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slide che parla dell'operatore di strada
Tipologia: Dispense
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CORSO DI FORMAZIONE EDUCATORE PSICOSOCIALE NELLA MARGINALITA’
La ‘‘strada’’, da spazio di perdizione e marginalità, si trasforma in ambiente in cui vengono individuate le persone in difficoltà. A differenza degli altri interventi educativi, che prevedono l’incontro con l’Altro all’interno di setting ben strutturati, la dimensione nella quale si pone l’intervento con queste figure professionali è la strada.
«L’ atteggiamento dell’operatore di strada è come quello di coloro che vanno a far visita ad una persona, mettendola a conoscenza dell’esistenza di persone ‘‘amiche’’ pronte a mettere a disposizione dei servizi adeguati». F. Pati COME COMUNICARE? Il tipo di comunicazione che è realizzata e il contesto nel quale si verifica determina la natura della relazione tra i soggetti, dando vita a diverse interazioni. Le interazioni che si creano possono essere studiate e analizzate, allo scopo di cogliere le variabili intrinseche ad esse.
(^) Possiamo individuare principalmente due modi di comunicazione: Comunicazione CALDA: Comunicazione FREDDA: Basata sull’accettazione dell’Altro, sulla simpatia, sull’ascolto. Basata sul giudizio, l’imposizione, la distanza relazionale. La comunicazione è una prerogativa indispensabile sia della vita umana sia dell’ordinamento sociale, nella quale l’essere umano è coinvolto sin dalla nascita e permette di apprendere tutti quegli schemi e quelle regole che gli consentiranno di definire la propria identità, personale e sociale.
<<[…] Un modello che abbia al suo interno la relazione e la cura (in particolare educativa) allo scopo di dare la possibilità, ad ogni singolo soggetto, di prender forma e di immergersi negli infiniti orizzonti aperti che costituiscono il futuro come possibilità, intenzionalità […]>>. A. Michelin-Salomon , ‘La cura educativa tra prevenzione e orientamento’.
<<Se non sapete verso quale porto state navigando nessun vento è favorevole>>. Senaca La motivazione riveste una notevole importanza ai fini della condotta umana che spinge il soggetto al raggiungimento di un obiettivo, lo orienta all’azione. La spinta motivazionale viene prima innescata e poi percepita quando l’individuo avverte un bisogno, ovvero uno squilibrio tra una situazione attuale e una situazione meta desiderata (vd teoria di Maslow).
MASLOW E LA PIRAMIDE DEI BISOGNI (1954)
L’operare di un professionista sociale non può prescindere da un’integrazione tra il proprio sapere, saper essere e saper fare. Una conoscenza concettuale, una competenza necessitano di essere seguite da una fase di applicazione e, successivamente, è necessaria una riflessione sull’esperienza stessa.
In questa fase viene compiuta un’analisi dei bisogni della persona in difficoltà, si cerca di consolidare la relazione di fiducia e di comprendere le risorse di cui il soggetto dispone. Non tutti accettano l’aiuto, sarà in questi casi che l’operatore dovrà valutare, possibilmente in equipe, se sarà il caso di proseguire con altri contatti/incontri e riprovare l’approccio o se smettere di cercare un ‘contatto’ con quella persona.
In questa fase gli operatori che hanno contattato la persona in difficoltà, esternamente alla struttura per la quale lavorano, devono avere la capacità di far transitare il soggetto dalla realtà di strada alla dimensione della casa di accoglienza che, anche se basata su semplici regole convenzionali rappresenta pur sempre un sistema strutturato.
L’operatore dell’unità di strada è anche l’operatore della comunità che garantisce, con l’aiuto e la supervisione di altro personale specializzato, l’approfondimento del caso , l’ affiancamento , il sostegno e lo stimolo della persona ospitata, nonché la verifica degli obiettivi e dei risultati raggiunti. Molti sono i casi per cui, a causa di marcate difficoltà relazionali e delle molte problematiche riscontrate, non si riesce ad elaborare un adeguato programma. In molti altri casi dopo essersi avvicinati ai servizi proposti gli utenti decidono di allontanarsi. Queste variabili sono tra i fattori che possono comportare nell’operatore di strada varie difficoltà: vissuti di sfiducia e cali motivazionali , oltre all’eccessivo coinvolgimento emotivo, che spesso emerge già durante le prime fasi di approccio e stravolge sia il ruolo professionale che l’intervento.