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La politica di espansione nazista che ha portato alla seconda guerra mondiale, le alleanze e i principali eventi della guerra in Europa, inclusa la caduta del fascismo in Italia. Il testo tratta della politica di Hitler verso i Sudeti, l'alleanza con l'Italia e il Giappone, l'invasione della Polonia, la reazione degli Alleati e la divisione della Germania dopo la guerra.
Tipologia: Sintesi del corso
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La politica di espansione della Germania nazista portò alla scoppio della guerra. La Germania aveva creato una serie di alleanze: Il Terzo Reich si legò all’Italia fascista con l’asse Roma-Berlino Nel 1936 la Germania si alleò con il Giappone. Nel 1938 Hitler aveva avviato il riarmo tedesco: il promo obiettivo dell’espansione nazista fu l’Austria. Gli austriaci accolsero l’ingresso dei tedeschi con entusiasmo. Nel settembre del 1938 Hitler minacciò di invadere i Sudeti: i rappresentanti di Francia, GB e Italia si riunirono per risolvere la questione e alla fine i Sudeti vennero ceduti alla Germania. GUERRA LAMPO 1939- Nel 1939 la truppe naziste violarono gli accordi di Monaco ed entrarono in Cecoslovacchia. Moravia e Boemia divennero protettorati tedeschi mentre la Slovacchia fu ridotta ad uno stato satellite. Poco dopo la Germania occupò la regione di Mamel (Lituania). Nello stesso anno Mussolini invase l’Albania nel tentativo di compensare lo strapotere nazista presente nei Balcani. Orami la politica estera italiana dipendeva sempre più dall’alleanza con i tedeschi. Inoltre firmando il patto d’Acciaio l’Italia si impegnava ad entrare in guerra al fianco delle Germania in azioni sia offensive che difensive. Intanto Hitler aumentava le pressioni sulla Polonia per la cessione del “corridoio di Danzica”. Francia e Inghilterra non accettarono la politica della Germania e dichiararono che non avrebbero accettato l’invasione della Polonia. Nello stesso anno i ministri degli esteri sovietico e tedesco firmarono un patto di non aggressione della durata di dieci anni. In questo modo Hitler metteva al sicuro i confini orientali e Stalin quelli tedeschi da un eventuale attacco tedesco. Tale patto comprendeva anche un protocollo segreto con il quale URSS e Germania si spartivano segretamente la Polonia. Il 1 settembre 1939 i carri tedeschi invasero la Polonia da occidente mentre l’armata rossa procedeva da oriente attuando la strategia di una guerra lampo. L’invasione della Polonia scatenò la reazione di Francia e Gran Bretagna che dichiararono guerra, mentre Mussolini per ora rimase neutrale. Secondo gli accordi segreti l’URSS occupò alcune aree della Polonia. Sul fronte francese i francesi aspettavano un attacco tedesco al sicuro dietro la linea Maginot che correva dalla Svizzera al Lussemburgo, ma le cose non andarono così perché nel 1940 Hitler occupò Danimarca e Norvegia accrescendo il controllo sul Mar del Nord. Nello stesso anno le truppe naziste invasero Belgio, Lussemburgo e Olanda , quindi aggirarono la linea Maginot attaccando la Francia da nord. I tedeschi sfondarono la linea francese e dilagarono nella pianura a nord di Parigi. Le forze naziste respinsero il tentativo di controffensiva e le truppe anglofrancesi furono costrette a fuggire via mare del porto di Dankerque e i tedeschi entrarono a Parigi da vincitori. I tedeschi imposero in Francia un governo collaborazionista guidato da Petain. Il governo francese, con sede a Viky, divenne un satellite nell’orbita nazista mentre il resto del Paese passò direttamente sotto il controllo nazista. Intanto il generale De Gaulle, capo delle truppe francesi, lanciava continui appelli da Londra alla resistenza. Per invadere l’Inghilterra Hitler decise di effettuare un offensiva aerea: fra agosto e settembre si svolse la “battaglia d’Inghilterra”. Il primo ministro, Churchill, dichiarò che la Gran Bretagna non si sarebbe arresa e così Hitler dovette rinunciare all’idea di invaderla però rafforzò ulteriormente le sua alleanze perché Germania, Italia e Giappone firmarono a Berlino il patto tripartito. Nei mesi successivi aderirono anche Ungheria, Romania e Jugoslavia. Intanto Mussolini diede inizio alla “guerra parallela” per espandersi nei Balcani e in Africa. L’esercito italiano era però inadeguato. L’Italia invase la Grecia ma fu un insuccesso e le truppe tedesche dovettero intervenire e favore degli italiani. In Africa l’offensiva italiana verso l’Egitto causò una violenta
controffensiva inglese. Nel dicembre del 1940 gli inglesi entrarono in Cirenaica e poi conquistarono Addis Abeba. 1941 All’inizio del 1941 sul fronte occidentale si registrava una situazione di stallo così Hitler decise di valutare l’invasione dell’Urss. Egli infatti prevedeva la conquista dei territori dell’Europa orientale. Conquistare la Russia voleva dirse impadronirsi del grano e delle materie prime (metalli e petrolio). Nel marzo del 1941 in preparazione dell’invasione dell’Urss la Bulgaria venne invasa dalle truppe naziste, poi venne occupata anche la Jugoslavia. L’offensiva contro l’Unione sovietica iniziò il 22 giugno del 1941 (operazione barbarossa) senza dichiarazioni di guerra. La truppe puntavano verso tre obiettivi: Leningrado, Mosca e il Mar Nero. Stalin chiamò a raccolta il suo popolo in difesa del suolo nazionale. I nazisti dovevano riuscire ad arrivare ai loro obiettivi prima dell’inverno. Leningrado venne assediata per 28 mesi; a Mosca l’offensiva nazista si arrestò facendo fallire il progetto di Hitler di una guerra lampo. Gli Stati Uniti non avevano partecipato ma nel 1941 avevano varato una legge chiamata “afflitti e prestiti” che concedeva alla GB prestiti agevolati. Il 14 agosto 1941 Churchill e Roosevelt firmarono la carta Atlantica in cui venivano indicati i principi per la ricostruzione di un mondo liberato dalla minaccia nazista. Il 7 dicembre 1941 l’aviazione giapponese attaccò di sorpresa la flotta americana ormeggiata nel porto di Pearl Harbor, l’8 dicembre USA e GB dichiararono guerra al Giappone. Il conflitto assunse un assetto mondiale. 1942- Nel 1942 la Germania aveva posto sotto il suo controllo l’intera Europa continentale e gran parte dell’Africa settentrionale così come la Francia settentrionale. I tedeschi avevano instaurato regimi collaborazionisti in Danimarca, Norvegia, Olanda, Belgio e Grecia. Nel frattempo in Estremo Oriente e nel Pacifico le truppe giapponesi avanzavano occupando la Malesia, Hong Kong, le Filippine, Singapore le Indie olandesi e la Birmania. Nel Pacifico il Giappone attaccò l’Australia occupando le Isole Salomone. Nel 1942 tre battaglie segnarono la svolta: Battaglia delle Midway nel Pacifico dove i giapponesi furono sconfitti dagli americani Battaglia di El Alamein in Africa Battaglia di Stalingrado in Russia che determinò l’inizio del crollo militare tedesco in Russia: da allora l’Armata Rossa continuò ad incalzare i tedeschi fino alla fine della guerra. Anche l’Italia che aveva inviato in Russia un corpo d’armata (ADMIR) subì perdite. Nel 1943 dall’Africa gli alleati sbarcarono in Sicilia: per la prima volta un paese dell’asse veniva invaso dalle forze alleate. A metà del 1943 la guerra era finita. Fra il 28 novembre e il 1 dicembre del 1943 si tenne a Teheran una conferenza dei capi di stato alleati. Vi parteciparono Stalin, Churchill e Roosevelt.: Stalin ottenne da Roosevelt l’impegno di aprire un secondo fronte europeo con uno sbarco sulle coste francesi Si stabilì la divisione della Germania in stati Stalin decise di sciogliere l’internazionale GLI ALLEATI IN ITALIA E LA CADUTA DEL FASCISMO Il Regime fascista aveva perso gran parte del sostegno popolare inoltre, nel 1943 gli operai effettuarono per la prima volta scioperi organizzati nelle fabbriche del nord. La conquista della Tunisia da parte delle forze alleate costituì la premessa per lo sbarco in Italia. Gli alleati arrivarono in Sicilia e accelerarono il crollo del Regime. Il Gran Consiglio del fascismo votò la sfiducia al duce e Vittorio Emanuele III destituì Mussolini affidando l’incarico di formare il nuovo governo a Pietro Badoglio. Egli iniziò a stipulare trattati con gli alleati per la cessazione delle ostilità. L’armistizio delle forze alleate fu annunciato l’8 settembre. Il re i il governo fuggirono a Brindisi senza dare alcuna indicazione chiara all’esercito che si trovò allo sbando.
Alla fine della primavera del 1945 il Giappone era rimasto da solo. Già dal 1943 gli Usa avevano riaffermato la supremazia sul Pacifico e la loro avanzata era inarrestabile. Nel 1945 Manila venne conquistata e nel frattempo gli USA avevano iniziato a bombardare il Giappone e la capitale Tokyo. L’attacco americano a Okinawa portò la guerra nell’arcipelago nipponico. I giapponesi si servivano di kamikaze. Il nuovo presidente degli USA, Truman, decise di sganciare due bombe atomiche sulle città di Hiroshima e Nagasaki il 6 e il 9 agosto. Il 14 agosto il Giappone si arrese. La guerra era davvero finita. LA CONFERENZA DI POTSDAM E L’ASSETTO POSTBELLICO I leader delle tre potenze vincitrici (USA, GB,URSS) si incontrarono a Potsdam. L’unico presente era Stalin poiché nel frattempo a Roosevelt era successo Truman e a Churchill era successo Attlee. L’URSS, forte della propria presenza militare nell’est europeo, insisteva perché fosse riconosciuta la sua presenza in quelle aree per la logica della suddivisione in sfere d’influenza. I trattati di pace di tennero a Parigi ma molte decisioni vennero prese durante le conferenze di Teheran, Yalta e Potsdam. La denazificazione delle Germania venne fatta a livelli: i membri delle SS furono imprigionati e accusati di crimini contro l’umanità. Dopo le seconda guerra mondiale il nuovo assetto era: Austria, Cecoslovacchia, Polonia, Jugoslavia, Albania e Lussemburgo vennero ricostruiti; La Francia ebbe l’Alsazia e la Lorena; La Polonia cedette la sue provincie orientali all’URSS ma fu risarcita ad occidente ai danni della Germania; L’URSS mantenne i territori ceduti dalla Polonia, mantenne il controllo di Estonia, Lituania, Lettonia e ricevette dalla Finlandia la regione del lago Ladoga e la Carelia; Il Giappone perse tutti i territori nel Pacifico. L’Italia venne trattata da Paese vinto e subì pesanti clausole: Abbandonò le colonie africane; Le isole del Dodecaneso e Rodi vennero date alla Grecia; Briga e Tenda vennero date alla Francia; Istria e parte della Venezia Giulia vennero date alla Jugoslavia; Trieste venne divisa in zona A e zona B. Il fallimento della Società delle Nazioni che avrebbe dovuto avere il compito di evitare la guerra non aveva distrutto la speranza di creare un organismo internazionale in grado di scongiurare nuovi conflitti. Durante la conferenza di San Francisco venne creato l’ONU. I vincitori della guerra entrarono a far parte del massimo organo decisionale dell’ONU, il Consiglio di Sicurezza, e ricevettero tutti diritto di veto. La conferenza di Bretton Woods del luglio del 1944, regolò i rapporti economici e finanziari. Gli accordi prevedevano l’istituzione del Fondo monetario internazionale e di una Banca mondiale che vennero strettamente controllati dagli USA.
La firma dell’armistizio da parte del governo Badoglio e la liberazione di Mussolini generarono in Italia una situazione politica e militare molto complessa: L’esercito era allo sbando A Cefalonia la divisione di Acqui resistette alla richiesta tedesca di resa Il trasferimento della corte a Brindisi consentì la sopravvivenza del governo italiano ma apparve a molti una vera e propria fuga del sovrano La popolazione era stata abbandonata ai tedeschi Quando il governo dichiarò guerra alla Germania il Parlamento risultò spaccato in due stati: il Regno del Sud con gli angloamericani e la Repubblica sociale con i tedeschi nel nord. La sbarco degli Alleati determinò la liberazione di tutta l’Italia centro meridionale: il regno del Sud istituì come capitale Salerno dove era rientrato Togliatti, leader del partito comunista italiano. La strategia di Togliatti portò alla “svolta di Salerno”: egli propose una collaborazione con tutti i partiti e la monarchia per liberare l’Italia. La svolta rappresentò, quindi, una tregua fra i vari partiti. In seguito a tale svolta si formò il primo governo di unità nazionale formato dal CNL (comitato di liberazione nazionale) e dai principali rappresentanti dei partiti antifascisti. Con la liberazione di Roma a opera degli alleati si costituì un nuovo governo con sede nella capitale a presieduto da Bonomi. In seguito alla liberazione di Roma Vittorio Emanuele III abdicò a favore del figlio Umberto. Il tutto in attesa di sapere se l’Italia sarebbe stata una repp. o una monarchia. La Repubblica sociale, nata al nord, era evidentemente debole. I tedeschi avevano assunto il controllo del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia. I repubblichini avevano un progetto che si caratterizzava per: Deciso inasprimento dei toni Una politica razziale di ispirazione nazista Rifiuto dei compromessi con la vecchia classe dirigente La denuncia della corruzione della corte sabauda Tale programma era più teorizzato che praticato. L’opposizione alla Repubblica di Salò si organizzò nella guerriglia partigiana. Nel 1943 si era formato il Comitato di liberazione nazionale dell’Alta Italia (CLNAI) che organizzò la resistenza militare antifascista sotto il comando di Cadorna. Le formazioni partigiane non erano ideologicamente omogenee infatti parteciparono rappresentanti di tutte la fazioni aiutati anche dagli alleati. La Resistenza coinvolse un gran numero di persone e in alcune aree si instaurarono repubbliche democratiche a forte ispirazione egualitaria. La Resistenza armata era rappresentata sai dai partigiani che agiano in montagna che da quelli che agivano in città come: i GAP (gruppi azione partigiana) e le SAP (squadre d’azione patriottica). L’azione delle forze nazifasciste conto i partigiani fu feroce: la strage della Fosse Ardeatine fu compiuta per ordine di Hitler. Vennero fucilati e seppelliti nelle fosse 335 italiani (dieci per ogni tedesco morto più cinque). Mentre a Marzabotto un reparto delle SS al comando del maggiore Karl Reder massacrò 1836 italiani. Quando nel 1945 gli Alleati ruppero il fronte delle linea gotica le truppe tedesche erano allo sbando. Con la Liberazione (25 aprile 1945) il controllo del nord d’Italia passò al CLN, gli angloamericani arrestarono i gerarchi fascisti e internarono i militi repubblichini. Anche i partigiani vennero disarmati con l’intento di pacificare il Paese. Nel Centro sud con la sole eccezione di Roma e di Napoli non si era combattuta la Resistenza. L’Italia finalmente riunita appariva divisa in molta anime, il governo Bonomi appariva in difficoltà. Si cercò di formare un governo di unità nazionale con il governo Parri. Egli propose un piano di