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TURISMO COSTIERO E MARITTIMO:IL QUADRO EUROPEO., Appunti di Turismo

IL TURISMO BALNEARE. TURISMO NAUTICO. PLAN BLEU

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 11/01/2022

eleonora-pizzo
eleonora-pizzo 🇮🇹

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Lezione 16/04 ugolini.
TURISMO COSTIERO E MARITTIMO:IL QUADRO EUROPEO.
Il turismo delle zone costiere è un importante elemento di sviluppo per gli stati membri dell’unione eu.
Come emerge da uno studio commissionato dal parlamento europeo , esso è in assoluto il piu importante
in termini di flussi turistici e quale fonte di generazione di reddito. Il mediterraneo è la piu importante
destinazione turistica al mondo : secondo le stime dell’organizzazione mondiale del turismo rappresenta un
terzo dei proventi complessivi del comparto turistico.
Tuttavia lo sfruttamento del mare per scopi diversi comporta una crescente pressione e in particolare:-la
competizione per la ricerca di spazi genera conflitti tra le varie attività (pesca, servizi, agricoltura) ;- gli
ecosistemi naturali delle zone costiere subiscono il degrado soprattutto a causa del cambiamento climatico.
– esistono forti variazioni stagionali in termini di popolazione e occupazione.
Promuovere la sostenibilità nel mediterraneo è una sfida chiave, per le strategie dello sviluppo sostenibile
….
Secondo lo studio PLAN BLEU, i benefici provenienti degli ecosistemi marini valgono 26 miliardi di euro
l’anno (2005: è l’equivalente del 120 % del PIL della Tunisia. Dividendo questa cifra per la superficie del
Mediterraneo (2,5 milioni di km2) si ottiene un valore superiore a 10 mila euro l’anno per KM2. E sempre
secondo plan bleu, in italia si concentra il 35% di questa ricchezza: 9 miliardi di euro.
Si è passati nelle regioni del mediterraneo dai 58 milioni del 1970 agli oltre 228 milioni del 2002. E secondo
le proiezioni si arriverà a 346 milioni nel 2020. Una presenza che è concentrata per circa l’80% nel periodo
compreso tra maggio e settembre. Per evitare dunque un extrautilizzo ( su 46 mila km di costa il 40 % è già
antropizzato) bisogna mettere in atto politiche mirate a promuovere l’allargamenti della stagione turistica,
ma anche tecnologie e stili di vita a minor impatto ambientale.
Tutela del consumatore/turista a riguardo del turismo online> tema emergente. Come il turista prenota
compra le sue vacanze, contatto diretto tra turista e impresa che eroga servizi non piu come prima.
Contratto con me in cui garantisce determinate prestazioni. La protezione del consumatore di fronte ai
contrati, acquisto di un servizio direttamente dal produttore> ci vorrebbe una normativa sui contratti sulla
tutela, sanzione da parte dell’imprenditore che non mantiene i patti e ci sia una forma di risarcimento.
IL TURISMO BALNEARE.
È il fulcro intorno al quale si è sviluppato il fenomeno delle vacanze del secolo scorso, in particolare, a
beneficio del turismo domestico, la sua crescita dai primi anni del 1900 fino al 2000 ha trascinato poi tutte
le altre tipologie di turismo.
L’evoluzione: in realta dagli anni 80 dl seco scorso , sono stati attratti da nuove destinazioni concorrenti,
rappresentate dalle spiagge spagnole e da quelle greche , e successivamente, a partire dagli anni 1990 dalle
spiagge della riva sud del mediterraneo dell’egitto della turchia e del marocco.
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Lezione 16/04 ugolini. TURISMO COSTIERO E MARITTIMO:IL QUADRO EUROPEO. Il turismo delle zone costiere è un importante elemento di sviluppo per gli stati membri dell’unione eu. Come emerge da uno studio commissionato dal parlamento europeo , esso è in assoluto il piu importante in termini di flussi turistici e quale fonte di generazione di reddito. Il mediterraneo è la piu importante destinazione turistica al mondo : secondo le stime dell’organizzazione mondiale del turismo rappresenta un terzo dei proventi complessivi del comparto turistico. Tuttavia lo sfruttamento del mare per scopi diversi comporta una crescente pressione e in particolare:-la competizione per la ricerca di spazi genera conflitti tra le varie attività (pesca, servizi, agricoltura) ;- gli ecosistemi naturali delle zone costiere subiscono il degrado soprattutto a causa del cambiamento climatico.

  • esistono forti variazioni stagionali in termini di popolazione e occupazione. Promuovere la sostenibilità nel mediterraneo è una sfida chiave, per le strategie dello sviluppo sostenibile …. Secondo lo studio PLAN BLEU, i benefici provenienti degli ecosistemi marini valgono 26 miliardi di euro l’anno (2005: è l’equivalente del 120 % del PIL della Tunisia. Dividendo questa cifra per la superficie del Mediterraneo (2,5 milioni di km2) si ottiene un valore superiore a 10 mila euro l’anno per KM2. E sempre secondo plan bleu, in italia si concentra il 35% di questa ricchezza: 9 miliardi di euro. Si è passati nelle regioni del mediterraneo dai 58 milioni del 1970 agli oltre 228 milioni del 2002. E secondo le proiezioni si arriverà a 346 milioni nel 2020. Una presenza che è concentrata per circa l’80% nel periodo compreso tra maggio e settembre. Per evitare dunque un extrautilizzo ( su 46 mila km di costa il 40 % è già antropizzato) bisogna mettere in atto politiche mirate a promuovere l’allargamenti della stagione turistica, ma anche tecnologie e stili di vita a minor impatto ambientale. Tutela del consumatore/turista a riguardo del turismo online> tema emergente. Come il turista prenota compra le sue vacanze, contatto diretto tra turista e impresa che eroga servizi non piu come prima. Contratto con me in cui garantisce determinate prestazioni. La protezione del consumatore di fronte ai contrati, acquisto di un servizio direttamente dal produttore> ci vorrebbe una normativa sui contratti sulla tutela, sanzione da parte dell’imprenditore che non mantiene i patti e ci sia una forma di risarcimento. IL TURISMO BALNEARE. È il fulcro intorno al quale si è sviluppato il fenomeno delle vacanze del secolo scorso, in particolare, a beneficio del turismo domestico, la sua crescita dai primi anni del 1900 fino al 2000 ha trascinato poi tutte le altre tipologie di turismo. L’evoluzione: in realta dagli anni 80 dl seco scorso , sono stati attratti da nuove destinazioni concorrenti, rappresentate dalle spiagge spagnole e da quelle greche , e successivamente, a partire dagli anni 1990 dalle spiagge della riva sud del mediterraneo dell’egitto della turchia e del marocco.

I clienti esteri sono venuti in misura minore rispetto l’italia. Nuovi competitors apparsi perche è stato piu facile e veloce raggiungerli, contrazione spazio –costo. Inoltre pur essendo sempre attuale il tradizionale binomio sole mare sono offerte al turista anche altre alternative che includono : l’esperienza dell’ andare in barca , da quelle di piccole dimensioni agli yacht, lo snorkeling, il naturismo e il diving ecc.. Negli ultimi anni lanalisi dei dati di medio periodo mostra come il turismo balneare non sia riuscito a stare a passo sia nei confronti degli stranieri sia nelle scelte degli italiani. Secondo i dati istat per il 2016 a stima di arrivi nella località balneari italiane è stata di 24,9 mln per 118,6 mln di presenze : si tratta rispettivamente del 21,8% e del 29,5% del totale del turismo italiano, percentuali che nel 2006 erano rispettivamente il 22, % e il 32 % : ciò significa che il turismo balneare ha perso pero nell’ambito complessivo. Paradossalmente sono proprio gli stranieri che hanno tenuto : tra 2006 -2016 hanno visto un incremento del 19.2% mentre gli italiani hanno registrato un calo del -7.6% (-3.5%il calo degli italiani in italia). la quota del mercato straniero è salita dal 32,4 % del 2006 al 38,2% del 2016. L’offerta ricettiva nelle località balneari conta 47.000 strutture ricettive di cui 9.000 alberghiere e 38. extra alberghiere che incidono per il 28 ,2% sul totale del turismo italiano (nel 2006 era il 36%). in calo i posti letto attualmente pari a 1.6 mln di cui 687.000albergieri e 923.00 extra labergieri. Punti fi forza e debolezza: o l estensione delle coste o le bandiere blu ( FEE ITALIA, fondazione per l’educaz ambientale in danimarca, si occupa di ambiente ) o consumo suolo e cementificazione dighe e barriere nel corso degli ultimi decenni hanno profondamente alterato la linea di costa e il suo paesaggio con relativa perdita di biodiversità e patrimonio naturale. Cemento coast to coast> La ricetta salva coste del wwf> la ricetta per sfruttare in maniera intelligente e non devastante il potenziale patrimonio naturale costiero, deve essere una sua gestione integrata e sostenibile. La vera sfida è invertire la tendenza alla ulteriore cementificazione della nostra fascia costiera anche attraverso una moratoria che l’associazione chiede al governo, regioni e comuni. Inoltre garantire il rispetto delle normative e adottare politiche fiscali incentivanti sui comuni per la conservazione di ciò che resta ancora libero da cemento lungo le coste, come gia accade in qualche paese europeo. Un potenziale per le economie locali e il lavoro è anche quello che potrebbe derivare dal ripristino di vecchie cave (spesso occupate da costruzioni) o delle foci di fiumi distrutti e dune cancellate un lavoro di rammendo delle nostre coste speculare quello invocato dall’architetto Piano per le aree periferiche delle grandi città. Gli stabilimenti balneari: un tema sul quale si discute da una decina di anni in italia e in europa. Per la loro presenza diffusa su tutto il litorale, sono un fenomeno tipico italiano. Vi sono pareri contrari, ma lo sviluppo storico delle marine è avvento per la presenza degli stabilimenti che ovunque hanno fatto da catalizzatori del soggiorno dei clienti. Tutta muratura x impatto su una linea di costa lo stabilimento, quanto ha antropizzato una sua parte.