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Appunti di quinta superiore di scienze su virus e batteri.
Tipologia: Appunti
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I virus sono dei parassiti intracellulari obbligati, ovvero necessitano di legarsi a qualcosa per vivere, poichè sono costituiti da pochi geni. Sono costituiti da involucro esterno proteico chiamato capside, che contiene un acido nucleico che può essere di due tipi: a DNA o a RNA. I virus a DNA hanno un cromosoma costituito da una molecola di DNA a doppia elica. In quelli RNA invece è presente una molecola a singolo filamento. L’RNA, a seconda del virus, può essere usato direttamente oppure trascritto in mRNA e poi tradotto. Il capside serve a proteggere l'acido nucleico ad esempio quando il virus è libero nell’ambiente. A volte il capside può anche essere rivestito dall’ envelope, una specie di involucro che aiuta i virus a non essere riconosciuti dai sistemi immunitari. Sia le cellule procariotiche che eucariotiche possono essere infettate dai virus. Quelli che infettano i procarioti sono i batteriofagi o fagi. Cicli: i virus interagiscono con le cellule da infettare in diversi modi, ad esempio alcuni entrano direttamente nella cellula e altri prima si fondono con essa. Dopo aver infettato la cellula i virus vanno incontro a due diversi cicli, a seconda del genoma vitale che può integrarsi o meno con quello della cellula ospite. I due cicli sono il ciclo litico e il ciclo lisogeno. Ciclo litico: in esso la cellula infettata viene usata per replicare le particelle virali, ma il DNA non si integra col genoma batterico, esso viene solo trascritto per produrre le nuove particelle virali. Ciclo lisogeno: l’acido nucleico del virus si integra nel genoma dell’ospite, dove si attiverà per dirigere la sintesi delle particelle virali e infine portare alla lisi la cellula infettata. Retrovirus: ci sono poi alcuni virus a RNA dove le molecole subiscono trascrittasi inversa da RNA a DNA. Abbiamo un genoma a RNA a singolo filamento che quando entra nel citoplasma viene convertito in DNA, poi migra nel nucleo per integrarsi, infine, nel genoma della cellula ospite. Le molecole di DNA nel nucleo fanno poi da stampo per produrre degli mRNA usati per la sintesi proteica.
Sono organismi procariotici e vengono classificati a seconda di tre differenti aspetti principali. 1 ) In base alla forma in cocchi, quelli sferici che si dividono in altri tre sottogruppi, bacilli quelli che assomigliano a dei bastoncini e spirilli quelli a spirale. 2 ) Altre classificazioni vengono poi fatte in base al metabolismo, principalmente sulla loro capacità di formare spore e di vivere in presenza di ossigeno. Per questo possono essere suddivisi in sporigeni e asporigeni, oppure in aerobi o anaerobi. 3 ) I batteri sono costituiti da una parete cellulare che protegge la cellula, questa parete contiene peptidoglicano, una sostanza con proteine e polisaccaridi. Essi possono essere suddivisi nuovamente in gram positivi, con una parete molto ricca, e gram negativi con una parete sottile e una membrana esterna lipidica (sono più resistenti agli antibiotici). Il materiale genetico dei batteri è costituito da un solo cromosoma con una molecola di DNA. Nei batteri sono presenti dei geni strutturali e dei geni regolatori. I geni strutturali sono delle sequenze specifiche di DNA che codificano una proteina e partecipano al funzionamento e alla struttura della cellula. I geni regolatori, invece, sono particolari proteine che agiscono come repressori o attivatori della trascrizione, ovvero controllano altri geni. Queste due tipologie di geni servono a controllare la cosiddetta espressione genica, ovvero il processo con cui si trascrivono le info ereditarie codificate nei geni.
Nei batteri i geni strutturali sono raggruppati negli operoni. Essi contengono un promotore, dove si lega RNA polimerasi prima di iniziare la sintesi dell’RNA messaggero. Tra il promotore e il primo gene strutturale c’è una sequenza di DNA chiamata operatore e infine c’è il terminatore. I batteri possono essere coltivati, in laboratorio, nel terreno di coltura, un terreno con fonti di carbonio, nutrienti (azoto e fosforo), vitamine e ioni. Questo terreno è chiamato terreno di coltura minimo, esso permette la crescita di batteri che hanno un fenotipo selvatico, ovvero quello più presente in natura. Un esempio è il batterio E.Coli, bacillo gram negativo che si riproduce molto velocemente, per questo è usato come esempio. Per questo motivo gli scienziato iniziano ad usare i batteri come modelli per studiare varie cose, tra cui la replicazione del DNA. Esistono inoltre il terreno di cultura arricchito e complesso. Il terreno arricchito è un terreno a cui viene aggiunta una sostanza che serve al batterio per riprodursi, perché magari non ne ha a sufficienza. Quelli complessi servono per far crescere contemporaneamente più colonie con esigenze metaboliche non definite, ad essi viene aggiunto per esempio l’estratto di lievito che fornisce i nutrienti necessari. Le colonie batteriche crescono all’interno di provette con un terreno di coltura liquido e sterile, vengono inseriti nella provetta pochi batteri che aumentano finchè i nutrienti non si esauriscono. Un’alternativa è la coltivazione sulle piastre di Petri, dove abbiamo un terreno solido grazie all’aggiunta di agar, un polisaccaride. I batteri vengono distribuiti sulla superficie e dividendosi formano le colonie batteriche, formate da cellule geneticamente identiche. In questo modo si possono isolare i batteri. Sono inoltre presenti i PLASMIDI, all’interno del citoplasma, essi sono delle piccole molecole circolari di DNA a doppio filamento. Essi si distinguono dal cromosoma batterico per le dimensioni ridotte. La loro funzione è il trasporto di geni, non essenziali per la vita della cellula, però possono conferire alla cellula proprietà, come ad esempio favorire lo scambio di materiale genetico tra i batteri, favorire resistenza agli antibiotici e codificare enzimi. Essi sono autoreplicanti, ovvero hanno un punto di origine dove inizia la loro replicazione, detto sito ori. I filamenti si separano e la replicazione va in entrambe le direzioni, per arrivare poi alla formazione di due molecole di DNA.