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Statistica MERCATORUM GESTIONE D'IMPRESA L-18
Tipologia: Prove d'esame
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1 La Statistica si divide in: a Popolazione e campione b Indici, tabelle e grafici. c Statistica descrittiva e inferenza x d Oggetto di analisi e variabili analizzate 2 Tra gli obiettivi della Statistica ritroviamo: a Validare un modello attraverso l'osservazione dei dati x b Aiutare lo Stato c Trovare le unità statistiche d Fare un esperimento 3 In un'analisi sulle PMI innovative, la spesa per Ricerca e Sviluppo dell'azienda è: a L'obiettivo conoscitivo b L'unità statistica c La popolazione d Una variabile di interesse x 4 La popolazione statistica è formata da: a Persone b Individui intesi come unità di osservazione x c Individui intesi come essere umani d Macchinari 5 Il fenomeno statistico è: a Quello che succede nella società b La variabile di interesse x c Il campione d L'obiettivo conoscitivo 6 Tra i vantaggi di fare un campione ritroviamo: a Definizione dell'errore campionario b Esaustività c Qualità dell'informazione d Economicità e Tempestività x 7 L'inferenza statistica è una procedura analitica che: a Annulla l'incertezza b Fornisce tabelle e grafici c Permette di passare dal particolare al generale x d Lavora sulla popolazione
8 Il campione è definito come: a Un gruppo di persone b La variabile di interesse c Un sottoinsieme della popolazione x d La parte migliore della popolazione 9 La statistica descrittiva si occupa di: a Individuare il campione b Trovare la popolazione di riferimento c Preparare un report finale d Descrivere e sintetizzare le informazioni raccolte x 10 Tra gli svantaggi ad analizzare direttamente l'intera popolazione abbiamo: a Costi elevati x b Minor livello di copertura c Indagini mirate d Esaustività 11 I caratteri qualitativi si distinguono in: a Sconnessi e ordinabili x b Sconnessi e continui c Discreti e continui d Ordinabili e continui 12 Sulle modalità di un carattere qualitativo sconnesso si possono fare solo operazioni di: a Tutte b Minore, maggiore, più e meno c Minore e maggiore d Uguaglianza e disuguaglianza x 13 Se la modalità del carattere osservato è espresso con un attributo abbiamo: a Un'unità statistica b Un carattere qualitativo x c Una indagine campionaria d Un carattere quantitativo 14 Il carattere "Reddito mensile" è: a Qualitativo sconnesso b Qualitativo ordinabile c Quantitativo discreto d Quantitativo continuo x
22 Le frequenze si possono calcolare per le seguenti tipologie di caratteri: a Caratteri qualitativi b Caratteri quantitatvi discreti c Tutti x d Caratteri quantitativi continui 23 Le frequenze semplici si determinano effettuando: a La somma b Il campionamento c Il piano dell'esperimento d Il conteggio x 24 Se su otto PC osservati in un ufficio, tre risultano difettosi, tre corrisponde a: a La frequenza totale delle osservazioni b La^ frequenza^ semplice^ della^ modalità^ difettosi,^ del^ carattere "Funzionamento PC" x c Alla modalità del carattere "Funzionamento PC" d Al carattere osservato 25 Il totale delle frequenze è uguale al: a Totale delle osservazioni x b Totale delle modalità c Somma del carattere d Cento 26 Con il simbolo Σ si indica: a La numerosità totale b La frequenza semplice c La sommatoria x d La modalità del carattere 27 Con ni si indica: a La i-esima frequenza x b La i-esima modalità c Il carattere oggeto di studio d Il totale delle osservazioni 28 Nelle distribuzioni di frequenza, le modalità dei caratteri quantitativi continui sono: a Espresse tramite attributi b Elencate c Non esistono d Raggruppate in classi x
29 Per un carattere qualitativo sconnesso, l'elenco con cui si riportano le modalità nella tabella di frequenze è: a Vincolante b Arbitrario x c Alfabetico d In ordine crescente 30 L'ultima classe di un carattere quantitativo continuo è: a Sempre una classe aperta b Sempre una classe chiusa c Una classe aperta o chiusa x d Un valore unitario 31 Il totale delle frequenze percentuali è: a Dipende dalla numerosità delle osservazioni b Uno c Dipende dalla tipologia del carattere d Cento x 32 Le frequenze relative si calcolano: a Dividendo le modalità per le frequenze assolute b Moltiplicando le frequenze semplici per 100 c Dividendo le frequenze semplici cumulate per n d Dividendo le frequenze semplici per il totale n x 33 Le frequenze cumulate si ottengono: a Sottraendo le rispettive frequenze b Sommando le modalità c Facendo la somma passo passo delle rispettive frequenze x d Moltiplicando le frequenze per cento 34 Il totale delle frequenze relative è: a Dipende dalla numerosità delle osservazioni b Uno x c Dipende dalla tipologia del carattere d Cento 35 Le frequenze relative si possono calcolare per quali tipologie di caratteri: a Tutti x b Solo quantitativi c Almeno ordinabili d Quantitativi continui
43 Nei grafici tramite rettangoli le altezze dei rettangoli devono: a Essere proporzionali alle frequenze osservate x b Essere uguali alle modalità c Essere proporzionali alle densità d Corrispondere al totale delle osservazioni 44 Per un carattere qualitativo ordinabile: a Il grafico a torta non si pò calcolare b Non ha senso determinare un grafico a torta x c Si deve usare il grafico a torta d Dipende dalla tipologia del carattere se usare il grafico a torta 45 Il grafico a barre é per caratteri: a Quantitativi continui b Qualitativi sconnessi c Qualitativi ordinati d Quantitativi discreti x 46 Nel grafico a torta, la sezione corrispondente alla singola modalità si ottiene con la formula: a Angolo = frequenza percentuale b Angolo= modalità / frequenza c Dipende dalla tipologia del fenomeno analizzato d Angolo= frequenza relativa * 360° x 47 Sull'asse delle ascisse nel grafico a barre sono riportate: a Le frequenze assolute b Le densità c Le modalità del carattere x d Le ampiezze degli intervalli 48 Per i caratteri quantitativi discreti il grafico a rettangoli: a Non è applicabile x b Può costruirsi solo con valori discreti bassi c Con frequenze unitarie d E' sempre determinabile 49 Nei grafici a figura, le figure devono essere: a Uguali alle frequenze assolute b Proporzionali alle frequenze osservate x c Proporzionali alle modalità osservate d Uguale alla numerosità totale
50 L'altezza della barra del grafico a barre deve: a Essere proporzionali alle densità b Essere uguali alle modalità c Essere proporzionali alle frequenze osservate x d Corrispondere al totale delle osservazioni 51 Per depurare la frequenza dalla diversa ampiezza si calcola: a L'ampiezza della classe b La frequenza percentuale c La densità di frequenza x d La frequenza cumulata 52 Nell'istogramma alla base si riportano: a Le modalità discrete b Le frequenze osservate c Le densità d Le classi osservate x 53 L'ampiezza dell'intervallo è dato: a Dalla semisomma degli estremi dell'intervallo x b Dalla differenza degli estremi dell'intervallo c Dall'estremo inferiore dell'intervallo d Dall'estremo superiore dell'intervallo 54 Nell'istogramma sulle ordinate si riporta: a La densità x b La frequenza relativa c La frequenza percentuale d La classe 55 La densità di frequenza si calcola come rapporto tra: a Ampiezza della classe e frequenza b Frequenza e ampiezza della classe x c Frequenza assoluta e frequenza relativa d Ampiezza della classe e numerosità totale 56 Se in corrispondenza della classe 5-8 si ha una frequenza pari a 6, la densità sarà: a 0, b 3 c 2 x d 6
64 La moda si può calcolare: a Solo per caratteri qualitativi sconnessi b Solo per caratteri quantitativi continui c Per qualsiasi carattere x d Per caratteri qualitativi 65 La capacità informativa della Mediana è: a Superiore alla Moda x b Inferiore alla Moda c Superiore alla media aritmetica d Uguale alla media aritmetica 66 La media è espressa attraverso: a La semisomma di due valori b Dipende dalla tipologia del carattere c Un insieme di valori d Un solo valore x 67 Se due modalità presentano uguale massima frequenza diremo che: a La moda è due b Non può succedere c La distribuzione è bimodale x d Si deve fare la semisomma 68 Sono definite Medie di Posizione, quelle medie che si riferiscono: a Alla particolare posizione occupata da una osservazione x b Alla modalità che sta al centro c Al calcolo di una formula sulle osservazioni d All'individuazione del valore più elevato 69 La moda è definita come quella modalità che presenta: a Massimo valore osservato b Valore centrale dell'intervallo c Minima frequenza d Massima frequenza x 70 Guardando un grafico a torta, la moda corrisponde a: a L'ultima sezione b La sezione più grande x c La prima sezione d La sezione più piccola
71 La mediana è quel valore che occupa all'interno della distribuzione, la posizione: a Iniziale b Centrale x c Finale d Semi-somma 72 Per determinare il valore al centro della distribuzione è utile calcolare: a Le frequenze cumulate x b Le frequenze percentuali c La moda d Il numero di modalità 73 Se n è dispari, la posizione occupata dalla Mediana sarà: a n/ b (n/2)+ c (n+1)/2 x d n 74 La posizione della Mediana deve essere: a Un numero compreso tra 0 e 1 b Un numero pari c Un numero dispari d Un numero intero x 75 La distribuzione viene divisa dalla Mediana lasciando: a Un terzo dei valori prima della Mediana e due terzi dopo b Tutti i valori prima della Mediana c Metà delle osservazioni prima della Mediana e metà dopo x d Tutti i valori dopo la Mediana 76 Se il carattere è per classi: a La mediana non può calcolarsi b Si^ deve^ applicare^ una^ formula^ particolare^ per^ trovare^ il^ valore^ all'interno della classe x c E' pari all'estremo inferiore dell'intervallo d Corrisponde alla densità 77 La Mediana può calcollarsi per caratteri: a Almeno qualitativi ordinabili x b Tutti i caratteri c Caratteri quantitativi d Caratteri in classi
85 Il terzo quartile lascia a destra il: a 50% delle osservazioni b 25% delle osservazioni x c 75% delle osservazioni d 100% delle osservazioni 86 Per trovare i quartili si divide n per: a 2 b N c 4 x d 10 87 I quantili e i quartili possono calcolarsi per: a Caratteri almeno ordinabili x b Qualsiasi carattere c Caratteri continui in classi d Caratteri sconnessi 88 Il primo quartile lascia alla sua sinistra il: a 0 x b 0 c 0 d 0, 89 Il primo decile lascia alla sua destra il: a 0,01 x b 0 c 0 d 0 90 Sul carattere "Livello di reddito" si possono calcolare: a Nessun quantili b Tutti i quantili, per k qualsiasi x c Solo i quartili d Solo la mediana 91 La media aritmetica può calcolarsi per: a Qualsiasi carattere b Caratteri quantitativi x c Caratteri qualitativi d Caratteri sconnessi
92 Se in una distribuzione si sono osservati i valori estremi 3 e 20, la media: a Sarà compresa tra questi valori x b Può essere inferiore a 3 c Può essere maggiore di 20 d E' la semisomma tra 3 e 20 93 Se su una distribuzione ho calcolato una media pari a 7 e aumento di 2 tutti i valori osservati, la nuova media sarà pari a: a 7 b 14 c 2 d 9 x 94 La media aritmetica è una media: a Qualitativa b Variabile c Di posizione d Analitica x 95 La somma degli scarti dalla media è: a Positiva b Negativa c Nulla x d Dipende dalle osservazioni 96 Se ho osservato i voti degli esami su un gruppo di 7 femmine ed è pari a 25 e su un gruppo di 5 maschi che è 23, la media totale sarà: a 24 b 24,17 x c Non si può calcolare se non ho tutti i dati della distribuzione d 27 97 Nel calcolo della media aritmetica si considerano: a Solo alcune osservazioni b Le osservazioni centrali c Tutte le osservazioni x d Le osservazioni estreme 98 Se su una distribuzione ho calcolato una media pari a 8 e sottraggo a tutti i valori osservati 2, la nuova media sarà pari a: a 8 b 2 c 10 d 6 x
106 Gli indici di variabilità si calcolano su caratteri: a Quantitativi x b Almeno ordinabili c Qualitativi sconnessi d Qualsiasi 107 La differenza interquartilica è: a Sempre non positiva b Sempre non negativa x c Sempre positiva d Sempre nulla 108 Se ho osservato i seguenti valori: 3, 0, 1, 5, 4, il rango è: a 4 - 3 = 1 b 5 c 0 d 5 - 0 = 5 x 109 Se due distribuzioni hanno stessa media e mediana, allora hanno: a Stessa variabilità b Bassa variabilità c Non si può dire nulla a priori sulla variabilità x d Variabilità nulla 110 Se ho osservazioni negative, il rango sarà: a Negativo b Sempre positivo x c Dipende dai valori massimo e minimo d Uguale a zero 111 La varianza ha unità di misura: a Uguale al fenomeno rilevato b Uguale al quadrato del fenomeno rilevato x c E' un numero puro d Pari alla radice quadrata del fenomeno rilevato 112 Lo scarto quadratico medio è uguale: a Al quadrato della varianza b Alla varianza c Alla radice quadrata della varianza x d Agli scarti dalla media
113 Se il fenomeno rilevato assume valori negativi, la varianza: a E' comunque positiva x b E' negativa c Dipende da quanti valori sono negativi d Dipende se la media è negativa o meno 114 Non si possono considerare gli scarti semplici dalla media nella misura della variabilità perché: a Non si possono avere scarti negativi b Gli scarti dalla media non si possono calcolare c Gli scarti sono costanti d La somma degli scarti è nulla x 115 Se il carattere è costante, la varianza è: a Negativa b Dipende dal fenomeno c Massima d Nulla x 116 Se tutti i valori sono aumentati di una costante a, la varianza: a Risulta aumentata di a b Rimane uguale x c E' aumentata di a al quadrato d Dipende dal fenomeno 117 Se la varianza è calcolata su dati campionari, la formula: a Cambia il numeratore b Cambia il denominatore x c Dipende dal fenomeno d Rimane la stessa 118 Se una distribuzione presenta elevata variabilità, lo sqm è pari: a 1 b 0 c 1000 d Dipende dai dati x 119 Se ho calcolato sui dati una varianza pari a 5 e poi moltiplico tutti i valori originari di 2, la nuova varianza sarà: a 10 b 5 c 7 d 20 x
127 Un valore standardizzato negativo: a Indica che il valore è sopra la media b Indica che il valore è sotto la media x c Indica che il fenomeno è negativo d Dipende dai dati 128 Un valore standardizzato superiore a 3 indica: a Un dato sotto la media b Non esiste c Un dato anomalo x d Forte variabilità 129 I valori standardizzati: a Hanno stessa unità di misura del fenomeno b Hanno unità di misura pari al quadrato del fenomeno c Hanno unità di misura pari alla radice quadrata del fenomeno d Non hanno unità di misura x 130 Se la distribuzione A ha sigma = 3 e la distribuzione B un sigma = 7, allora: a La distribuzione B è più variabile b La distribuzione A è più variabile c Non posso saperlo, se non conosco le medie x d Dipende dall'unità di misura 131 La frequenza congiunta si riferisce: a Ad una coppia di modalità X,Y x b Solo alla variabile X c Solo alla variabile Y d Al totale delle osservazioni 132 La distribuzione condizionata X/Y ci esprime come: a Si distribuisce la Y per un dato valore della X b Si distribuisce la X per un dato valore della Y x c Come si dstribuiscono congiuntamente X e Y d La correlazione tra X e Y 133 La distribuzione marginale si riferisce a: a Alla coppia (X,Y) b Alla X, dato un valore specifico di Y c Alla Y, dato un valore specifico della X d Solo una variabile (X o Y) x
134 La tabella doppia permette di analizzare: a La concordanza b L'interdipendenza x c La correlazione d La connessione spuria 135 Esistono tante distribuzioni condizionate della X: a Quante sono le modalità della Y x b Quante sono le modalità della X c Sempre due d Una 136 Per la distribuzione marginale si può calcolare anche la media: a Sempre b Mai c Dipende se il carattere è quantitativo x d Dipende dal numero di modalità 137 In una tabella doppia è possibile ricavarsi: a Solo una distribuzione marginale b Dipende da quante sono le modalità del carattere c Due distribuzioni marginali x d Un numero infinit 138 La somma delle frequenze relative congiunte è: a 0, b 1 x c Dipende dalle modalità d 100 139 Le distribuzioni condizionate e quella marginale sono: a Sempre uguali b Sempre diverse c Dipende dalla distribuzione x d Non è possibile confrontarle 140 Le distribuzioni marginali e condizionate possono essere determinate in termini di frequenze: a Solo assolute b Solo relative c Solo percentuali d Assolute, relative e percentuali x