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Tesina finale da 35 pagine per il Master Universitario di I livello "La figura dell'insegnante di sostegno nella scuola" – Università Telematica eCampus, A.A. 2025/2026. Il documento tratta i seguenti argomenti: Quadro normativo: L. 104/1992, D.Lgs. 66/2017, D.L. 71/2024 Modello ICF e Profilo di Funzionamento Competenze e identità professionale del docente di sostegno Piano Educativo Individualizzato (PEI) – struttura, redazione e progetto di vita Strategie didattiche inclusive: UDL, Cooperative Learning, peer tutoring, metacognizione BES e DSA: normativa, PDP, strumenti compensativi Tecnologie assistive e ambienti digitali inclusivi Organizzazione della scuola inclusiva: GLI, PAI, famiglia e servizi territoriali Prospettive internazionali: Dichiarazione di Salamanca, CRPD, Agenda 2030 Approfondimenti su: osservazione sistematica, CAA, valutazione inclusiva, autismo (ASD)
Tipologia: Prove d'esame
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UNIVERSITÀ TELEMATICA eCampus Master Universitario di I Livello
Tesina finale di Master
Candidato/a:
Tutor accademico:
Anno Accademico 2025/
Il presente elaborato analizza il ruolo dell'insegnante di sostegno nel sistema scolastico italiano, con particolare riferimento all'evoluzione normativa che ha trasformato il modello dell'integrazione in quello dell'inclusione. Attraverso una disamina del quadro legislativo vigente – dalla Legge 104/1992 al D.Lgs. 96/2019 e al D.L. 71/2024 – si ricostruisce il percorso culturale e pedagogico che ha portato alla piena affermazione del paradigma bio-psico-sociale dell'ICF. L'elaborato approfondisce le competenze professionali richieste al docente specializzato, le strategie didattiche inclusive più efficaci, gli strumenti di osservazione e valutazione degli alunni con disabilità e la costruzione del Piano Educativo Individualizzato. Ampio spazio è dedicato ai Bisogni Educativi Speciali, ai Disturbi Specifici dell'Apprendimento e all'utilizzo delle tecnologie assistive. Vengono inoltre approfonditi i modelli organizzativi della scuola inclusiva, la collaborazione con le famiglie e i servizi territoriali, nonché le prospettive internazionali sull'educazione inclusiva. In conclusione vengono proposte riflessioni sulle sfide future del sistema scolastico italiano.
Parole chiave: inclusione scolastica, sostegno didattico, ICF, PEI, BES, DSA, UDL, didattica speciale, tecnologie assistive
INDICE
Introduzione^4
Capitolo 1 – Il quadro normativo sull'inclusione scolastica^5 1.1 – Dalla Legge 517/1977 alla Legge 104/1992 5 1.2 – Il D.Lgs. 66/2017 e la riforma del sostegno 7 1.3 – Il D.L. 71/2024: novità e prospettive 8
Capitolo 2 – Il modello ICF e la comprensione della disabilità^10
2.1 – Dall'ICIDH all'ICF: un cambio di paradigma (^10)
2.2 – I componenti dell'ICF applicati alla scuola (^11)
2.3 – Il profilo di funzionamento (^12)
Capitolo 3 – Il docente di sostegno: identità professionale e competenze^13
3.1 – La formazione specialistica del docente (^13)
INTRODUZIONE
L'inclusione scolastica rappresenta uno dei principi cardine del sistema educativo italiano contemporaneo. Superata la fase dell'inserimento – che si limitava alla presenza fisica degli alunni con disabilità nelle classi comuni – e poi quella dell'integrazione – orientata a far 'rientrare nella normalità' l'alunno in difficoltà – oggi il paradigma dell'inclusione riconosce la diversità come risorsa e valore aggiunto per l'intera comunità scolastica.
In questo scenario, la figura dell'insegnante di sostegno assume un ruolo cruciale: non più semplice 'accompagnatore' dell'alunno con disabilità, ma professionista della didattica speciale, mediatore culturale e promotore di un clima scolastico accogliente per tutti gli studenti. Il docente specializzato è, al tempo stesso, esperto di metodologie inclusive, conoscitore della normativa vigente, collaboratore del consiglio di classe e punto di riferimento per le famiglie e i servizi sociosanitari.
Il quadro demografico scolastico italiano conferma la rilevanza di questa figura professionale: secondo i dati ISTAT più recenti, gli alunni con disabilità certificata nelle scuole di ogni ordine e grado superano il 4% della popolazione scolastica totale, con una tendenza in costante crescita. A questi si aggiungono gli alunni con BES non certificati, che possono rappresentare una quota significativa del totale. L'insegnante di sostegno è dunque una figura strutturale e imprescindibile del sistema scolastico.
Il presente elaborato si propone di analizzare in modo sistematico e approfondito questa figura professionale, a partire dall'evoluzione del quadro normativo nazionale fino agli strumenti operativi più recenti. Vengono esplorati il modello bio-psico-sociale dell'ICF, le competenze richieste al docente specializzato, la costruzione del PEI, le principali strategie didattiche inclusive, la gestione dei BES e dei DSA, le opportunità offerte dalle tecnologie assistive e le prospettive future dell'inclusione scolastica italiana nel contesto europeo e internazionale.
La struttura dell'elaborato si articola in otto capitoli tematici, ciascuno dei quali approfondisce un aspetto specifico del complesso sistema dell'inclusione scolastica italiana, con l'obiettivo di fornire un quadro organico e operativo a chi si avvicina – o già opera – in questo fondamentale ambito dell'istruzione.
«L'inclusione non è un favore che si fa agli alunni con disabilità; è il modo in cui una scuola democratica risponde alla diversità umana. (UNESCO, Policy Guidelines on Inclusion in Education, 2009)»
potenzialità della persona.
La legge introduce strumenti operativi fondamentali: la Diagnosi Funzionale (DF), il Profilo Dinamico Funzionale (PDF) e il Piano Educativo Individualizzato (PEI). Istituisce inoltre la figura dell'insegnante specializzato per il sostegno, definendo le modalità di assegnazione e i diritti degli alunni. La Legge 104 rimane ancora oggi il pilastro fondamentale del sistema di garanzie per le persone con disabilità, anche se alcune sue parti sono state aggiornate e modificate dalla normativa successiva.
«L'integrazione scolastica ha come scopo lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione. (Art. 12, comma 3, L. 104/1992)»
Il Decreto Legislativo 66/2017 rappresenta la riforma più significativa del sistema dell'inclusione scolastica degli ultimi decenni. Il decreto sostituisce il vecchio modello diagnostico basato su DF e PDF con il Profilo di Funzionamento, strumento ispirato all'ICF dell'OMS. Il PEI viene ridisegnato come documento programmatico che include obiettivi educativi, metodologie, risorse necessarie e verifiche periodiche, con una prospettiva di lungo periodo legata al 'progetto di vita' dell'alunno.
Tra le innovazioni principali del decreto si segnalano: la centralità del Profilo di Funzionamento come base per la programmazione educativa; la ridefinizione del Gruppo di Lavoro per l'Inclusione (GLI) a livello scolastico; l'istituzione di una rete di supporto territoriale per l'inclusione (CTI – Centri Territoriali per l'Inclusione); il rafforzamento della collaborazione tra scuola, famiglia e servizi sanitari.
Il D.Lgs. 66/2017 prevede che il PEI sia elaborato e approvato dal Gruppo di Lavoro Operativo per l'Inclusione (GLHO), composto dal team docente/consiglio di classe, dal docente di sostegno, dai genitori o tutori, dai professionisti dell'ASL e, ove possibile, dall'alunno stesso.
Il decreto pone particolare attenzione alla continuità del percorso educativo: viene rafforzato il principio che l'insegnante di sostegno dovrebbe mantenere la titolarità sull'alunno per l'intera durata del ciclo scolastico, riducendo le interruzioni dovute al precariato. Si tratta di un obiettivo parzialmente raggiunto nella pratica, su cui la normativa successiva ha continuato a intervenire.
Il Decreto Legge 71/2024, convertito con modificazioni dalla Legge 106/2024, introduce ulteriori disposizioni in materia di inclusione scolastica. Le principali novità riguardano la revisione dei criteri per la determinazione dell'organico dei docenti di sostegno, il rafforzamento del ruolo dei GLHO e la definizione di standard formativi più rigorosi per i docenti specializzati.
Sul versante della continuità didattica, il decreto interviene con misure incentivanti: i docenti di sostegno che accettano la continuità con l'alunno seguìto nell'anno precedente ricevono un punteggio aggiuntivo nelle graduatorie. Vengono inoltre definite procedure più snelle per la stabilizzazione dei docenti di sostegno che hanno maturato specifiche esperienze con alunni con gravi disabilità.
Il provvedimento interviene anche sulla valutazione degli studenti con disabilità, ribadendo il principio dell'individualizzazione del percorso e della valutazione in relazione agli obiettivi del PEI. Vengono inoltre introdotte disposizioni per migliorare l'accessibilità degli edifici scolastici e per promuovere l'utilizzo di tecnologie assistive in tutte le scuole.
In ambito scolastico, l'approccio ICF implica che l'osservazione dell'alunno non si limiti alle sue difficoltà funzionali, ma consideri le sue capacità nel contesto specifico della classe, del gruppo dei pari, della famiglia. I fattori ambientali – come la qualità delle relazioni, la disponibilità di sussidi, l'atteggiamento degli insegnanti, la struttura fisica dell'aula – possono agire da facilitatori o da barriere al funzionamento dell'alunno.
Il D.Lgs. 66/2017 ha introdotto, in sostituzione della vecchia Diagnosi Funzionale e del Profilo Dinamico Funzionale, il Profilo di Funzionamento, redatto sulla base dei principi dell'ICF. Si tratta di un documento unitario che descrive in modo integrato la condizione di salute dell'alunno, le sue capacità e i fattori contestuali che influenzano il suo funzionamento.
Il Profilo di Funzionamento viene redatto dall'Unità di Valutazione Multidisciplinare (UVM) dell'ASL, con la partecipazione dei genitori e, ove possibile, dell'alunno. Costituisce la base documentale per la definizione del PEI e per la richiesta delle risorse necessarie. La scuola contribuisce al processo con proprie osservazioni sistematiche, fornendo all'UVM informazioni sul funzionamento dell'alunno nel contesto scolastico specifico.
Il passaggio dal modello diagnostico-categoriale al Profilo di Funzionamento segna un cambiamento culturale profondo: l'alunno non viene più descritto in base a ciò che 'non sa fare', ma in relazione alle sue potenzialità e alle condizioni ambientali che possono favorire o ostacolare la sua partecipazione alla vita scolastica.
CAPITOLO 3 – IL DOCENTE DI SOSTEGNO: IDENTITÀ
PROFESSIONALE E COMPETENZE
La figura professionale del docente di sostegno è una delle più complesse e multidimensionali del panorama scolastico. Non si tratta di un 'insegnante dell'alunno disabile', ma di un docente specializzato assegnato alla classe per supportare l'intero processo inclusivo, in stretta collaborazione con i colleghi curricolari, la famiglia e i servizi del territorio. Comprendere la ricchezza e la complessità di questo ruolo è il primo passo per esercitarlo con efficacia.
Per diventare docente di sostegno è necessario conseguire un titolo di abilitazione all'insegnamento nella disciplina di riferimento (classi di concorso) e, successivamente, specializzarsi attraverso il corso di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, erogato dalle università. Il percorso formativo si struttura in tre fasi: formazione di base (laurea), abilitazione all'insegnamento (TFA, percorsi abilitanti) e specializzazione sul sostegno.
Il corso di specializzazione ha una durata di un anno accademico e prevede un numero consistente di CFU ripartiti tra attività teoriche, laboratori e tirocinio diretto e indiretto. I contenuti formativi coprono la psicologia dello sviluppo, la pedagogia speciale, la didattica inclusiva, la legislazione scolastica, la neuropsichiatria infantile e le metodologie della comunicazione aumentativa e alternativa (CAA).
La formazione continua è un altro aspetto fondamentale: il docente di sostegno deve aggiornare costantemente le proprie competenze attraverso corsi, convegni e attività di ricerca-azione. La partecipazione a comunità di pratica professionali e a reti di scuole impegnate nell'inclusione rappresenta una risorsa preziosa per lo sviluppo professionale continuo.
Le competenze del docente di sostegno possono essere classificate in tre grandi aree: pedagogico-didattiche, relazionali e organizzativo-gestionali. Ognuna di queste aree comprende un insieme di conoscenze, abilità e atteggiamenti che il professionista deve possedere e sviluppare nel corso della propria carriera.
Le competenze pedagogico-didattiche comprendono la conoscenza delle teorie dell'apprendimento, delle metodologie inclusive (UDL, cooperative learning, peer tutoring, didattica metacognitiva), degli strumenti di osservazione e valutazione, e la capacità di progettare percorsi individualizzati coerenti con gli obiettivi del PEI. Include anche la capacità di adattare i materiali curricolari, di creare ausili e supporti personalizzati, e di valutare l'efficacia
CAPITOLO 4 – IL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO
(PEI)
Il Piano Educativo Individualizzato rappresenta lo strumento operativo centrale del processo inclusivo. È il documento programmatico nel quale vengono definiti gli obiettivi educativi e di apprendimento, le metodologie, le risorse umane e materiali, i criteri di valutazione e le modalità di verifica del percorso scolastico dell'alunno con disabilità. La sua elaborazione è un processo collaborativo che coinvolge tutti i soggetti che partecipano alla vita educativa dell'alunno.
Con l'entrata in vigore del D.Lgs. 66/2017 e dei successivi decreti attuativi, il PEI è stato profondamente rinnovato. Il modello operativo, definito dal D.I. 182/2020, prevede una struttura articolata in sezioni dedicate al profilo dell'alunno, agli obiettivi, alle modalità di verifica e al progetto di vita. Il nuovo PEI si distingue dal precedente per la maggiore attenzione ai fattori contestuali, per l'esplicitazione delle risorse necessarie e per l'orizzonte temporale di lungo periodo.
Sezione PEI Contenuto
Dati anagrafici e generali Informazioni sull'alunno, scuola, anno scolastico
Quadro informativo Sintesi del Profilo di Funzionamento
Obiettivi educativi Obiettivi per ogni area di sviluppo (a breve e lungo termine)
Modalità e strumenti Metodologie, ausili, misure dispensative
Risorse professionali Ore di sostegno, assistenza specialistica, educatore
Monitoraggio Modalità e tempi di verifica degli obiettivi
Progetto di vita Orientamento post-scolastico, autonomia, partecipazione sociale
La redazione del PEI è un processo collaborativo che richiede la raccolta e l'integrazione di informazioni provenienti da molteplici fonti: la documentazione sanitaria, le osservazioni sistematiche condotte a scuola, i contributi della famiglia e le indicazioni dei professionisti che seguono l'alunno al di fuori della scuola.
Il docente di sostegno svolge un ruolo di coordinamento in questo processo: raccoglie le informazioni, predispone la bozza del documento, convoca e gestisce i GLHO, sintetizza i contributi di tutti gli attori e cura la redazione finale. È anche responsabile del monitoraggio in itinere e della verifica periodica degli obiettivi, proponendo eventuali modifiche in corso d'anno.
La verifica del PEI avviene in due momenti: a metà anno (verifica intermedia, entro febbraio) e a fine anno (verifica finale, entro giugno). In quest'ultima occasione si valutano i risultati raggiunti, si analizzano le criticità emerse e si definiscono le indicazioni per il PEI dell'anno successivo, garantendo la continuità del percorso.
Uno degli elementi più innovativi introdotti dalla recente normativa è la dimensione del 'progetto di vita': il PEI non riguarda solo il percorso scolastico dell'alunno, ma si inscrive in una prospettiva più ampia che considera la sua vita futura come adulto, l'inserimento lavorativo, l'autonomia personale e la partecipazione alla vita della comunità.
Questo orientamento richiede che la scuola dialoghi costantemente con le famiglie e con i servizi del territorio per costruire un 'progetto di vita' realistico e condiviso. L'orientamento professionale, l'acquisizione di competenze per la vita indipendente, lo sviluppo di relazioni sociali significative diventano parte integrante degli obiettivi educativi dell'alunno con disabilità.
«Il progetto di vita si propone di favorire il benessere e la qualità della vita delle persone con disabilità, attraverso la costruzione di percorsi personalizzati che valorizzino le potenzialità e promuovano la massima autonomia possibile.»
Il peer tutoring è una tecnica in cui uno studente assume il ruolo di 'tutor' nei confronti di un compagno. Gli studi dimostrano benefici per entrambe le parti: il 'tutee' riceve un supporto individualizzato, mentre il 'tutor' consolida le proprie conoscenze attraverso l'insegnamento. La coppia tutor-tutee viene spesso scelta sulla base di una differenza di abilità moderata, per favorire uno scambio produttivo.
La didattica metacognitiva si basa sulla capacità degli studenti di riflettere sui propri processi di apprendimento: capire come si impara, monitorare la propria comprensione, identificare le strategie più efficaci in relazione al compito. Questa dimensione è particolarmente rilevante per gli alunni con disabilità o con BES, che spesso mostrano difficoltà nel governo dei propri processi cognitivi.
Il docente di sostegno può promuovere la metacognizione attraverso: il 'pensiero ad alta voce', in cui il docente rende visibili i propri processi mentali; le mappe concettuali, che aiutano a strutturare le conoscenze e a visualizzare le connessioni; i diari di apprendimento, in cui lo studente riflette sulle proprie esperienze; le griglie di autovalutazione, che sviluppano la consapevolezza dei propri progressi e delle proprie difficoltà.
CAPITOLO 6 – BES E DSA NELLA SCUOLA INCLUSIVA
Il concetto di Bisogno Educativo Speciale (BES) ha ampliato significativamente il perimetro dell'attenzione pedagogica, includendo non solo gli alunni con disabilità certificata, ma anche coloro che presentano difficoltà di apprendimento legate a disturbi specifici, a svantaggio socioculturale o a condizioni temporanee di disagio. Questa espansione della categoria implica una ridefinizione delle responsabilità della scuola e del docente di sostegno.
Il termine BES è stato introdotto nella normativa italiana dalla Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012. I BES comprendono tre grandi sottocategorie: disabilità (certificate ai sensi della L. 104/1992), disturbi evolutivi specifici (DSA, ADHD, disturbi del linguaggio) e svantaggio socioculturale, linguistico o legato a difficoltà familiari.
Categoria BES Normativa di riferimento Strumento di personalizzazione
Disabilità certificata L. 104/1992, D.Lgs. 66/2017 PEI
DSA L. 170/2010, DM 5669/2011 PDP obbligatorio
ADHD e disturbi evolutivi CM 8/2013 PDP
Svantaggio socioculturale DM 27/12/2012 PDP (facoltativo, se necessario)
Alunni stranieri non italofoni CM 8/2013 Piano di studio personalizzato
I DSA comprendono dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia. Sono disturbi neurobiologici che interessano specifiche funzioni cognitive in presenza di intelligenza nella norma. La diagnosi deve essere effettuata da un'équipe multidisciplinare. La scuola, ricevuta la diagnosi, è tenuta a elaborare un PDP con misure dispensative e strumenti compensativi adeguati.
Gli strumenti compensativi più utilizzati includono: sintesi vocale, dizionari digitali, programmi di videoscrittura con correttore ortografico, calcolatrice, tavole e formulari. Le misure dispensative possono prevedere la riduzione del carico di compiti scritti, la valutazione orale in sostituzione di quella scritta, e tempi aggiuntivi per lo svolgimento delle prove. La scelta degli strumenti deve essere calibrata sul profilo specifico dell'alunno e rivista periodicamente.
«L'adozione di strumenti compensativi e misure dispensative non costituisce una forma di 'privilegio', ma il necessario adattamento del percorso educativo alle caratteristiche neurobiologiche dell'alunno. (DM 5669/2011, art. 6)»
CAPITOLO 7 – TECNOLOGIE ASSISTIVE E STRUMENTI
DIGITALI
Le tecnologie assistive rappresentano uno degli strumenti più potenti a disposizione dell'inclusione scolastica. Attraverso l'utilizzo di dispositivi hardware e software appositamente progettati o adattati, è possibile compensare o ridurre le limitazioni funzionali di alunni con disabilità o con disturbi dell'apprendimento, favorendo la loro partecipazione attiva alla vita scolastica.
Il diritto all'utilizzo delle tecnologie assistive è sancito da diverse normative. La L. 104/ prevede la fornitura di ausili tecnici e informatici per facilitare l'integrazione scolastica. La L. 170/2010 garantisce agli alunni con DSA l'utilizzo di strumenti compensativi tecnologici. Il D.Lgs. 66/2017 rafforza questo diritto inserendolo esplicitamente nel contesto della progettazione del PEI.
Il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) ha stanziato risorse specifiche per dotare le scuole di strumenti tecnologici inclusivi. Le norme sull'accessibilità digitale (Legge Stanca, 2004; aggiornamenti 2018) impongono che i siti web e i materiali digitali delle scuole siano accessibili a persone con disabilità.
Il panorama degli strumenti tecnologici a supporto dell'inclusione è molto vasto. La sintesi vocale converte testi scritti in formato audio, permettendo agli alunni con dislessia o con disabilità visive di accedere ai contenuti scritti. I programmi di scrittura con predizione del testo supportano gli alunni con disortografia. I software per la creazione di mappe concettuali facilitano l'organizzazione delle informazioni.
Strumento Area di supporto Profilo beneficiario principale
Sintesi vocale (EasyReader, Balabolka)Lettura e accesso ai testi Dislessia, disabilità visiva
Predizione del testo (WordQ, Claro) Produzione scritta Disortografia, disgrafia
Mappe concettuali (CmapTools, Xmind)Studio e organizzazione Difficoltà cognitive e mnemoniche
Calcolatrice parlante Calcolo Discalculia, disabilità visiva
CAA software (Grid 3, Symwriter) Comunicazione Disabilità comunicative gravi
LIM e tablet Interattività multimodale ADHD, difficoltà motorie, stili cognitivi diversi
Le piattaforme digitali per la didattica (Google Workspace for Education, Microsoft 365, Moodle) hanno aperto nuove opportunità per l'inclusione. Questi ambienti permettono di personalizzare i materiali didattici, offrire contenuti in formati diversificati, monitorare i progressi degli studenti e facilitare la comunicazione tra scuola e famiglia.
La pandemia di COVID-19 ha accelerato l'adozione della didattica digitale integrata, evidenziando sia le potenzialità che i rischi per l'inclusione. Se da un lato la flessibilità degli strumenti digitali può favorire la partecipazione di alunni con disabilità o con BES, dall'altro il digital divide – la disparità nell'accesso a dispositivi e connessione internet – può aggravare le diseguaglianze esistenti.
La didattica ibrida, che integra momenti in presenza e a distanza, richiede una progettazione attenta alle esigenze specifiche degli alunni con disabilità: accessibilità dei contenuti, disponibilità di supporto tecnico e umano, adattamento delle verifiche, attenzione al benessere socio-emotivo. Il docente di sostegno assume in questo contesto un ruolo ancora più cruciale di mediatore e garante dell'inclusione.