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INSEGNANTE POLIFONICO, Sintesi del corso di Didattica Pedagogica

RIFLESSIONE SULL'INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 24/02/2021

fra-quic
fra-quic 🇮🇹

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Tra improvvisazione e inclusione
La società attuale è caratterizzata da continue trasformazioni e continui cambiamenti. In questa
complessità, ogni professionalità educativa è chiamata ad adattare il proprio bagaglio professionale
all’attuale contesto socio-culturale sempre più globalizzato, diversificato, complesso. L’educazione è un
evento complesso, instabile e si colloca temporalmente nel presente, nel qui ed ora, e le sue risposte non
sono procrastinabili. Il professionista allora deve essere consapevole che le cose potrebbero andare in
modo diverso da come è sempre avvenuto. A questo punto entra in gioco l’improvvisazione . Essa non è
spontaneismo o impreparazione, ma la capacità di imparare a padroneggiare l’adesso. È una conoscenza
tacita, tecnica. Canevaro la definisce la pedagogia della reciprocità, in cui dall’altro possiamo sempre
imparare.
L’improvvisazione comprende il saper fare, ma soprattutto il saper essere; dispone l’educatore all’empatia,
all’ascolto, all’osservazione. Sono stati individuati sei aspetti comuni sia all’insegnante improvvisatore sia
all’insegnante inclusivo.
Tali elementi sono:
1. Rispetto ed interesse per la diversità: entrambi sono professionisti che differenziano e
personalizzano il proprio agire, sono accoglienti nei confronti di idee differenti e complesse;
2. Fiducia nelle/delle possibilità: sanno che non vi è mai un’unica via possibile o giusta per insegnare/
imparare qualcosa; sviluppano pluralità di strade e opportunità per stare nella relazione educativa.
Dicono di sì all’incontro autentico e quindi a ciò che può emergere nelle possibilità, anche se non è
prevedibile;
3. Senso di comunità: ricercano, agiscono, vivono il contesto tesi alla costruzione di comunità. Vivono
l’inclusione come senso di appartenenza ad un’identità locale, collettiva, universale;
4. Apertura al cambiamento: contrastano la fissità con l’apertura ai cambiamenti, alle trasformazioni,
lavorando continuamente su di loro, formandosi, arricchendosi;
5. Attitudine esplorativa:fondano il proprio agire e il proprio pensare su attitudini esplorative, di
ricerca, di scoperta, di provocazione, attraverso processi di relazione che permettono di stare in
contatto con ciò che ancora non è noto sia nelle dimensioni cognitive che in quelle comunicative,
affettive, fisiche, proprie e altrui;
6. Passione creativa: lasciano spazio ad una creatività che consente loro di trovare il filo rosso in
orizzonti ignoti, impensati ed impensabili.

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Tra improvvisazione e inclusione La società attuale è caratterizzata da continue trasformazioni e continui cambiamenti. In questa complessità, ogni professionalità educativa è chiamata ad adattare il proprio bagaglio professionale all’attuale contesto socio-culturale sempre più globalizzato, diversificato, complesso. L’educazione è un evento complesso, instabile e si colloca temporalmente nel presente, nel qui ed ora, e le sue risposte non sono procrastinabili. Il professionista allora deve essere consapevole che le cose potrebbero andare in modo diverso da come è sempre avvenuto. A questo punto entra in gioco l’improvvisazione. Essa non è spontaneismo o impreparazione, ma la capacità di imparare a padroneggiare l’adesso. È una conoscenza tacita, tecnica. Canevaro la definisce la pedagogia della reciprocità, in cui dall’altro possiamo sempre imparare. L’improvvisazione comprende il saper fare, ma soprattutto il saper essere; dispone l’educatore all’empatia, all’ascolto, all’osservazione. Sono stati individuati sei aspetti comuni sia all’insegnante improvvisatore sia all’insegnante inclusivo. Tali elementi sono:

  1. Rispetto ed interesse per la diversità : entrambi sono professionisti che differenziano e personalizzano il proprio agire, sono accoglienti nei confronti di idee differenti e complesse;
  2. Fiducia nelle/delle possibilità : sanno che non vi è mai un’unica via possibile o giusta per insegnare/ imparare qualcosa; sviluppano pluralità di strade e opportunità per stare nella relazione educativa. Dicono di sì all’incontro autentico e quindi a ciò che può emergere nelle possibilità, anche se non è prevedibile;
  3. Senso di comunità: ricercano, agiscono, vivono il contesto tesi alla costruzione di comunità. Vivono l’inclusione come senso di appartenenza ad un’identità locale, collettiva, universale;
  4. Apertura al cambiamento : contrastano la fissità con l’apertura ai cambiamenti, alle trasformazioni, lavorando continuamente su di loro, formandosi, arricchendosi;
  5. Attitudine esplorativa :fondano il proprio agire e il proprio pensare su attitudini esplorative, di ricerca, di scoperta, di provocazione, attraverso processi di relazione che permettono di stare in contatto con ciò che ancora non è noto sia nelle dimensioni cognitive che in quelle comunicative, affettive, fisiche, proprie e altrui;
  6. Passione creativa : lasciano spazio ad una creatività che consente loro di trovare il filo rosso in orizzonti ignoti, impensati ed impensabili.