Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


spiegazione matematica, Dispense di Matematica Generale

matematica per maestre elementari

Tipologia: Dispense

2022/2023

Caricato il 29/08/2023

laura-serra-19
laura-serra-19 🇮🇹

12 documenti

1 / 3

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
MATEMATICA DI BASE PER INSEGNARE NELLA SCUOLA PRIMARIA
Capitolo due, La Geometria
I nomi della geometria
In geometria, così come nella vita reale, è necessario attribuire un nome per indicare ciò con
cui si entra in contatto. Questo nome deve poi essere definito affinché quella specifica parola
assuma un significato ben preciso. Ad esempio, il termine ‘rombo’ è un termine generico che
costituisce il definiendum (deve essere definito) e che viene esplicitato dal definies (ciò che
identifica quella parola). Ovviamente se non si conosce un singolo elemento del definies non
si potrà comprendere il significato di quel termine ed è per questo che la geometria offre delle
parole base affinché si possa semplificare la comprensione di tutti gli elementi che
compongono questa disciplina. Oltre duemila anni fa, infatti, i matematici hanno fatto la
seguente proposta linguistica: parole come ‘punto’, ‘linea, ‘retta’, ‘piano’, ‘superficie’,
‘spazio’ non devono essere definite esplicitamente, semplicemente usate. Infatti, ad oggi, tutti
coloro che usano questi elementi hanno idea di quel che significano: il punto viene
inconsciamente immaginato come privo di dimensione, la linea e la retta vengono
immaginate con un’unica dimensione, il piano e la superficie con due, lo spazio viene fatto
corrispondere a tutto ciò che ci circonda.
Vari tipi di linee sul piano
È necessario ricordare come non tutte le linee hanno le stesse proprietà. Una prima differenza
risiede nell’esistenza tra linee chiuse e linee aperte. Le prime prevedono la coincidenza del
punto iniziale con il punto finale, le seconde, invece, non presentano gli estremi che
coincidono. Un ulteriore differenza è tra linee semplici e linee intrecciate.
Le linee intrecciate, come possiamo osservare dall’insieme, sono differenti dalle linee
semplici perché attraversano stesse e presentano uno o più nodi di ordine superiore a due.
In base a questa prima classificazione, è possibile creare diversi tipi di linee rispettando due
proprietà contemporaneamente: linea chiusa-semplice, chiusa intrecciata, aperta-semplice,
aperta-intrecciata.
Prendiamo ora in considerazione la figura 1:
1. 2.
Ogni linea chiusa sul piano determina ‘un dentro’ ed ‘un fuori’ rispetto alla linea stessa. Nel
caso della figura riportata, come si fa a stabilire se la casetta è dentro o fuori? Prendiamo un
punto che sia fuori dalla linea chiusa, il punto A, e congiungiamo questo punto alla casetta
tramite un cammino come riportato nella figura 2. Il cammino attraversa la linea di partenza
cinque volte e da qui possiamo individuare una regola che vale sempre:
pf3

Anteprima parziale del testo

Scarica spiegazione matematica e più Dispense in PDF di Matematica Generale solo su Docsity!

MATEMATICA DI BASE PER INSEGNARE NELLA SCUOLA PRIMARIA

Capitolo due, La Geometria

I nomi della geometria

In geometria, così come nella vita reale, è necessario attribuire un nome per indicare ciò con cui si entra in contatto. Questo nome deve poi essere definito affinché quella specifica parola assuma un significato ben preciso. Ad esempio, il termine ‘rombo’ è un termine generico che costituisce il definiendum (deve essere definito) e che viene esplicitato dal definies (ciò che identifica quella parola). Ovviamente se non si conosce un singolo elemento del definies non si potrà comprendere il significato di quel termine ed è per questo che la geometria offre delle parole base affinché si possa semplificare la comprensione di tutti gli elementi che compongono questa disciplina. Oltre duemila anni fa, infatti, i matematici hanno fatto la seguente proposta linguistica: parole come ‘punto’, ‘linea, ‘retta’, ‘piano’, ‘superficie’, ‘spazio’ non devono essere definite esplicitamente, semplicemente usate. Infatti, ad oggi, tutti coloro che usano questi elementi hanno idea di quel che significano: il punto viene inconsciamente immaginato come privo di dimensione, la linea e la retta vengono immaginate con un’unica dimensione, il piano e la superficie con due, lo spazio viene fatto corrispondere a tutto ciò che ci circonda.

Vari tipi di linee sul piano

È necessario ricordare come non tutte le linee hanno le stesse proprietà. Una prima differenza risiede nell’esistenza tra linee chiuse e linee aperte. Le prime prevedono la coincidenza del punto iniziale con il punto finale, le seconde, invece, non presentano gli estremi che coincidono. Un ulteriore differenza è tra linee semplici e linee intrecciate. Le linee intrecciate, come possiamo osservare dall’insieme, sono differenti dalle linee semplici perché attraversano sé stesse e presentano uno o più nodi di ordine superiore a due. In base a questa prima classificazione, è possibile creare diversi tipi di linee rispettando due proprietà contemporaneamente: linea chiusa-semplice, chiusa intrecciata, aperta-semplice, aperta-intrecciata. Prendiamo ora in considerazione la figura 1:

Ogni linea chiusa sul piano determina ‘un dentro’ ed ‘un fuori’ rispetto alla linea stessa. Nel caso della figura riportata, come si fa a stabilire se la casetta è dentro o fuori? Prendiamo un punto che sia fuori dalla linea chiusa, il punto A, e congiungiamo questo punto alla casetta tramite un cammino come riportato nella figura 2. Il cammino attraversa la linea di partenza cinque volte e da qui possiamo individuare una regola che vale sempre:

  • Se la ‘casetta’ è dentro: il cammino interseca la linea chiusa un numero dispari di volte (ad esempio, se la linea è a forma di cerchio, il numero di attraversamenti potrebbe essere uno, numero dispari)
  • Se la ‘casetta’ è fuori: il cammino che congiunge la casetta con un punto esterno A, interseca la linea chiusa un numero pari di volte (anche 0 vale). Nel linguaggio comune si è soliti anche distinguere tra linee ‘diritte’ oppure ‘curve’. Se in una figura si vogliono, ad esempio, unire due punti con la linea più corta di tutte sul piano, si disegnerà una linea diritta limitata da tutte e due le parti: questa linea diritta non è altro che una parte di una retta e verrà definita segmento. Tra le linee diritte, però, non esiste solo il segmento, abbiamo: linee diritte limitate solo da una parte, ovvero le semirette che presentano un inizio ma non una fine e linee dirette illimitate da entrambe le parti, ovvero, le rette. Questa ulteriore classificazione ci permette di distinguere tra segmenti adiacenti e segmenti consecutivi. I segmenti adiacenti non sono altro che un caso particolare di segmenti consecutivi ma non viceversa. Per comprendere questa affermazione è necessario tener conto di due cose: se i segmenti hanno un estremo in comune e se sono sulla stessa direzione. I segmenti consecutivi, infatti, hanno uno e un solo estremo in comune e non si trovano sulla stessa retta. I segmenti adiacenti, invece, sono due segmenti consecutivi che giacciono sulla stessa retta (hanno un estremo in comune, con gli altri due estremi che appartengono alla stessa retta e sono opposti rispetto al vertice in comune). Le spezzate: Come possiamo osservare dai disegni le spezzate non sono altro che linee formate da un insieme ordinato di segmenti a due a due consecutivi. In base alla costruzione delle spezzate, queste ultime si distinguono in: spezzate semplici (senza intrecci) o intrecciate, aperte o chiuse. Nel caso della seconda spezzata, si tratta di una poligonale, in quanto è chiusa e l’ultimo vertice coincide con il primo.

Pari, dispari e Euler

Euler nel 1736 inventò i disegni percorribili con un solo tratto, ovvero, giochi matematici che prevedevano il percorrere figure geometriche con un segno unico di matita senza mai ripassare da uno stesso tratto. Tra questi esempi di figure percorribili, alcune sono più facili da ripassare rispetto ad altre. Questo perché se esaminiamo l’ordine di ogni nodo (il numero dei tratti che incidono in ogni nodo), avremo: