

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
riassunto accurato del capitolo undicesimo del libro "sicurezza globale"
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 2
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


Dopo la fine della guerra fredda, il commercio di armi subito due cambiamenti: il passaggio da una logica politico-militare ad una economica e l'incremento di vendite di armi leggere di piccolo calibro usate da gruppi irregolari all'interno di stati falliti. Spiegazione delle politiche di esportazione delle armi 1.1 il modello realista l'analisi realista parte dal presupposto che l'ambiente internazionale è caratterizzato dall'anarchia, ovvero dall'assenza di un autorità centrale che garantisca l'ordine e la sicurezza. Perciò la sicurezza nazionale può essere ottenuta grazie al balancing esterno oppure interno. Il primo consiste nella ricerca di alleati, il secondo nel potenziamento dell'apparato militare nazionale. I realisti considerano i leader politici un gruppo compatto in grado di impostare ina politica nazionale coerente, inoltre ritengono che l'opinione pubblica e gli attori sociali organizzati non possano influire sulle scelte strategiche. Perciò, secondo la visione realista, la scelta di un paese di fornire armamenti ad un altro è sempre determinata da un interesse politico-militare: rafforzare e/o vincolare un proprio alleato. Questa spiegazione è valida mel contesto della guerra fredda. 1.2 modello della politica interna considera lo stato come un attore unitario e nazionale. Unitario: decisioni prodotto di una leadership coesa. Nazionale: decisioni frutto di un calcolo mezzi/fini. Quindi il processo decisionale è caratterizzato dalla presenza di una molteplicità di attori che hanno diversi modi di vedere, ciò comporta che le questioni militari assumano significati diversi: competizione elettorale; quella politico-burocratica; quella tecnologico-scientifica e quella strategica. Il modello della politica interna spiega il fenomeno anche attraverso “l'imperativo tecnologico”, ovvero la produzione di armamenti segue un processo di bottom up : è innescato dalle innovazioni tecnologiche che avvengono continuamente nei laboratori di ricerca. Ciò porta, inoltre, gli scienziati a trasferire le armi verso paesi stranieri, per trovare clienti e sostenitori esterni per un dato progetto. 1.3 modello normativo è dato dal costruttivismo, pone l'accento sul significato simbolico di un determinato sistema d'arma. Quindi il commercio di armi dipenderà dalla concezione che lo stato ha di sé. Si introduce così il concetto di imitazione istituzionale, ossia il fatto che gli altri stati tendono ad assumere certe forme di comportamento non perché considerate adatte a perseguire un particolare scopo, ma perché sono ritenute le forme di comportamento confacenti al proprio ruolo/identità. I dati 2.1 i principali fornitori di armi tre tipi di fornitori: a) i paesi che sono in grado di fornire ogni tipo di arma a qualsiasi livello tecnologico (USA Russia) b) i paesi in grado di esportarr soltanto alcune categorie di armi con un buon livello di complessità tecnologica (Europa occudentale) c) i paesi che esportano prodotti a basso livello di tecnologia (Israele, Corea del Sud, Cina, Europa orientale, latino America, Ucraina e Croazia) STATI UNITI più grande economia militare, è il maggior esportatore di armi convenzioni con il 30% del mercato mondiale. Verso Asia e Oceania
RUSSIA detiene il 26% del mercato di armi, durante il periodo bipolare era rivolto ai paesi del patto di Varsavia, negli anni ’50 alla Cina di Mao. La vendita di armi è diventata una delle principali fonti di valuta straniera. GERMANIA detiene il 7% a causa di numerose lacune nella normativa che regolamenta le esportazioni di materiale bellico, non poche volte si è ritrovata coinvolta in situazioni non chiare FRANCIA detiene il 6%. Per via di un opinione pubblica più debole e divisa, rispetto a quella tedesca, incontra meno ostacoli nel portare avanti una politica aggressiva di trasferimento di armi. Associa alla vendita anche un programma di addestramento del personale. CINA ha superato la Gran Bretagna. Dagli anni 70 ha iniziato ad aprirsi al mondo, importando tecnologia, ed esportando armamenti a basso livello tecnologico a paesi del terzo mondo, anche a paesi appartenenti alla black list della comunità internazionale. Traffici illegali: oltre agli attori stato, anche organizzazioni terroristiche e crimine organizzato trafficano armi. 2.2 principali importatori India, Cina, Pakistan, Corea del Sud e Singapore. India e Cina paesi in forte crescita economica. Corea del Sud per i continui conflitti con la Corea del Nord. Regime internazionale di controllo delle armi convenzionali Per anni, i tentativi Di pure sotto controllo i trasferimenti armi quel menzionali sono andata incontro a ripetuti fallimenti. Per il fatto che: lo sviluppo e il trasferimento di armi convenzionali sono considerati come legittimi strumenti della politica di sicurezza dello Stato sovrano e l’ingente ritorno economico che generano. L’assemblea generale dell’onu ha approvato a stragrande maggioranza il trattato internazionale sulle armi convenzionali. L’obiettivo del trottatore impedire in commercio ufficiale delle armi ma regolamentarlo, Rendendo più efficaci i controlli sui traffici illegali e riducendo gli effetti più destabilizzanti che i trasferimenti possono avere sulle aree caratterizzate da elevata conflittualità.