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Strategie di Studio Efficace: Guida per Studenti, Appunti di Acustica E Illuminotecnica

superare un esame

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 13/04/2016

annaric1
annaric1 🇮🇹

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SUPERARE UN ESAME
LO STUDENTE STRATEGICO: agire in modo strategico consiste nel suddividere i
contenuti da apprendere in A categorie in base all’importanza e dicoltà dei
contenuti. Per i contenuti più rilevanti per l’interrogazione si propone un tempo
più idoneo, per quelli meno rilevanti si può destinare un tempo più bilanciato.
IL QUADRANTE DELLA NAVIGAZIONE (pag.17): per la pianicazione dello studio
La regola fondamentale della strategia è: osservare le conseguenze di
un’azione e poi regolare le azioni successive in funzione dei risultati via via
raggiunti. Divenire studenti strategici è un modo per focalizzare i propri talenti
verso l’individuazione e lo sviluppo dei ruoli che si potranno assumere nella vita
personale.
L’APPRENDERE: è una competenza che necessita di pianicazione e controllo
delle attività. Per questo lo studio presenta 4 frasi principali:
La preorganizzazione: consiste nel farsi un’idea generale dei testi
tenendo presente la rilevanza e la dicoltà (si tratta di realizzare il
quadrante della propria navigazione). La pianicazione dipende
dall’esperienza personale, dai contenuti e dai tipi di prova da arontare
e dalla motivazione personale. Utile è l’esame dell’indice in cui emergono
gli argomenti principali: permettono di cogliere i contenuti principali. (Per
conoscere in modo strategico).
1. Valutare i contenuti se è un testo di letteratura, tecnico o se
contiene illustrazioni, graci e tabelle
2. Individuare i collegamenti
3. Scorri rapidamente il testo
Ancora utile è la suddivisione del tempo da dedicare allo studio dei testi. Utile
è costruire una tabella, in cui abbiamo la struttura del piano (numero di testi,
numero di giorni) e una di analitica, riguardo la lettura e la comprensione, la
memorizzazione e inne il controllo. Oltre la struttura del piano tenere conto
anche di un “Automonitoraggioin cui inserirà se si sono raggiunti gli obiettivi
giornalmente. Questa rappresentazione è chiamata planning.
La lettura: estrapolare da un testo informazioni, dati, che caratterizza il
contenuto da apprendere. Si legge per decodicare le parole (trasformare
la lettura in signicati per arrivare alla comprensione). La lettura serve
per decodicare, la comprensione per interpretare i signicati. Lo
studente strategico lavora su:
•.1. sottolineatura strategica (dopo la prima lettura) in modo da
ordinare le idee e concetti primi
•.2. farsi delle domande (riettere) collegando e mettendo a
confronto quello che è scritto sul libro con altre conoscenze già
possedute o di altri testi.
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SUPERARE UN ESAME

LO STUDENTE STRATEGICO: agire in modo strategico consiste nel suddividere i contenuti da apprendere in A categorie in base all’importanza e difficoltà dei contenuti. Per i contenuti più rilevanti per l’interrogazione si propone un tempo più idoneo, per quelli meno rilevanti si può destinare un tempo più bilanciato. IL QUADRANTE DELLA NAVIGAZIONE (pag.17): per la pianificazione dello studio La regola fondamentale della strategia è: osservare le conseguenze di un’azione e poi regolare le azioni successive in funzione dei risultati via via raggiunti. Divenire studenti strategici è un modo per focalizzare i propri talenti verso l’individuazione e lo sviluppo dei ruoli che si potranno assumere nella vita personale. L’APPRENDERE : è una competenza che necessita di pianificazione e controllo delle attività. Per questo lo studio presenta 4 frasi principali:

  • La preorganizzazione: consiste nel farsi un’idea generale dei testi tenendo presente la rilevanza e la difficoltà (si tratta di realizzare il quadrante della propria navigazione). La pianificazione dipende dall’esperienza personale, dai contenuti e dai tipi di prova da affrontare e dalla motivazione personale. Utile è l’esame dell’indice in cui emergono gli argomenti principali: permettono di cogliere i contenuti principali. (Per conoscere in modo strategico). 1. Valutare i contenuti se è un testo di letteratura, tecnico o se contiene illustrazioni, grafici e tabelle 2. Individuare i collegamenti 3. Scorri rapidamente il testo

Ancora utile è la suddivisione del tempo da dedicare allo studio dei testi. Utile è costruire una tabella, in cui abbiamo la struttura del piano (numero di testi, numero di giorni) e una di analitica, riguardo la lettura e la comprensione, la memorizzazione e infine il controllo. Oltre la struttura del piano tenere conto anche di un “Automonitoraggio” in cui inserirà se si sono raggiunti gli obiettivi giornalmente. Questa rappresentazione è chiamata planning.

  • La lettura: estrapolare da un testo informazioni, dati, che caratterizza il contenuto da apprendere. Si legge per decodificare le parole (trasformare la lettura in significati per arrivare alla comprensione). La lettura serve per decodificare, la comprensione per interpretare i significati. Lo studente strategico lavora su:

•.1. sottolineatura strategica (dopo la prima lettura) in modo da ordinare le idee e concetti primi

•.2. farsi delle domande (riflettere) collegando e mettendo a confronto quello che è scritto sul libro con altre conoscenze già possedute o di altri testi.

•.3. individua il tipo di testo da affrontare ( primo impegno) per comprendere il livello di comprensione. È utile costruirsi delle mappe e schemi.

A conclusione della lettura finalizzata alla comprensione per la rielaborazione personale sono utili riassunti e gli schemi. Lo schema favorisce l’organizzazione delle conoscenze e la relazione tra di esse, allo scopo di individuare i contenuti più significativi (utile per il collegamento e per il ripasso). Due tipi di schemi: ad albero e a raggiera.

Ad albero : si parte dal concetto principale e si arriva ai concetti subordinati. Utile per stabilire i gradi di vicinanza/lontananza dal concetto principale.

A raggiera : è utile per fare collegamenti e dal concetto principale si collegano le parole chiave e gli altri concetti.

  • La memorizzazione: serve per immagazzinare e mantenere i contenuti significativi per lo studio collegandoli con le proprie conoscenze. La ripetizione non è efficacia. Esistono vari modi per ripetere: ripetizione silente e sub-vocalica (battendo la lingua fra i denti o il palato) o ad alta voce. Tra i vari tipi di memoria: visiva, acustica e motoria.

Modalità mnemoniche:

  1. la reinterazione: ripetizione mentale di parole e numeri che devono essere ritenuti nella memoria per breve tempo (numeri cellulari).
  2. la mediazione: ricercare una parola chiave per ricordare ad esempio la legge di Ohm →Vittorio Re d’Italia = V= R*I
  3. L’associazione: ricordare le informazioni tramite la connessione con aspetti familiari, con aspetti umoristici e così via. - Il controllo: consente di verificare quanto si è appreso. Il controllo va attivato in 3 momenti del processo di apprendimento, all’inizio, durante e alla fine. Il controllo serve per ripercorrere tutte le fasi che hanno caratterizzato la nostra attività di studio. Il controllo riguarda anche i contenuti appresi. Se ci rendiamo conto che il materiale non è stato appreso bene conviene un ripasso. Esistono molti modi per ripassare: ripasso concentrato, che permette un ricordo immediato, ma incide solo sulla memoria a breve termine; ripasso distribuito che permette di mantenere le conoscenze nella memoria a lungo termine.
  1. Attribuisce alle proprie capacità e al proprio impegno i risultati delle scelte fatte e delle azioni compiute.
  2. Spesso si attribuisce il voto a 4 cause: due stabili→la difficoltà del compito e la propria capacità; due instabili →la fortuna e l’impegno.
  3. È convinto che l’intelligenza abbia una struttura dinamica che evolve grazie all’esperienza di apprendimento
  4. Considera le prove che affronta come occasione di sfida ottimale, caratterizzata dalla volontà dello studente.
  5. Organizza e dosa saggiamente lo sforzo e le energie richieste dallo studio.
  6. È in grado di cogliere potenzialità, talenti e qualità delle altre persone (per migliorarsi).
  7. Sa ritrovare nell’ambiente ciò che sostiene e valorizza i suoi talenti e necessità di concentrazione e attenzione.

CAP. 2 LA MOTIVAZIONE ALLO STUDIO

La motivazione allo studio può nascere dall’obiettivo di superare l’interrogazione, dall’attività di studio o dall’apprendimento. Affinché l’apprendimento si realizzi e sia duraturo nel tempo è opportuno che entri in gioco un ingrediente ulteriore una risorsa che lo susciti, lo indirizzi e lo sostenga: la motivazione.

Se si ha uno scopo si è studente strategico e si diventa anche auto efficace. Anche per la motivazione ci serviamo di un quadrante: il quadrante del contratto con se stessi in base alla consapevolezza e l’autonomia nella decisione (tab. pag.62). la motivazione può essere messa a dura prova quando per esempio studiando una disciplina ci rendiamo conto di non avere tempo libero, aumento delle spese, difficoltà nel comprendere. Cosa e come fare per mantenere la motivazione nel tempo?

Per sostenere la motivazione, lo studente strategico possiede un’ulteriore risorsa: capacità di chiedere aiuto alle persone in grado di supportarlo. Chiedere aiuto ad un alunno o un genitore dà sollievo e aumenta la voglia di continuare e di portare a termine il percorso scelto.

Quando decidiamo di dedicarci a un argomento di studio consideriamo: la rilevanza, l’importanza del contenuto; la difficoltà dell’argomento; l’interesse personale e il costo in termini di sforzo e impegno richiesto.

Prendendo in considerazione questi caratteri possiamo rappresentare graficamente il valore che lo studio ha per ciascuno di noi, mediante un “grafico a torta”. Dando un punteggio da 1 a 10 all’interesse, alla rilevanza, al costo, rileviamo il valore complessivo della nostra decisione e consapevolezza della motivazione.

Ci sono fattori che contribuiscono a dare alla motivazione nello studio come: le condizioni ambientali (rendere l’ambiente confortevole e di concentrazione a seconda delle difficoltà dello studio).

Condizioni personali (fare una buona alimentazione e scegliere una posizione di studio comoda e funzionale), la valutazione dei risultati fornisce l’opportunità di focalizzare i punti deboli e i punti forti del nostro percorso e ci permettono di migliorare, fornisce info utili per sperimentare nuovi percorsi che saranno a loro volta oggetto di valutazione.

Rientra nelle abilità dello studente auto efficace la competenza di scegliere una metodologia e valutarne l’adeguatezza.

Per conservare la motivazione si considerano alcuni rinforzatori come: l’autorinforzo che consente, in seguito a una valutazione, di sottolineare i punti di forza del nostro percorso attribuendoci il successo delle nostre azioni, compiacendoci per i nostri meriti, la conferma dall’esterno sulle nostre attività sostiene la nostra motivazione.

È importante tenere in mente gli obiettivi del nostro studio perché ci forniscono la direzione del divenire competenti. Trattare della materia conosciuta è una strada sicura, ma può trascurare altre importanti per la nostra formazione. È necessario selezionare gli argomenti in base alla rilevanza che essi rivestono.

LETTURA= MOTIVAZIONE ESTRINSECA E MOTIVAZIONE INTRINSECA

La motivazione può essere paragonata a una spinta che stimola sia dall’esterno, sia dall’interno. Se portiamo a termine un compito con la promessa di un dono (come un viaggio, motorino, una festa…) attiviamo comportamenti controllati da promesse. Questo tipo di energia, che attiva dei comportamenti, è nota come motivazione estrinseca.

Quando la nostra esistenza è controllata dall’interno in cui siamo noi che ci sosteniamo, si parla di motivazione intrinseca.

La motivazione a stare nel compito e a portarlo a termine aumenta con la percezione di sentirsi divenire competente. Diventare una persona competente è lo scopo principale per cui intraprendiamo il nostro percorso di studi. Ci

Quando cambiare segno all’affettività? Quando cogliamo i segnali di entrata delle emozioni che ci disturbano e il momento per cambiare segno all’affettività. 3 tipologie in grado di individuare i segnali:

  • I micro-segnali come demarcazione e attivazione di comportamenti sconvenienti per noi per lo studio; convinzione che siano gli altri incapaci di capire; considerazioni che “tanto è tutto inutile”.
  • I segnali forti rappresentati da: interrompiamo il compito, paura di non capire, blocco dell’azione, abbandono della mèta.
  • I segnali deboli sono quelli che solo noi possiamo sentire e questi caratterizzano i nostri “dialoghi interni”.

L’obiettivo è di cambiare segno all’affettività e non di cambiare noi stessi. Questo ci permette di acquisire sicurezza, consapevolezza e autonomia. Per costruire la nostra rappresentazione del mondo degli altri e di noi stessi, ci siamo costruiti un ambiente che da un lato forniva il permesso per esplorare la realtà per conoscere ciò che è intorno a noi, e dall’altro dettano delle limitazioni e dei divieti per proteggerci e farci apprendere la nostra natura e le regole personali. Entrando nel mondo della scuola e in altri gruppi abbiamo confrontato il nostro ambiente con altri.

Cambiare segno dell’affettività è utile per renderci autonomi dai contrasti fra permessi e limitazioni.

L’autonomia può essere migliorata grazie alla consapevolezza, spontaneità e intimità.

Che cosa c’entra tutto questo con lo studio e l’ambiente in cui si apprende e l’esame e la situazione in cui il mondo valuta se andiamo nella direzione del diventare adulti sociali.

Pensare ad alcuni dei nostri diritti (pag. 87).

Per poter cambiare segno all’affettività negativa o mantenere quella positiva si parla di spinte emotive. A ogni spinta corrisponde un comportamento tipo ed entriamo in azione con maggiore finalità nelle situazioni in cui si viene a determinare tensione emotiva. Le spinte (comportamenti emergono tramite i dialoghi) sono 5 (ci permette di capire e riconoscere i nostri comportamenti prendendo coscienza dei nostri punti di debolezza): Sii perfetto, Sii forte, Compiaci, Sforzati, Sbrigati.

La conseguenza delle spinte sono i cosiddetti dialoghi interni (il nostro parlare con noi stessi come se stessimo parlando ad alta voce).

  • Sii perfetto: si perde nel particolare. Dialogo interno: non riesco a portare a termine lo studio come desidero senza dubbi e

tentennamenti, non mi sento soddisfatto. È perfezionista, pignolo, è preparato, preciso in modo ossessivo, serio, rigido e severo.

  • Sii forte: rinuncia ai sentimenti o li nega. Dialogo interno: “Tenere duro, lo studio è un dovere, mai cederò”, è occupatissimo, preso, competitivo, si presenta come persona adulta, fredda e poco affettiva.
  • Compiaci: rinuncia a pensare con la propria testa. Dialogo interno: “Spero che mio padre sia contento di come sto studiando”. È servile, fa i complimenti cercandoli allo stesso tempo in cui, vuole essere accettato e benevolo da tutti.
  • Sforzati: blocca l’energia sullo sforzo e non sulla cosa da fare. Dialogo interno: “è difficile prevedere le domande che farà”. È alla ricerca e in attesa della “volta buona”, non è tanto buono quanto gli piacerebbe essere, non fa mai abbastanza, è vittimista e sfiduciato.
  • Sbrigati: salta da un compito all’altro smarrendosi. Dialogo interno: “non ho tempo di studiare”. È ansioso insofferente e in agitazione e incapace di programmarsi il tempo ed è ritardatario.

Gli aspetti positivi delle spinte:

  • (^) Sii perfetto: ordine, metodicità e riflessività (organizzazione delle informazioni, rifletti sulle parole chiave)
  • Sbrigati: dinamicità, rapidità e decisione (concentrazione massima senza disperdersi in mille attività)
  • Sforzati: tenacia, concentrazione e decisione (posso farcela senza pensare di non farcela e gestire la paura di fallire)
  • Sii forte: pazienza, insistenza e perseveranza (posso prendermi una pausa e non pensare che i forti non hanno bisogno di riposo)
  • Compiaci: adattabilità, tolleranza e conciliazione (penso un po’ in più a me stesso, affronto le difficoltà che mi interessano, anche se non interessano agli altri.

Riepilogando: riconoscere il nostro comportamento ci consente di avviare il percorso verso l’autonomia e la consapevolezza dei propri potenziali, in modo tale da sapere come proteggerli.

Come imparare a osservare i nostri comportamenti e sentire quei dialoghi interni che ci fanno riconoscere se ci troviamo già nel campo di azione di una spinta? Essere consapevoli di riconoscere la spinta può significare aprirsi al

LETTURA: L’ANALISI TRANSAZIONALE (AT)

Per sapere come si stabilisce un rapporto fra il pensiero, i sentimenti e i conseguenti nostri comportamenti si utilizza l’AT. Questa analisi è stata introdotta da Eric Bern, una teoria della psiche consente di leggere alcuni fenomeni osservabili a partire dai nostri comportamenti in situazioni di interazione sociale. Si parla di automatismi (questi comportamenti vengono eseguiti come se fossero spinti da una forza interna) per riferirsi a comportamenti che agiscono senza controllo (un po’ come i comportamenti rispondenti di cui parla Skinner la cui connessione è data da S-R ), noti come comportamenti a risposta autonoma. Le spinte sono particolari automatismi e una volta intercettate grazie alla consapevolezza della loro esistenza e dei comportamenti si può costruire qualche antidoto.

La legge di Bern è una metodologia che può ampliare le nostre possibilità di essere autoefficaci. Bern ha introdotto a questo scopo la definizione di “stato dell’io” ovvero un insieme di pensieri e emozioni che rimangono nella mente e costituiscono la struttura della persona. I 3 insiemi distinti che l’uomo possiede: genitore, adulto e bambino.

Lo stato dell’io bambino (B) è legato alle esperienze infantili che si sono svolte con i comportamenti visti con l’occhio del bambino.

Lo stato dell’io Genitore (G) (gli esempi che abbiamo appreso dai genitori, agire secondo dei modelli) legato ai sentimenti e comportamenti che i genitori e figure adulte ci hanno trasmesso. Questi hanno costruito per noi un ambiente nel quale abbiamo acquisito regole, ma anche divieti e permessi. Abbiamo interagito col mondo incondizionato. Lo stato dell’io Adulto (A) (è la parte razionale dove si elaborano le informazioni) si è costruito come insieme di sentimenti e pensieri che vanno a definire e determinare comportamenti riconoscibili.

In particolare i comportamenti che provengono dallo stato dell’Io Adulto (strategie) sono caratterizzate dall’osservazione e l’analisi delle situazioni specifiche e dalla scelta di agire nel cosiddetto qui ed ora (sono contenute le strategie per esaminare la realtà utili per identificare i problemi). Questa scelta indirizza le proprie azioni in modo efficace verso gli obiettivi in campo, cambiando emozioni, pensieri e competenze.

Lo studente strategico, in termini di stati dell’Io è in grado di trovare una mediazione con lo stato dell’Io Adulto, tramite un processo di autoregolazione in relazione alle situazioni della realtà esterna.

Lo studente che agisce in uno stato dell’Io Bambino: agisce per avere attenzione e lo fa in modo automatico perché questo è il comportamento che

ha appreso da piccolo per ricevere attenzioni. Questo stato si manifesta con atteggiamenti di ribellione o libertà. Il primo può essere positivo o negativo. È più quando risponde in modo corretto collabora e agisce per farsi accettare. È meno quando si sottomette alle regole e subisce per farsi accettare, assume comportamenti che non sono adatti alla situazione attuale. Il bambino adattato può essere ribelle: agisce per opporsi perché non si sente libero di fare ciò che desidera. Il secondo cioè il Bambino Libero esprime emozioni e desideri liberamente e apertamente (+); (-) ha paura di esprimersi, si isola, è intimidito.

Il genitore può essere:

  • (^) normativo (positivo o negativo), positivo quando insegna e offre regole, quando esprime in modo diretto le proprie opinioni e valori e si sostiene senza svalutare se stesso o gli altri; negativo quando critica, impone, rimprovera e punisce, lo studente è autoritario e svaluta le regole.
  • Genitore affettivo (positivo o negativo): positivo: uno studente manifesta il proprio GA + cura e incoraggia, si prende cura di se stesso e degli altri, negativo quando è iperprotettivo e l’affetto=avere. L’Io Adulto è autonomo nei sentimenti, pensieri, ed è in grado di trovare strategie efficaci di problem solving.

Gli stati dell’Io sono riconoscibili mediante osservazione degli scambi fra le persone. Infatti l’unità di scambio si chiama transazione e si riferisce a come si mettono in relazione gli stati dell’Io fra le persone.

Ritornando al discorso degli antidoti nella gestione delle spinte, ogni spinta ha un antidoto e costruisce dialoghi interni.

L’attivazione di uno stato dell’Io è osservabile dall’esterno dallo scambio comunicativo (transizione) e si verificano nel frattempo fenomeni interni fra pensiero e sentimenti→i dialoghi interni. I dialoghi interni sono 4 : dialogo protettivo, di permesso, iperprotettivo e di svalutazione.

  • Dialogo protettivo: si rivolge all’adulto e al Bambino Adattato Positivo.

AT vuole portare le persone ad essere consapevoli dei propri comportamenti presenti nelle relazioni per capire quali atteggiamenti sono funzionali e quali no. Dunque AT studia l’uomo nelle relazioni con gli altri concentrandosi sulle comunicazioni e scambi comunicativi→ Le transazioni.

Bern così sviluppa una teoria sulla personalità utile a comprendere comportamenti e comunicazioni, convincendosi che disturbi derivano da un