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SLIDE DIDATTICA DELLA MATEMATICA COMPLETE
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Didattica della matematica- prof. Pansera a.a. 2025/ DATA ESAME: DAL 15 AL 20 DICEMBRE
📚 Testi del modulo
Le sue teorie sono "resistenti fino a quando non c'è un'altra" (es. l'avvento di Einstein) 17. La Fisica si serve della Matematica per descrivere i fenomeni, ma è la Matematica che preesiste. Il Principio del Terzo Escluso In Matematica "vige il principio del terzo escluso". La frase popolare " Eccezione che conferma la regola " non deve esistere in Matematica, perché un'eccezione implicherebbe che la verità non è tale. Il linguaggio comune spesso "altera i principi della matematica" 23 , producendo interpretazioni fuorvianti, mentre la Matematica ha un'unica interpretazione^24.
3. L'Obiettivo Didattico: Dalla Conoscenza alla Competenza Il docente sottolinea l'errore di una didattica che si ferma alla sola conoscenza, promuovendo il passaggio alla competenza, come previsto anche dalle riforme scolastiche. La Competenza La Matematica non può trasmettere solo "conoscenze," ma deve portare all'acquisizione della competenza. La competenza è definita come un "saper fare che nasce dalla conoscenza"^27 , non un semplice "saper fare digitale". La didattica deve essere finalizzata alla competenza, non "fatta tanto per riempire il programma". Le competenze devono portare ad una autonomia negli studenti. Il Problema di Realtà Viene criticato l'uso del "problema di realtà" scolastico, che è spesso una simulazione (problema scolastico) e non un vero problema legato al mondo reale. La didattica deve far sorgere la domanda nel contesto e dal contesto. 4. Psicologia dell'Apprendimento e Creatività Il docente insiste sull'impatto emotivo dell'insegnamento e sulla natura non solo logica della Matematica. Il "Problema Giusto" e l'Aspetto Emozionale L'aneddoto di un professore in Kosovo introduce la risposta fondamentale alla domanda: "Qual è il problema giusto?". La risposta è "Il problema giusto per te è quello che sai per risolvere"^34. Questa risposta è definita "tanto banale quanto devastante" , perché tocca l' aspetto emozionale. Scegliere male un problema significa scegliere il "successo o l'insuccesso dello studente" e può portare lo studente a convincersi di "non essere adeguato verso la matematica". La Creatività come Fondamento Matematico
La matematica diventa “matematica” nel senso moderno quando incontra il pensiero greco. Platone credeva che la geometria fosse la chiave per comprendere il mondo delle idee: per lui, la realtà sensibile era solo un’ombra della perfezione matematica. Nella sua Accademia, l’iscrizione “Non entri chi non è geometra” indicava quanto fosse centrale la matematica nella formazione del pensiero filosofico. 📚 Verità e creatività: il caso di Gauss La matematica è anche verità: non si possono dire bugie con i numeri. Un esempio emblematico è Carl Friedrich Gauss, che a soli 5 anni stupì la sua maestra risolvendo un problema di addizione in modo geniale. Di fronte alla somma 1+2+3+…+10, Gauss invertì la sequenza e la mise in coppie: 1 + 10 = 11 2 + 9 = 11 3 + 8 = 11 ... 5 + 6 = 11 Dieci numeri, cinque coppie da 11: 5 × 11 = 55. Da qui nacque la formula generale per la somma dei primi n numeri naturali: n(n+1)/ Questo episodio mostra la potenza del pensiero divergente e della creatività in matematica.
📚 📚 Libertà e inclusione: Maryam Mirzakhani e Sophie Germain La matematica è libertà: libertà di pensare, di esplorare, di creare. Maryam Mirzakhani, matematica iraniana, è stata la prima donna a vincere la Medaglia Fields, il “Nobel” della matematica. La sua storia è un esempio di come la passione e la determinazione possano superare ogni barriera. Sophie Germain, invece, studiò il Teorema di Fermat fingendosi uomo per poter corrispondere con Gauss. Quando Gauss scoprì la sua identità, la elogiò per il coraggio e l’intelligenza, affermando che le donne, se educate, potevano contribuire alla scienza quanto gli uomini. 📚 Epistemologia dell’apprendimento e costruttivismo Fino agli anni ’70, la didattica era dominata dalle teorie di Piaget. Brosseau introduce un cambiamento: l’apprendimento non è solo ricezione passiva, ma costruzione attiva del sapere. Questo approccio si basa sul costruttivismo , dove lo studente costruisce la conoscenza attraverso esperienze, errori e riflessioni. La matematica diventa così una continua scoperta, un processo dinamico e critico. L’apprendimento avviene quando si verifica una frattura cognitiva , cioè un momento di crisi che stimola la ricerca di nuove strategie. Attività come brainstorming, pensiero creativo e divergente aiutano a superare queste fratture. Bruno D’Amore definisce l’errore come “malessere cognitivo”: non va punito, ma accolto come occasione di crescita. L’obiettivo è passare da uno stato iniziale a uno successivo, sviluppando competenze e consapevolezza. 📚 Le tre didattiche: A, B, C La didattica si articola in tre dimensioni: Didattica A : il sapere disciplinare. Didattica B : il sapere dell’allievo.
Didattica C : il sapere dell’insegnante, inteso come epistemologia dell’insegnamento. Queste tre componenti formano un triangolo fondamentale. Ogni lato rappresenta una relazione: sapere, allievo, insegnante. Edgar Morin (2015) afferma che “non si elimina l’incertezza, ma si dialoga con essa”. La conoscenza non è mai assoluta, ma sempre aperta e in evoluzione. 📚 Il sistema didattico e la trasposizione Il sistema didattico non è solo trasmissione di contenuti, ma coinvolgimento profondo. In uno stato iniziale, l’insegnante deve chiedersi: Come presentare la lezione? I contenuti devono essere già chiari e ben strutturati. Il sapere matematico si trasforma in: Sapere da insegnare Sapere insegnato Sapere appreso Nel sistema non didattico , l’insegnante è assente e l’alunno si relaziona direttamente con il sapere. Nel sistema I-A (insegnante-allievo), il sapere passa attraverso l’insegnamento e viene interiorizzato. Istituzionalizzazione e devoluzione Il processo di istituzionalizzazione formalizza il sapere. Ma è fondamentale anche la devoluzione , cioè la responsabilizzazione dello studente. L’insegnante deve cedere parte del controllo, stimolando l’autonomia e la curiosità. Ricordiamoci: la famiglia educa, la scuola forma. Un film consigliato per riflettere su questi temi è “Il figlio della luna” , la storia di Fulvio Frisone, fisico italiano con tetraparesi spastica, che ha superato ogni ostacolo grazie alla passione per la scienza. 📚 Trasposizione didattica e didattica per problemi La trasposizione didattica consiste nel rendere accessibili concetti complessi, stimolando la curiositas. La didattica per problemi è particolarmente efficace: l’esercizio consolida le conoscenze, mentre il problema apre nuove strade e stimola la scoperta.
📚 Lezione 3 – Didattica della Matematica 📚 Il Triangolo di Chevallard Domanda d’esame: Come possono essere utili i tre lati del triangolo di Chevallard nella professione docente? Il triangolo di Chevallard rappresenta la relazione tra sapere, insegnamento e apprendimento. Ogni lato è fondamentale per comprendere come il sapere venga trasmesso e trasformato nel contesto scolastico. Il docente deve saper gestire queste relazioni per favorire un apprendimento significativo.
📚 Il Contratto Didattico Il contratto didattico non è da confondere con il contratto pedagogico (come il patto di responsabilità). Esso rappresenta una serie di consuetudini e abitudini che nascono spontaneamente durante le attività in aula, osservabili nel comportamento degli studenti e degli insegnanti. 📚 L’età del capitano Il celebre problema dell’età del capitano, tratto da Gustave Flaubert, è una provocazione: una domanda insensata posta dopo una serie di dati scollegati. Questo esempio è stato ripreso in un esperimento a Grenoble negli anni ’80, dove si
La decodifica del testo è una difficoltà centrale (es. problema sulla settimana bianca a Reggio Calabria). Lessico e contestualizzazione sono fondamentali. La misconoscenza è inevitabile in alcuni casi (vedi Bruno D’Amore). 📚 Esempio: la sottrazione col riporto può generare fraintendimenti. L’insegnante, pur non avendo torto, può indurre l’allievo in errore sistematico.
📚 Conta e Conteggio Conta prescolare : il bambino non ha consapevolezza dell’ordine dei numeri né della loro rappresentazione grafica. Conteggio scolare : approccio ordinale. Gli insegnanti collocano i numeri su una retta, introducendo il concetto di distanza. Ogni numero è un simbolo con una parola associata. La semantica entra nella matematica. 📚 L’ordine nella matematica è una competenza da sviluppare.
📚 Piaget e la Corrispondenza Biunivoca Il bambino deve far corrispondere ogni elemento dell’insieme a una sola parola-numero e viceversa. Principio della conservazione della quantità : la quantità resta invariata anche se cambia la forma o il contenitore.
📚 Capacità Innate nella Matematica Il concetto di numero è innato. I neonati riconoscono insiemi di 2 o 3 persone. Altra capacità innata: la stima. 📚 Lettura consigliata: La fisica dei supereroi
📚 Numeri Cardinali vs Ordinali Cardinali : misurano la dimensione di un insieme. Ordinali : indicano la posizione. L’approccio cardinale segue quello ordinale. La matematica non è compartimentata: la geometria è parte integrante della matematica.
📚 Pensiero Narrativo e Computazionale Esercizio: “Calcola l’area del cerchio il cui raggio è equivalente al perimetro di un quadrato di lato 16 m.” Prima domanda: perché mi serve il raggio? Il perimetro del quadrato è 64 m → questo è il raggio.
La sequenzialità nasce dalla lettura del testo. Rosetta Zan sottolinea che i problemi sono eteroposti : chi li formula è diverso da chi li risolve. Serve un pensiero narrativo per estrapolare i dati e capire l’algoritmo implicito.
📚 Esempi di Problemi
📚 L’Errore come Malessere Cognitivo Bruno D’Amore definisce l’errore come un malessere cognitivo. Gestirlo in classe significa: Conoscere lo studente Analizzare l’errore sistematico (non accidentale) Capire se l’algoritmo è stato compreso Riconoscere se l’insegnante ha creato fraintendimenti o modelli parassiti 📚 L’errore diventa apprendimento se viene compreso, analizzato e corretto. Non si corregge la persona, ma l’errore. Si può intervenire con esercitazioni guidate.
📚 Lezione 4 – Misconoscenza, Modelli e Ostacoli nella Didattica della Matematica 📚 Ragionamento Diagrammatico e Semiotica Il padre della semiotica Peirce sostiene che affrontare un problema matematico significa attivare un ragionamento diagrammatico : un processo logico che guida ogni passaggio. Questo approccio è centrale nella riflessione sulla crisi dei fondamenti della matematica, tema trattato nel progetto MIM “Rigenerazione dei saperi”.
📚 Cos’è la Misconoscenza? La misconoscenza è un fraintendimento didattico che nasce durante la trasposizione didattica , cioè quando l’insegnante traduce il sapere disciplinare in contenuti per la classe. Può derivare da omissioni, semplificazioni o formulazioni poco chiare. 📚 Esempio: L’altezza nel triangolo Definizione classica: “L’altezza è il segmento che parte da un vertice e cade perpendicolarmente sul lato opposto.”
Correggere la misconcezione : significa costruire concezioni più elaborate , passando da una visione elementare a una strutturale e consapevole. 📚 Riflessione finale La didattica della matematica non può limitarsi alla trasmissione di regole. Deve promuovere modelli mentali flessibili , capaci di adattarsi a situazioni nuove. Solo così si evita che la misconoscenza diventi un ostacolo permanente. LEZIONE 5 📚 La Natura e il Ruolo della Matematica La matematica non nasce primariamente per parlare di espressioni, ma è una scienza che nasce dall'intelletto e vive in modo indipendente, fungendo da base per il pensiero astratto.
Lezione 6 – 13 ottobre 2025 Due tipi di infinito
Ostacoli nell’apprendimento Ostacolo didattico Le competenze si valutano partendo dai prerequisiti. Quando non conosciamo bene la classe: rischiamo di usare metodologie, strumenti o attività non adatti; la progettazione errata porta a una valutazione non coerente. ➡️ Una corretta progettazione didattica genera una valutazione efficace.
Ostacolo ontogenetico Riguarda lo sviluppo dell’individuo e la sua capacità di apprendere. Citazione di Silvia McCampbell (frase non riportata). John von Neumann Ha influenzato profondamente la matematica moderna e la teoria dei giochi. Un gioco cooperativo è tale quando il payoff (il risultato finale) supera la somma dei guadagni che i singoli otterrebbero separatamente. → Io coopero se guadagno di più che da solo. → Esempio: durante la Seconda guerra mondiale , gli americani e i russi cooperano applicando questo principio. Un gioco non cooperativo è quello in cui non si ottiene un vantaggio maggiore collaborando. Libro consigliato: 📚 Il mistero dell’Aref – scritto da un filosofo israeliano.
se i cateti di un triangolo sono entrambi uguali a 1, il teorema di Pitagora non funziona secondo la logica delle misure dell’epoca. Ciò introdusse il concetto di numeri irrazionali , allora sconosciuto. Pitagora, temendo che questa scoperta mettesse in discussione il suo teorema, uccise l’adepto con il pretesto che avesse rivelato segreti della setta.
3. Il problema scolastico secondo Rosetta Zan Rosetta Zan definisce il problema scolastico come un’attività che nasce dall’adattamento della realtà. Le sue caratteristiche sono: Dati numerici Situazioni fittizie Suggerimento semantico delle operazioni da svolgere 4. Esercizi e problemi: differenze Esercizio Problema Serve a rafforzare, consolidare e verificare ciò che si è appreso È un atto strategico e creativo Ha una procedura nota Richiede strategie personali e riflessione Si può svolgere solo se si conoscono le regole Non si può risolvere se non si sanno fare gli esercizi 📚 Il problema “giusto” per uno studente è quello che è in grado di risolvere , perché è motivante. Con il tempo, si possono introdurre difficoltà graduali , creando una “frattura” che stimola l’apprendimento. 5. La domanda nel problema In un problema la domanda deve nascere dal contesto, non essere dentro il contesto. Il testo non deve essere fuorviante o di ostacolo alla comprensione. 6. Situazione problematica e pedagogia attiva La situazione problematica si collega alla pedagogia attiva , alla pedagogia dello stupore e dell’ emancipazione. L’ allievo è il risolutore : nessuno può sostituirsi a lui. I problemi scolastici sono etero-posti : chi li scrive ha già in mente una possibile soluzione. 7. Il simbolo come linguaggio Il simbolo in matematica è linguaggio e contesto allo stesso tempo. La matematica è linguaggio di se stessa : non è solo una materia, ma un modo di esprimere e rappresentare il pensiero.
Lezione 8: Didattica per la Matematica Docente: Prof. Bruno Antonio Pansera Introduzione: Il significato del problema Platone affermava: “Ogni problema ha tre soluzioni: la mia soluzione, la tua soluzione, e la soluzione giusta.” Questa frase introduce il cuore della lezione: il concetto di problema come strumento didattico e formativo. In matematica, il problema non è solo un esercizio da risolvere, ma una situazione complessa che stimola il pensiero critico, la creatività e l’autonomia.
Il metodo conta! Il metodo didattico è fondamentale: è il mezzo attraverso cui l’obiettivo educativo diventa realizzabile. Come dice Dewey, “Il metodo di insegnamento è il metodo di un’arte, di un’azione intelligentemente diretta da scopi.” Questa “arte” è un sapere esperienziale, un artigianato pedagogico che si fonda su tre sfide principali: Finalizzare: orientare l’azione verso uno scopo preciso. Formalizzare: dare struttura e coerenza all’intervento. Essere efficace: ottenere risultati concreti e significativi.
Modelli di metodo Esistono diversi modelli di metodo didattico: Metodo trasmissivo Pedagogia per obiettivi Didattica per progetti o della scoperta Didattica per problemi La didattica per problemi si distingue per la sua capacità di coinvolgere attivamente gli studenti, stimolando la ricerca, la riflessione e la costruzione autonoma del sapere.
La didattica per situazioni-problema Questa strategia educativa si basa sulla presentazione agli studenti di problemi significativi e realistici , che non prevedono una sola risposta corretta. Attraverso questo approccio si favorisce: Lo sviluppo di abilità relazionali Lo spirito creativo La motivazione all’apprendimento La valorizzazione del processo, più che del risultato
Metodologie correlate
Proporre soluzioni Prendere decisioni Il docente deve creare le condizioni per far scoprire e acquisire conoscenze nuove in modo autonomo.
Relazione docente-allievo I problemi devono essere condivisi, non imposti Il docente è guida metodologica e tutor L’allievo è protagonista attivo della risoluzione
Fasi operative Prima dell’attività: Selezione degli obiettivi Definizione del problema Assegnazione dei ruoli Organizzazione delle fasi e della valutazione Dopo l’attività: Verbalizzazione e sintesi Trasferimento da concetto a competenza
Obiettivi generali Individuare concetti chiave Collegare competenze Far emergere concezioni spontanee Analizzare gli errori Stimolare la riflessione Favorire la mobilizzazione degli apprendimenti Promuovere la comunità di apprendimento
Obiettivi specifici Organizzare le conoscenze Valutarne l’utilità Decidere in condizioni di incertezza
Dominare situazioni complesse Comunicare e documentare Apprendere ad apprendere
Sviluppo della personalità Il metodo sviluppa: Responsabilità Autonomia Fiducia in sé Cooperazione Solidarietà Capacità decisionali
Schema generale Identificare obiettivi e contesto Organizzare la situazione-problema Definire il grado di trattamento Contestualizzare e fornire indizi Rendere disponibili le risorse
Schema applicativo Scegliere il compito Organizzare gli allievi, gli spazi e i tempi Fornire materiali e consegne Inserire vincoli cognitivi per stimolare la riflessione
Il problema genera altri problemi Come afferma Popper: “La vita è costituita da problemi da risolvere.” Ogni problema risolto può generare un nuovo problema, stimolando l’apprendimento continuo.
Spazio problema, risoluzione e riflessione Spazio problema: Esplorazione
Strategie efficaci Problem finding Problem setting Brainstorming Decision making Decision taking
Ostacoli e facilitatori Le difficoltà possono emergere in: Lettura Comprensione Applicazione Codifica della risposta Strategie facilitanti: Ristrutturare i dati Evitare soluzioni già note Stimolare nuove idee