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Scheda libro Disability Studies
Tipologia: Esercizi
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1. Fornire una essenziale descrizione del Volume. Per la redazione si può fare riferimento a una scheda bibliografica, a una quarta pagina di copertina o a una breve recensione (circa 2000 - max. 3000 battute spazi inclusi) Il volume Disability Studies. Emancipazione, inclusione scolastica e sociale, cittadinanza è il primo volume di una collana di libri dedicati ai DS, i quali si possono definire come una disciplina di studio e di ricerca interdisciplinare che analizza le disabilità come fenomeno sociale, politico e culturale, proponendo una prospettiva che interpreta la disabilità non più come una condizione biologica individuale, ma come una costruzione sociale. Dal punto di vista scientifico e culturale le posizioni si differenziano, ma nonostante questa ampia diversificazione i DS condividono degli aspetti comuni quali il confronto critico con il modello medico, un approccio critico al linguaggio normativo del deficit, l’esame delle pratiche istituzionali e sociali che causano l’esclusione, l’analisi delle barriere all’apprendimento e alla partecipazione di tutti e il perseguimento dell’emancipazione e dell’autodeterminazione nella prospettiva dei diritti. Due sono le possibili date di nascita dei DS, la prima a metà anni ’70 nel Regno Unito e si fa coincidere con la nascita dell’UPIAS la quale opera una distinzione tra impairment (condizione nella quale si trova la persona e disability (risultante di ciò che la persona si trova a subire a causa di un sistema sociale organizzato su base abilista) e la seconda nel 1982 negli Stati Uniti che coincide con la nascita della Society for Disability Studies; quest’ultima vuole dare a tutti le stesse opportunità. Per quanto riguarda il panorama italiano, a parte alcune eccezioni, la vasta produzione dei DS non si è inserita nelle riflessioni educative, sociali e dei servizi riguardanti la disabilità; proprio per questo motivo lo scopo del volume è quello di colmare il vuoto e di proporre un approccio critico alla concezione in uso che divide le differenze in categorie e che fa della disabilità una tragedia personale e un deficit che va a tutti i costi compensato. Promuovono e propongono la loro azione indagando il concetto di disabilità da una prospettiva sociale e non più medica/individuale che spinge nell’ambito scolastico verso la diagnosi e la certificazione del grado di inabilità per avere diritto al docente di sostegno, sostengono la crescita del movimento delle persone disabili e sviluppano nuovi paradigmi di ricerca.
2. Scegliere due tra i saggi presenti nel Volume ed elaborare una presentazione essenziale del contenuto (circa 3000-4000 battute spazi inclusi complessive per le due presentazioni) SAGGIO 1. AUTORE E TITOLO: Roberto Medeghini “Il linguaggio come problema” Nel saggio l’autore prende in considerazione il processo di denominazione che è al centro della riflessione delle diverse aree dei DS. Considera il XX secolo come il periodo più significativo in questo ambito poiché emerge un nuovo atteggiamento sociale e culturale nei confronti della disabilità a causa del gran numero di mutilati di guerra. È qui che si definisce la natura lessicale di handicap e la sua problematicità che rimanda da una parte a una condizione deficitaria interna alla persona, dall'altra ad un'azione ostacolante esterna. Le definizioni che L’International Classification of Impairments, Disabilities, and Handicaps dava per menomazione, disabilità e handicap rappresentavano un nuovo vocabolario, ma con un'impostazione generale che veniva criticata. L'obiettivo delle critiche era quello di spostare la prospettiva dall'inadeguatezza individuale all'inadeguatezza del sistema sociale, alle barriere fisiche e sociali e alla sua incapacità di adattarsi in relazione alle singole persone. Attraverso l’ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health) le correnti bio-mediche e quella sociale formano una nuova tipologia di modello (bio-psico-sociale) nel quale la disabilità viene definita come “la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo e i fattori personali e ambientali che rappresentano le circostanze in cui un individuo vive. Secondo Goffman è possibile individuare 3 tipologie di caratteristiche alle quali si associano le etichettature: quelle legate alle deformazioni fisiche; quelle che riguardano gli aspetti del carattere e quelli legati all'etnia, alla religione e alla nazionalità. L'identità delle persone disabili viene definita attraverso l'attributo più visibile e ciò diventa fonte di discriminazione. Nell'analisi della condizione sociale del disabile, Murphy utilizza il concetto di liminalità per indicare la transizione da una condizione sociale a un'altra. La condizione liminale è una sorta di limbo sociale in cui la persona viene lasciata ai margini del sistema sociale, la persona disabile si trova in una condizione di vita sospesa. Questo concetto viene utilizzato per spiegare lo stato di marginalizzazione che caratterizza questa condizione. SAGGIO 2. AUTORE E TITOLO: Angelo D. Marra “Disability Studies e ricerca giuridica: cosa, come e perché” Nel seguente saggio l’autore analizza la condizione delle persone con disabilità dal punto di vista giuridico definendole come espressione della diversità propria del genere umano. Mette in evidenza, facendo riferimento alla Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità, come la disabilità è il risultato dell'interazione tra le persone con menomazioni e le barriere, ambientali o derivanti dall'atteggiamento altrui, che ne impediscono la piena ed effettiva partecipazione in società su basi di eguaglianza con gli altri. Per risolvere questi problemi ci sono degli strumenti che si possono fornire sia ai soggetti disabili che al resto della popolazione abile: il primo è l’empowerment cioè la consapevolezza dei propri diritti, la capacità di gestione della propria esistenza e il rafforzamento di sé stessi. Il secondo riguarda la consapevolezza sul fenomeno della disabilità, educare alla diversità le giovani generazioni in modo da eliminare pregiudizi, discriminazioni, paura del diverso e luoghi comuni. La Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità ne ha riformulato i bisogni riguardo i diritti umani, viene messa in evidenza la centralità della persona e la disabilità diventa parte della diversità umana stessa. Le persone con disabilità sono titolari degli stessi diritti umani degli altri cittadini, per questo l’attenzione si sposta dal deficit alle barriere fisiche, sociali, comportamentali, legali che impediscono loro di partecipare alla vita della comunità. Lo scopo è quello di promuovere, garantire l’uguale godimento di tutti i diritti umani, di tutte le libertà fondamentali e promuovere il rispetto alle persone con disabilità. Gli ambiti nei quali la Convenzione apporta significative novità riguardano la valorizzazione della famiglia, il diritto di sposarsi, l'essere riconosciuti come individui sessualmente attivi, il diritto di esercitare la funzione di genitore. I DS propongono di cambiare la società attuale per migliorare la qualità di vita e offrono di