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Tipologia: Prove d'esame
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A chi spetta la legittimazione ad attivare il procedimento di sorveglianza “tipico”? al pubblico ministero, all’interessato, al suo difensore, al giudice d’ufficio, ai prossimi congiunti e al consiglio di disciplina
All’interno di ogni istituto penitenziario esiste un ordinamento amministrativo interno adottato dalle pubbliche amministrazioni costituito: circolari
All’istanza vanno indicati gli elementi di fatto o di diritto che saranno oggetto del giudizio di merito: non è necessario che vengano specificati essendo sufficiente la mera indicazione del beneficio richiesto
All’osservazione scientifica della personalità del detenuto ed al relativo programma di trattamento provvede il Gruppo di Osservazione e Trattamento (G.O.T.)
All’udienza di cui all’art. 14 ter ord. pen. è assicurata la partecipazione:del pubblico ministero e del difensore ma non dell’interessato, se non su sua richiesta espressa
Alla procedura per reclamo giurisdizionale ex art 35 bis ord. pen. si osservano: un rinvio alle norme processual penalistiche
Alla richiesta di attivazione del rito ordinario le parti, in ordine agli elementi probatori, hanno un potere di: allegazione, spetta al giudice di reperire il materiale indispensabile per la decisione
Circa l’individuazione dei rimedi compensativi attraverso i quali ottenere il risarcimento del danno patito in condizioni disumane, la Corte europea, nella sentenza Torreggiani, ha ritenuto: che i rimedi esistenti non sono effettivi ed ha imposto allo Stato italiano di adeguare il sistema
Durante il termine per l’impugnazione avverso il provvedimento emesso dal giudice penitenziario all’esito del reclamo: l’esecuzione del provvedimento impugnato non è sospesa
Durante la vigenza del codice penale “Codice Rocco” le condizioni del detenuto erano: imperniate alle sofferenze fisiche e privazioni volte a favorire il suo pentimento
Ha diritto alla concessione della misura della detenzione domiciliare spetta :per i condannati che abbiano compiuto i settanta anni di età
I circuiti penitenziari sono regolati da: le circolari del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (D.A.P.)
I detenuti che abbiano subito un pregiudizio grave ed attuale ai propri diritti, in conseguenza delle condizioni detentive in cui si trovano, hanno diritto: ad una decurtazione della pena ancora da espiare pari ad 1 giorno ogni 10 di pregiudizio subito o, in alternativa se non è possibile la decurtazione, ad un risarcimento in forma monetaria, pari a 8 euro per ogni giorno di pregiudizio subito
Il beneficio di accesso alle misure alternative alla detenzione per i soggetti affetti da AIDS conclamata o da grave deficienza immunitaria: prescinde dai limiti di pena
I termini per proporre ricorso per cassazione avverso il provvedimento emesso dal giudice penitenziario all’esito del reclamo sono: entro dieci giorni dalla comunicazione del provvedimento
Il caso Torreggiani involge la problematica relativa: divieto di trattamento inumano o degradante
Il condannato nella propria istanza può richiedere:più benefici in via alternativa
Il condannato può essere affidato in prova al servizio sociale: quando la pena inflitta non superi i tre anni ovvero quattro anni, nei casi tassativamente previsti
Il criterio attributivo della competenza territoriale della magistratura di sorveglianza dipende: dipende dallo stato del detenuto
Il divieto del trattamento inumano e degradante è imposto: dalle norme nazionali e sovranazionali
Il giudice di Strasburgo ha accertato, con la sentenza Torreggiani ed altri c. Italia, la mancanza di un ricorso interno effettivo attraverso il quale i detenuti possano far valere la violazione dell’art. 3 Cedu. Il legislatore vi ha provveduto:introducendo il reclamo giurisdizionale ex art. 35 bis ord. pen. Il giudizio di ottemperanza può essere richiesto: tutte le volte che l’amministrazione penitenziaria non esegue il provvedimento
Il Ministro della Giustizia assegna il regime detentivo speciale con:decreto motivato Il procedimento tipico della magistratura di sorveglianza è: il procedimento di cui agli artt. 678 e 666 c.p.p
Il provvedimento emesso dal giudice penitenziario all’esito del reclamo è impugnabile:con ricorso per cassazione
Il reclamo ex art. 14 ter ord. pen. è attivabile esclusivamente dall’interessato
Il reclamo ex art. 14 ter ord. pen. è un mezzo di gravame specifico per: i provvedimenti emessi in tema di sorveglianza particolare Il reclamo ex art. 30 bis ord. pen. è esperibile avverso: il decreto motivato in materia di permessi premio
Il reclamo ex art. 35 ord. pen. è: un reclamo generico esperibile ogni qual volta non si rinvengano nell’ordinamento specifiche forme di tutela
Il reclamo giurisdizionale ex art 35 bis ord. pen. è: lo strumento introdotto dal recente legislatore al fine di ottemperare ai dicta della Corte di Strasburgo assertiva di un grave disfunzionamento dell’ordinamento penitenziario
Il regime detentivo speciale di cui all’art. 41 bis ord. pen. può durare: fino a quattro anni con eventuali proroghe ogni due anni
Il regime penitenziario differenziato previsto dall’art. 41 bis ord. pen. può essere adottato: dal Ministro della giustizia
Il regime penitenziario differenziato previsto dall’art. 41 bis, 2° comma, ord. pen.: è stato introdotto dal d.l. 306 del 1992
Il ricorso per cassazione avverso il provvedimento emesso dal giudice penitenziario all’esito del reclamo può essere esperito per:solo per violazione di legge
Il ricorso per cassazione, una volta presentato, va trasmesso alla Corte di cassazione:senza ritardo
Il rito ex art. 14 ter ord. pen. si svolge: in udienza camerale
Il termine di 10 giorni concesso al tribunale di sorveglianza per decidere sul reclamo presentato a norma dell’art. 14 ter ord. pen. È ordinatorio
Il tribunale di sorveglianza decide sul reclamo avverso il provvedimento applicativo del regime detentivo speciale con: ordinanza In virtù del riconoscimento della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali nel Trattato di Lisbona che valore viene ad essa attribuito? il giudice nazionale deve interpretare la norma nazionale in modo conforme alle
disposizioni convenzionali e disapplicare le norme interne eventualmente incompatibili con le disposizioni della Convenzione riguardanti i diritti fondamentali
L’affidamento in prova al servizio sociale può essere revocato:qualora il comportamento del soggetto, contrario alla legge o alle prescrizioni dettate, appaia incompatibile con la prosecuzione della prova
L’art. 6 CEDU prescrive: un processo equo
L’istanza di concessione deve essere presentata dal condannato libero o dal difensore: al pubblico ministero
L’ordinamento penitenziario si è modificato nel tempo in ragione dei numerosi interventi del legislatore. In ordine cronologico sono state adottate: legge Gozzini, poi la legge Simeone e quindi la legge ex Cirielli
L’organo che assegna il detenuto ad un determinato circuito penitenziario è: l’amministrazione penitenziaria
L’organo competente a decidere in rodine all’assegnazione delle misure cautelari è: il magistrato di sorveglianza ovvero il tribunale di sorveglianza a seconda dello statuts del detenuto
La Corte di Strasburgo, nella sentenza Torreggiani, ha affermato che il divieto di tortura e di pene, che consistano in trattamenti inumani e degradanti, impone una tutela “diretta” ed “indiretta” da parte dello Stato. Cosa intende? una tutela diretta individuando i mezzi attraverso i quali ottenere immediatamente la cessazione della violazione, ed una tutela indiretta specificando i mezzi per ottenere un’equa riparazione del danno subito
La Corte di Strasburgo, nella sentenza Torreggiani, sottolinea l’importanza che le vie di ricorso interne siano effettive, tanto nella forma preventiva che in quella compensativa. Cosa intende? mezzo offerto dall’ordinamento interno deve essere idoneo, accessibile ed adeguato in concreto a soddisfare le richieste della vittima La decisione conclusiva del rito ordinario di sorveglianza è impugnabile: solamente con ricorso per cassazione
La decisione del Ministro dispositiva del regime detentivo differenziato viene presa: sentito il del pubblico ministero e acquisite le informazioni utili La decisione sul reclamo avverso il provvedimento applicativo del regime detentivo speciale da parte del tribunale di sorveglianza di: dieci giorni dal ricevimento del reclamo
La decisione sull’assegnazione del ristretto ad un determinato circuito penitenziario è impugnabile: si, con reclamo avente ad oggetto la specifica violazione del diritto leso in relazione alle disposizioni applicative dell’amministrazione penitenziaria
La legittimazione a proporre il reclamo ex art. 30 bis ord. pen. spetta: al pubblico ministero e all’interessato
La magistratura di sorveglianza adita decide nel termine di: quarantacinque giorni dal ricevimento dell’istanza
La procedura per reclamo ex art. 35 ter ord. pen. limitatamente alla sussistenza di un pregiudizio concernente il periodo di custodia cautelare non computabile nella pena da eseguire ovvero nel caso in cui lo stato detentivo sia cessato è esperibile davanti: al tribunale civile
La procedura per reclamo ex art. 35 ter ord. pen. limitatamente alla sussistenza di un pregiudizio concernente la violazione di un diritto fondamentale è attivabile davanti: al magistrato di sorveglianza
La procedura per reclamo introdotta dal d.l. n. 92/2014 di cui all’art. 35 ter ord. pen. risponde alle mancanze riscontrate dal giudice di Strasburgo con la sentenza Torreggiani ed altri c. Italia circa l’assenza, nell’ordinamento nazionale, di un procedimento ad hoc che sia: di natura compensativa
La richiesta di adire a magistratura di sorveglianza in via ordinaria va dichiarata inammissibile se: se difetta delle condizioni di legge ovvero è mera riproposizione di altra già rigettata
La riforma penitenziaria del 1975 impone la centralità della figura del detenuto assicurandola: attraverso l’asseverazione per cui “Il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e deve assicurare il rispetto delle dignità della persona”
La sentenza di condanna a pena detentiva non superiore a tre anni: l’esecuzione viene sospesa per trenta giorni