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TRAGEDIA GRECA ORIGINE, Appunti di Letteratura Greca

Appunti contenenti l'origine della tragedia greca, caratteristiche suddivise in 13 punti e la struttura del teatro

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 08/07/2024

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ORIGINE DELLA TRAGEDIA
Carro di Tespi: carro degli attori
Alle origini del teatro gli attori recitavano su un carro ricoperti di biacca: cerone bianco
Tespi introduce ad atene il ditirambo responsivo in cui il solista si distacca dal resto del
coro. Il ditirambo così diventa un’opera teatrale perché il solista diventa un attore e parla in
attico mentre la lingua del coro conserva la parte dorica. In questa trasformazione si perdono
il tono scherzoso e l’elemento satiresco che vengono recuperati nel dramma satiresco da
Fliunte
3 fasi della tragedia:
1. si comincia con un coro che canta all’unisono
2. poi si divide tra un corifeo ( solista) e i coreuti: tra solisti e coreuti si instaura una
responsione cantata (tutti cantano)
3. il solista passa dal canto alla recitazione e si modificano i contenuti, dal tono
scherzoso si passa al serio , dalla celebrazione di Dioniso si passa alla celebrazione
degli eroi del mito e le loro sofferenze
Il passaggio può essere avvenuto in contemporanea al passaggio dal dionisiaco all’eroico
I PRIMI DRAMMATURGHI
Tespi: È stato vincitore delle prime grandi dionisie e ha introdotto la maschera
Pratina di Fliunte: a cui è attribuita l’invenzione del dramma satiresco
Frinico: scrive tragedie di argomento storico. es.: dopo la presa di mileto Frinico viene
multato perché la tragedia risveglia negli spettatori la dolorosa memoria della sconfitta
Le Fenicie sono dello stesso argomento dei Persiani di Eschilo ma con delle diversità: un
eunuco annuncia come già avvenuta la sconfitta di Serse che nei Persiani è espressa nella
resis
SOFOCLE:
Nasce nel 497 e la sua carriera si forma durante l’apice di Atene quando si realizza il
Partenone grazie a cui si individua il cosiddetto: stile del partenone
Secondo Sofocle abbiamo il dolore e la capacità di controllarlo ed è considerato autore
classico per eccellenza
EURIPIDE:
Le tragedie di Euripide vanno inquadrate nelle guerre del Peloponneso: la democrazia non
ispira la stessa fiducia e ai grandi democratici si sostituiscono: i demagoghi che spingono la
democrazia verso esiti di populismo e radicalismo e ciò è esemplato dal teatro di Euripide
ESCHILO:
(vita pag 33)
Unico autore di cui sono giunte opere intere che hanno superato la selezione delle opere da
copiare nell'età imperiale tra il 3 e 4 dC .
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ORIGINE DELLA TRAGEDIA

Carro di Tespi: carro degli attori Alle origini del teatro gli attori recitavano su un carro ricoperti di biacca : cerone bianco Tespi introduce ad atene il ditirambo responsivo in cui il solista si distacca dal resto del coro. Il ditirambo così diventa un’opera teatrale perché il solista diventa un attore e parla in attico mentre la lingua del coro conserva la parte dorica. In questa trasformazione si perdono il tono scherzoso e l’elemento satiresco che vengono recuperati nel dramma satiresco da Fliunte 3 fasi della tragedia:

  1. si comincia con un coro che canta all’unisono
  2. poi si divide tra un corifeo ( solista) e i coreuti: tra solisti e coreuti si instaura una responsione cantata (tutti cantano)
  3. il solista passa dal canto alla recitazione e si modificano i contenuti, dal tono scherzoso si passa al serio , dalla celebrazione di Dioniso si passa alla celebrazione degli eroi del mito e le loro sofferenze Il passaggio può essere avvenuto in contemporanea al passaggio dal dionisiaco all’eroico

I PRIMI DRAMMATURGHI

Tespi : È stato vincitore delle prime grandi dionisie e ha introdotto la maschera Pratina di Fliunte: a cui è attribuita l’invenzione del dramma satiresco Frinico: scrive tragedie di argomento storico. es.: dopo la presa di mileto Frinico viene multato perché la tragedia risveglia negli spettatori la dolorosa memoria della sconfitta Le Fenicie sono dello stesso argomento dei Persiani di Eschilo ma con delle diversità: un eunuco annuncia come già avvenuta la sconfitta di Serse che nei Persiani è espressa nella resis SOFOCLE: Nasce nel 497 e la sua carriera si forma durante l’apice di Atene quando si realizza il Partenone grazie a cui si individua il cosiddetto: stile del partenone Secondo Sofocle abbiamo il dolore e la capacità di controllarlo ed è considerato autore classico per eccellenza EURIPIDE: Le tragedie di Euripide vanno inquadrate nelle guerre del Peloponneso: la democrazia non ispira la stessa fiducia e ai grandi democratici si sostituiscono: i demagoghi che spingono la democrazia verso esiti di populismo e radicalismo e ciò è esemplato dal teatro di Euripide ESCHILO : (vita pag 33) Unico autore di cui sono giunte opere intere che hanno superato la selezione delle opere da copiare nell'età imperiale tra il 3 e 4 dC.

I tre autori sono legati dalla battaglia di Salamina in cui Eschilo combatte con i soldati, Sofocle dirigeva il coro ed Euripide sarebbe nato. La vittoria sui persiani rafforza gli scrittori e la democrazia alla base della politica ateniese I tragici esaltano atene non solo con forza politico-militare ma anche forza etica, non solo come modello di libertà sociale ma anche vendicatrice delle altre poleis nasce il mito di atene come paladina della libertà in un misto di propaganda Nei persiani, Eschilo celebra il trionfo di Salamina ma senza trionfalismo ma si chiede come una città sola abbia sconfitto i persiani A questa domanda vengono date due risposte:

  1. gli ateniesi vincono perché così volevano gli dei segnati per l’empietà di Serse
  2. I persiani sono indeboliti dal loro sistema di governo ossia una monarchia assoluta che consegna il potere nelle mani di uno solo e trasforma i cittadini in schiavi che non hanno nulla da perdere. Gli uomini vanno quindi in guerra demotivati sotto la minaccia della frusta. Gli Ateniesi invece non sono sudditi ma hanno beni da difendere e in particolare la libertà Eschilo si forma negli anni che vedono Atene dall’essere una provincia al diventare un grande impero marittimo, forte della lega medio-attica e quindi a Atene si forma l’esperienza democratica basata sull’ottimismo e senso di iniziativa Eschilo guarda con venerazione il mondo passato ma sente l’esigenza di coagulare i cittadini intorno ai valori democratici Nelle Eumenidi nell’istituzione dell’areopago come tribunale per soli reati di sangue Eschilo risente della riforma di Efialte che sul finire degli anni 60 aveva esautorato l’areopago dalle sue attribuzioni politiche e l'esercizio di potere tutorio. La vicenda Orestea culmina con la fondazione dell’areopago infatti si pensa che Eschilo prendesse posizione in favore di Efialte dato che Atena parla dell’areopago come di un eccesso preposto al giudizio dei delitti di sangue. Nella tragedia però Atena istituisce l’areopago e le Erinni che rappresentano l’elemento arcaico vengono trasformate in Eumenidi e messe nel pantheon della città MONDO CONCETTUALE: pag 50 Eschilo vive in un momento di transizione in cui si affermano le istituzioni democratiche , più efficienti delle altre forme di governo poiché abitua alla libertà e instaura un forte senso comunitario che porta ad una maggior unione in caso di attacco Esiodo e Solone maestri di Eschilo pensano ad un Kosmos ossia un ordine nel quale c’è il dio e in cui la remesis punisce chi commette hybris e viola il kosmos Il Kosmos è universale perché fonde il divino e l'umano e ognuno ha un posto non abbandonabile. Eschilo ha una visione cosmico-unitaria quindi dio e uomo collegati. La polis con le sue leggi è il riflesso del nomos divino o legge divina Eschilo vive in un momento in cui si afferma una società mercantile-individualistica : non c’è più la ricchezza terrena ma emergono classi che hanno capitali finanziari ed Eschilo tiene conto di questo e aderisce alle idee democratiche. Questo si nota poiché si schiera con Temistocle vincitore di Salamina. Eschilo per primo introduce il concetto di democrazia e i temi principali sono connessi: destino umano, riflessione sulla giustizia e il rapporto uomo-dio 1. Destino umano: personale e collettivo poiché nella mentalità greca l’individuo è parte di un ghenos legato da vincoli di sangue e fa parte di una polis. Come nel ghenos l’atto glorioso compiuto da un membro si ripercuote anche sugli altri membri, così avviene nella polis: gli atti riprovevoli di un membro gettano riprovazione su tutta la collettività poiché la colpa

La tensione sale quando la regina Atossa ( moglie di Dario e madre di Serse) racconta di un sogno angoscioso: due donne, una in abiti persiani e una in abiti greci, vengono avvicinate da Serse che cerca di aggiogarle. La persiana si lascia aggiogare mentre la donna greca si ribella e spezza il giogo. La prima docile perché sottomessa, l’altra ribelle perché libera per natura. Serse varcando il mare con il suo esercito ha tentato un’impresa impossibile. Atossa capisce che Serse ha sbagliato ma ne ha la conferma quando arriva il messaggero che riporta la sconfitta a Salamina. Il racconto del messaggero è il cuore della tragedia: l’uomo prima elenca i personaggi caduti, poi ricostruisce l'andamento della battaglia, iniziando dal tranello tratto a Serse: ha creduto ad un falso informatore che gli disse che le navi greche si stavano preparando per fuggire. Serse durante la notte fece disporre le navi in modo da bloccare lo stretto di Salamina, minacciando di tagliare la testa ai generali se avessero permesso la fuga ai greci. Al mattino i greci intonarono un peana in cui espongono i valori per cui combattono= valori di uomini liberi. I persiani rispondono con un brotos = brusio confuso di voci perché non hanno valori. Il racconto prosegue con la descrizione dello scontro: prima i persiani resistono, poi i greci mettono le navi dei persiani in modo che siano strette e sbattano una contro l’altra. La fine spiega che Serse vede la disfatta da un colle, si strappa le vesti e urla di dolore, poi ordina la ritirata con molti ostacoli. Quelli che tornano con il re in Persia sono quindi molto pochi. il messaggero si allontana e il coro commenta: questi dicono che la colpa della disfatta sia di Serse. La regina sconvolta invoca un aiuto soprannaturale: va sulla tomba di Dario, re saggio, ed evoca il suo spirito, ed è proprio l’ombra di dario che da spiegazioni: Serse ha preteso di dominare il mare costruendo un ponte di barche in modo che i suoi soldati potessero attraversare l’Ellesponto. È stato sordo agli oracoli che hanno sconsigliato l’idea , è stato empio e quindi la punizione degli dei sarebbe stata inevitabile. Prima di uscire lo spirito annuncia la sconfitta a Platea. La fine della tragedia vede Serse che arriva senza scorta e mentre piange i suoi errori.