







Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Riassunto del libro "Svolta comunicativa" di Beghelloni. Argomenti: formazione della soggettività ,rivoluzione comunicativa,comunicare ਠdifficile,audience come pretesto,svolta comunicativa,maledizione del target
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 13
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!








ELIAS affermava che l’umanità ha raggiunto un grado di unità mai toccato prima, e che la tecnicizzazione incoraggia gli uomini ad avvicinarsi e unirsi….Elias ha elaborato varie teorie (teoria dell’interdipendenza, del processo di civilizzazione, dei simboli) che contribuiscono alla formazione di un approccio contrapposto a quello dello studio della condizione umana. La critica che Elias muove alle scienze dell’uomo (soc, psico, econom, storia) è quella di isolare un aspetto e di non riuscire a cogliere la specificità dell’intero processo della vita umana che solo una sociologia dei processi è in grado di cogliere scientificamente. Il punto di vista di Elias è costituito dalla relazione tra l’individuo-persona e il genere umano. Suggerisce di estendere il campo visivo adottando un quadro di riferimento comparativo a 3 livelli (2 verso il passato e 1 verso il futuro):
TEORIE E PRATICHE La polemica è contro chi non considera la specificità dell’essere umano e che concepisce la comunicazione come una gabbia di acciaio capace di alienare gli uomini dai loro scopi e dalla loro capacità di azione. Prima di parlare di tecniche, è’ fondamentale capire perché la comunicazione è così importante. Questo libro, vuole gettare le fondamenta per una nuova e diversa cultura della comunicazione. Oggi, grazie alle moderne tecnologie, è più facile entrare in contatto e comunicare con gli altri, ma la grande maggioranza delle persone non ha ancora le risorse cognitive per fronteggiare l’ incertezza che tale ingresso nella modernizzazione comporta. Non è facile, capire che la comunicazione può offrire le risorse necessarie per potenziare le proprie capacità di essere individuo-persona e di fare libere scelte (Eias-Machiavelli). Le tecniche della comunicazione, non si identificano con la cultura della comunicazione. E’ importante comprendere il rapporto di interdipendenza che passa tra teorie e pratiche.
DELL’AUDIENCE un approccio sociologico alla comunicazione
Intellettuali, professionisti etc. tendono a sottovalutare l’audience. Si ha sottovalutazione quando:
L’autore sottolinea 3 motivi per cui ritiene importante il lavoro di Giddens :
CAMMINO
Nella notte tra il ’99 e il 2000 in TV 3 grandi (Woytila, Gassman, Ciampi), hanno passato il testimone – 3 icone di fine millennio. In quella notte, la Tv ha messo in scena la modernità in cammino e ha permesso agli italiani di riflettere sul passaggio d’epoca in modo nuovo e diverso. Il libro di G. Identità e società moderna è un libro di teoria sociale che ha lo scopo di attivare una riflessione del lettore sulla formazione e sulla gestione della soggettività nella ns contemporaneità. 6 LA DOPPIA ERMENEUTICA G. è famoso soprattutto per il suo libro La terza via (1999) saggio di cultura politica che ha ispirato il new labour di Tony Blair. E’ una terza via che ha a che vedere con la riflessione sulla modernità e che vuole costruire una teoria sociale capace di interpretare criticamente la realtà del ns complesso mondo sociale, caratterizzato da una velocità di mutamento senza precedenti. Il tentativo di G. di comprendere il mondo sociale si può comprendere, facendo riferimento al concetto di doppia ermeneutica. Questa espressione chiama in causa 2 processi: la necessità per gli scienziati sociali di comprendere il mondo di quegli attori comuni che essi cercano di capire e il modo in cui le teorie sociali che derivano da tale comprensione sono interpretate e fatte proprie da quegli stessi attori comuni. La differenza fra gli scienziati sociali e quelli naturali risiede nel fatto che le teorie dello scienziato sociale, possono provocare cambiamenti nella stessa vita sociale che osserva e interpreta. Il concetto della doppia ermeneutica, richiama il punto centrale in G. della riflessività che è essenziale per la nascita e l’esistenza della modernità. E’ un’attività di continuo monitoraggio e controllo e riflessione sul mutamento sociale e individuale. E’ attraverso la riflessività che si consoce e controlla l’ambiente, si riduce il rischio, si prendono le decisioni, si crea e mantiene la fiducia.
3 autori sono fondamentali per comprendere G.
Le conseguenze della modernità è un libro di G. che sviluppa una teoria della modernità che si contrappone alla maggior parte delle teorie del XX° secolo. La modernità di G. restituisce alla storia o all’attore, uno spessore sociologico che li rende degni di attenzione, osservazione e comprensione.
DELLA VITA QUOTIDIANA
La modernità viene intesa da G. come una conquista come un luogo di espansione della soggettività umana, della umana capacità di riflettere sul mondo sociale. G. sottolinea l’importanza del bisogno di sicurezza che emerge molto presto nella vita del bambino. G. riesce ad integrare la sua teoria della modernità contemporanea con una teoria del soggetto, della formazione e dello sviluppo riflessivo dell’attore sociale. G. elabora un nuovo concetto, quello di identità del sé. L’identità presuppone una continuità attraverso il tempo e lo spazio, è soprattutto una narrazione. E’ il sé, come viene concepito riflessivamente dalla persona nei termini della propria biografia. Ciò significa che l’individuo è in grado di
integrare nella narrazione della sua vita gli eventi del mondo esterno man mano che avvengono. Per G. anche il sogno è importante, perché rappresenta una selezione inconscia dei ricordi che avviene alla fine di ogni giorno. 10 RIFLESSIVITÀ
COMUNICAZIONE
E’ con l’arrivo degli Etruschi in Italia che prende avvio tra l’8° e il 7° a.c. la storia dell’Occidente con l’incontro tra le civiltà dell’oriente e le terre e i popoli dell’occidente. E’ dall’incontro di popoli di origine diversa che nasce la comunicazione come problema e risorsa. Attraverso la comunicazione si formano le figure sociali e le istituzioni centrali. In quel lontano avvio della modernità, fioriscono 3 grandi civiltà: greca, romana e etrusca.
COMUNICAZIONE DI MASSA E SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE
Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 con l’invenzione e la diffusione del giornalismo popolare e della pubblicità, telefono e cinema, nascono prima negli USA e poi in Europa le comunicazioni di massa. Le tre tappe dello sviluppo delle comunicazioni di massa sono:
TIPOGRAFICO
Dal punto di vista delle tecnologie della comunicazione, il millennio è stato caratterizzato dall’invenzione della stampa a caratteri mobili. 2 autori sono stati importanti: MARSHALL MCLUHAN: che ha intravisto per primo i molteplici intrecci tra le tecnologie della comunciaone e le configurazioni delel culture e delle società umane. ELIZABETH EISENSTEIN: che ha condotto una pluriennale e minuziosa ricerca sugli effetti prodotti da quell’invenzione sulle élites intellettuali europee. La rivoluzione della stampa è rimasta inavvertita per tanto tempo. La rivoluzione tipografica rappresenta il trionfo della razionalità, il trionfo della parola sulla cosa, sull’immagine e su qualsiasi altro medium della comunicazione. 4 CENTRALITÀ DELLA La denominazione millennio tipografico al millennio che si chiude, trova
MERCATO
La comunicazione non trae le sue origini dalla comunità della tradizione, dalla supposta comunione tra Dio e gli esseri umani, bensì dal mercato, cioè dalla nascita di un luogo sociale nel quale i diversi, gli sradicati, gli stranieri si incontrano e hanno bisogno di inventare linguaggi, di conoscersi e riconoscersi, per darsi regole e costruire comunità 3 CENTRALITÀ E AMBIVALENZA DELLA COMUNICAZIONE Spesso, si afferma che l’interesse per la comunicazione sia aumentato a causa della diffusione delle tecnologie della comunicazione. Questa considerazione è però riduttiva, poiché afferma che il progresso tecnologico è il motore delle trasformazioni e del mutamento sociale. Ma, è ormai accertato che non è la tecnologia a guidare il mutamento poiché essa si deve incorporare in un processo economico o politico, sociale o culturale, deve essere inverata in una istituzione sociale capace di rispondere ai bisogni diffusi per diventare parte costitutiva e non permanente accessoria di una civilizzazione. Un indicatore di tale aumentato interesse, è riscontrabile nella gamma molto estesa di accezioni e situazioni: Ogni disciplina cerca di stabilire un suo primario interesse rispetto a una diversa accezione del termine (psicologia: comunicazione faccia a faccia; ingegneria: telematica, informatica etc.). Si viene a costituire uno scenario sociale che consente di attribuire alla comunicazione uno statuto ambiguo: un insieme di saperi accademici e di pratiche professionali facili da apprendere e da divulgare, cariche di promesse ingannatrici e fuorvianti. I comunicatori spesso vengono bollati come ciarlatani. Negli ultimi anni, dunque, l’interesse per la comunicazione è cresciuto a dismisura e sono indicatori di tale interesse la diffusione del termine comunicazione e la pluralità di accezioni con i quali viene usato. Non potendo accettare la risposta secondo la quale la comunicazione ha suscitato maggior interesse a causa dell’aumento delle tecnologie, occorre porsi 3 domande:
o 1) ciò che è comunicazione da ciò che non lo è o 2) il contesto sociale micro e macro che consente alla comunicazione di dispiegarsi o 3) gli scopi che la comunicazione tende a perseguire. 5° CAP AUDIENCE COME PRETESTO E PRE-TESTO PER PENSARE E RI-CONCETTUALIZZARE 1 IL NOSTRO CONTESTO 1.1 MOLTEPLICITÀ DI VOCI Il destino delle audience sembra di essere incomprese e tradite. Nel lessico giornalistico italiano, soprattutto tra il ’94 e ’96, audience veniva associato ad una massa indistinta di persone fabbricata dalla stessa tv. E’ sullo sfondo di tali incomprensioni che la Scuola Fiorentina di Comunicazione ha deciso di dedicare al tema la 11° edizione delle Giornate fiorentine della comunicazione. Il titolo Audiences and Multiples voices allude a un doppio ordine di molteplicità:
Alle 3 sessioni del seminario hanno preso parte ricercatori italiani e stranieri. Nel 4° fascicolo di Interferenze sono state pubblicate le relazioni di una parte degli intervenuti: Sonia Livingstone (GB coordina il master in media and communicazion della London School of Economics) e Richard Paterson (Università di Sterling), 3 contributi canadesi e 3 italiani (tra cui il prof. Bechelloni).
1.
CONVOCARE ATTENZIONE
Le GIORNATE FIORENTINE sono appuntamenti annuali organizzati per discutere delle problematiche inerenti la comunicazione. 2 PENSARE L’AUDIENCE
Negli ultimi anni (la scuola fiorentina), ha molto lavorato per studiare le audience (questionari posti, interviste strutturate etc, soprattutto in contesti ambientali scolastici e universitari, nelle fasce di età infantili e giova.nili, Italia Sud e centro). Purtroppo non si è mai riusciti a farsi finanziare tali ricerche…. Le ricerche sulle audience sono centrali per comprendere le dinamiche dei processi di comunicazione. 2.2 INTERROGARSI SULL’ALTRO Interrogarsi sull’audience, significa interrogarsi sui significati dei linguaggi e dei formati e dell’intero processo di comunicazione. Senza audience non c’è comunicazione. Interrogarsi sull’audience, significa interrogarsi sull’altro. Anche la versione più riduttiva della comunicazione, ha bisogno di concepire un destinatario. Purtroppo, nella ns vita quotidiana si è spesso in presenza di presa di distanza dall’audience. Nella pratica quotidiana dei rapporti sociali si danno 2 forme di negazione dell’audience:
2.
NASCOSTE
I processi di comunicazione restano terre incognite poiché persiste il rifiuto a percepire le audience come costituite da una pluralità di voci che esistono anche se non siamo in grado di osservarle e ascoltarle. 3 RICONCETTUALIZZARE L’AUDIENCE 3.1 AUDIENCE COME PRETESTO L’audience compare nei discorsi pubblici italiani in 2 tipi di configurazione:
facile”, comunicare è difficile! I processi di modernizzazione comportano la necessità di costruire rapporti di interdipendenza a 3 livelli di azione:
2 LA SVOLTA COMUNICATIVA COME ALLARME
La svolta comunicativa vuole essere, in primo luogo, una reazione a questo stato di cose. Un’assunzione di responsabilità.
COMUNICARE
Svolta comunicativa diventa allora la presa di coscienza che per comunicare non basta esserci e che avere problemi di comunicazione significa fronteggiare gli enigmi della comunicazione che derivano dalla complessità sociale nella quale tutti noi viviamo, nel passaggio storico che le collettività umane stanno vivendo. Se ci vuole aprire all’altro è importante comprendere il significato delle proprie radici.
SOCIETÀ MEDIATIZZATA
La svolta comunicativa può avere un terzo insieme di significati. Può essere il nome dell’insieme delle trasformazioni sociali alle quali hanno contribuito i media moderni nel corso degli ultimi 150 anni, contribuendo alla formazione della cosiddetta società mediatizzata. Può indicare un insieme di fenomeni e processi sociali che hanno avuto luogo nelle società industriali tra ‘800 e ‘900, in seguito alla diffusione del giornalismo e dei media.
COMUNICATIVA PER GLI SCIENZIATI SOCIALI E I PROFESSIONISTI
La svolta comunicativa inoltre richiama La svolta linguistica. Le scienze sociali e le discipline umanistiche. I professionisti della comunicazione. È soprattutto un grido di allarme. 7°LA MALEDIZIONE DEL TARGET – IL VALORE STRATEGICO DELLE COMPETENZE COMUNICATIVE Questo capitolo riproduce il testo della relazione introduttiva presentata alla IV edizione delle Giornate della formazione Firenze 3\1.03.02 sul tema: A che cosa serve la formazione della comunicazione. Per B. Il sociologo deve sì, conoscere le regole e le tradizioni, ma deve anche essere pronto ad infrangerle assumendosi dei rischi. 1 LA RISORSA DI UNA MODERNA CULTURA DELLA COMUNICAZIONE La maledizione del target allude a quell’insieme di tecniche elaborate dal marketing di prima generazione quando negli USA, furono inventate, le relazioni pubbliche e le comunicazioni di massa che nel loro interagire con il fordismo e il taylorismo, gettarono le basi del secolo americano. Ne conseguì un grande successo dopo la 2° guerra mondiale di un modello di società che si affermò parzialmente anche in Europa dove però vi furono delle resistenze. Una declinazione intellettuale di tali resistenze all’egemonia del modello americano e al graduale passaggio dalla prima modernità (rigida e materiale) alla seconda modernità (fluida e immateriale) si manifesta in Europa attraverso l’elaborazione di teorie sociali variamente declinate intorno al tema della fine della modernità (post-modernità, tarda modernità, tardo capitalismo, fine della storia).Il collasso del comunismo e l’espandersi di nuove tecnologie, tra cui l’informatica, ha determinato il passaggio soprattutto negli USA, da un’accelerazione dei processi di modernizzazione, alla seconda modernità (estrema radicale, fluida, liquida). La seconda modernità che Bauman denomina liquida , spazza via non solo i ceti e le classi ma anche i più radicati confini tra i generi e le generazioni. Sradica le realtà sociali che il concetto di target e la sua meccanica
applicazione nelle strategie di marketing si propone di colpire. Ma il contesto di modernità fluida provoca anche altre conseguenze, conseguenze che gli eventi di Genova e dell’11 settembre hanno messo sotto gli occhi di tutti. Sono fughe dalla libertà (avvertita come troppo rischiosa) o fughe dalla responsabilità (avvertita come troppo gravosa). L’ideologia piatta della rete e della società dell’informazione sta producendo, a livello globale, processi sociali diffusi portatori di un’inedita radicalità. Questa radicalità si esprime in 2 direzioni:
COMUNICATORE COME PROFESSIONISTA
Gadamer affermava che sarebbe stato importante imparare quante più lingue possibili affinché si potesse arrivare a pensare nella lingua dell’altro e a comprendere la lingua dell’altro. Luhman i sistemi sociali si realizzano solo attraverso la comunicazione. 2.1 LESSICO CONDIVISO, BUONE TEORIE, BUONE PRATICHE PROFESSIONALI Per costruire e radicare una moderna cultura della comunicazione, c’è bisogno di un lessico condiviso, di buone teorie, di buone pratiche professionali. Ci sono dei problemi lessicali, si pensi ai tanti significati della parola comunicazione. Ci sono molte teorie, ma quelle buone latitano. Accanto alle teorie degli studiosi, ci sono quelle delle opinioni pubbliche: le teorie sociali ingenue di derivazione positivica e meccanicistica. Occorre investire nelle teorie. Le buone pratiche professionali ci sono, ma hanno bisogno di essere valorizzate. Per competenze del comunicatore come professionista, l’autore vuole intendere: competenza (conoscenza in azione, saper superare le tradizionali partizioni del sapere), comunicatore (viene utilizzata per designare un uomo d’azione, ma mai un professionista), professionista (spesso viene utilizzato per parlare di professioni consolidate di medico, avvocato etc). Parlare della competenza del comunicatore come professionista significa, realizzare un’innovazione lessicale che renda chiaro cosa si intende quando si parla di questa professione. 2.2 ELEMENTI COSTITUTIVI DELLE COMPETENZE DEL COMUNICATORE COME PROFESSIONISTA Il comunicatore come professionista non è un protagonista dell’azione sociale, il suo protagonismo è di secondo grado. Quando pensa al comunicatore come professionista, l’autore allude sia a professioni tradizionali che a professioni di più recente affermazione. La comunicazione altro non è che la costruzione di relazioni sociali e rappresentazione di relazioni sociali. Ormai la distinzione tra finzione e realtà tende a sfumare, nel senso che ciò che noi intendiamo oggi per realtà, è un impasto tra i 2 territori. Lo schema quadripartito individua:
STRATEGIA DEL SALMONE, STRATEGIA
Il salmone sparge moltissimi semi affinché sia assicurata la riproduzione., così anche nella comunicazione occorre non stancarsi mai di seminare. La strategia del salmone avrà successo, quanto più sarà ibridata dalla strategia dell’esule, del cittadino di molte patrie. Il comunicatore di professione, non