabile e questo favorisce l'affermarsi del nazismo.

Allora nella seconda guerra mondiale la Germania è di nuovo sconfitta, guardata con terrore da tutto il mondo per gli errori che il nazismo aveva prodotto. Quindi Germania umiliata e divisa in due:

  • in Germania dell'est
  • e dell'ovest.

La Germania dell'est era sotto il controllo dell' Unione Sovietica , dell'ovest sotto il controllo delle forze alleate. In questa situazione la Germania dell'ovest sotto il controllo e quindi anche con il controllo delle forze alleate, scrive questa nuova costituzione che chiama " legge fondamentale ", proprio perché non viene considerata come una costituzione vera e propria.

In materia di forma di governo questa legge fondamentale si pone a favore di quella che si chiama una " democrazia protetta ", protetta da cosa? protetta dal nazismo e da altre forme di governi autoritari.

Quindi è una costituzione che si propone soprattutto di garantire la stabilità del potere esecutivo , la massima preoccupazione è questa, garantiamo dei governi stabili perché è la migliore ricetta contro le dittature. Quindi democrazia protetta, stabilità dell'esecutivo e quindi rifiuto della democrazia diretta, questa può mettere in discussione la stabilità del governo. tutto chiaro?

7. AUSTRIA :

Questi paesi, che ho considerato dal punto di vista storico, mi sembrano i più interessanti storicamente, ovvero hanno creato maggiori collegamenti anche con altre situazioni.

Allora, in Austria l’impero asburgico era un impero enorme che comprendeva moltissimi stati dell’est europeo. Nel 1848 , anche qui, scoppiano i moti, come in Italia. Moti del 1848.

Allora, a Kremsier - che è una cittadina, mi sembra nella Serbia - si riunisce, anche qui, un’assemblea costituente che approva questa costituzione molto avanzata che afferma il diritto di tutte le minoranze e di tutte le lingue , in questo impero multiculturale , multilinguistico e multireligioso che era il grande impero asburgico.

La costituzione di Kremsier afferma questo testo costituzionale molto avanzato.

I moti del 1848 provocano l’abdicazione dell’imperatore. L’imperatore abdica a favore di suo figlio Francesco Giuseppe , Francesco Giuseppe nel 1848 aveva la bellezza di 18 anni.

Quindi, un imperatore di 18 anni, imperatore di tutto questo impero enorme, soprattutto i primi anni, agiva guidato dallo staff e dalle persone che circondavano l’impero. Francesco Giuseppe rifiuta la costituzione di Kremsier e l’anno dopo nel 1849 approva una costituzione molto più conservatrice.

Poi, con l’andare del tempo, Francesco Giuseppe diventa non più un 18 enne; c’è una svolta fondamentale durante la storia austrica: la svolta fondamentale si ha nel 1867.

Nel 1867 succedono due cose:

  • c’è la trasformazione dell’impero asburgico in IMPERO AUSTROUNGARICO.

Francesco Giuseppe, anche su pressione della moglie, riconosce gli ungheresi. Gli ungheresi tra i gruppi minoritari erano i più combattivi, più battaglieri. Francesco Giuseppe riconosce due imperi, il regno dell’Austria e il regno dell’Ungheria. Due regni con propri parlamenti e propri governi, uniti però da un unico imperatore. Quindi, Francesco Giuseppe resta l’imperato di questo regno diviso tra il regno d’Austria e di Ungheria. Ecco, questa è una trasformazione molto importante che riconosce un’autonomia notevole all’Ungheria.