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Una serie di teoremi importanti del calcolo, tra cui il teorema di unicità del limite, il teorema di bolzano, il teorema di rolle, il teorema di cauchy, il teorema di taylor e il teorema di mclaurin. Questi teoremi sono utili per approssimare funzioni, determinare limiti e zeri, e studiare la relazione tra funzioni e loro derivate.
Tipologia: Sintesi del corso
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B Teorema di unicità del limite Se per x che tende a x0 la funzione f(x) ha per limite il numero reale l, allora tale limite è unico. Dimostrazione Supponiamo che esistono due limiti L1 e L2 con L1≠L2. Essendo diversi esistono due intorni tele che IL1 ꓵ IL2=Ø. Dalla definizione di limite si dimostra facilmente che se L€R allora: lim(x x0) f(x)=l lim f(x)-L= lim lfx-Ll= Teorema della permanenza del segno Se il limite di una funzione per x che tende a x0 è un numero l diverso da 0, allora esiste un intorno I di x0 in cui f(x) e l sono entrambi positivi oppure entrambi negativi. Teorema del Confronto Siano h(x), f(x) e g(x) tre funzioni definite nello stesso dominio D contenuto in R. Se in ogni punto diverso da x del dominio risulta h(x)<=f(x)<= g(x) e il limite delle due funzioni h(x) e g(x) è uno stesso numero l, allora anche il limite di f(x) per x che tende a x0 è uguale a l. Teorema dei carabinieri Il teorema del confronto per i limiti, detto anche teorema dei carabinieri , è un teorema che sotto determinate ipotesi permette di determinare il risultato di un limite finito o infinito mediante opportune minorazioni e maggiorazioni della funzione. Teorema di Weierstrass Se f è una funzione continua in un intervallo limitato e chiuso [a;b] allora essa assume il massimo assoluto e il minimo assoluto. Teorema dei valori intermedi Se f è una funzione continua in un intervallo limitato e chiuso [a;b] allora essa assume tutti i valori compresi tra il massimo e il minimo. Teorema di esistenza degli zeri Se f è una funzione continua in un intervallo limitato chiuso [a;b] e negli estremi di tale intervallo assume valori di segno opposto, allora esiste almeno un punto c, interno all’intervallo, in cui f si annulla. Dimostrazione Dire che f(a)f(b)<0 è equivalente a dire che deve verificarsi una delle due seguenti condizioni f(a)<0, f(b)>0 oppure f(a)>0, f(b)<0(1) Ciò si può riassumere dicendo che la funzione assume due valori di segno opposto. Osservazione 2: Affermare che c è interno all’intervallo chiuso e limitato [A,B] equivale a dire che c è distinto sia da a, sia da b. In altri termini, deve risultare che a<c<b. Osservazione 3: Proviamo a dimostrare ciò che abbiamo detto. Consideriamo nel piano cartesiano i punti A e B; sappiamo che A, si trova al di sotto dell’asse delle ascisse, mentre B, si trova sopra. Poiché la funzione f(x) è continua nell’intervallo [A,B], il suo grafico consisterà in una linea curva, da tracciarsi senza alzare la matita dal foglio, nel quale risulterà f(c)=0.
Se invece f<0 si va avanti e ci si sposta nell’intervallo [a2,b2], con questo process si verificano due successioni An e Bn. Lim an=SupAN e il Lim bn=InfBN; Gli intervalli definiti sono: b1-a1= b-a/2; b2-a2=b-a/2^2; bn-an= b- a/2n. Teorema di Bolzano Sia F : X R, se X è un intervallo e f continua allora f(X) è un intervallo Dimostrazione Per ogni y1 e y2 appartenenti ad f(x) con Y1<Y2, per ogni z appartenente all’intervallo ]y1,y2[ esiste C appartenete ad X tale che F(c)=z. Esiste x1,x2 appartenente ad X tale che F(x1)=y1 e F(x2)=y2 inoltre g(x)= z-f(x) con x appartenente all’intervallo [x1,x2]. Si ha g(x1)= z-F(x1)=z-Y1>0 e g(x2)=z-F(x2)=z-y2<0; Per il teorema degli zeri poiché la funzione g assume valori di segno opposto, si ha che g(c)=z-f(c)=0 quindi se z=f(x), z è un valore della funzione. Teorema di Fermat Sia f(x) una funzione, x0 punto di accumulazione a destra e a sinistra per X. Se f è derivabile in x0, x0 allora è un punto di massimo e minimo relativo per f, quindi f ‘(x0)= 0. Dimostrazione Per ipotesi f è derivabile in x0, quindi F’(x0)= F’-(x0)=F’+(x0). Nel caso x0 sia un punto di massimo avremo che: f’-(x0)≥0; f’+(x0)≤0. Dovendo essere necessariamente uguali a f’(x0) si ha: f’(x0)=f’-(x0)=f’+(x0)=F’(x0)= Teorema di Lagrange Se una funzione f(x) è continua in un intervallo chiuso [a,b] ed è derivabile in ogni punto interno ad esso, esiste almeno un punto c interno ad [a,b] per cui vale la relazione: f(b)-f(a)/b-a= F’(c) Teorema di Rolle Se per una funzione f(x) continua nell’intervallo [a,b] e derivabile nei punti interni di questo intervallo, si ha la condizione f(a)=f(b), allora esiste almeno un punto c, interno all’intervallo per il quale risulta f’(c)=0. Dimostrazione: sono possibili due casi: se x1,x2 coincidono con gli estremi a e b, allora risulta che il minimo e il massimo coincidono; se non coincidono uno di essi dovrà appartenere all’intervallo ]a,b[. Teorema di Cauchy Se le funzioni f(x) e g(x) sono continue nell’intervallo [a;b] in ogni punto interno a questo intervallo e inoltre in ]a,b[ è sempre g’(x) =/0 allora esiste almeno un punto c interno ad [a,b] in cui si ha: f(b)-f(a)/g(b)-g(a)=f’(c)/g’(c); cioè il rapporto fra gli incrementi delle funzioni f(x) e g(x) nell’intervallo [a,b] è uguale al rapporto fra le rispettive derivate calcolate in un particolare punto c interno all’intervallo. Teorema di Taylor e di McLaurin Lo scopo delle formule di Taylor e di McLaurin è di approssimare una funzione con un polinomio di grado k, arbitrario centrato in x0, nel caso della formula di Taylor, e in 0 nel caso di quella di McLaurin. teorema di de l'Hôpital Dati un intorno I di un punto c e due funzioni f(x) e g(x) definite in I se: f(x) e g(x) sono derivabili in I con g’(x)=/0, le due funzioni tendono entrambe a 0 o a ∞ per x c,