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Secondo pacchetto di slide, Schemi e mappe concettuali di Psicologia Delle Differenze Individuali

Riassunto del terzo pacchetto di slide

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 12/11/2025

arianna-ua8
arianna-ua8 🇮🇹

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Capitolo 1 – Il concetto di gruppo: origini ed etimologia
Il termine “gruppo” deriva dall’italiano groppo (“nodo”) e in francese groupe.
Dalla metà del XVIII secolo assume il significato di riunione di persone con uno scopo comune.
L’idea originaria di nodo si trasforma nel senso di coesione tra i membri.
Per molto tempo, il concetto di gruppo è stato poco consapevole:
Gli individui vivevano nel gruppo (famiglia, clan, tribù) senza interrogarsi sulla sua natura.
Il gruppo era percepito come un fatto naturale e permanente, una realtà superiore all’individuo.
Le regole e i ruoli erano fissati e raramente messi in discussione.
Capitolo 2 – Rappresentazioni del gruppo
Le persone hanno rappresentazioni spontanee e immaginarie del gruppo, non sempre razionali.
L’individuo non è consapevole delle proprie proiezioni: il gruppo diventa una superficie proiettiva
dell’inconscio sociale.
Due metafore fondamentali:
Gruppo come organismo vivente: i membri interagiscono come organi interdipendenti.
Gruppo come macchina asservita: la società è regolata da meccanismi di retroazione (feedback).
Capitolo 3 – Kurt Lewin e la dinamica di gruppo
Kurt Lewin (1890–1947), psicologo tedesco, è considerato il padre della psicologia sociale.
Nel 1944 fonda al MIT il Centro di Ricerca per la Dinamica di Gruppo e collabora con il Tavistock Institute
di Londra.
Nel 1947 nasce la rivista Human Relations.
Lewin introduce il concetto di dinamica di gruppo:
Il comportamento umano è il risultato delle forze presenti nel campo psicologico del gruppo a cui l’individuo
appartiene.
Il successo o fallimento dei gruppi dipende anche da miti sociali inconsci.
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Capitolo 1 – Il concetto di gruppo: origini ed etimologia

Il termine “gruppo” deriva dall’italiano groppo (“nodo”) e in francese groupe. Dalla metà del XVIII secolo assume il significato di riunione di persone con uno scopo comune. L’idea originaria di nodo si trasforma nel senso di coesione tra i membri. Per molto tempo, il concetto di gruppo è stato poco consapevole: Gli individui vivevano nel gruppo (famiglia, clan, tribù) senza interrogarsi sulla sua natura. Il gruppo era percepito come un fatto naturale e permanente, una realtà superiore all’individuo. Le regole e i ruoli erano fissati e raramente messi in discussione.

Capitolo 2 – Rappresentazioni del gruppo

Le persone hanno rappresentazioni spontanee e immaginarie del gruppo, non sempre razionali. L’individuo non è consapevole delle proprie proiezioni: il gruppo diventa una superficie proiettiva dell’inconscio sociale.

Due metafore fondamentali:

Gruppo come organismo vivente: i membri interagiscono come organi interdipendenti. Gruppo come macchina asservita: la società è regolata da meccanismi di retroazione (feedback).

Capitolo 3 – Kurt Lewin e la dinamica di gruppo

Kurt Lewin (1890–1947) , psicologo tedesco, è considerato il padre della psicologia sociale. Nel 1944 fonda al MIT il Centro di Ricerca per la Dinamica di Gruppo e collabora con il Tavistock Institute di Londra. Nel 1947 nasce la rivista Human Relations. Lewin introduce il concetto di dinamica di gruppo : Il comportamento umano è il risultato delle forze presenti nel campo psicologico del gruppo a cui l’individuo appartiene. Il successo o fallimento dei gruppi dipende anche da miti sociali inconsci.

Capitolo 4 – La teoria del campo di Lewin

Il comportamento è spiegato in funzione delle relazioni attuali tra persona e ambiente. Non si guarda al passato, ma alla situazione presente (psicologia topologica).

Principi fondamentali

Ogni oggetto o situazione ha una valenza positiva o negativa che attrae o respinge. L’insieme delle forze forma il campo psicologico o spazio vitale. L’interazione tra persona e ambiente determina il comportamento: C=f(P,A) C=f(P,A)dove C = comportamento, P = persona, A = ambiente.

Struttura del campo psicologico

Spazio di vita: rappresentazione soggettiva dell’ambiente. Fatti sociali/ambientali: ciò che accade oggettivamente. Zona di frontiera: confine tra soggettività e oggettività. L’obiettivo è mantenere un equilibrio dinamico (omeostasi) tra individuo e ambiente.

Capitolo 5 – Variabili del campo psicologico

Bisogno: crea tensione motivante; nell’uomo può essere anche sociale o culturale. Tensione: squilibrio tra bisogni e stato attuale; spinge al cambiamento ma anche alla stabilità. Forza: energia generata da bisogni e obiettivi; può essere di avvicinamento (positiva) o evitamento (negativa). Il comportamento risulta dalla somma delle forze presenti nello spazio vitale.

Capitolo 6 – La dinamica dei gruppi secondo Lewin

Lewin trasferisce i principi della psicologia della Gestalt allo studio dei gruppi: Il gruppo è una totalità dinamica , non la somma degli individui. Le azioni dei membri sono interdipendenti e modificano continuamente il gruppo. Esistono forze di unione e forze di disgregazione , che mantengono un equilibrio.

Il gruppo sociale per Lewin

Persone che interagiscono regolarmente e sviluppano un’identità comune. Aggregati : persone nello stesso luogo ma senza legami. Categorie sociali : persone con caratteristiche comuni ma senza contatto diretto.

Sartre: il gruppo è un processo dialettico , in continua costruzione; nasce da interessi comuni e si mantiene tramite comunicazione e conflitto. Tönnies: distingue tra Gemeinschaft (comunità spontanea), Gesellschaft (associazione volontaria), Bund (alleanza affettiva e ideale).

Capitolo 10 – Dalla sociologia americana alla psicologia dei gruppi

Mead e Cooley (1925–1935): l’uomo è un animale gruppale ; la personalità si forma attraverso le relazioni e l’interiorizzazione delle norme comuni. Trasher (1927) e Whyte (1943): studiano le gang giovanili come gruppi primari con forti legami e regole interne.

Capitolo 11 – Relazioni umane e mondo del lavoro

Mayo (1923–1929): studi alla Western Electric Company (esperimenti di Hawthorne). Scopre che la produttività dipende dal clima di gruppo , non solo dalle condizioni materiali. I lavoratori formano gruppi informali che influenzano atteggiamenti e rendimento.

Capitolo 12 – Ricerche sperimentali

Sherif: sperimenta l’effetto dell’influenza di gruppo in situazioni ambigue ( effetto autocinetico ). L’individuo da solo è incerto, ma nel gruppo si conforma alla norma collettiva per ridurre l’ansia. Fasi del cambiamento sociale (Lewin): Sgelare (mettere in discussione lo status quo) Cambiare (acquisire nuovi comportamenti) Cristallizzare (stabilizzare il cambiamento) → Nascono i T-group (training group) per l’apprendimento esperienziale.

Capitolo 13 – Approcci psicologici e sociali successivi

Rogers: nei gruppi di formazione o terapia l’obiettivo è promuovere relazioni autentiche e basate su ascolto empatico e libertà espressiva ( approccio non direttivo ). Moscovici: rivaluta l’influenza delle minoranze come fonte di innovazione e cambiamento sociale.

Postulati tradizionali criticati da Moscovici:

Necessità del controllo sociale Esigenza di conformità Ricerca sistematica del consenso

Nuove proposizioni:

Tutti i membri possono influenzare e ricevere influenza. Il cambiamento sociale è un obiettivo dell’influsso. I conflitti sono motore di evoluzione. Lo stile di comportamento determina l’efficacia dell’influenza. Le norme (obiettività, preferenza, originalità) condizionano il processo. L’influenza può assumere forme diverse: conformità , normalizzazione , innovazione.