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Teoria sociologica - Ritzer, Sintesi del corso di Sociologia Contemporanea

Riassunto completo ed esaustivo del libro di George Ritzer, Teoria sociologica. Radici classiche e sfide contemporanee; fanno eccezione Georg Simmel in quanto trattato male nel libro e ho escluso l'intero capitolo sulle teorie femministe in quanto le ritengo non rilevanti ne scientificamente valide.

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 23/01/2020

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Teoria sociologica
G. Ritzer
Una teoria sociologica è un insieme di idee interconnesse tra loro, che permette la
sistematizzazione della conoscenza sul mondo sociale, la spiegazione di tale mondo e
la predizione del suo futuro.
Emile Durkheim (1858 – 1917)
Passaggio da società segmentarie a solidarietà meccanica :
- divisione del lavoro minima
- la coscienza collettiva (valori e idee condivise dai membri di un gruppo, solo
la collettività li conosce nella loro totalità) esercita un forte controllo sugli
individui;
- leggi repressive (ogni azione che minaccia la comunità minaccia la coscienza
collettiva)
a società complesse a solidarietà organica :
- alta divisione del lavoro
- la coscienza collettiva è debole, esercita meno controllo
- leggi restitutive (riparare il danno recato alle parti offese)
Questo cambiamento è dovuto a un aumento di densità dinamica: aumento del
numero dei componenti di una società e aumento di interazioni tra sempre più
membri –maggiore specializzazione, minori conflitti, più armonia.
Fatto sociale : modi di pensare, di agire e di sentire esterni all’individuo che tuttavia
esercitano un’azione coercitiva
Anomia : assenza di norme morali , di regolazione, di punti di riferimento. effetto dei
cambiamenti rapidi e delle crisi economiche, l’individuo non sa cosa ci si aspetta da
lui.
Karl Marx (1818 – 1883)
Sotto il capitalismo le persone non sono in grado di esprimere il loro potenziale
umano (creatività nell’appropriazione delle risorse naturali per le esigenze della loro
esistenza). Questo potenziale, che darebbe vita ad un interconnessione tra i
lavoratori e la loro attività lavorativa, è sottratto al lavoratore dal capitalista, che si
appropria del suo lavoro e del valore di questo sotto forma di profitto. L’alienazione
quindi, la separazione dal prodotto e dai colleghi di lavoro, l’ignoranza del processo
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Teoria sociologica

G. Ritzer

Una teoria sociologica è un insieme di idee interconnesse tra loro, che permette la sistematizzazione della conoscenza sul mondo sociale, la spiegazione di tale mondo e la predizione del suo futuro. Emile Durkheim (1858 – 1917) Passaggio da società segmentarie a solidarietà meccanica :

  • divisione del lavoro minima
  • la coscienza collettiva (valori e idee condivise dai membri di un gruppo, solo la collettività li conosce nella loro totalità) esercita un forte controllo sugli individui;
  • leggi repressive (ogni azione che minaccia la comunità minaccia la coscienza collettiva) a società complesse a solidarietà organica :
  • alta divisione del lavoro
  • la coscienza collettiva è debole, esercita meno controllo
  • leggi restitutive (riparare il danno recato alle parti offese) Questo cambiamento è dovuto a un aumento di densità dinamica: aumento del numero dei componenti di una società e aumento di interazioni tra sempre più membri –maggiore specializzazione, minori conflitti, più armonia. Fatto sociale : modi di pensare, di agire e di sentire esterni all’individuo che tuttavia esercitano un’azione coercitiva Anomia : assenza di norme morali , di regolazione, di punti di riferimento. effetto dei cambiamenti rapidi e delle crisi economiche, l’individuo non sa cosa ci si aspetta da lui. Karl Marx (1818 – 1883) Sotto il capitalismo le persone non sono in grado di esprimere il loro potenziale umano (creatività nell’appropriazione delle risorse naturali per le esigenze della loro esistenza). Questo potenziale, che darebbe vita ad un interconnessione tra i lavoratori e la loro attività lavorativa, è sottratto al lavoratore dal capitalista, che si appropria del suo lavoro e del valore di questo sotto forma di profitto. L’alienazione quindi, la separazione dal prodotto e dai colleghi di lavoro, l’ignoranza del processo

produttivo del lavoratore ridotto a mero strumento, si configura per Marx come uno sfruttamento da parte della classe che detiene capitale e mezzi di produzione a quella che non ha nulla se non la propria forza lavoro. Questo sfruttamento peraltro è offuscato da una falsa coscienza che pertiene ad entramebe le classi, dalla quale solo la classe proletaria potrà destarsi per ribaltare il capitalismo e dare inizio dopo una fase di dittatura, all’abolizione dello stato ed alla creazione di una società comunista dove, liberati dal mero desiderio di possedere, grazie all’aiuto delle innovazioni tecnologiche, gli individui saranno in grado di sviluppare il proprio potenziale. Max Weber (1864 – 1920) Quella di Weber si definisce sociologia comprendente, volta a comprendere cioè il significato che gli individui danno alle proprie azioni, in quanto la realtà è un’infinità priva di senso e solo gli uomini danno un senso alla storia. (Verstehen : comprensione) Tipi di azione

  • affettiva
  • tradizionale
  • razionale rispetto al valore : azione per affermare un valore, giusta per l’individuo indipendentemente dalle conseguenze
  • razionale rispetto allo scopo: tenendo in considerazione la situazione, dispone i mezzi miglori per conseguire lo scopo, le conseguenze sono il fine principale Questi sono idealtipi, costituiti mediande l’accentuazione di uno o più punti di vista, che non esistono mai nella realtà ma sono utili per ricostruire il senso di questa realtà, comparando il grado di conformità della realtà col quadro ideale.
  • Razionalità pratica: miglior mezzo per raggiungere l’obiettivo
  • Razionalità teorica: scopo di comprendere razionalmente il mondo
  • Razionalità sostanziale: sceltà dell’azione più adeguata in base a valori
  • Razionalità formale: scelta dell’azione più adeguata in base a norme regolamenti e leggi uguali per tutti (moderne burocrazie, è sorta solo nel mondo occidentale con l’avvento dell’industrizzazione) Quindi a differenza delle altre che sono sempre state usate in ogni epoca storica e luogo, Weber vede che la razionalizzazione formale in epoca moderna in occidente, e in particolare il capitalismo in quanto sistema economico più razionale, ha una causa principale : il protestantesimo. L’etica protestante del calvinismo vede la giustificazione ex sola fide, quindi la salvezza non dipende dalle azioni dell’uomo ma dalla volontà di dio, e specchio del destino dell’uomo è

George Herbert Mead (1863 – 1931) Bisogna analizzare il gruppo per scendere agli individui, non viceversa; quindi il pensiero e le azioni degli individui devono essere spiegate in riferimento al gruppo, non viceversa. () Comportamentismo psicologico : stimolo (ambiente) risposta (comportamento), tuttavia per Mead gli individui non reagiscono agli stimoli automaticamente,ma prima pensano. ma distingue 4 fasi dell’atto:

  • Impulso ( reazione a uno stimolo, necessità di fare qualcosa in proposito)
  • Percezione ( cerca stimoli legati all’impulso, selezionando quelli rilevanti)
  • Manipolazione (dell’oggetto percepito; coinvolge mente e pollici opponibili)
  • Consumazione ( agire in modo tale da soddisfare l’impulso originario) In un contesto sociale in cui individui interagiscono tra di loro, si distingue la comunicazione fatta di gesti (usata anche negli animali) e i simboli significativi, che possono essere gesti vocali e in particolare il linguaggio, esplcitamente designati per produrre un certo tipo di reazione, stimolando la stessa risposta in chi parla e chi ascolta. Il pensiero stesso è per Mead parlare a se stessi come si parlerebbe agli altri, quindi la mente è resa possibile solo dal linguaggio. Il sè, legato alla mente in quanto processo mentale, può sorgere solo se l’individuo è parte di un processo sociale in cui influenza se stesso come gli altri : assume l’atteggiamento del gruppo al quale appartiene, e quindi assume nei propri confronti lo stesso atteggiamento assunto verso di lui dal gruppo. Emerge da due fasi dell’infanzia :
  • Fase del gioco spontaneo (il bambino gioca a interpretare qualcuno diverso da se, a diventare quindi sia soggetto che oggetto e capace di costruire un sè ma molto limitato in quanto può assumere solo ruoli separati)
  • Fase del gioco organizzato (inizia a sviluppare il sè assumendo il ruolo di tutti gli altri personaggi coinvoltinel gioco, iniziando a funzionare come un gruppo organizzato, assumendo quindi il ruolo dell’altro generalizzato, ossia del gruppo nel suo insieme e non nei singoli ruoli; essendoci più gruppi in una società ci sono tanti altri generalizzati, e ogni sè è unico anche per le caratteristiche biografiche individuali) Il sè è composto da due fasi in tensione: il me ( di cui abbiamo conssapevolezza; adozione dell’altro generalizzato, conformismo a ciò che la società si aspetta da noi) e l’Io (non abbiamo piena consapevolezza; aspetto immediato e creativo, personalità individuale, fonte di novità sociale, culla dei propri valori e realizzazione del sè)

Grand Theory di Mead : da società antiche dominate dal me a società in cui cresce il ruolo dell’Io. Lo struttural-funzionalismo si concentra sulle strutture sociali di larga scala e le istituzioni della società, le loro interazioni e i vincoli che queste impongono agli attori sociali, rivolgendo l’attenzione alla funzione che ogni struttura svolge per le altre.

  • Teoria funzionale della stratificazione di Davis e Moore (1945) : dato che non è mai esistite alcuna società non stratificata, ogni società ha bisogno di un sistema di stratificazione sociale, quindi una struttura che implica una gerarchia di posizioni; dato che le posizioni più importanti sono le meno piacevoli e richiedono più capacità, è necessario incentivare gli individui a ricoprire tali posizioni di vitale importanza per la società garantendo adeguate ricompense (prestigio, denaro e tempo libero) Critiche a sta farsa :
    1. non fa altro che legittimare i privilegiati
    2. anche se è sempre esistita non vuol dire che è necessaria
    3. l’importanza delle funzioni dei diversi ruoli è discutibile
    4. non sempre le ablità vengono premiate con posizioni adeguate
    5. le persone possono essere motivate semplicemente dalla soddisfazione di essere utili ai propri simili Talcott Parsons (1902 - 1979) Lo schema AGIL individua 4 imperativi funzionali comuni a tutti i sistemi d’azione, caratteristiche comuni a tutti i sistemi e fondamentali per la loro stessa esistenza:
  • Adattamento (un sistema deve conformarsi all’ambiente che lo circonda e adattare l’ambiente ai propri bisogni, affrontando i pericoli e le contingenze esterni)
  • Perseguimento dei fini (un sistema ha bisogno di definire e raggiungere i suoi scopi primari, sopravvivere ed espandersi, oltre a obiettivi più specifici)
  • Integrazione (un sistema cerca di regolare le interrelazioni delle parti che lo compongono; riguarda anche le relazioni con gli altri imperativi funzionali)
  • Latenza (necessità che ha il sistema di dare, mantenere e rinnovare le motivazioni degli individui; radicata nella teoria della stratificazione) o Mantenimento del modello ( dare, mantenere e rinnovare i modelli culturali che creano e sostengono le motivazioni individuali; creando norme e valori che le supportano) Lo schema AGIL può essere applicato a tutti i livelli del sistema teorico di Parsons, anche ai quattro sistemi d’azione, ciascuno dei quali è collegato allo svolgimento di uno dei quattro imperativi funzionali:

vengono interiorizzate dagli attori) che accompagna gli attori per tutto il corso della loro vita, integrata da esperienze socializzanti più specifiche. Società: quattro strutture (sottosistemi) sulla basa delle funzioni (AGIL) che svolgono;

  • Sottositema economico, svolge la funzione di adattamento adattandosi all’ambiente e adattando l’ambiente alle necessità di società
  • Sottosistema politico, svolge la funzione di perseguimento dei fini prefiggendosi obiettivi di carattere sociale e mobilitando attori e risorse per poterli conseguire.
  • Sottosistema fiduciario, istituzioni come famiglia e scuola, mantenimento del modello e latenza trasmettendo la cultura (norme e valori) agli attori e assicurandosi che essa venga interiorizzata
  • Comunità societaria svolge la funzione integrativa coordinando le diverse componenti di una società.(la legge) Sistema di personalità: sistema organizzato di orientamento e di motivazione all’azione dell’attore; componente di base è la disposizione ai bisogni ( impulsi modellati dalla società), ne distingue 3 tipi: cercare amore e approvazione, valori interiorizzati che spingono gli attori a osservare diversi standard culturali e aspettative di ruolo che gli spingono a dare e ottenere risposte adeguate; quindi la personalità è integrata al sistema sociale. Organismo comportamentale: fonte di energia per gli altri sistemi, basato sulla costituzione genetica, soggetto a condizionamento e apprendimento. Robert K.Merton (1910 – 2003) Contrappone le teorie di medio raggio (con un dato oggetto di studio e ipotesi da dimostrare empiricamente, ex suicidio e etica protestante, così da integrare teoria e ricerca empirica) alla grand theory onnicomprensiva di Parsons. Critica i 3 postulati fondamentali dell’analisi funzionale:
  1. Unità funzionale della società = tutte le strutture sono funzionali alla società stessa e ai suoi membri e tutte le sue parti sono integrate; per Merton non sono tutte funzionali nelle società moderne ne tutte le parti sono ugualmente integrate
  2. Funzionalismo universale = tutte le forme sociali e culturali svolgono funzioni positive;

per Merton no, la stessa struttura può avere funzione positiva per alcuni, ma negativa per altri (concetto di disfunzione), e anche non avere più conseguenze rilevanti per il sistema (concetto di non funzione); il concetto equilibrio netto tra funzioni positive e disfunzioni serve a orientare il sociologo per attribuire un significato relativo e discrezionale; ( le funzioni sono le conseguenze osservabili che consentono a un sistema di adattarsi)

  1. Indispensabilità = tutti gli aspetti standardizzati della società sono componenti indispensabili di tutto l’insieme operativo, quindi tutte le strutture sono necessarie; for Merton, aprendo lo struttural-funzionalismo a una prospettiva di possibilità del cambiamento, alcune struttre non sono funzionali ne necessarie e possono essere eliminate o cambiate; distingue tra funzioni manifeste (intenzionali) e latenti (non intenzionali), e un compito della sociologia è scoprire le conseguenze non previste, oltre a quelle irrilevanti e quelle disfunzionali, causate dalle struttre (come lo svelamento per Berger, guardare gli effetti reali al di la di quelli intenzionali) i funzionalisti si sono limitati all’analisi della società come insieme: per avere una prospettiva più completa l’analisi funzionale può essere effettuata su più livelli (un organizzazione, un istituzione, un gruppo..) purchè che l’oggetto sia un unità d’analisi standardizzata; l’interesse è per le motivazioni del gruppo, dell’organizzazione, non quelle individuali. Anomia : sconnessione tra struttura sociale e cultura (alcuni individui non sono in grado di agire secondo i valori normativi a causa della loro posizione sociale); la devianza ad esempio consiste in mezzi alternativi spesso illegali per il successo economico per chi non ha i mezzi necessari compatibili con i valori culturali predominanti in una società; quindi la devianza è generata dallo scarto tra cultura e struttura. Ralf Dahrendorf (1929 – 2009) La teoria del conflitto negli anni 50 e 60 si è opposta allo struttural- funzionalismo, orientata anch’essa allo studio delle strutture e delle istituzioni, che per certi versi capovolge i termini dell’analisi funzionalista; funzionalisti teorici del conflitto
  • società statica - in continuo cambiamento
  • ordine - dissenso e conflitto in ogn parte del sistema

La Teoria dei sistemi, definito anche funzionalismo strutturale , di Luhmann prende spunto dallo struttural-funzionalismo parsonsiano per integrarlo con elementi della biologia (teoria generale dei sistemi di von Bertalanffy, concetto di autopoiesi di Maturana e Varela) e della cibernetica di secondo ordine (concetto di autoreferenzialità di von Foerster); individua le lacune della teoria di Parsons proprio nell’assenza dell’ autoreferenzialità e della contingenza, due concetti chiave della sua trattazione. I sistemi sono sempre meno complessi del loro ambiente; tuttavia all’interno del sistema questa complessità viene rappresentata in forma molto semplificata. Semplificare la complessità significa effettuare una selezione, il che implica la contingenza (in ogni caso si sarabbe potuto optare per un’alternativa) e questa infine implica l’accettazione del rischio. Per questo i sistemi sviluppano sottosistemi e stabiliscono con questi diverse relazioni in modo tale da interfacciarsi efficacemente con il proprio ambiente, altrimenti verrebbero sopraffatti dalla sua complessità (quindi solo aumentando la complessità è possibile ridurla). Sistemi autopoietici (burocrazia, sistema politico, legale, economico, scientifico):

  • Producono gli elementi base che li compongono; il sistema e la sua forma base dipendono l’uno dall’altro (ex. Il denaro ha significato solo con un sistema economico, che funziona solo col denaro)
  • Si auto-organizzano in due modi: stabiliscono i propri confini (distinguendo ciò che è interno al sistema e ciò che non lo è; quindi a differenza degli struttural funzionalisti questa distinzione non è determinato dalle necessità funzionali del sistema, ma dalla sua auto-organizzazione) e coordinano le proprie strutture interne (le producono)
  • Autoreferenzialità: abilità di riflettere su se stessi, di fare riferimento a se stessi (ex. La determinazione dei prezzi da parte del sistema economico, o leggi sul funzionamento del sistema legale stesso)
  • Sono sistemi chiusi: non esiste alcuna connessione diretta tra il sistema e il proprio ambiente; piuttosto il sistema a che fare con rappresentazioni di questo. E’ necessario tuttavia per far si che il sistema non venga sopraffatto dall’ambiente che questo possa interferire, disturbare in qualche modo le sue rappresentazioni all’interno del sistema. (ex. crisi del 29, il valore nominale delle azioni non aveva più alcuna relazione col valore reale delle società quotate: per funzionare correttamente, il mercato azionario come sistema deve essere periodicamente disturbato dalla condizione reale delle società che sono parte del suo ambiente). Inoltre un sistema sociale chiuso è distinto dagli individui che appaiono farne parte : per Luhmann in realtà in questi sistemi l’individuo è parte dell’ambiente (l’essere umano reale, nel pieno

della sua identità, viene descritto dalla burocrazia solo come un’interferenza alla rappresentazione che essa ne da). La caratteristica principale della società moderna è la costante differenziazione che i sistemi mettono in pratica per affrontare i cambiamenti dell’ambiente; essa rappresenta lo sforzo di riprodurre all’interno dei sistemi la differenza che viene a crearsi tra essi e l’ambiente; un cambiamento dell’ambiente circostante verrà tradotto e incorporato nella struttura dell’organizzazione. Quindi all’interno di un sistema differenziato esistono due ambienti : uno comune a tutti i sottosistemi e uno interno per ciascuno di essi; ciascuno dei sottosistemi ha una diversa prospettiva dell’ambiente interno del sistema ,e questo crea un ambiente interno complesso e dinamico. La differenziazione quindi aumenta la complessità del sistema, con la formazione di nuovi sottosistemi e per la varietà delle relazioni tra essi, garantendo non solo una migliore risposta all’ambiente, ma anche un evoluzione (processo di selezione indotto dalla variazione) più veloce: maggiore è la varietà disponibile, migliore sarà la selezione.

  • Differenziazione segmentaria = suddivisione di un sistema in parti sulla base della necessità di adempiere ripetutamente a funzioni identiche; qui la disuguaglianza è puramente accidentale e non funzionale.
  • Differenziazione attraverso stratificazione = articolazione di tipo verticale, secondo ordine o status, in un sistema concepito come gerarchico, in cui ogni livello adempie a una funzione distinta; tutti i membri dello stesso livello funzionale sono fondamentalmente uguali, mentre livelli diversi vengono distinti proprio dalle loro diseguaglianze; I livelli sono interdipendenti e sono ugualmente essenziali al funzionamento del sistema (un eccessivo divario tra livelli più alti e più bassi potrebbe portare inefficienza e conflitto).
  • Differenziazione centro-periferia = strategia intermedia tra le due sopra (un centro che controlla fino a un certo punto le attività periferiche)
  • Differenziazione funzionale = caratteristia delle società moderne, ogni unità svolge una propria funzione all’interno del sistema. Più flessibile delle altre forme di differenziazione (maggiori relazioni tra sottosistemi quindi maggiore variabilità per selezionare risposte strutturali ai cambiamenti ambientali) ma a differenza di queste, se un sottosistema fallisce nell’adempimento della sua funzione questo può causare un problema per l’intero sistema sociale, fino a causarne la distruzione (maggiore complessità, maggiore rischio). Codice = modo di distinguere gli elementi del sistema da quelli che non gli appartengono; linguaggio base di un sistema funzionale; ogni comunicazione che utilizza un codice particolare è parte del sistema a quale tale codice fa riferimento, quella che non utilizza un codice appropriato non vi appartiene (ex. verità per il sistema scientifico, la legalità per il sistema legale, pagamento per il sistema

(area geografica dominante che sfrutta il resto del sistema), periferia (fornisce materie prime al centro che lo sfrutta) e semiperiferia (regioni a metà tra sfruttatori e sfruttari).

  1. Anticipa la possibilità di un mondo economico socialista, che a differenza di quello capitalistico non separerebbe il settore politico da quello economico; Norbert Elias (1897 -1990) Il Processo di civilizzazione si svolge su due piani collegati tra loro: quello di un prograssivo controllo delle manifestazioni affettive e delle pulsioni individuali nell’ambito della sfera comportamentale, e quello a livello macro del crescente monopolio dell’uso della forza da parte dello Stato. Nel passaggio da Medioevo a Rinascimento, quindi da società fedudale cavalleresca a società assolutistica di corte, si assiste alla nascita del concetto di civiltè, che esprime l’autocoscienza raggiunta in Occidente; facendo riferimento a un trattato di Erasmo di educazione infantine, Elias mostra come in diverse situazioni relazionali vi sia un’innalzamento dello standard della ripugnanza per cui alcuni comportamenti vengono ritenuti segno di inciviltà: nascono le buone maniere. La particolarità di questo cambiamento sta nel fatto che tali comportamenti non sono eterodiretti bensì sono autocostrizioni che agiscono in modo automatico, vissute dall’individuo come dei muri che lo separano dalla società. Questo processo di civilizzazione è spiegato da Elias come il riflesso del passaggio da catene di dipendenza brevi (in cui il monopolio della violenza è instabile e la divisione delle funzioni è limitata) a catene di dipendenza lunghe (monopolio della forza fisica stabile, ampia divisione e interdipendenza delle funzioni), per il quale gl individui, inizialmente i nobili e in seguito tutti gli individui, reprimono l’aggressività. Configurazioni: all’idea di uomo come personalità chiusa Elias contrappone l’immagine di uomo come immagine di molti uomini interdipendenti che creano configurazioni, e la società è quindi la rete di interdipendenze degli individui, non qualcosa esistente al di sopra di essi. Jurgen Habermas Teoria dell’agire comunicativo (1981) : distingue due tipi di azione razionale : quella strumentale, nel senso weberiano, individua la realtà nel senso economico e politico, quindi come sistema, e quella comunicativa orientata all’intesa, finalizzata alla comprensione reciproca, che concepisce la realtà come mondo vitale, orizzonte di ogni agire comunicativo (relazione interpersonale per coordinare di comune accordo il proprio agire); questo tipo di razionalità prevede quindi che l’azione razionale sia conforme a una situazione discorsiva ideale (che soddisfa 4 pretese di validità: comprensibilità, verità, veridicità e giustezza), una comunicazione libera nella quale prevale l’argomentazione migliore e il suo luogo ideale è la sfera pubblica. Tuttavia nella modernità questo tipo di razionalità è stata sopraffatta e colonizzata dal

sistema, quindi dall’agire strumentale, dopo che questo si è reso autonomo dal mondo vitale, assoggettando così la comunicazione ai suoi schemi. Secondo Habermas questo implica non il fallimento dei principi della razionalità, ma solo una loro incompiutezza: bisogna rendere la comunicazione libera per affermare la razionalità comunicativa e riequilibrare la dialettica tra sistema e mondo vitale. Anthony Giddens: modernità radicalizzata, 3 elementi di discontinuità della modernità con le epoche precedeni: Fiducia nei sistemi esperti e negli elementi simbolici (meccanismi di disaggregazione, enucleano i rapporti sociali dall’immediatezza del contesto) in ambienti di rischio; Riflessività (il pensiero e l’azione si rifrangono continuamente l’uno sull’altro, ogni sapere acquisito può essere messo in discussione = istituzionalizzazione del dubbio); Separazione dello spazio e del tempo, dislocazione (il luogo diventa fantasmagorico); Juggernaut: La modernità ha carattere imprevedibile dovuto a DIFETTI DI PROGETTAZIONE perché la modernità non può essere separata dai sistemi astratti che generano disaggregazione, ERRORE DELL'OPERATORE poiché ogni sistema astratto può non funzionare come dovrebbe perché chi lo governa commette degli errori,e infine le CONSEGUENZE NON VOLUTE, imprevedibili e la RIFLESSIVITA' E LA CIRCOLARITA' DEL SAPERE SOCIALE; Teoria della strutturazione = azione e struttura sono due lati della stessa medaglia (una dualità), non sono indipendenti, ma le stesse pratiche, le azioni umane producono e riproducono la coscienza e le strutture che a loro volta rendono possibili tali pratiche. Doppia ermeneutica : i sociologi alterano il mondo che studiano Razionalizzazione : formazione di routine per la sicurezza e l’efficienza degli individui (oltre alle motivazioni =possibilità d’agire) Coscienza discorsiva (descrivere a parole le nostre azioni) e coscienza pratica (le azioni che diamo per scontate, inesprimibili a parole); Struttura: insieme di proprietà strutturanti (regole e risorse) che rendono le pratiche ricorsive, gli danno una forma sistematica. Quindi ripetibili nello spazio e nel tempo; Sistema sociale: costituiti da pratiche sociali ripetute, abituali; le strutture si manifestano nelle pratiche ripetute (a livello macro dei sistemi sociali) e nella memoria degli agenti (a livello micro della coscienza umana)

Cooley :

  • Io riflesso: L’immagine che abbiamo di noi stessi la otteniamo osservando se il modo in cui gli altri ci valutano è conforme con quello che desideriamo essere;
  • Gruppo primario: gruppo intimo di relazioni che trasforma l’individuo in un essere sociale. Erving Goffman (1922-1982) L’approccio drammaturgico di Goffman vede la realtà quotidiana come una rappresentazione che si svolge su un palcoscenico in cui gli attori sono gli individui, ed il cui scopo è riuscire a convincere il pubblico dell’autenticità della propria performance, e quindi dell’immagine di sè che vogliono proiettare agli altri. Il sè è prodotto dell’interazione drammatica, può venir distrutto in qualsiasi momento della rappresentazione. Facciata: quella parte della rappresentazione che funziona in maniera fissa e generalizzata allo scopo di definire la situazione per quanti la stanno osservando; essa si divide in ambientazione (lo scenario, il contesto fisico) e facciata personale (equipaggiamento espressivo ex vestito); quest’ultima si divide in apparenza (oggetti che ci danno informazione sullo status dell’attore) e maniera (il tipo di ruolo che l’attore si aspetta di interpretare nella situazione); differenti routines possono servirsi della stessa facciata; essa tende a venire istituzionalizzata (realtà a se stante con un significato che prescinde dalla singolare rappresentazione) così da dar luogo a rappresentazioni collettive. Il più delle volte peraltro gli attori trovano in un determinato ruolo una facciata già predisposta, per cui non devono crearla ma si limitano a sceglierla. Per assicurarsi il successo della performance, gli attori devono inevitabilmente nascondere i diversi elementi che ci sono dietro e la precedono e che potrebbero screditarla, accentuandone altri; inoltre devono dare impressione di essere più vicini al pubblico di quanto in realtà non lo siano (quindi i pubblici devono essere divisi e incomunicanti). Dunque la performance ha carattere interazionale: il suo successo dipende dal coinvolgimeno di tutte le parti; infatti anche il pubblico collabora per il mantenimento della definizione di senso, ad esempio asseconda la tecnica della mistificazione (attraverso la quale l’attore si distacca dal pubblico per dare un’aura più consistente alla rappresentazione) Equipes: insieme di individui che collaborano al mantenimento della definizione di una situazione (routine); ha carattere di una società segreta, in quanto molti aspetti della collaborazione vanno tenuti segreti ai non membri.

Retroscena: luogo dove l’attore può abbandonare la facciata, prepararla, generalmente vicino al palcoscenico, dove si svolgono varie azioni informali il cui accesso è negato al pubblico; Esterno: nè ribalta nè retroscena, ma può diventarli. Distanza di ruolo: misura in cui gli individui si allontanano dai ruoli che rappresentano; è una funzione dello status sociale ( in individui di status differenti la distanza di ruolo ha ragioni diverse) Stigma: scarto tra identità sociale potenziale e reale; stigma del discriminato (le differenze sono evidenti al pubblico) o del discriminabile (le differenze non sono evidenti); tutti quanti prima o poi veniamo stigmatizzati. La gestione delle impressioni: tecniche che gli attori mettono in atto per mantenere certe impressioni di fronte ad azioni inaspettate (intrusioni inopportune, passi falsi) o intenzionali (la rappresentazione);

  • Lealtà drammaturgica = i membri dell’èquipe non devono identificarsi con o cambiare troppo spesso il pubblico;
  • Disciplina drammaturgica = i membri dell’èquipe non devono lasciarsi trascinare realmente dai ruoli, devono avere autocontrollo;
  • Circospezione drammaturgica = prevedere e programmare in maniera anticipata il modo migliore per mettere in scena una rappresentazione (scegliere membri leali, un buon pubblico..) Quindi per Goffman entrano in scena senza essere pienamente consapevoli di quello che fanno : manipolano cinicamente le impressioni che vogliono produrre al fine di raggiungere i propri obiettivi. Harold Garfinkel (1917-2011) - Etnometodologia Etnometodologia : si occupa dell’organizzazione della vita ordinaria nella sua quotidianità, nella quale gli individui utilizzano un ragionamento di tipo pratico. Come Durkheim si concentra sui fatti sociali, tuttavia ritiene che vederli come esterni e coercitivi rispetto ai soggetti riduce gli attori a narcotizzati; tuttavia essi non pensano continuamente a loro stessi e ciò che fanno, ma la loro azione è più una routine che non da luogo a grandi riflessioni. I membri della società vengono descritti come l’insieme di attività della vita quotidiana e quelle attraverso le quali producono ciò che per loro sono le strutture più grandi; quindi gli etnometodologi sono interessati alle pratiche con cui gli individui producono i significati che attribuiscono alle strutture di tipo micro e macro. Gli attori spiegano situazioni specifiche attraverso narrazioni; narrare è il processo attraverso il quale gli individui offrono le loro narrazioni con l’obiettivo di dare un
  1. Proposizione del valore = maggiore è il valore che gli individui assegnano ai risultati delle proprie azioni, tanto più è probabile che le ripetano in futuro; ( gratificazioni: azioni con valori positivi, sanzioni: azioni con valori negativi; meglio non applicare sanzioni se si vuole cambiare il comportamento di una persona, piuttosto non ricompensare i comportamenti indesiderati);
  2. Proposizione deprivazione – sazietà : tanto più spesso nel recente passato le persone hanno ricevuto una determinata ricompensa, tanto meno rilevante sarà ritenuta in futuro una ricompensa dello stesso tipo; (costo: insieme di ricompense perdute nel perseguire linee d’azione alternatve, profitto: gratificazioni ottenute in più rispetto ai costi ; tanto maggiori sono i profitti che derivano dalle loro azioni, tanto è più probabile che le mettano in atto)
  3. Proposizioni aggressione – approvazione A) quando gli individui non ricevono le ricompense attese per un’azione, o se vengono sanzionati inaspettatamente, si incazzano e mostrano aggressività B) gli individui proveranno piacere nel ricevere la ricompensa che si aspettano, specialmente se questa è superiore al previsto
  4. proposizione della razionalità (infuenzata dalla teoria della scelta razionale, quindi in termini economici massimizzano la loro utilità) = tra le alternative disponibili gli individui scelgono quell’azione che, data la percezione del soggetto, porterà a ottenere la maggior gratificazione e le maggior probabilità di ricompense (le gratificazioni più cercate sono quelle sia ritenute di maggior valore sia facilmente conseguibili) quindi la teoria di Homans vede l’attore come razionale cacciatore di profitto : infatti la proposizione della razionalità è collegata a quelle del successo, dello stimolo e del valore. Teoria della scelta razionale – James Coleman (1926 – 1995) Principi derivati dall’economia neoclassica e dall’utilitarismo; modello scheletrico della teoria della scelta razionale : mettendo insieme le parti di diversi modelli; Secondo questa teoria gli attori, intenzionalmente o meno, perseguono sempre uno scopo; l’azione viene quindi intrapresa per raggiungere obiettivi coerenti con la struttura di preferenze dell’attore. Due principali limiti all’azione degli attori :
  • scarsità delle risorse ( costi opportunità = nel perseguire un determinato fine gli attori devono tenere presenti i costi che implicherebbe il seguire un obiettivo secondo in ordine di importanza)
  • istituzioni sociali (limitano scelte disponibili, offrono sanzioni o ricompense per incoraggiare o scoraggiare certe condotte) ex legge , scuola. Altre due idee alle basi della teoria:
  1. quel meccanismo di aggregazione secondo il quale una varietà di azioni individuali si compongono a formare un esito sociale;
  2. l’importanza dell’informazione del fare scelte razionali (informazione disponibile è variabile e per questo ha effetti profondi sulle scelte) limiti alla sua teoria : priorità schiacciante alla questione micro-macro, ignora la questione macro-macro e le sue frecce causali sono orientate in un unica direzione (macro a micro) La teoria della scelta razionale offre fondamenta a livello micro per spiegare tutti i fenomeni a livello macro, anche quelli instabili (gli attori sono portatori di risorse e un sistema sociale viene formato dalla loro interazione, ognuno di loro cerca di massimizzare il proprio interesse) :
  3. Comportamento collettivo = attori razionali trasferiscono unilateralmente il controllo delle proprie azioni ad altri, tentando di massimizzare la propria utilità ( visto che è unilaterale crea squilibrio)
  4. Norme = sono stabili e producono ordine nella società in quanto in questo caso il trasferimento è reciproco (gli individui cedono una parte del controllo sul loro comportamento ma guadagnano una parte del controllo sul comportamento degli altri, massimizzando la propria utilità); sistema di sanzione interno in caso di violazione, consenso sulle norme e chi le emana ulteriori fattori di prevenzione dello squilibrio.
  5. Attore collettivo = entro una struttura collettiva come un’organizzazione gli attori possono perseguire scopi propri diversi da quelli della collettività;
  • conflitti rivolti verso l’autorità collettiva (micro vs macro), legittimità tolta all’autorità e conferita agli autori della rivolta.
  • Certe condizioni di livell macro portano gli individui a compiere queste azioni di privazione o conferimento di controllo e legittimità (macro vs micro) Per Coleman sono gli attori individuali a essere sovrani e i sistemi sociali devono servire i loro interessi; le strutture tradizionali (famiglia , vicinato, gruppi religiosi) stanno venendo gradualmente rimpiazzati da strutture dotate di uno scopo ad hoc : le loro funzioni vengono disperse in una varietà di attori collettivi; per Coleman bisogna creare una struttura che rimpiazzi quella tradizionale dalla quale le persone ancora dipendono, non distruggendo quelle ad hoc ma realizzandone le possibilità ed evitandone i problemi. Richard Emerson (1925-1982) In due saggi del 1972 pone le basi per una teoria dello scambio più integrativa. Interessato a questa teoria come base per i suoi studi sulla dipendenza e sul potere, accetta le sue premesse behavioristiche rifiutando tuttavia sia la visione troppo razionalistica degli individui, sia la posizione riduzionista di Homans, cercando di