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Riassunto del terzo pacchetto di slide
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Il termine “gruppo” deriva dall’italiano groppo (“nodo”) e in francese groupe. Dalla metà del XVIII secolo assume il significato di riunione di persone con uno scopo comune. L’idea originaria di nodo si trasforma nel senso di coesione tra i membri. Per molto tempo, il concetto di gruppo è stato poco consapevole: Gli individui vivevano nel gruppo (famiglia, clan, tribù) senza interrogarsi sulla sua natura. Il gruppo era percepito come un fatto naturale e permanente, una realtà superiore all’individuo. Le regole e i ruoli erano fissati e raramente messi in discussione.
Le persone hanno rappresentazioni spontanee e immaginarie del gruppo, non sempre razionali. L’individuo non è consapevole delle proprie proiezioni: il gruppo diventa una superficie proiettiva dell’inconscio sociale.
Gruppo come organismo vivente: i membri interagiscono come organi interdipendenti. Gruppo come macchina asservita: la società è regolata da meccanismi di retroazione (feedback).
Kurt Lewin (1890–1947) , psicologo tedesco, è considerato il padre della psicologia sociale. Nel 1944 fonda al MIT il Centro di Ricerca per la Dinamica di Gruppo e collabora con il Tavistock Institute di Londra. Nel 1947 nasce la rivista Human Relations. Lewin introduce il concetto di dinamica di gruppo : Il comportamento umano è il risultato delle forze presenti nel campo psicologico del gruppo a cui l’individuo appartiene. Il successo o fallimento dei gruppi dipende anche da miti sociali inconsci.
Il comportamento è spiegato in funzione delle relazioni attuali tra persona e ambiente. Non si guarda al passato, ma alla situazione presente (psicologia topologica).
Ogni oggetto o situazione ha una valenza positiva o negativa che attrae o respinge. L’insieme delle forze forma il campo psicologico o spazio vitale. L’interazione tra persona e ambiente determina il comportamento: C=f(P,A) C=f(P,A)dove C = comportamento, P = persona, A = ambiente.
Spazio di vita: rappresentazione soggettiva dell’ambiente. Fatti sociali/ambientali: ciò che accade oggettivamente. Zona di frontiera: confine tra soggettività e oggettività. L’obiettivo è mantenere un equilibrio dinamico (omeostasi) tra individuo e ambiente.
Bisogno: crea tensione motivante; nell’uomo può essere anche sociale o culturale. Tensione: squilibrio tra bisogni e stato attuale; spinge al cambiamento ma anche alla stabilità. Forza: energia generata da bisogni e obiettivi; può essere di avvicinamento (positiva) o evitamento (negativa). Il comportamento risulta dalla somma delle forze presenti nello spazio vitale.
Lewin trasferisce i principi della psicologia della Gestalt allo studio dei gruppi: Il gruppo è una totalità dinamica , non la somma degli individui. Le azioni dei membri sono interdipendenti e modificano continuamente il gruppo. Esistono forze di unione e forze di disgregazione , che mantengono un equilibrio.
Persone che interagiscono regolarmente e sviluppano un’identità comune. Aggregati : persone nello stesso luogo ma senza legami. Categorie sociali : persone con caratteristiche comuni ma senza contatto diretto.
Sartre: il gruppo è un processo dialettico , in continua costruzione; nasce da interessi comuni e si mantiene tramite comunicazione e conflitto. Tönnies: distingue tra Gemeinschaft (comunità spontanea), Gesellschaft (associazione volontaria), Bund (alleanza affettiva e ideale).
Mead e Cooley (1925–1935): l’uomo è un animale gruppale ; la personalità si forma attraverso le relazioni e l’interiorizzazione delle norme comuni. Trasher (1927) e Whyte (1943): studiano le gang giovanili come gruppi primari con forti legami e regole interne.
Mayo (1923–1929): studi alla Western Electric Company (esperimenti di Hawthorne). Scopre che la produttività dipende dal clima di gruppo , non solo dalle condizioni materiali. I lavoratori formano gruppi informali che influenzano atteggiamenti e rendimento.
Sherif: sperimenta l’effetto dell’influenza di gruppo in situazioni ambigue ( effetto autocinetico ). L’individuo da solo è incerto, ma nel gruppo si conforma alla norma collettiva per ridurre l’ansia. Fasi del cambiamento sociale (Lewin): Sgelare (mettere in discussione lo status quo) Cambiare (acquisire nuovi comportamenti) Cristallizzare (stabilizzare il cambiamento) → Nascono i T-group (training group) per l’apprendimento esperienziale.
Rogers: nei gruppi di formazione o terapia l’obiettivo è promuovere relazioni autentiche e basate su ascolto empatico e libertà espressiva ( approccio non direttivo ). Moscovici: rivaluta l’influenza delle minoranze come fonte di innovazione e cambiamento sociale.
Necessità del controllo sociale Esigenza di conformità Ricerca sistematica del consenso
Tutti i membri possono influenzare e ricevere influenza. Il cambiamento sociale è un obiettivo dell’influsso. I conflitti sono motore di evoluzione. Lo stile di comportamento determina l’efficacia dell’influenza. Le norme (obiettività, preferenza, originalità) condizionano il processo. L’influenza può assumere forme diverse: conformità , normalizzazione , innovazione.