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Sequenza blsd-abcde. Appunti utili per studiare in modo semplice questi argomenti.
Tipologia: Appunti
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La filosofia del primo soccorso è mutata nel tempo, passando dal concetto di trasporto immediato del paziente al più vicino ospedale, al concetto di stabilizzazione e trattamento del paziente sul luogo dell’evento. Numerosi passi sono stati compiuti anche grazie all’evoluzione legislativa degli ultimi anni, che ha permesso la diffusione della cultura del soccorso nella popolazione, mediante campagne d’informazione sui sintomi d’allarme , l’addestramento alla rianimazione cardiopolmonare di base (RCP) e all’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) , rivolti a cittadini comuni , ai volontari , oltre che a personale medico e paramedico. Dall’Aprile del 2001 è stato approvato l’uso del DAE da parte di personale non sanitario , e la svolta importante avviene con i “Public Access Defibrillation (PAD)”, che prevedono una diffusione massiccia alla popolazione della cultura dell’emergenza, con corsi di addestramento alle manovre di RCP ed all’utilizzo del DAE rivolti ai comuni cittadini. Con il D.L. del Marzo 2011 vengono poi stabiliti criteri e modalità per la sempre maggior diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni sul territorio nazionale. Oggi pertanto il primo trattamento dell’Arresto Cardiaco (perdita del polso centrale, cioè il polso carotideo) dovrebbe essere effettuato immediatamente sullo scenario dell’evento, in attesa dell’ambulanza, attivando la cosiddetta “ catena della sopravvivenza ”: -Allarme precoce (chiamata al 118); -RCP precoce (rianimazione cardiopolmonare); -Defibrillazione precoce; -Soccorso Avanzato precoce. Cosa Sono. BLS è l'acronimo di Basic Life Support ( Supporto di Base delle Funzioni Vitali ); Con l'acronimo BLS-D - Basic Life Support and Defibrillation ( Supporto di Base delle Funzioni Vitali e Defibrillazione ) - ci si riferisce al protocollo BLS che prevede l'uso del defibrillatore , normalmente semiautomatico esterno. BLS e BLS-D sono protocolli che prevedono una sequenza di azioni ben definita che dovrebbe essere messe in atto quando si assiste alla perdita di coscienza di una persona che si presume possa essere stata colpita da morte cardiaca improvvisa o da altri disturbi in grado di portare all'arresto respiratorio e all'arresto cardiaco. Quando parliamo dl BLS e del BLS-D bisogna ricordare l’approccio ABCDE. Con “regola ABC” o semplicemente “ABC” in medicina si indica una tecnica che ricorda ai soccorritori in generale (non solo ai medici) le tre fasi essenziali e salvavita nella valutazione e nel trattamento del paziente, specie se incosciente, nelle fasi preliminari del BLS, la sigla è infatti un acronimo di tre termini inglesi
possano impedire il flusso aereo) ;
2. breathing: respiro;
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La catena della sopravvivenza consiste in una serie di azioni che devono essere seguite in maniera rapida e ordinata al fine di incrementare le possibilità di
Il maggior pericolo che corre una persona incosciente è proprio l’ostruzione delle vie aeree: la stessa lingua, a causa della perdita di tonicità della muscolatura, può cadere all’indietro e impedire la respirazione. La prima manovra da effettuare è l?estensione del capo: va posta una mano sulla fronte e due dita sotto la protuberanza mentoniera, portando la testa all’indietro sollevando il mento. La manovra di estensione porta il collo oltre la sua normale estensione: l’azione, pur non dovendo essere compiuta con violenza, deve essere efficace. In caso di sospetto trauma cervicale, la manovra deve essere evitata come ogni altro movimento del paziente: I soccorritori e i sanitari del servizio di emergenza 11 8 utilizzano, per mantenere la pervietà delle vie aeree, presidi come le cannule oro-faringee, o manovre delicate come la sublussazione della mandibola o l’intubazione. Il cavo orale deve quindi essere ispezionato tramite la “ manovra a borsellino” che si effettua ruotando assieme l’indice e il pollice. Se sono presenti oggetti che ostruiscono le vie respiratorie (come ad esempio protesi dentarie) vanno rimossi con le mani oppure con pinze facendo attenzione a non spingere il corpo estraneo ancora più in profondità. Se è presente acqua o altro liquido, come in caso di sanguinamento, bisognerà inclinare lateralmente la testa dell’infortunato per permettere al liquido di fuoriuscire. In caso di sospetto trauma deve essere ruotato tutto il corpo con l’ausilio di più persone, in modo da mantenere la colonna in asse. Strumenti utili per asciugare i liquidi possono essere fazzoletti o salviettine, meglio ancora un aspiratore portatile.
Se il paziente è cosciente, segnali di ostruzione delle vie aeree possono essere movimenti asimmetrici del torace, difficoltà respiratorie, lesioni alla gola, rumori respiratori e cianosi.
Dopo la fase di pervietà delle vie aeree è necessario controllare se l’infortunato respira. Per controllare la presenza di respiro nel NON cosciente, si può usare la “manovra GAS“, acronimo di “guardare, ascoltare, sentire”. Bisogna quindi dare un “colpo d’occhio” sul torace, ovvero controllare con uno sguardo di 2- secondi se il torace si espande. In caso di assenza di segni respiratori sarà necessario praticare la respirazione artificiale bocca-bocca o con l’ausilio di dispositivi di protezione (scudo facciale) o, per i soccorritori, di un pallone autoespandibile (AMBU). Se la respirazione è presente, bisognerà anche notare se la frequenza respiratoria è normale, aumentata o diminuita.
Se il paziente è cosciente, non servirà controllare la presenza di respiro, ma bisognerà effettuare l’OPACS (Osservo, Palpo, Ascolto, Conto, Saturazione). La OPACS serve principalmente per verificare la “qualità” della
respirazione (certamente presente se il soggetto è cosciente), mentre la GAS serve principalmente per verificare se il soggetto incosciente respira o no. Il soccorritore dovrà quindi valutare se il torace si espande correttamente, sentire se ci sono deformità palpando leggermente il torace, ascoltare se sono presenti rumori respiratori, contare la frequenza respiratoria e misurare la saturazione con un dispositivo chiamato saturimetro. Bisognerà anche notare se la frequenza respiratoria è normale, aumentata o diminuita.
Se il paziente è cosciente, il polso da valutare sarà preferibilmente quello radiale, dato che la ricerca del carotideo potrebbe far preoccupare ulteriormente la vittima. In questo caso, la valutazione del polso non servirà ad accertarne la presenza (scontata, dato che il paziente è cosciente) ma soprattutto valutarne la frequenza (bradicardia o tachicardia), la regolarità e la qualità (“pieno” o “debole/flebile”).
“E Esposizione” Una volta stabilizzate le funzioni vitali si procede con un’analisi più approfondita della situazione, chiedendo al paziente (o ai parenti, nel caso non sia attendibile o in grado di rispondere) se soffra di allergie o altre patologie, se sia sotto terapie medicinali e se abbia mai avuto eventi simili. Per ricordare tutte le domande anamnestiche da porre negli spesso concitati attimi del soccorso, i soccorritori utilizzano spesso l’acronimo AMPIA o l’acronimo SAMPLE. Soprattutto in caso di eventi traumatici, è necessario quindi verificare se il paziente abbia riportato lesioni più o meno gravi, anche in distretti del corpo non immediatamente visibili. Il paziente deve essere spogliato (tagliando i vestiti se necessario) e deve essere eseguita una valutazione dalla testa ai piedi, controllando eventuali fratture, ferite o emorragie minori o nascoste (ematomi). A seguito del controllo testa-piedi il paziente viene ricoperto con una coperta isotermica per evitare una possibile ipotermia e viene spostato. I primi tre anelli della catena di sopravvivenza possono essere messi in pratica anche dagli operatori non sanitari che possiedono le conoscenze necessarie alla loro attuazione.
La conoscenza delle sequenze BLS e BLS-D può rivelarsi di estrema importanza qualora ci si trovi di fronte ad un individuo privo di coscienza con probabile arresto cardiaco e arresto respiratorio; pertanto, appare chiaro il motivo per cui è importante che anche gli operatori non sanitari siano in grado di praticare le manovre di supporto di base delle funzioni vitali. Tuttavia, a questo proposito è bene precisare che, gli operatori non sanitari non sono obbligati a intervenire , anche se possiedono le conoscenze necessarie per attuare le manovre di primo soccorso e hanno seguito i corsi BLS e BLS-D. In una situazione di emergenza, infatti, è plausibile che il soccorritore non sanitario si trovi in una situazione di panico e sia incapace di agire in qualsiasi modo. Tuttavia, esso è tenuto a chiamare il 118. Allo stesso tempo è bene ricordare che, sempre secondo quanto previsto dalla normativa attualmente in vigore (Gennaio 2019), se l'operatore non sanitario decide di intervenire e l'individuo non riesce a sopravvivere, il soccorritore laico non è ritenuto responsabile di tale evento. Al contrario, per gli operatori sanitari vige l'obbligo d'intervento e di messa in pratica delle sequenze BLS e BLS-D (se il defibrillatore è disponibile) qualora si rendano necessarie.