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Slide presentate a lezione riguardo due argomenti di sociologia crimine e devianza
Tipologia: Slide
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➢ Psicologo statunitense (1917-2005) ➢ Il contesto sociale è quello fondamentale in cui si sviluppa il bambino. ➢ Vengono teorizzati dei sistemi entro cui il bambino cresce, apprende e si sviluppa. ➢ I sistemi sono interconnessi. ❖ Quali sistemi: ❖ Microsistema ❖ Mesosistema ❖ Esosistema ❖ Macrosistema ❖ Cronosistema ➢ Microsistema : Contesto in cui il bambino passa gran parte del tempo; Contesti primaria, come la famiglia, la scuola, il gruppo dei pari sono microsistemi; All’interno del microsistema il bambino è attore attivo all’interno delle sue interazioni. ➢ Mesosistema : È dato dall’interazione tra microsistemi: la famiglia che interagisce con la scuola; la famiglia che interagisce con il gruppo dei pari; ➢ Esosistema : Include le esperienze che l’individuo subisce e che vengono prese in altri sistemi in cui l’individuo non è attore attivo (es. il comune che chiude un parco = il bambino non ha più un posto dove incontrare i suoi pari). ➢ Macrosistema : È rappresentato dalla cultura in cui siamo inseriti; L’individuo è coinvolto in questo sistema in maniera indiretta, apprende le «regole» culturali che sono dettate e condivise dal contesto sociale. ➢ Cronosistema : Include le condizioni ambientali e sociali di un periodo storico che impattano sul contesto di crescita del bambino.
o Età: 0-12/18 mesi o È il conflitto che caratterizza l’infanzia. o I bambini imparano a fidarsi vs non fidarsi della prevedibilità del loro ambiente. o Se il loro bisogno di fame e cura è soddisfatto 🡪 allora il bambino sperimenterà fiducia nei confronti del caregiver. o Un attaccamento di tipo sicuro con il caregiver aiuta a sviluppare fiducia. o Una risoluzione positiva di tale crisi 🡪 volontà/capacità di sopportare l’assenza temporanea del caregiver o La virtù che si sviluppa: la speranza.
o Età: 2-6 anni o I bambini acquisiscono una maggiore capacità di movimento e diventano di conseguenza più indipendenti. o Non è necessario aspettare che l’adulto proponga un gioco/attività, ma è il bambino ha scegliere con cosa e come interagire. o Questo sviluppo motorio supporta lo sviluppo psicociale. o Il bambino è più autonomo e riesce a fare da sé alcune cose (e.g., mangiare e vestirsi) 🡪 protezione vs iper-protezione genitoriale. I bambini non sanno distinguere ciò che possono fare vs non possono fare e tra ciò che è pericoloso vs non è pericoloso. o Senza guida e protezione da parte del caregiver è facile sperimentare fallimenti che possono favorire l’insorgere del senso del dubbio e della vergogna in merito alle proprie competenze.
o Per sviluppare un senso di autonomia equilibrato occorre che il bambino sperimenti un equilibrio tra libertà (possibilità di scelta) e controllo (protezione) o La virtù che si sviluppa: la volontà
o Età: 6-10 anni. o L’iniziativa è l’intraprendenza: il bambino mantiene l’equilibrio tra il voler fare e la consapevolezza di non poter fare tutto quello che si vuole. o Il caregiver ha il compito di supervisionare, senza interferire. o Quando la coscienza del bambino è sovraccaricata dagli adulti, l’iniziativa risulterà ostacolata: il piccolo sviluppa un atteggiamento di inibizione o all’opposto di obbedienza eccessiva. o La virtù che si sviluppa: la fermezza dei propositi.
o Età: 10-14 anni o Il motto: io sono ciò che apprendo o Il bambino apprende l’uso di strumenti fisici e intellettuali della società o Al bambino viene trasmessa la tecnologia della società o La virtù che si sviluppa: la competenza o I rischi sono: o che si sviluppi un senso di inadeguatezza e di inferiorità a causa dell’incapacità o impossibilità di apprendere le abilità specifiche o Che si arrivi a una esagerazione dell’importanza e del ruolo della tecnologia o Le manifestazioni sociali/culturali: la tecnologia
o Età: 14-20 anni (adolescenza) o Crisi di identità degli adolescenti: si cerca di rispondere alla domanda «chi sono ?». o La crescita fisica e i mutamenti ormonali si combinano. o L’identità è data dal connubio di credenze che confluiscono a formare una coerente immagine di sé. o Se non c’è coesione tra le credenze, i valori e le scelte 🡪 confusione di ruolo. o La soluzione positiva di questa crisi porta alla costruzione dell’identità dell’IO. o Per contrastare tale incertezza o per sostenere un senso di identità ancora fragile l’individuo può identificarsi in maniera eccessiva con un sottogruppo di pari. o Lo sviluppo di una identità autodistruttiva o socialmente inaccettabile è preferibile all’assenza totale di identità
o Età: 20-35 anni o Avendo costruito una propria identità, l’individuo può rischiare di fonderla con quella di un’altra persona (intimità) o L’intimità implica la capacità di abbandonarsi o Se la minaccia di perdere il proprio io è troppo forte, l’individuo eviterà le relazioni intime (isolamento) o Per altre persone l’intimità è la soluzione per superare la crisi dell’identità dell’adolescenza: invece di costruire una propria identità indipendente si assorbe quella dell’altra persona: una coppia disequilibrata o La virtù che si sviluppa: l’amore
o Età: 35-65 anni o La generatività trova espressione nell’esperienza della genitorialità o Estende la capacità dell’individuo di interessarsi alla creatività o agligli altri o Il fallimento di questa crisi: stagnazione (l’individuo è centrato su di sé) o La virtù che si sviluppa: la cura
o Età: 65 anni in poi. o L’individuo può raggiungere un’IO integrato: frutto maturo dei primi 7 stadi. o Consolidamento del senso del sé. o Accettazione della propria vita per ciò che è stata, assenza di un eccessivo rimpianto per ciò che non è stato o Riconoscere il valore di altri modi di vivere. o La mancanza o la perdita di una matura integrità dell’IO porta alla DISPERAZIONE (paura della morte) o al DISGUSTO (nei confronti degli altri e quindi di sé) o La virtù che si sviluppa: La saggezza
Il bambino intorno ai 24 mesi si relaziona ed entra in interazione con gli altri, non solo adulti, ma anche coetanei. Il bambino è da subito inserito in un contesto sociale perché è un essere sociale e tutti gli apprendimenti sono inseriti all’interno di una cornice sociale caratterizzata dalla presenza dell’altro (genitori, fratello, educatrici, maestre, coetanei). Il bambino diventa competente – sotto tutti i punti di vista - grazie ai processi bidirezionali di interazioni con gli altri. ✓ Piaget sottolinea l’esistenza di due tipi di relazioni sociali che instaura il bambino:
La prima relazione di tipo sociale – la relazione più significativa dell’infanzia dell’individuo - che il bambino affronta è quella con i genitori che giocano molteplici ruoli :
Selman : l’amicizia è concepita in termini di cooperazione in circostanze favorevoli: l’amico è colui con il quale discuto in maniera reciproca su desideri e bisogno. ➢ 11 - 13 anni: il gruppo è formato da membri dello stesso genere; ➢ 14 anni in poi: all’inizio permane la “mono-sessualità” del gruppo (solo maschi vs solo femmine) per poi avere dei “gruppi misti”. All’interno dei gruppi misti nascono le prime relazioni di coppia destinate a staccarsi saltuariamente dal gruppo per costruire la loro autonomia. Selman › l’amicizia è concepita in termini di condivisione mutualistica: l’amico è colui con il quale stringo una relazione solida e di fiducia reciproca, con lui condivido interessi e valori. Quindi, l’adolescente crea nuovi legami sociali che lo portano a slegarsi dall’adulto di riferimento, seppure quest’ultimo mantenga una funzione cruciale nella vita del soggetto. L’adolescente crea degli scambi sociali non mediati dall’adulto perché necessita di maggiori relazioni di tipo ”orizzontale”. Il ruolo del gruppo di coetanei è quello di creare un contesto familiare al di fuori della famiglia. Il ruolo del gruppo di coetanei è quello di creare un contesto familiare al di fuori della famiglia. Con quali funzioni? ➢ Sostegno affettivo nel processo di separazione dal gruppo famiglia 🡪 il gruppo sostiene il singolo adolescente nel processo di avvio al contesto sociale; il gruppo fa sentire il singolo membro “degno” di vivere nel contesto sociale; il gruppo è fonte di sostegno per l’autostima dell’individuo ➢ Sostegno nel fare nuove esperienze, talvolta anche pericolose 🡪 funzione che si ritrova soprattutto nel gruppo monosessuale maschile che necessita di esperire situazioni di rischio ➢ Presentare un’ideale corporeo 🡪 il gruppo fornisce dei modelli da seguire che sono relativi tanto alla forma fisica quanto ai comportamenti da assumere nella sfera sessuale. In adolescenza la distinzione in tipologie di gruppi di coetanei è netta: ✓ Gruppo formale o istituzionale : è quello che si crea a causa della condivisione di uno spazio (classe, palestra); è un gruppo che si è venuto a creare a causa di fattori esterni in base al principio di casualità; Es. il gruppo classe prevede una parte manifesta (classe ufficiale) e una nascosta (classe segreta): la prima parte è quella che vediamo tutti e che include la classe in senso ampio (ore di lezioni, compiti in classe, programmazione); la seconda è la classe che emerge durante la ricreazione o le gite, quando non c’è il minimo controllo da parte dell’adulto e prevede dinamiche affettive, comportamenti di inclusione/esclusione, ... Solo in questi casi il gruppo istituzionale diventa spontaneo. ✓ Gruppo informale spontaneo : è quello che si crea per volontà dell’individuo, perché si vuol condividere esperienze con determinati coetanei; è il gruppo che si crea per fattori ”intrinseci” al gruppo (abbigliamento, l’aspetto fisico)