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Sofocle: Biografia, Opere e Innovazioni Teatrali, Appunti di Greco

Sofocle, nato a colono nel 496 a.c., fu un tragediografo ateniese di grande rilievo. La sua lunga vita, durante la quale partecipò attivamente alla vita politica e religiosa di atene, è ricordata per le sue sette opere pervenuteci, tra le quali 'antigone' considerata la tragedia greca per eccellenza. Sofocle innovò il teatro greco ampliando il coro e introducendo il terzo attore, conferendo maggiore importanza all'azione e ai dialoghi. Il tema centrale della sua produzione poetica fu il rapporto tra uomo e divino.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 23/01/2020

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james_ 🇮🇹

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Sofocle
Sofocle, tragediografo de V secolo e dunque posteriore ad Eschilo, nasce a Colono, un sobborgo di
Atene, nel 496 a.C. Giovane esordisce sulla scena teatrale come guida del coro durante le
celebrazioni per la vittoria di Salamina nel 480 a.C. Durante la sua lunga vita (muore infatti a
novant’anni, nel 406) partecipa attivamente alla vita politica della po\liv, collaborando con Pericle
ricoprendo anche il ruolo di stratega; il suo impegno per la po\liv ateniese si realizza anche in
ambito religioso: assume la carica di sacerdote, introducendo il culto del dio guaritore Ascelpio.
Nel 468 a.C. debutta come poeta tragico con una delle sue centotrenta opere a noi attestate delle
quali soltanto sette sono a noi pervenute. Le opere superstiti sono Aiace, Trachinie, Elettra,
Filottete, Edipo Re, Edipo a Colono, rappresentato postumo, e Antigone. Quest’ultima in
particolare, composta nel 442 a.C., è stata considerata la tragedia greca per eccellenza, la cultura
romantica individuava nell’opera il simbolo del conflitto fra le due forze più profonde, la fili/a e il
no/mov.
Diversamente da Eschilo, Sofocle concentra l’attenzione verso l’eroe, il prwtagwnisth\v, che
molto spesso si trova da solo, sia per motivi biografici sia per grandezza d’animo rispetto alla
comunità, ruolo rappresentato dal coro. I personaggi sono a tutto tondo, vi è una maggiore
attenzione alla psicologia dell’eroe che matura durante l’opera. Un’altra caratteristica importante
è la centralità che la conoscenza occupa, molto spesso l’azione è mossa dalla volontà di conoscere:
l’eroe sofocleo commette errori che lo porteranno ad una finale tragico proprio a causa di un
difetto di conoscenza. Il tragico trae la sua linfa vitale dal passaggio dell’ignoranza alla conoscenza
(a)nagnwrismo/v) portando con sé un mutamento (metabolh/) nel personaggio.
Le innovazioni che apportò Sofocle sono l’ampliamento del coro, da dodici membri diventano
quindici e l’introduzione del terzo attore dando quindi una maggiore importanza all’azione e ai
dialoghi stessi, questi infatti sono più vivaci e brillanti, inoltre l’uso della a)ntilabh/ (ovvero la
strategia di far pronunciare una battuta da un personaggio concludendola un altro personaggio
della scena) permette di conferire all’opera una maggiore drammaticità.
Si dice che lo stile di Sofocle sia uno stile perfettamente classico: ovvero elevato e lontano dal
parlare comune e volgare, ma comunque privo di eccessi retorici (il poeta deve controllare il
proprio volere innato di usare figure ridondanti e retoriche), si mostra quindi uno stile bilanciato,
sobrio ma sublime.
Dovuto al contesto culturale in cui si trovava, il motivo ispiratore della produzione poetica di
Sofocle è il rapporto fra uomo e divino, tra il razionale e l’irrazionale. Da una parte abbiamo una
società perfettamente controllata da leggi scritte e dal lo/gov, dall’altra invece elementi
soprannaturali dove l’istinto e la tradizione prevalgono. E proprio per questa ambivalenza
nell’essere umano, l’eroe, errante tra giusto e sbagliato, è in continua ricerca. Il divino ci mette alla
prova, provoca sbigottimento richiamandoci alla natura del mondo (sangue, sesso, musica e
danza) in antitesi con la mente, limpida e razionale.
Anna Albieri, MariaElena Crepaldi, Giacomo Giunta

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Sofocle

Sofocle, tragediografo de V secolo e dunque posteriore ad Eschilo, nasce a Colono, un sobborgo di Atene, nel 496 a.C. Giovane esordisce sulla scena teatrale come guida del coro durante le celebrazioni per la vittoria di Salamina nel 480 a.C. Durante la sua lunga vita (muore infatti a novant’anni, nel 406) partecipa attivamente alla vita politica della po\liv, collaborando con Pericle ricoprendo anche il ruolo di stratega; il suo impegno per la po\liv ateniese si realizza anche in ambito religioso: assume la carica di sacerdote, introducendo il culto del dio guaritore Ascelpio. Nel 468 a.C. debutta come poeta tragico con una delle sue centotrenta opere a noi attestate delle quali soltanto sette sono a noi pervenute. Le opere superstiti sono Aiace, Trachinie, Elettra, Filottete, Edipo Re, Edipo a Colono, rappresentato postumo, e Antigone. Quest’ultima in particolare, composta nel 442 a.C., è stata considerata la tragedia greca per eccellenza , la cultura romantica individuava nell’opera il simbolo del conflitto fra le due forze più profonde, la fili/a e il no/mov. Diversamente da Eschilo, Sofocle concentra l’attenzione verso l’eroe , il prwtagwnisth\v, che molto spesso si trova da solo , sia per motivi biografici sia per grandezza d’animo rispetto alla comunità , ruolo rappresentato dal coro. I personaggi sono a tutto tondo , vi è una maggiore attenzione alla psicologia dell’eroe che matura durante l’opera. Un’altra caratteristica importante è la centralità che la conoscenza occupa, molto spesso l’azione è mossa dalla volontà di conoscere: l’eroe sofocleo commette errori che lo porteranno ad una finale tragico proprio a causa di un difetto di conoscenza. Il tragico trae la sua linfa vitale dal passaggio dell’ignoranza alla conoscenza (a)nagnwrismo/v) portando con sé un mutamento (metabolh/) nel personaggio. Le innovazioni che apportò Sofocle sono l’ampliamento del coro, da dodici membri diventano quindici e l’introduzione del terzo attore dando quindi una maggiore importanza all’azione e ai dialoghi stessi, questi infatti sono più vivaci e brillanti, inoltre l’uso della a)ntilabh/ (ovvero la strategia di far pronunciare una battuta da un personaggio concludendola un altro personaggio della scena) permette di conferire all’opera una maggiore drammaticità. Si dice che lo stile di Sofocle sia uno stile perfettamente classico : ovvero elevato e lontano dal parlare comune e volgare, ma comunque privo di eccessi retorici (il poeta deve controllare il proprio volere innato di usare figure ridondanti e retoriche), si mostra quindi uno stile bilanciato, sobrio ma sublime. Dovuto al contesto culturale in cui si trovava, il motivo ispiratore della produzione poetica di Sofocle è il rapporto fra uomo e divino , tra il razionale e l’irrazionale. Da una parte abbiamo una società perfettamente controllata da leggi scritte e dal lo/gov, dall’altra invece elementi soprannaturali dove l’istinto e la tradizione prevalgono. E proprio per questa ambivalenza nell’essere umano, l’eroe, errante tra giusto e sbagliato, è in continua ricerca. Il divino ci mette alla prova, provoca sbigottimento richiamandoci alla natura del mondo (sangue, sesso, musica e danza) in antitesi con la mente , limpida e razionale. Anna Albieri, MariaElena Crepaldi, Giacomo Giunta