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Sofocle: vita, pensiero e opere.
Tipologia: Appunti
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aiace, Antigone, Edipo re, Elettra, filo tette, Edipo a colono.
culto del Dio che guariva i malati (Asclepo) —> cittadino a 360°.
dell'Atene dell'età per i crea: due delle sue opere (Antigone Edipo re) sono considerate gli esempi più tipici ed elevati della tragedia greca.
inquietanti.
dove sta il male. Era un uomo molto religioso, eppure dalle tragedie non emerge mai una visione provvidenziale della realtà: se Eschilo aveva dipinto idee come garanti della giustizia aveva sottolineato l'inevitabile punizione che segue la dismisura, Sofocle lascia i suoi personaggi i soldi a soffrire e a morire sulla scena, spesso ingiustamente (come Aiace, Antigone) e spesso senza una chiara ragione (come Edipo.con questo allontana alla sfera soprannaturale dalla vista degli uomini, lo pone infatti sullo sfondo, a governare le file dei destini umani.
sono ma è come se non si interessassero molto dell'uomo (sofistica), è come se l'uomo fosse lasciato solo (Sulla scena ci si scontra in modo serrato) in tutto dagli dei che non interagiscono più come in Eschilo —> I personaggi vengono lasciati soli dagli dei, lasciati a discutere con i propri simili: solo a volte fisicamente ma spesso (per l'assenza divina ed il contrasto dei propri simili) psicologicamente (al contrario di quelli monolitici di Eschilo —> quelli di
Sofocle sono a metà tra quelli monolitici di Eschilo e quelli poliedrici di Euripide, sono infatti messi a nudo davanti al pubblico (psicologicamente).
destino, e pure sempre capace di affermare la sua dignità, anche a prezzo della morte, come Aiace e Antigone.
intellettuale umanistico. Nei suoi versi si avvertono gli echi del dibattito contemporaneo su grandi temi della cultura cittadina: le leggi (Antigone), la politica i rapporti tra libertà individuale e autorità dello Stato (Filottete, Antigone, Aiace).
è isolato contro la sua volontà perché è una forza esterna, il destino, la crudeltà di un nemico, una malattia, lo pone di fronte al suo dolore in modo così inesorabile da separarlo dalla collettività.
l'autore ha cura di concentrare l’azione su di lui, ponendogli accanto interlocutori che non possono stare alla pari. In alcuni drammi dell'ultimo periodo questo isolamento è accentuato dalla scelta di portare sulla scena uomini vecchi e malati, dunque tanto più isolati dalla società: lo zoppo Filottete su un’isola deserta, il vagabondo e cieco Edipo. Ma questi uomini non sono pietosi relitti della vita: dentro di loro stanno una forza morale e saldissima, una concezione della vita e del dolore che li fanno giganteggiare sugli altri.
differente nella storia della tragedia: è un personaggio che muta atteggiamento, esita, riempie il passato, ammette i propri errori. Sono figure psicologicamente complessi, capace di evolversi e maturare, di riflettere su se stesse, ma anche condizionate dalle loro energie psichiche (gelosia ingenua di Deianira o del rancore sordo di Filoptete).
mezzo verso o da una parola soltanto sa creare un carattere, e questa poesia la dote più grande: illuminare un carattere o una passione. >>
l’aiace e costruito su una struttura a dittico,la prima sezione del dramma è dedicata al protagonista che occupa la scena con le sue vicende e con il suo destino tragico;nella seconda sezione invece sono rappresentati gli esiti che la vicenda tragica dell’ eroe proietta sulla comunità la presentazione assai negativa degli eroi spartani agamennone r menelao e un possibile riferimento a temistocle,fanno supporre che aiace sia la più antica tragedia sofoclea conservata. ciò sarebbe confermata da elementi stilistici e dai tratti arcaici con cui è caratterizzata la figura del protagonista. la tragedia di sofocle mette in scena l’ultima parte del mito, quella che delinea la presa di coscienza dell’eroe. il suicidio di aiace si compie a metà della tragedia. nella seconda parte aiace resta protagonista come cadavere che troneggia la scena: il tema dela solidarietà dovuta ad un morto,centrale anche nellantigone,non era certo motivo marginale trascurare di rendere onore ai morti poteva attirare la sventura sulla città. non seppellirlo con gli onori dovuti significherebbe confinare il suo ricordo in un limbo di disonore. in sostanza donargli la kleos,la gloria dovuta. aiace ruota intorno alla figura del protagonista: l’ultimo degli eroi,un guerriero rimasto fedele si principi della cultura di vergogna al senso dell’onore,che si suicida spinto dalla follia e dalla vergogna. l’eroe aiace,bramoso di vendicarsi del torto ricevuto dai capi dell’esercito acheo,che hanno assegnato le armi di achille e odisseo invece che a lui;si precipita di notte fuori dalla sua tenda per sterminarli. atena però gli ottenebra la mente e lo spinge a fare strage di buoi e poi racconta l’ accaduto ad odisseo. aiace compare in scena nel prologo (=introduce la vicenda), esibito come un fantoccio da atena davanti agli occhi di odisseo. la scena è costruita per propagare pietà e terrore nel pubblico,che contempla la caduta di un eroe. lo stesso odisseo passa dalla circospezione alla paura e poi ad un sentimento di umana solidarietà verso il rivale. aiace rinsavisce e comprende di essersi reso ridicolo. il suo senso dell’onore gli impone il suicidio da cui tentano invano di dissuaderlo la sua compagna tecmessa e il coro,formato da marinai di salamina. aiace abbraccia per l’ultima volta il figlioletto e dopo si reca da solo sulla riva del mare e si uccide gettandosi sulla spada. nella seconda parte del dramma,sopra il cadavere sellerie si accende un alterco tra chi vuole rendergli gli onori funebri e i capi dell’esercito (menelao e agamennone). infine aiace viene sepolto in modo onorevole
alla risoluzione drammatica del suicidio c’è anche l’ossessione per la figura paterna: il bisogno di essere migliore del padre è degno della propria stirpe divenne uno dei principali impulsi che spingono aiace al suicidio. sullo sfondo sta l’antico tema della tracotanza umana e della punizione divina. il cuore della tragedia non è dunque la colpa di aiace ma il suo percorso umano attraverso l’angoscia e la sofferenza. il modello dell’ eroe magnanimo e sofferente. la riflessione sulla precarietà della sorte e sulla conseguente necessità per l’uomo di non varcare i limiti. sofocle ha voluto porre sotto gli occhi del pubblico: “vedo che tutti noi che viviamo non siamo altro che ombre leggere e fantasmi” dice odisseo nel prologo.
Antigone decide di rendere pari onori ai due consanguinei. La sua azione assume nel contempo un valore religioso e uno sociale: secondo le credenze tradizionali, infatti gli "insepolti" erano condannati a vagare in quieti come fantasmi, mentre il lutto aveva una valenza sociale proprio perché accoglieva pubblicamente il morto in seno alla famiglia: questi proveniva. Antigone conosce dunque la punizione che attende chi renda onori funebri al traditore, ma deliberatamente sceglie di infrangere le leggi. Effettivamente, e il conflitto si sviluppa attorno al concetto di FILìA, Che non corrisponde esattamente ad "amore". Per creante, infatti, è il vincolo di lealtà che lega tra loro individui dello stesso gruppo, familiare o sociale; per Antigone invece sta nella vicinanza tra coloro che hanno nelle vene il medesimo sangue: tra un fratello e uno sposo, e persino un figlio, Antigone sceglierebbe comunque fratello, che condivide il sangue ereditato dai suoi genitori. La sfida di Agamennone non è comunque semplicemente un conflitto con le leggi dello Stato, ma la sua ribellione si rivolge anche contro la famiglia, e contro l'autorità patriarcale a cui una donna è tenuto a sottostare. Tale conflitto è evidente fin dalla scena iniziale del dramma, in cui si pongono a confronto le due sorelle: Ismaene, ligia all’autorità costituita, e Antigone, che decide di seppellire il fratello anche contro tutti. Ma Antigone non è una incosciente: doloroso è il distacco del mondo, che l'eroina affronta in una scena da Dio di grande tensione patetica. Antigone è una donna che affronta il potere cittadino e in quanto tale poteva apparire al pubblico colpevole di IùBRIS (queste infatti sono le accuse che le rinfaccio a creante, ai vv. 480). La ribellione di Antigone, però, è meno inquietante di quella di altre donne dominatrice della scena tragica (quali Clitemnestra e Medea), poiché opera nella direzione di ciò che la città riteneva necessaria per la sua stessa sopravvivenza, vale a dire la pietà religiosa ed il culto familiare, sfere in cui la compartecipazione femminile era molto importante. Così, Agamennone decide di riunirsi ai suoi morti nell'Ade e sceglie quindi le leggi dei morti, al di fuori della storia: “Io (dice ai vv. 65- 67 ) dovrò essere cara ai morti molto più tempo di quanto debba essere cara e vivi".
bipartizione: nei primi due terzi della tragedia l'attenzione si focalizza sulle ansie e la gelosia di degli a nera, sposa di Eracle; solo nella parte finale, dopo il suicidio della protagonista, compare sulla scena Eracle moribondo.
somiglianza
(schiave). Quello che viene descritto è un Eracle descritto con tratti arcaici, tutto istinto e forza elementare, delirante selvaggio nelle sue sofferenze. Più complesso psicologicamente è il personaggio di Deianira: una donna in quieta, fragile, rosa da una gelosia sotterranea che ha tormentato tutta la sua Deianira attende ansiosamente il ritorno del marito Eracle, lontano da molto tempo, di cui nulla più si sa. Viene portata una buona notizia: Eracle è vivo, anzi a compiuto una nuova impresa conquistando la città di Ecalia ed è prossima al ritorno.la notizia del successo dell'eroe segue l'ingresso in scena di una ghiera di prigionieri, catturate da Eracle. Deianira viene a sapere che è per amore di una di esse, la giovane e bella Iole, che Eracle ha espugnato Ecalia: Pur essendo abituata alle molte infedeltà del marito, si tormenta per la gelosia e si ricorda l'ora di un filtro d'amore che il centauro nesso le aveva donato in punto di morte, raccomandandole di usarlo il giorno in cui avessi avuto bisogno di riconquistare il marito. Dopo averne cosparsa una tunica, la invia in dono ad Eracle il quale, dopo averla indossata, viene colto da atroci spasmi e in un accesso di rabbia uccide l'araldo Lica, Ignaro latore del fatale dono. Deianira apprende ben presto l'effetto funesto del suo regalo e viene maledetta dal figlio il il suo gesto; senza una parola, rientra nella reggia dove si ucciderà. Poco dopo, Eracle entra in scena su una lettiga, consumato dalla veste avvelenata, desideroso di vendicarsi della moglie, ma dopo aver saputo del filtro di nesso, comprende che per lui si è avverato un antico oracolo è che alla fine è prossima: chiede perciò al figlio di condurlo su una pira e ti prendere in sposa Iole. Da quel Lapira gli dei lo trasporteranno in cielo e gli doneranno l'immortalità.
E nuovamente te Abe il teatro di una sciagura familiare, che vede protagonista la famiglia dei Labdacidi, come era già accaduto nell’Antigone.
quando verrà trovato l'assassino di Laio (suo figlio, Edipo))
svelata poco a poco.
Su tube regno Edipo, che dopo aver risolto l'enigma della sfinge avuto in premio il trono e la regina giocaste in moglie, senza sapere che in realtà si tratta di sua madre. In città scoppia un'epidemia che fa strage degli abitanti. Per porre fine alla pestilenza si inviano messaggi a Delfi e l'oracolo di Apollo fa sapere che il male cesserà quando verrà trovato l'assassino di Laio, il precedente sovrano. Edipo si incarica di far luce sull'omicidio: come primo atto, maledice il colpevole, chiunque sia, lo condanna all'esilio. L'indovino Tiresia, Convocato per aiutare le ricerche con le sue doti profetiche, dapprima rifiuta di parlare, ma poi, incalzato dalle domande di Edipo, rivela che il responsabile del delitto è lo stesso Edipo. La moglie di Edipo, Giocasta, vedova di Laio, Invita il marito a non prestare fede agli oracoli e gli rivela che, nonostante l'antico vaticinio secondo cui l'aglio sarebbe perito per mano del figlio, il re è stato ucciso lontano da casa, all'incrocio di tre vie, e suo figlio esposto subito dopo la nascita. A questo punto Edipo comincio a temere, perché ricorda di aver ucciso un uomo ad un Trivio, anche se è ancora convinto di essere figlio del re di Corinto, Polibo, e della sua sposa Merope: Un oracolo gli aveva preannunciato che avrebbe ucciso il padre è sposato la madre, sicché l'eroe era fuggito da Corinto per tenere lontani da questi orrendi crimini quelli che credeva ai suoi genitori.poco dopo, un messaggero riferisce la morte proprio di Polibo e contemporaneamente Edipo apprende di esserne solo il figlio adottivo: quello stesso messaggero lo aveva avuto in consegna da un pastore sul monte Citerone - dove Laio aveva fatto abbandonare il figlio - e lo aveva affidato a Polibo. Giocasta capisce e rientra sconvolta nella reggia.frattanto viene convocato un vecchio pastore, l'unico testimone sopravvissuto dell'omicidio di Laio , che ammette di avere a suo tempo portato Edipo in fasce sul Citerone; così il cerchio si chiude. Edipo, distrutto da queste rivelazioni, si precipita nella reggia, da cui poco dopo esce un Nunzio che riferisce eventi tremendi: la regina si è impiccata mentre Edipo sia accecato con le sue figlie nella camera nuziale.rientro Edipo, con le orbite vuote e insanguinate, balbettando parole sconnesse. La tragedia si chiude con l'arrivo di Creonte, divenuto il nuovo reggente di Tebe, che fa riportare Edipo nella reggia in attesa che si decida la sua sorte.
trovato l’assassino di Laio —> Edipo. *** nella cultura contemporanea si vede in Edipo l'esempio mitico del funzionamento della psiche inconscia nella sua passione segreta verso la figura materna.secondo Aristotele, l'Edipo re mostra nella sua forma più esemplare il mutamento di fortuna racconta di un uomo che, in un solo giorno, passa dalla prosperità alla rovina a causa di una AMARTìA, di un atto colpevole sì, ma compiuto in volontariamente. Edipo, infatti, a commesso (senza saperlo) i due crimini più orribili di cui si possa macchiare un uomo, uccidendo il padre è unendosi alla madre; ma sul significato di questo mito e le interpretazioni si scontrano. Il racconto era tra i più famosi della mitologia greca: lo avevano già trattato Omero e i poeti del ciclo Tebano, insieme ad Eschilo; il mito però è sempre stato trattato in modi diversi. L'Edipo re è Stra Edipo dalla catena familiare di delitto e di pena per esaminare la vicenda dall'interno del personaggio stesso. La tragedia descrive infatti essenzialmente la presa di coscienza del protagonista che, al culmine della fortuna, scopre a poco a poco il suo terribile passato. *** Il meccanismo drammatico del destino che si compie, inatteso ed inesplicabile, trova qui la sua più perfetta espressione, in una serie di motivi che costituiscono la struttura di questa tragedia: l'incontro improvviso con una sciagura cresciuta a poco a poco in segreto, senza che la vittima ne abbia mai avuto sentore; il limite della libertà umana, insidiata da forze di cui l'uomo è in balia; il destino che per vie misteriose tesse la sua trama ai danni dell'uomo. E accanto a ciò, emergono dal testo alcuni temi profondi dell'antropologia di Sofocle e della cultura ateniese, Come il valore degli oracoli, l'incesto e di rapporti familiari, il conflitto tra pensiero laico e il pensiero religioso (espresso nella scena tra Edipo e Tiresia). Vieni in primo piano il tema del destino e quello della colpa. Edipo si è detto essere colpevole per il suo orgoglio intellettuale o per avere cercato di sottrarsi all'oracolo: è un esempio di IùBRIS punita. Oppure, Edipo è innocente ma diviene vittima di un destino ingiusto: secondo questa interpretazione la tragedia svilupperebbe il tema del conflitto tra predestinazione e libertà umana. È tipico di Sofocle, peraltro, non proporre un'interpretazione evidente degli eventi che si svolgono sulla scena (come invece tendeva a fare Eschilo). Nonostante ciò è
del tutto sottoposta alla società maschilista.
frustrazione) che accumula per anni nell'attesa del ritorno di suo fratello Oreste
femminile
fargliela pagare) ed Elettra (figlia) in attesa di suo fratello; entrambi personaggi sono accomunate dall’attesa. La struttura drammatica, pur seguendo quasi alla lettera la tradizione mitica, si avvale di un'indagine psicologica sofisticata. Il dramma di Sofocle è una tragedia al femminile. A differenza che in Eschilo, il vero perno dell'azione è la protagonista: Oreste compie, quasi asetticamente, l'atto di punire i due omicidi, senza il turbamenti e di conflitti che avevano tormentato l'analogo personaggio eschileo. La vicenda si snoda tutta attorno al personaggio di elettra, il vero fulcro drammatico: una donna gonfia d'olio, in conflitto profondo con la propria madre, Clitemnestra, anch'essa pregna d'odio e di rancore. Se l'opera si apre oreste, tornato a Micene assieme a Pilate e al vecchio precettore per attuare il piano di vendetta contro la madre, l'azione si sposta ben presto su Elettra, ignara del fratello è costretta a trascinare la propria vita senza gioia senza affetti, circondata dall'astio della madre e di Egisto, ormai padroni assoluti della casa. Sofocle insiste Oreste, accompagnato dall'amico Pilade E dal pedagogo, torna a ce ne per vendicare l'uccisione del padre Agamennone. Molti anni prima era stato salvato dalla sorella Elettra, che lo aveva affidato bambino a un amico focose. Ora Elettra vive nella speranza del suo ritorno, covando un odio incoercibile nei confronti degli assassini, che a loro volta la detestano e la maltrattano. Accanto a lei vive la sorella Crisotemi, pronta ad ogni compromesso pur di sopravvivere. Oreste organizza l'intrigo che lo condurrà alla vendetta: con lo stratagemma della falsa notizia della propria morte può constatare la gioia della madre e a conferma dell'immutato affetto di Elettra, che vorrebbe, anche da sola, attuare la vendetta. Perciò, dopo averle rivelato alla propria identità, Oreste organizza insieme a lei il piano. Penetrato nel palazzo, uccide la madre, che invano invoca pietà.atteso quindi il ritorno di Egisto, lo costringe ad entrare in casa e a recarsi nel medesimo luogo in cui cade il padre Agamennone, dove gli da la morte.
sul paradosso di una principessa ridotta schiava nella reggia che fu di suo padre, incapace di rinunciare alla lotta e di cedere al potere dei più forti, proiettata senza sosta nel suo doloroso passato, consumata dal desiderio di vendetta. Peggio ancora, il trauma che Elettra aveva subito tanti anni prima, quando avevano assassinato il padre e lei aveva assistito, si rinnova ogni giorno, quando vedi due mesi di uscire insieme dalla stanza che era stata del padre. Allora vediamo che il tempo di Elettra è sospeso tra il rancore, un lutto sempre rinnovato e l'attesa di una vendetta che non arriva mai: è un tempo fermo, bloccato. Non è il dialogo con la sorella, che tenta di richiamarla la necessità del presente, né l'aspro confronto con la madre, la vedranno piegarsi. È solo la falsa notizia della morte di Oreste a farla vacillare: l'ambigua esaltazione della madre, felice di essersi liberata del virtuale vendicatore di suo marito, agamennone, fa da contrappunto la follia disperata di Elettra che vede spegnersi ogni occasione di riscatto, ogni possibilità di ridare vita, attraverso Oreste, alla casata decaduta di Agamennone; tutto il suo odio, provato ostinatamente per anni, in attesa di un sogno di vendetta, sembra spesso invano. Il successivo riconoscimento tra Oreste ed Elettra dà una svolta alla tragedia: è una scena intensa, che prelude alla vendetta compiuta fuori scena da Oreste, che uccide la madre con gioia crudele, incalzato dalle grida di incitamento di Elettra. Un'allusione voluta alla tragedia eschilea è il momento in cui Egisto ritorna e Oreste gli mostro il cadavere della madre prima di vibrare anche su di lui il colpo mortale (nell'Agamennone era stata invece clitemnestra ad esibire il cadavere del marito). Possiamo dunque dire che si tratti di una tragedia dell'audio femminile. *** Elettra, nel suo radicalismo, nella sua durezza, nella volontà di non cedere davanti a nulla e nessuno è un personaggio che a suo modo richiama il carattere inflessibile di un'altra eroina Sofoclea, Antigone.
tipicamente sofocleo è anche il tema del tempo: quello di filottete è un tempo vuoto,su un’isola deserta dove per 10 anni nulla è successo e un giorno è perfettamente uguale all’ altro. gli altri hannno vissuto,scritto la storia, lui invece è diventato vecchio consumandosi in una vana attesa di un futuro eroico che non si realizza mai. accanto a questo personaggio sofocle ne introduce altri due:odisseo e neottolemo,l’intreccio e l’inganno con cui si tenta di irretire filottete costituiscono l’azione del dramma. è soprattutto neottolemo il contraltare di filottete: un giovane che non ha in incominciato a vivere ed è manipolato da altri. in un sol giorno dovrà decidere se preferire la giustizia verso gli uomini o la fedeltà verso i compagni, anche qui,come nell’antigone una persona deve scegliere se far prevalere le leggi della comunità oppure quelle che emergono da una sua personale valutazione: se neottolemo inganna filottete diventerà un discepolo di odisseo,ma se sceglie di soccorrere il vecchio tradirà i suoi compagni di lotta. egli decide infine di non tradire se stesso,di non venire meno alla sua natura. la metamorfosi di filottete che ritorna alla vita umana e parallelamente quella di neottolemo che in un giorno diviene capace di decidere in autonomia che cosa è bene e che cosa è il male. il filottete non è solo un dramma di figure,perché implica anche una riflessione sul potere e sulla politica in cui si avverte la giustizia e la legge. odisseo non è solo un ingannatore ma anche un esponente della ragione di stato: lui inganna per il bene comune e qui si pone la riflessione sui temi del rapporto tra giustizia e volontà di potere. la situazione politica di atene poteva giustificare questa riflessione: si parlava con sempre più insistenza del ritorno di un famoso esiliato, alcibiade,lontano dalla città da molti anni dal cui rientro ci si attendevano grandi successi
L'Edipo re lascia il protagonista nel momento della sua massima disgregazione, cieco e maledetto, ripudiato dalla sua città. Quando inizia la tragedia, molti anni sono passati dalle vicende narrate nell'Edipo re: l'ex sovrano è ora un mendicante, aborrito da tutti, accompagnato solo dalla figlia Antigone che lo segue devota nel suo esilio.
stracci”)
edipo)-costante nelle dimostrazioni d’amore —> "Le leggi del cuore, anche se i miei familiari hanno fatto scelte sbagliate”
identità, vorrebbe allontanarlo, Teseo (re di Atene) decide di accoglierlo.
due che sarà riuscito ad assicurarsi l'appoggio paterno”) —> prima tutti lo allontanavano da Atene, ora lo vogliono riportare in patria tanto da seguirlo a colono per convincerlo.
popolazione di colono (come Erinni)
Edipo, un medico vecchio, cieco è vestito di stracci, aggiungi al bosco sacro delle Eumenidi a Colono, nei pressi di Atene, condotto per mano dalla figlia Antigone, l'unica che non lo ha abbandonato: un oracolo gli ha predetto infatti che qui finiranno i suoi giorni. Gli abitanti del luogo, informati della sua identità, vorrebbero allontanarlo, ma il re di Atene Teseo decide invece di accordargli ospitalità e protezione. L'altra figlia Ismene, frattanto, giungi annunciando che a Tebe I due figli maschi di Edipo, Eteocle e Polinice, sono in lotta per il potere è che la vittoria, secondo un oracolo, toccherà quello dei due che sarà riuscito ad assicurarsi l'appoggio paterno.arriva quindi creò un te, per persuadere Edipo a ritornare in patria, ma di fronte al deciso rifiuto di questi prende in ostaggio le sue figlie, che sono però salvati dall'intervento di Teseo.giunge a sua volta Polinice nella speranza di ottenere l'appoggio paterno, ma Edipo lo scaccia maledicendolo. Una serie di prodigi di vini segnalato Edipo che la sua fine è vicina: solo Teseo lo accompagna nel momento supremo, di cui custodirà il segreto, ottenendo in cambio sicurezza e protezione per la sua patria.