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Test OSA con risposte corrette, Prove d'esame di Scienze umane e sociali

Paniere con domande e risposte corrette dell' esame di OSA

Tipologia: Prove d'esame

2022/2023

In vendita dal 29/05/2025

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luisa-zirio 🇮🇹

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CORSO OPERATORE SOCIO ASSISTENZIALE
CUP SILF
DATA
COGNOME E NOME ALLIEVO
PUNTEGGIO I UC
PUNTEGGIO II UC
PUNTEGGIO III UC
PUNTEGGIO IV UC
PUNTEGGIO V UC
TEST 1
Competenza N.1 Cura dei bisogni fondamentali della persona.
1 Chi è l’O.S.A.?
a. Un operatore che, in possesso di adeguata preparazione culturale e professionale,
svolge la sua attività prevalentemente nell‘assistenza diretta e di cura dell’ambiente di
vita, sia a domicilio dell’utente che nelle strutture di cura residenziali (cliniche private,
centri diurni, comunità).
b. Un operatore che, in possesso di adeguata preparazione culturale e professionale, svolte
la sua attività solo nelle strutture private.
c. Un operatore che, in possesso di adeguata preparazione culturale e professionale, svolte
la sua attività solo nelle strutture private e a domicilio.
2 Quali tra questi NON rientra tra i compiti dell’O.S.A.?
a. Aiuto diretto alla persona.
b. Attività di segretariato sociale.
c. Attività terapeutiche.
3 Quali tra questi è un obiettivo dell’O.S.A. durante la sua attività?
a. Coinvolgere il paziente solo nelle attività di igiene quotidiana.
b. Realizzare un processo di coinvolgimento con il paziente al fine che egli collabori
attivamente al percorso di assistenza.
c. Collaborare con il paziente solo per assicurargli una sicura alimentazione.
4 Cos’è un P.A.I.?
a. È un piano di assistenza individuale e si utilizza in alcuni percorsi assistenziali.
b. È un piano di assistenza individualizzato ed è alla base di ogni percorso assistenziale.
c. È un piano di assistenza individualizzato e non è compito dell’O.S.A. adottarlo.
5 Quando e perché è necessaria la mobilizzazione del paziente allettato?
a. Almeno ogni due ore per prevenire le lesioni da decubito.
b. Almeno ogni quattro ore in pazienti incontinenti.
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Anteprima parziale del testo

Scarica Test OSA con risposte corrette e più Prove d'esame in PDF di Scienze umane e sociali solo su Docsity!

CORSO OPERATORE SOCIO ASSISTENZIALE

CUP SILF DATA

COGNOME E NOME ALLIEVO

PUNTEGGIO I UC

PUNTEGGIO II UC

PUNTEGGIO III UC

PUNTEGGIO IV UC

PUNTEGGIO V UC

TEST 1

Competenza N.1 – Cura dei bisogni fondamentali della persona.

1 Chi è l’O.S.A.?

a. Un operatore che, in possesso di adeguata preparazione culturale e professionale, svolge la sua attività prevalentemente nell‘assistenza diretta e di cura dell’ambiente di vita, sia a domicilio dell’utente che nelle strutture di cura residenziali (cliniche private, centri diurni, comunità). b. Un operatore che, in possesso di adeguata preparazione culturale e professionale, svolte la sua attività solo nelle strutture private. c. Un operatore che, in possesso di adeguata preparazione culturale e professionale, svolte la sua attività solo nelle strutture private e a domicilio.

2 Quali tra questi NON rientra tra i compiti dell’O.S.A.?

a. Aiuto diretto alla persona. b. Attività di segretariato sociale. c. Attività terapeutiche.

3 Quali tra questi è un obiettivo dell’O.S.A. durante la sua attività?

a. Coinvolgere il paziente solo nelle attività di igiene quotidiana. b. Realizzare un processo di coinvolgimento con il paziente al fine che egli collabori attivamente al percorso di assistenza. c. Collaborare con il paziente solo per assicurargli una sicura alimentazione.

4 Cos’è un P.A.I.?

a. È un piano di assistenza individuale e si utilizza in alcuni percorsi assistenziali. b. È un piano di assistenza individualizzato ed è alla base di ogni percorso assistenziale. c. È un piano di assistenza individualizzato e non è compito dell’O.S.A. adottarlo.

5 Quando e perché è necessaria la mobilizzazione del paziente allettato?

a. Almeno ogni due ore per prevenire le lesioni da decubito. b. Almeno ogni quattro ore in pazienti incontinenti.

c. Almeno ogni ora per prevenire le lesioni da decubito e atrofizzazione muscolare.

6 Quali tra questi è un tipo di deambulazione?

a. Deambulazione a quattro punti di appoggio. b. Deambulazione a cinque punti di appoggio. c. Deambulazione ad un punto di appoggio.

7 Quali tra questi non è uno strumento necessario per lo spostamento da una superficie all’altra di

un paziente allettato? a. Cintura di stoffa con maniglie. b. Sollevatore meccanico. c. Sedia a rotelle.

8 Si mantiene una posizione dove si è rivolti verso il basso. Quindi distesi sull’addome con il viso

girato su un lato. Questa è la definizione di? a. Posizione supina. b. Posizione prona. c. Posizione di decubito laterale.

9 Le lesioni da decubito possono essere massimo di?

a. Terzo stadio. b. Quinto stadio. c. Quarto stadio.

10 La scala di Conley è usata per:

a. Individuare il rischio di cadute. b. Individuare il rischio di lesioni da decubito. c. Individuare il rischio di infezione. Competenza N.2 – Assistenza alla salute dell’assistito.

1 Quando si effettua l’igiene del paziente?

a. Almeno una volta al giorno, di solito di prima mattina. b. Almeno una volta al giorno e ogni volta che il paziente lo necessita. c. Almeno una volta al giorno e, in casi specifici, anche di sera.

2 Nel caso dell’igiene del cavo orale, se presente la protesi dentaria:

a. Si prosegue lasciando la protesi dentaria in sede, lavando anch’essa con presidi necessarie. b. Si prosegue rimuovendola, lavandola da parte e poi, al termine dell’igiene orale del paziente la si riposiziona in sede. c. Si prosegue rimuovendola, conservandola nel giusto contenitore e al termine dell’igiene orale del paziente la si riposiziona in sede.

3 “E’ l’eliminazione di tutti gli organismi unicellulari eccetto le spore”, questa è la definizione di:

a. Decontaminazione.

b. In ambito sociosanitario, prevede che l’OS.A. assista la persona disabile in associazione all’O.S.S. e l’infermiere. c. In ambito sociosanitario, prevede che l’O.S.A. collabori con la famiglia della persona disabile per consentire una sua integrazione nei contesti sociali che vive.

2 La legge 328/2000 per il riordino dei servizi sociali:

a. Prevede un Piano di Zona, cioè un documento che stabilisce la collaborazione di diverse istituzioni per favorire il benessere sociale. b. Prevede un Piano delle Zone, cioè un documento che stabilisce quale istituzione sia alla base del benessere sociale. c. Prevede un Piano a Zona, cioè un documento che stabilisce quale istituzione possa esercitare maggiore potere.

3 Alla base del percorso assistenziale supportato dall’ O.S.A., è necessario:

a. che l’O.S.A. comunichi e supporti anche la famiglia dell’assistito. b. che l’O.S.A. comunichi, solo in parte, con la famiglia dell’assistito. c. che l’O.S.A. comunichi con la famiglia dell’assistito solo in casi particolari.

4 Il rapporto O.S.A. – paziente inizia con:

a. Interviste, cioè diverse domande che l’O.S.A. pone al paziente. b. Colloqui preliminari. c. Brevi domande iniziali per non creare disagio al paziente.

5 L’acronimo DCA sta per:

a. Diversità del comportamento alimentare. b. Disturbi dei casi alimentari. c. Disturbi del comportamento alimentare.

6 Cosa si intende per anoressia:

a. Un disturbo caratterizzato dal rifiuto di nutrirsi per diversi motivi. b. Un disturbo caratterizzato dalla mancanza di appetito. c. Un disturbo caratterizzato dal rifiuto di mantenere un peso corporeo nella norma.

7 La bulimia è caratterizzata da:

a. Abbuffate di cibo incontrollate associate a digiuno o eliminazione (vomito, lassativi, attività fisica intensa) per compensare il cibo ingerito. b. Rifiuto di nutrirsi per paura ossessiva di ingrassare. c. Abbuffate sporadiche.

8 Per obesità si intende:

a. Un aumento patologico del peso e dei pannicoli adiposi. b. Un aumento considerevole del peso corporeo. c. Un aumento patologico del peso corporeo.

9 La sigla RSA significa:

a. Residenza sanitaria assistenziale. b. Riunione soci assistiti. c. Responsabile servizio assistito.

10 Chi dispone l’ingresso di un paziente in una R.S.A.?

a. Solo l’assistente sociale. b. Solo il direttore sanitario.

c. Un’equipe multidisciplinare Competenza N.4 – Promozione del benessere psicologico e relazionale dell’autonomia dell’assistito.

1 L’operatore socioassistenziale svolge:

a. Attività con il fine di soddisfare i bisogni primari della persona, attività di assistenza domiciliare. b. Attività con il fine di recuperare o mantenere l’autonomia della persona e mirate a favorire il benessere psicofisico della persona. c. Tutte le attività sopra elencate.

2 L’OSA che assiste al cammino la persona deve:

a. Lasciare che sia il paziente a guidare il movimento, senza troppi sforzi. b. Abbandonarlo per brevi momenti per verificare l’equilibrio. c. Accelerare di tanto in tanto l’andatura per far riposare l’assistito.

3 La relazione O.S.A. – Utente è basata su:

a. Un approccio empatico. b. Una giusta distanza emotiva tra i due. c. Un approccio empatico solo nella fase iniziale di conoscenza.

4 La psicologia generale può essere indicata con l’espressione “psicologia clinica”:

a. Vero. b. Falso. c. Solo in alcuni casi.

5 La psicologia della salute si occupa:

a. Dei processi sociali relativi alla salute individuale e collettiva. b. Dei processi di salute collettivi. c. Della salute della comunità.

6 L’O.S.A. deve spronare il paziente a collaborare nel processo assistenziale per:

a. spronarlo ad essere autonomo e a migliorare le sue capacità motorie. b. spronarlo a stare meglio. c. così il paziente si fida degli O.S.A.

7 L’ O.S.A. aiuta il paziente a collaborare nel processo assistenziale grazie:

a. alla relazione di fiducia instaurata e al suo approccio empatico. b. processi di convincimenti. c. promesse rassicuranti.

8 L’ O.S.A può comunicare con il paziente attraverso:

a. comunicazione verbale. b. comunicazione non verbale. c. a + b.

9 L’ O.S.A. stabilisce una relazione di fiducia anche con la famiglia del paziente:

a. Vero. b. Falso. c. a volte.

b. Come un forte aumento della temperatura corporea.

c. In nessuno di questi modi.

9 La giusta posizione per una persona cui si debba praticare una rianimazione cardiopolmonare è?

a. Adagiata su un fianco. b. Supina su un piano rigido. c. Supina con la testa rivolta all’indietro.

10 Nella respirazione artificiale il numero di insufflazioni da eseguire in sequenza è:

a. 2.

b. 4.

c. 3.

Data e luogo _______________________ Firma


CORSO OPERATORE SOCIO ASSISTENZIALE

CUP SILF DATA

COGNOME E NOME ALLIEVO

PUNTEGGIO I UC

PUNTEGGIO II UC

PUNTEGGIO III UC

PUNTEGGIO IV UC

PUNTEGGIO V UC

TEST 2

Competenza N.1 – Cura dei bisogni fondamentali della persona.

1 La scala di Conley è usata per:

a. Individuare il rischio di cadute.

b. Individuare il rischio di lesioni da decubito. c. Individuare il rischio di infezione.

2 Quali tra questi rientra tra i compiti dell’O.S.A.?

a. Aiuto diretto alla persona. b. Attività di somministrazione di alimentazione artificiale. c. Attività terapeutiche.

3 Le lesioni da decubito possono essere minimo di:

a. Terzo stadio. b. Quinto stadio. c. Primo stadio.

4 Cos’è un P.A.I.?

a. È un piano di assistenza individuale e si utilizza in alcuni percorsi assistenziali. b. È un piano di assistenza individualizzato ed è alla base di ogni percorso assistenziale. c. È un piano di assistenza individualizzato e non è compito dell’O.S.A. adottarlo.

5 Quando e perché è necessaria la mobilizzazione del paziente allettato?

a. Almeno ogni due ore per prevenire le lesioni da decubito. b. Almeno ogni quattro ore in pazienti incontinenti. c. Almeno ogni ora per prevenire le lesioni da decubito e atrofizzazione muscolare.

6 Quali tra questi è un tipo di deambulazione?

a. Deambulazione a quattro punti di appoggio. b. Deambulazione a cinque punti di appoggio.

3 “E’ l’eliminazione di tutti gli organismi unicellulari eccetto le spore”, questa è la definizione di:

a. Decontaminazione. b. Disinfezione. c. Sanificazione.

4 Tra i rifiuti pericolosi a rischio infettivo troviamo:

a. Rifiuti di laboratorio, come soluzioni non utilizzate. b. Aghi non utilizzati. c. Rifiuti contaminati da feci.

5 Il lavaggio delle mani più lungo è:

a. lavaggio sociale. b. Friziona mento alcolico. c. lavaggio antisettico.

6 In quante categorie si dividono i D.P.I.:

a. Quattro categorie b. Due categorie. c. Tre categorie.

7 I rifiuti, in base alle caratteristiche di pericolosità, sono classificati in:

a. Rifiuti urbani e speciali. b. Rifiuti pericolosi e non pericolosi. c. Rifiuti infetti e non infetti.

8 Il lavaggio delle mani è:

a. uno strumento di prevenzione per ridurre la carica microbica transitoria presente per la prevenzione della trasmissione di infezioni a pazienti, operatori e strumentario. b. uno strumento di prevenzione per eliminare la presenza sulle mani della flora batterica transitoria e della flora batterica residente. c. uno strumento di prevenzione per eliminare la flora transitoria e a volte quella residente.

9 Il ciclo della biancheria è:

a. Raccolta – deposito – pulizia – conservazione. b. Raccolta – pulizia – conservazione- smistamento. c. Raccolta – pulizia – conservazione – distribuzione.

10 La gestione dei rifiuti è:

a. competenza dell’impresa di pulizia. b. competenza dell’O.S.S. e dell’O.S.A. c. competenza dell’O.S.S. Competenza N.3 – Attività di indirizzo e supporto alla famiglia dell’assistito

1 La sigla RSA significa:

a. Riunione soci assistiti. b. Residenza sanitaria assistenziale. c. Responsabile servizio assistito.

2 La legge 328/2000 per il riordino dei servizi sociali:

a. Prevede un Piano di Zona, cioè un documento che stabilisce la collaborazione di diverse istituzioni per favorire il benessere sociale. b. Prevede un Piano delle Zone, cioè un documento che stabilisce quale istituzione sia alla base del benessere sociale. c. Prevede un Piano a Zona, cioè un documento che stabilisce quale istituzione possa esercitare maggiore potere.

3 Chi dispone l’ingresso di un paziente in una R.S.A.?

a. Solo l’assistente sociale. b. Solo il direttore sanitario. c. Un’equipe multidisciplinare.

4 Per l’alimentazione del malato diabetico occorre:

a. Evitare il sale nei pasti. b. somministrare la dieta prescritta, verificare se la glicemia è stata controllata prima del pasto e somministrare insulina se prescritto. c. somministrare solo pane integrale.

5 Alla base del percorso assistenziale supportato dall’ O.S.A., è necessario:

a. che l’O.S.A. comunichi e supporti anche la famiglia dell’assistito. b. che l’O.S.A. comunichi, solo in parte, con la famiglia dell’assistito. c. che l’O.S.A. comunichi con la famiglia dell’assistito solo in casi particolari.

6 Il rapporto O.S.A. – paziente inizia con:

a. Interviste, cioè diverse domande che l’O.S.A. pone al paziente. b. Colloqui preliminari. c. Brevi domande iniziali per non creare disagio al paziente.

7 L’acronimo DCA sta per:

a. Disturbi del comportamento alimentare. b. Disturbi dei casi alimentari. c. Diversità del comportamento alimentare.

8 Cosa si intende per anoressia:

a. Un disturbo caratterizzato dal rifiuto di nutrirsi per diversi motivi. b. Un disturbo caratterizzato dalla mancanza di appetito. c. Un disturbo caratterizzato dal rifiuto di mantenere un peso corporeo nella norma.

9 La Legge 104/1992 per l’integrazione degli handicappati:

a. In ambito sociosanitario, prevedere programmi di cura e assistenza mirati alla riabilitazione della persona disabile. b. In ambito sociosanitario, prevede che l’O.S.A. assista la persona disabile in associazione all’O.S.S. e l’infermiere. c. In ambito sociosanitario, prevede che l’O.S.A. collabori con la famiglia della persona disabile per consentire una sua integrazione nei contesti sociali che vive.

10 L’A.D.I. è un servizio erogato direttamente a casa dell’utente che comprende:

Competenza N.4 – Promozione del benessere psicologico e relazionale dell’autonomia dell’assistito.

1 La psicologia della salute si occupa:

a. Dei processi sociali relativi alla salute individuale e collettiva. b. Dei processi di salute collettivi. c. Della salute della comunità.

2 L’operatore socioassistenziale dopo aver assistito un paziente durante l’alimentazione è tenuto

a riferire all’infermiere: a. Quale sia il cibo preferito dal paziente. b. Consigli su una dieta particolare. c. Il risultato ottenuto e le eventuali difficoltà riscontrate.

3 L’approccio empatico è alla base di:

a. Un approccio terapeutico solo infermieristico. b. La relazione utente - O.S.A e tra tutti gli altri professionisti dell’equipe. c. Un approccio empatico solo nella fase iniziale di conoscenza.

4 La psicologia generale può essere indicata con l’espressione “psicologia clinica”:

a. Vero. b. Falso. c. Solo in alcuni casi.

5 L’operatore socioassistenziale svolge:

a. Attività con il fine di soddisfare i bisogni primari della persona, attività di assistenza domiciliare. b. Attività con il fine di recuperare o mantenere l’autonomia della persona e mirate a favorire il benessere psicofisico della persona. c. Tutte le attività sopra elencate.

6 L’O.S.A. per spronare il paziente ad essere autonomo e migliorare le sue capacità motorie:

a. Lo convince a camminare da solo. b. Lo convince ad alzarsi dal letto. c. Lo assiste e lo supporta in ogni suo movimento, come per esempio durante la deambulazione.

7 L’ O.S.A. grazie alla relazione di fiducia instaurata e al suo approccio empatico:

a. processi di convincimenti. b. aiuta il paziente a collaborare nel processo assistenziale. c. promesse rassicuranti.

8 La comunicazione è:

a. comunicazione verbale. b. comunicazione non verbale. c. a + b.

9 L’ O.S.A. stabilisce una relazione di fiducia anche con la famiglia del paziente:

a. Vero. b. Falso. c. a volte.

10 L’assistito è spronato a mantenere rapporti con amici e parenti grazie:

a. al lavoro dell’O.S.A. b. al lavoro dell’O.S.S. c. al lavoro dell’intera equipe lì presente. Competenza n.5 – Organizzazione, igiene e governo dell’ambiente di vita dell’assistito

1 La giusta posizione per una persona cui si debba praticare una rianimazione cardiopolmonare è?

a. Adagiata su un fianco. b. Supina su un piano rigido. c. Supina con la testa rivolta all’indietro.

2 Nella respirazione artificiale il numero di compressioni da eseguire in sequenza è:

a. 20. b. 4. c. 30.

3 Che cos’è la glicemia?

a. La percentuale di ossigeno trasportata nel sangue.

b. Una carenza nella produzione di piastrine.

c. Il valore della concentrazione di glucosio nel sangue.

4 L’operatore socioassistenziale è tenuto a:

a. Rifare il letto del degente, eseguire l’igiene personale del degente, eseguire il

mantenimento delle posizioni terapeutiche assegnate al paziente.

b. Occuparsi solo dell’alimentazione del paziente.

c. Rifare il letto e somministrare i farmaci.

5 L’OSA deve assicurarsi che nelle vicinanze ci sia un appoggio per il paziente nel caso in cui:

a. Ha mal di pancia.

b. Ha mal di gamba.

c. Non riesce a camminare per lunghi tratti.

6 L’operatore socioassistenziale è tenuto ad effettuare iniezioni intramuscolari quando:

a. Il paziente ne ha bisogno.

b. Mai le iniezioni non rientrano nei suoi compiti.

c. Lo ritiene a proprio giudizio indispensabile.

7 Nel lavaggio dei capelli a letto il piano del letto deve essere tenuto:

a. Il più possibile alto.

b. Perfettamente orizzontale.

c. Obliquo per favorire lo scorrere dell’acqua.

8 Come si definisce l’ipotermia?

a. Come un repentino abbassamento della temperatura corporea.

b. Come un forte aumento della temperatura corporea.

c. In nessuno di questi modi.

CORSO OPERATORE SOCIO ASSISTENZIALE

CUP SILF DATA

COGNOME E NOME ALLIEVO

PUNTEGGIO I UC

PUNTEGGIO II UC

PUNTEGGIO III UC

PUNTEGGIO IV UC

PUNTEGGIO V UC

TEST 3

Competenza N.1 – Cura dei bisogni fondamentali della persona.

1 Quali tra questi non è un obiettivo dell’O.S.A. durante la sua attività?

a. Coinvolgere il paziente nelle attività di igiene quotidiana. b. Realizzare un processo di coinvolgimento con il paziente al fine che egli collabori attivamente al percorso di assistenza. c. Collaborare con il paziente solo per assicurargli una sicura alimentazione.

2 Quali tra questi non rientra tra i compiti dell’O.S.A.?

a. Attività terapeutiche. b. Attività di somministrazione di alimentazione artificiale. c. a+b.

3 Chi è l’O.S.A.?

a. Un operatore che, in possesso di adeguata preparazione culturale e professionale, svolte la sua attività solo nelle strutture private. b. Un operatore che, in possesso di adeguata preparazione culturale e professionale, svolge la sua attività prevalentemente nell‘assistenza diretta e di cura dell’ambiente di vita, sia a domicilio dell’utente che nelle strutture di cura residenziali (cliniche private, centri diurni, comunità). c. Un operatore che, in possesso di adeguata preparazione culturale e professionale, svolte la sua attività solo nelle strutture private e a domicilio.

4 La sigla RSA significa?

a. Residenza sanitaria assistenziale. b. Riunione soci assistiti. c. Responsabile servizio assistito.

5 La scala di Conley è usata per:

a. Individuare il rischio di lesioni da decubito. b. Individuare il rischio di cadute.

c. Individuare il rischio di infezione.

6 Quando e perché è necessaria la mobilizzazione del paziente allettato?

a. Almeno ogni ora per prevenire le lesioni da decubito e atrofizzazione muscolare. b. Almeno ogni quattro ore in pazienti incontinenti. c. Almeno ogni due ore per prevenire le lesioni da decubito.

7 Definiamo incontinenza urinaria:

a. L’impossibilità di urinare per un blocco. b. La difficoltà ad orinare a causa di dolori ed infiammazioni. c. Impossibilità di controllare volontariamente il flusso delle urine.

8 Quali tra questi è uno strumento necessario per lo spostamento da una ambiente all’altro di un

paziente allettato? a. Barella. b. Tavola di trasferimento. c. Stampella.

9 La posizione di Sims si distingue da quale posizione per la distribuzione diversa del peso del

paziente? a. Posizione supina. b. Posizione prona. c. Posizione laterale.

10 Chi è un P.A.I.?

a. È un piano di assistenza individualizzato ed è alla base di ogni percorso assistenziale. b. È un piano di assistenza individuale e si utilizza in alcuni percorsi assistenziali. c. È un piano di assistenza individualizzato e non è compito dell’O.S.A. adottarlo. Competenza N.2 – Assistenza alla salute dell’assistito.

1 Il lavaggio delle mani è?

a. lavaggio sociale. b. lavaggio antisettico. c. lavaggio sociale, lavaggio antisettico, friziona mento idroalcolico, lavaggio chirurgico.

2 Il ciclo della biancheria è?

a. Raccolta – deposito – pulizia – conservazione. b. Raccolta – pulizia – conservazione- smistamento. c. Raccolta – pulizia – conservazione – distribuzione.

3 “riduce la carica microbica, fondamentalmente dimezza il numero di microrganismi senza però

azzerarli completamente” questa è la definizione di: a. Sterilizzazione. b. Decontaminazione. c. Disinfezione.

1 Nel lavaggio dei capelli a letto il piano del letto deve essere tenuto:

a. Il più possibile alto. b. Perfettamente orizzontale. c. Obliquo per favorire lo scorrere dell’acqua.

2 Come si definisce l’ipotermia?

a. Come un forte aumento della temperatura corporea. b. Come un repentino abbassamento della temperatura corporea. c. In nessuno di questi modi.

3 L’A.D.I. è un servizio erogato direttamente a casa dell’utente che comprende:

a. Prestazioni mediche, infermieristiche, riabilitative, socioassistenziali. b. Solo prestazioni mediche. c. Unicamente prestazioni infermieristiche.

4 Chi dispone l’ingresso di un paziente in una R.S.A?

a. L’ assistente sociale. b. Il direttore sanitario. c. Un’ equipe multidisciplinare.

5 La permanenza a tempo indeterminato di un paziente nella R.S.A. può essere presa in

considerazione quando: a. In caso di gravi patologie croniche e/o degenerative. b. In caso di semi autosufficienza. c. Il soggetto non ha un reddito sufficiente per andare in clinica.

6 Il rapporto O.S.A. – paziente inizia con:

a. Interviste, cioè diverse domande che l’O.S.A. pone al paziente. b. Colloqui preliminari. c. Brevi domande iniziali per non creare disagio al paziente.

7 L’acronimo DCA sta per:

a. Disturbi del comportamento alimentare. b. Disturbi dei casi alimentari. c. Diversità del comportamento alimentare.

8 Cosa si intende per ipotensione?

a. Un alzamento della pressione al di sopra di 120/80 mm/Hg. b. Una condizione normale di pressione arteriosa. c. Un abbassamento della pressione al di sotto di 120/80 mm/Hg.

9 Come si definisce l’ipertermia?

a. Come un repentino abbassamento della temperatura corporea. b. Come un forte aumento della temperatura corporea. c. In nessuno di questi modi.

10 La prima cosa da fare dopo aver posizionato una persona allettata è:

a. Assicurarsi che la posizione sia di gradimento e sicura per l’assistito. b. Lavarsi le mani. c. Disinfettare tutto quello che è stato a contatto con il degente.

Competenza N.4 – Promozione del benessere psicologico e relazionale dell’autonomia dell’assistito.

1 La psicologia della salute si occupa:

a. Dei processi sociali relativi alla salute individuale e collettiva. b. Dei processi di salute collettivi. c. Della salute della comunità.

2 L’operatore socioassistenziale dopo aver assistito un paziente durante l’alimentazione è tenuto

a riferire all’infermiere: a. Quale sia il cibo preferito dal paziente. b. Consigli su una dieta particolare. c. Il risultato ottenuto e le eventuali difficoltà riscontrate.

3 Che cos’è la glicemia?

a. Il valore della concentrazione di glucosio nel sangue. b. La percentuale di ossigeno trasportata nel sangue. c. Una carenza nella produzione di piastrine.

4 L’approccio empatico è alla base di:

a. Un approccio terapeutico solo infermieristico. b. La relazione utente - O.S.A. e tra tutti gli altri professionisti dell’equipe. c. Un approccio empatico solo nella fase iniziale di conoscenza.

5 L’operatore socioassistenziale è tenuto ad effettuare iniezioni intramuscolari quando:

a. Il paziente ne ha bisogno. b. Mai le iniezioni non rientrano nei suoi compiti. c. Lo ritiene a proprio giudizio indispensabile.

6 L’operatore socioassistenziale svolge:

a. Attività con il fine di soddisfare i bisogni primari della persona, attività di assistenza domiciliare. b. Attività con il fine di recuperare o mantenere l’autonomia della persona e mirate a favorire il benessere psicofisico della persona. c. Tutte le attività sopra elencate.

7 Il paziente fornisce informazioni all’O.S.A. tramite:

a. domande aperte. b. domande chiuse. c. a+b.

8 L’O.S.A. per spronare il paziente ad essere autonomo e migliorare le sue capacità motorie:

a. Lo convince a camminare da solo. b. Lo assiste e lo supporta in ogni suo movimento, come per esempio durante la deambulazione. c. Lo convince ad alzarsi dal letto.

9 L’ O.S.A. grazie alla relazione di fiducia instaurata e al suo approccio empatico:

a. realizza processi di convincimenti. b. aiuta il paziente a collaborare nel processo assistenziale. c. realizza promesse rassicuranti.