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sequenza BLSD - ABCDE, Appunti di Scienze Infermieristiche

Sequenza blsd-abcde. Appunti utili per studiare in modo semplice questi argomenti.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 06/05/2021

Aciredeff
Aciredeff 🇮🇹

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BLS e BLSD
La filosofia del primo soccorso è mutata nel tempo, passando dal concetto di trasporto
immediato del paziente al più vicino ospedale, al concetto di stabilizzazione e
trattamento del paziente sul luogo dell’evento.
Numerosi passi sono stati compiuti anche grazie all’evoluzione legislativa degli ultimi
anni, che ha permesso la diffusione della cultura del soccorso nella popolazione,
mediante campagne d’informazione sui sintomi d’allarme, l’addestramento alla
rianimazione cardiopolmonare di base (RCP) e all’utilizzo del defibrillatore
semiautomatico esterno (DAE), rivolti a cittadini comuni , ai volontari , oltre che a
personale medico e paramedico.
Dall’Aprile del 2001 è stato approvato l’uso del DAE da parte di personale non
sanitario , e la svolta importante avviene con i “Public Access Defibrillation (PAD)”, che
prevedono una diffusione massiccia alla popolazione della cultura dell’emergenza, con
corsi di addestramento alle manovre di RCP ed all’utilizzo del DAE rivolti ai comuni
cittadini. Con il D.L. del
Marzo 2011 vengono poi stabiliti criteri e modalità per la sempre maggior diffusione
dei defibrillatori semiautomatici esterni sul territorio nazionale.
Oggi pertanto il primo trattamento dell’Arresto Cardiaco (perdita del polso centrale,
cioè il polso carotideo) dovrebbe essere effettuato immediatamente sullo scenario
dell’evento, in attesa dell’ambulanza, attivando la cosiddetta “catena della
sopravvivenza”:
-Allarme precoce (chiamata al 118);
-RCP precoce (rianimazione cardiopolmonare);
-Defibrillazione precoce;
-Soccorso Avanzato precoce.
Cosa Sono.
BLS è l'acronimo di Basic Life Support (Supporto di Base delle Funzioni Vitali);
Con l'acronimo BLS-D - Basic Life Support and Defibrillation (Supporto di Base delle
Funzioni Vitali e Defibrillazione) - ci si riferisce al protocollo BLS che prevede l'uso
del defibrillatore, normalmente semiautomatico esterno.
BLS e BLS-D sono protocolli che prevedono una sequenza di azioni ben definita che
dovrebbe essere messe in atto quando si assiste alla perdita di coscienza di una
persona che si presume possa essere stata colpita da morte cardiaca improvvisa o da
altri disturbi in grado di portare all'arresto respiratorio e all'arresto cardiaco.
Quando parliamo dl BLS e del BLS-D bisogna ricordare l’approccio ABCDE.
Con “regola ABC” o semplicemente “ABC” in medicina si indica una tecnica che ricorda
ai soccorritori in generale (non solo ai medici) le tre fasi essenziali e salvavita nella
valutazione e nel trattamento del paziente, specie se incosciente, nelle fasi preliminari
del BLS, la sigla è infatti un acronimo di tre termini inglesi
1. airway: vie aeree(cioè il fatto che le vie aeree siano libere da impedimenti che
possano impedire il flusso aereo) ;
2. breathing: respiro;
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BLS e BLSD

La filosofia del primo soccorso è mutata nel tempo, passando dal concetto di trasporto immediato del paziente al più vicino ospedale, al concetto di stabilizzazione e trattamento del paziente sul luogo dell’evento. Numerosi passi sono stati compiuti anche grazie all’evoluzione legislativa degli ultimi anni, che ha permesso la diffusione della cultura del soccorso nella popolazione, mediante campagne d’informazione sui sintomi d’allarme , l’addestramento alla rianimazione cardiopolmonare di base (RCP) e all’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) , rivolti a cittadini comuni , ai volontari , oltre che a personale medico e paramedico. Dall’Aprile del 2001 è stato approvato l’uso del DAE da parte di personale non sanitario , e la svolta importante avviene con i “Public Access Defibrillation (PAD)”, che prevedono una diffusione massiccia alla popolazione della cultura dell’emergenza, con corsi di addestramento alle manovre di RCP ed all’utilizzo del DAE rivolti ai comuni cittadini. Con il D.L. del Marzo 2011 vengono poi stabiliti criteri e modalità per la sempre maggior diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni sul territorio nazionale. Oggi pertanto il primo trattamento dell’Arresto Cardiaco (perdita del polso centrale, cioè il polso carotideo) dovrebbe essere effettuato immediatamente sullo scenario dell’evento, in attesa dell’ambulanza, attivando la cosiddetta “ catena della sopravvivenza ”: -Allarme precoce (chiamata al 118); -RCP precoce (rianimazione cardiopolmonare); -Defibrillazione precoce; -Soccorso Avanzato precoce. Cosa Sono. BLS è l'acronimo di Basic Life Support ( Supporto di Base delle Funzioni Vitali ); Con l'acronimo BLS-D - Basic Life Support and Defibrillation ( Supporto di Base delle Funzioni Vitali e Defibrillazione ) - ci si riferisce al protocollo BLS che prevede l'uso del defibrillatore , normalmente semiautomatico esterno. BLS e BLS-D sono protocolli che prevedono una sequenza di azioni ben definita che dovrebbe essere messe in atto quando si assiste alla perdita di coscienza di una persona che si presume possa essere stata colpita da morte cardiaca improvvisa o da altri disturbi in grado di portare all'arresto respiratorio e all'arresto cardiaco. Quando parliamo dl BLS e del BLS-D bisogna ricordare l’approccio ABCDE. Con “regola ABC” o semplicemente “ABC” in medicina si indica una tecnica che ricorda ai soccorritori in generale (non solo ai medici) le tre fasi essenziali e salvavita nella valutazione e nel trattamento del paziente, specie se incosciente, nelle fasi preliminari del BLS, la sigla è infatti un acronimo di tre termini inglesi

  1. airway: vie aeree(cioè il fatto che le vie aeree siano libere da impedimenti che

possano impedire il flusso aereo) ;

2. breathing: respiro;

Object 2

  1. circulation: circolo. La regola è utile soprattutto per ricordare al soccorritore le priorità nella stabilizzazione del paziente: pervietà delle vie aeree, presenza di respiro e di circolo devono essere infatti controllate ed eventualmente ristabilite in questo preciso ordine. Il soccorritore che si trovi a fornire il primo soccorso ad un paziente, dovrà:
  2. per prima cosa controllare che le vie aeree siano libere (in particolare se il paziente è incosciente);
  3. successivamente dovrà controllare se l’infortunato respira;
  4. infine dovrà verificare la presenza di circolazione, ad esempio al polso radiale o carotideo. A Cosa Servono. L'insieme delle manovre previste dai protocolli BLS e BLS-D serve per incrementare la possibilità di sopravvivenza dell'individuo colpito da morte cardiaca improvvisa o da disturbi che portano ad arresto cardiorespiratorio. In particolare, lo scopo principale delle manovre di primo soccorso comprese nei protocolli BLS e BLS-D (rianimazione cardiopolmonare) è quello di preservare le cellule dell'intero organismo, in particolar modo quelle del cervello, dalla morte provocata dall'assenza di ossigeno. Corsi BLS e BLS-D. Per garantire un adeguato e tempestivo intervento anche in assenza di medici od operatori sanitari addestrati, l'Italian Resusitation Council propone i cosiddetti corsi di BLS e BLS-D per operatori non sanitari. Tali corsi prevedono una parte teorica e una parte pratica , nell'ambito della quale ci si può esercitare con l'esecuzione delle manovre di primo soccorso su appositi manichini, naturalmente, sotto la supervisione degli istruttori che tengono il corso. Obiettivi dei Corsi: L'obiettivo dei corsi BLS e BLS-D è quello di formare i cittadini "comuni" per consentire loro di mettere in pratica manovre di primo soccorso che potrebbero salvare la vita a coloro che vengono colpiti da morte cardiaca improvvisa o da disturbi che portano ad arresto respiratorio e arresto cardiaco. I cittadini "comuni", ossia gli operatori non sanitari, vengono spesso definiti come operatori o soccorritori laici. Nel corso BLS-D è previsto anche l'apprendimento delle nozioni di base per l'utilizzo dei defibrillatori semiautomatici esterni ( DAE ), ormai diffusi in molti luoghi pubblici (in particolare, nelle grandi città) e all'interno di palestre, piscine, scuole, campi sportivi, locali, stazioni, aeroporti, ecc.

Catena della Sopravvivenza ADULTO

La catena della sopravvivenza consiste in una serie di azioni che devono essere seguite in maniera rapida e ordinata al fine di incrementare le possibilità di

“A” Pervietà delle vie aeree nel paziente non cosciente

Il maggior pericolo che corre una persona incosciente è proprio l’ostruzione delle vie aeree: la stessa lingua, a causa della perdita di tonicità della muscolatura, può cadere all’indietro e impedire la respirazione. La prima manovra da effettuare è l?estensione del capo: va posta una mano sulla fronte e due dita sotto la protuberanza mentoniera, portando la testa all’indietro sollevando il mento. La manovra di estensione porta il collo oltre la sua normale estensione: l’azione, pur non dovendo essere compiuta con violenza, deve essere efficace. In caso di sospetto trauma cervicale, la manovra deve essere evitata come ogni altro movimento del paziente: I soccorritori e i sanitari del servizio di emergenza 11 8 utilizzano, per mantenere la pervietà delle vie aeree, presidi come le cannule oro-faringee, o manovre delicate come la sublussazione della mandibola o l’intubazione. Il cavo orale deve quindi essere ispezionato tramite la “ manovra a borsellino” che si effettua ruotando assieme l’indice e il pollice. Se sono presenti oggetti che ostruiscono le vie respiratorie (come ad esempio protesi dentarie) vanno rimossi con le mani oppure con pinze facendo attenzione a non spingere il corpo estraneo ancora più in profondità. Se è presente acqua o altro liquido, come in caso di sanguinamento, bisognerà inclinare lateralmente la testa dell’infortunato per permettere al liquido di fuoriuscire. In caso di sospetto trauma deve essere ruotato tutto il corpo con l’ausilio di più persone, in modo da mantenere la colonna in asse. Strumenti utili per asciugare i liquidi possono essere fazzoletti o salviettine, meglio ancora un aspiratore portatile.

“A” Pervietà delle vie aeree nel paziente cosciente.

Se il paziente è cosciente, segnali di ostruzione delle vie aeree possono essere movimenti asimmetrici del torace, difficoltà respiratorie, lesioni alla gola, rumori respiratori e cianosi.

  • Secondo anello : Dopo aver provveduto all’apertura della via aerea si esegue la 2) VALUTAZIONE del RESPIRO:

“ B” Respiro nel paziente non cosciente

Dopo la fase di pervietà delle vie aeree è necessario controllare se l’infortunato respira. Per controllare la presenza di respiro nel NON cosciente, si può usare la “manovra GAS“, acronimo di “guardare, ascoltare, sentire”. Bisogna quindi dare un “colpo d’occhio” sul torace, ovvero controllare con uno sguardo di 2- secondi se il torace si espande. In caso di assenza di segni respiratori sarà necessario praticare la respirazione artificiale bocca-bocca o con l’ausilio di dispositivi di protezione (scudo facciale) o, per i soccorritori, di un pallone autoespandibile (AMBU). Se la respirazione è presente, bisognerà anche notare se la frequenza respiratoria è normale, aumentata o diminuita.

“B” Respiro nel paziente cosciente

Se il paziente è cosciente, non servirà controllare la presenza di respiro, ma bisognerà effettuare l’OPACS (Osservo, Palpo, Ascolto, Conto, Saturazione). La OPACS serve principalmente per verificare la “qualità” della

respirazione (certamente presente se il soggetto è cosciente), mentre la GAS serve principalmente per verificare se il soggetto incosciente respira o no. Il soccorritore dovrà quindi valutare se il torace si espande correttamente, sentire se ci sono deformità palpando leggermente il torace, ascoltare se sono presenti rumori respiratori, contare la frequenza respiratoria e misurare la saturazione con un dispositivo chiamato saturimetro. Bisognerà anche notare se la frequenza respiratoria è normale, aumentata o diminuita.

  • Occorre verificare ora se la persona respira normalmente. Per fare questo bisogna mantenere il capo iperesteso ed avvicinandosi al suo viso: -Guardare se il torace si alza e si abbassa -Ascoltare se ci sono rumori respiratori
    • Sentire se si percepisce il passaggio di aria dalla bocca della persona. Questa valutazione chiamata G.A.S. ,va effettuata per non più di 10 secondi.
  • Continuare l’RCP alternando cicli di 30 compressioni e 2 ventilazioni fino a quando arriva il defibrillatore.
  • “C” Circolazione nel paziente non cosciente Controllare la presenza del polso carotideo (al collo) o di quello radiale. Se non è presente né il respiro né il battito cardiaco, contattare immediatamente il Numero per le Emergenze e comunicare che si è di fronte ad un paziente in arresto cardiopolmonare e cominciare al più presto la rianimazione cardiopolmonare. In alcune formule, la C ha assunto il significato di Compressione, in riferimento alla vitale necessità di praticare immediatamente il massaggio cardiaco (parte della rianimazione cardiopolmonare) in caso di respiro assente. In caso di paziente traumatizzato, prima di valutare la presenza e la qualità del circolo è necessario prestare attenzione ad eventuali importanti emorragie: un’abbondante perdita di sangue, infatti, è pericolosa per il paziente e renderebbe inutile ogni tentativo di rianimazione.

“C” Circolazione nel paziente cosciente

Se il paziente è cosciente, il polso da valutare sarà preferibilmente quello radiale, dato che la ricerca del carotideo potrebbe far preoccupare ulteriormente la vittima. In questo caso, la valutazione del polso non servirà ad accertarne la presenza (scontata, dato che il paziente è cosciente) ma soprattutto valutarne la frequenza (bradicardia o tachicardia), la regolarità e la qualità (“pieno” o “debole/flebile”).

  • Terzo anello : defibrillazione precoce per far ripartire il cuore. La lettera D della legge ABCDE può significare: “D” Disabilità La lettera D indica la necessità di stabilire le condizioni neurologiche del paziente: i soccorritori usano la semplice ed immediata scala AVPU, mentre medici ed infermieri utilizzano la Scala di Glasgow , chiamata anche GCS ).

“E Esposizione” Una volta stabilizzate le funzioni vitali si procede con un’analisi più approfondita della situazione, chiedendo al paziente (o ai parenti, nel caso non sia attendibile o in grado di rispondere) se soffra di allergie o altre patologie, se sia sotto terapie medicinali e se abbia mai avuto eventi simili. Per ricordare tutte le domande anamnestiche da porre negli spesso concitati attimi del soccorso, i soccorritori utilizzano spesso l’acronimo AMPIA o l’acronimo SAMPLE. Soprattutto in caso di eventi traumatici, è necessario quindi verificare se il paziente abbia riportato lesioni più o meno gravi, anche in distretti del corpo non immediatamente visibili. Il paziente deve essere spogliato (tagliando i vestiti se necessario) e deve essere eseguita una valutazione dalla testa ai piedi, controllando eventuali fratture, ferite o emorragie minori o nascoste (ematomi). A seguito del controllo testa-piedi il paziente viene ricoperto con una coperta isotermica per evitare una possibile ipotermia e viene spostato. I primi tre anelli della catena di sopravvivenza possono essere messi in pratica anche dagli operatori non sanitari che possiedono le conoscenze necessarie alla loro attuazione.

Perché è Importante Conoscere i Protocolli BLS e BLS-D e

Aspetti Legali

La conoscenza delle sequenze BLS e BLS-D può rivelarsi di estrema importanza qualora ci si trovi di fronte ad un individuo privo di coscienza con probabile arresto cardiaco e arresto respiratorio; pertanto, appare chiaro il motivo per cui è importante che anche gli operatori non sanitari siano in grado di praticare le manovre di supporto di base delle funzioni vitali. Tuttavia, a questo proposito è bene precisare che, gli operatori non sanitari non sono obbligati a intervenire , anche se possiedono le conoscenze necessarie per attuare le manovre di primo soccorso e hanno seguito i corsi BLS e BLS-D. In una situazione di emergenza, infatti, è plausibile che il soccorritore non sanitario si trovi in una situazione di panico e sia incapace di agire in qualsiasi modo. Tuttavia, esso è tenuto a chiamare il 118. Allo stesso tempo è bene ricordare che, sempre secondo quanto previsto dalla normativa attualmente in vigore (Gennaio 2019), se l'operatore non sanitario decide di intervenire e l'individuo non riesce a sopravvivere, il soccorritore laico non è ritenuto responsabile di tale evento. Al contrario, per gli operatori sanitari vige l'obbligo d'intervento e di messa in pratica delle sequenze BLS e BLS-D (se il defibrillatore è disponibile) qualora si rendano necessarie.