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schemi approfonditi su umanesimo e cristianesimo
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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La cultura che dominò il Medioevo per questo motivo l’espressione della cultura ebbe una forte impronta di carattere ebbe origine soprattutto dalla Scolastica, religioso, probabilmente anche perché ovvero la filosofi cristiana medievale. la maggior parte degli intellettuali apparteneva al Cristianesimo durante il periodo medievale appariva perfetta questa visione non era vista bene la figura del monaco che abbandonava ogni dai nuovi abitanti che si erano tipo di rapporto con il mondo per dedicarsi affermati nel tempo nei Comuni italiani completamente alla vita religiosa ovvero i mercanti, i banchieri e i giuristi Per questo motivo, tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento si affermò una nuova visione del mondo Rinascimento Umanesimo dato che gli intellettuali di quest’epoca perché si richiamava alla letteratura erano convinti di fare parte di una rinascita classica in contrapposizione alla della cultura dopo la crisi medievale scolastica, che aveva come punto di riferimento solamente i testi sacri. Tema fondamentale dell’umanesimo fu la valorizzazione dell’uomo, che venne messo al centro del mondo, perché lo considerò una persona libera e capace di cambiare la realtà che lo circonda Questa nuova visione del mondo superava le tendenze ascetiche del Medioevo, che contrapponevano lo spirito al corpo e sminuivano tutto ciò che era terreno. diversi autori dissero il loro parere su questa nuova visione del mondo, come Giannozzo Manetti che sostenne che l’uomo è la creatura più nobile di tutte. Gli umanisti esaltarono anche la vita attiva secondo gli uomini del Medioevo Dio poteva dell’uomo in contrasto alla vita contemplativa essere servito solo distaccandosi dal resto del mondo per pregare, mentre secondo gli umanisti non è necessario fuggire dal mondo per servire Dio. L’esaltazione dell’uomo e della natura era nel I secolo a.C Cicerone aveva delineato un già presente nella cultura antica, in ideale di uomo virtuoso, che si perfeziona particolare nei classici latini attraverso lo studio e la cultura.
i medievali riconoscevano il valore dei nel Quattrocento gli intellettuali ritrovarono classici ma ne davano una lettura allegorica negli autori latini una realtà simile alla loro, cercando sempre di trovare un significato di conseguenza i classici divennero un o un messaggio di Dio nascosto tra le parole modello di vita da seguire e imitare in questo modo venne data una lettura inoltre per legger bene i loro testi era necessario storica, che collocava gli antichi conoscerne la lingua, e per questo nacque una nell’epoca in cui erano vissuti nuova disciplina chiamata filologia, ovvero la scienza della parola principale esponente di questa disciplina fu Lorenzo Valla. L’umanesimo esaltava l’uomo e i valori terreni, molti intellettuali cercarono di affrontare lo ma ciò non vuol dire che rinnegasse la religione studio della divinae litterae con i nuovi strumenti della filologia, ricercando in questo modo la versione più autentica della Scrittura così da potersi avvicinare alle Sacre Scritture l’esponente più importante dell’Umanesimo nella lingua originale e non nella traduzione cristiano fu Erasmo da Rotterdam, il quale si latina dedicò con grande cura allo studio del greco la sua attività di studioso fu volta costantemente alla diffusione di una nuova religiosità, più profonda e più intensa e per questo motivo fu tra i primi a sostenere la necessità di una riforma interna nella Chiesa, che eliminasse il malcostume e la corruzione gli uomini di cultura del Quattrocento definirono la letteratura classica come humanae litterae, ovvero studi di umanità, perché formano l’uomo completo Emblematico per quest’epoca fu gli umanisti riportarono alla luce manoscritti Poggio Bracciolini, che si formò a di autori antichi trascurati o dimenticati nei Firenze. Bracciolini divenne secoli precedenti segretario apostolico presso la Curia papale e seguì il pontefice al Concilio di Costanza. Nel corso del
in secondo luogo e in particolare in ambito artistico si scelse di trattare i temi profani (si svilupparono il ritratto, il paesaggio e la natura morta) nel Rinascimento si diffuse una nuova figura intellettuale, il cortigiano, che è un intellettuale laico legato alla corte di un signore e non alla Chiesa, come nel Medioevo in quest’epoca si aprì per gli intellettuali una nuova possibilità, quella di essere Negli Stati del Cinquecento il potere era accolti a corte da un mecenate ovvero fortemente accentrato, quindi il cortigiano un signore che si circondava di intellettuali. non aveva la possibilità di partecipare alla vita politica. Da ciò si può apprendere che l’intellettuale del Cinquecento non era pienamente autonomo, in quanto era al servizio di un potente. Il rinnovamento intellettuale e artistico coinvolse anche l’educazione dei giovani l’obiettivo dell’educazione era la formazione completa dell’uomo, inoltre secondo gli umanisti, l’apprendimento le discipline letterarie e l’acquisizione delle del latino e del greco aveva un valore lingue classiche erano fondamentali pedagogico oltre che tecnico, infatti l’animo del giovane diveniva buono attraverso lo studio e non aveva bisogno di regole di condotta specifiche era altrettanto importante la formazione alcuni umanisti fondarono scuole private in cui fisica, da realizzare attraverso esercizi si applicavano questi principi pedagogici del corpo due insegnanti di un certo spessore Guarino Guarini Vittorino da Feltre Tra il Quattrocento e il Cinquecento fu Johann Gutemberg a incidere per primo le fu realizzata un’invenzione che singole lettere dell’alfabeto su cubetti di legno rivoluzionò il modo di comunicare coperti di inchiostro e disposti in modo tale da degli uomini, ovvero la stampa a formare parole e frasi velocemente ed caratteri mobili economicamente Il primo libro stampato da Gutemberg fu la l’invenzione della stampa consentì Bibbia, nel 1455. La sua rivoluzione si diffuse in una maggiore circolazione della cultura tutta Europa già alla fine del XV secolo, grazie
umanistica, infatti già nel 1500 erano ai suoi allievi che si spostarono diffondendo le stati stampati dieci milioni di libri nuove tecniche di stampa, (metà di carattere religioso). In Italia la tipografia conobbe un importante La più importante fu probabilmente quella di espansione. A Venezia che riuscì ad Aldo Manuzio, umanista che si era dedicato affermarsi come principale centro editoriale all’attività editoriale d’Europa, nel 1500 operavano circa 200 tipografie. egli riuscì a collaborare con grandi letterati, che si raccolsero nella sua bottega, dando vita la diffusione del libro e della cultura fu all’Accademia aldina limitata a una minoranza di dotti, in genere di condizione aristocratica o borghese infatti per i milioni di contadini analfabeti che erano presenti tra il Quattrocento e il Cinquecento, l’unica preoccupazione quotidiana continuava ad essere quella della sopravvivenza. 3 LO SVILUPPO DELLE SCIENZE L’interesse dell’uomo e della natura fu nel Medioevo anche in campo scientifico si alla base del progresso scientifico che imponeva l’autorità della tradizione, ma nel caratterizzò il Rinascimento Rinascimento gli scienziati vollero condurre un’osservazione diretta della natura Vennero compiuti grandi progressi in ambito medico , infatti, a partire dal un contributo fondamentale venne dal medico Quattrocento, l’anatomia fu basata belga Andrea Vesalio, che criticò il modo in cui sulla dissezione dei cadaveri tradizionalmente si svolgevano le lezioni di anatomia Gli studenti di medicina iniziarono a confrontarsi direttamente con i cadaveri e di fronte a questo evidente progresso impararono a riconoscere le corrispondenze la Chiesa dovette fare qualche passo indietro, tra sintomi e organi del corpo. nel Medioevo la vivisezione era proibita, ma papa Clemente VII intorno al 1530 prese provvedimenti che garantirono il consenso della Chiesa al progresso medico. Leonardo da Vinci ebbe un ruolo fondamentale per il progresso scientifico: egli sperimentò ogni tipo di ambito, progettando innumerevoli macchine e facendo progetti che sembravano
non solo raccontava i fatti accaduti, ma individuava le cause delle vicende storiche Tra il XVI secolo e la metà del secolo questa riflessione si collegava al processo che successivo si sviluppò una grande portò alla formazione dello Stato moderno. riflessione sui temi della politica e del potere Con l’affermazione di questo Stato tramontava un’idea fondamentale della politica medievale, ovvero quella della che era nota come universalismo supremazia del Papato e dell’Impero medievale Nel Cinquecento, a questa concezione fu opposto il principio secondo il quale il sulla figura di potere del principe si concentrò sovrano non riconosceva più limiti alla sua la riflessione di Niccolò Machiavelli, che è lo autorità. studioso che possiamo considerare il fondatore della scienza politica. NICCOLÒ MACHIAVELLI Fu al servizio della Repubblica fiorentina per circa quindici anni, ricoprendo incarichi che gli permisero un contatto nel 1512 la Repubblica cadde e ritornarono diretto con le principale corti europee al potere i Medici, per cui Niccolò perse il suo impiego Egli costretto all’ozio forzato fece nascere alcune opere di straordinaria importanza, l’intento di Machiavelli era quello di come il trattato “ Il Principe ”, esprimendo fare un’opera utile, offrendo al sovrano le sue opinioni politiche di uno Stato assoluto e all’uomo di Stato, una guida per l’azione. Alla base della riflessione politica di Machiavelli possiamo notare una visione pessimistica dell’uomo e del mondo. (controsenso umanesimo) Machiavelli viene considerato il fondatore della scienza politica, perché afferma secondo lo scrittore, la politica è l’autonomia della politica regolata da leggi specifiche che non sono quelle della religione o della
morale comune secondo questa visione, la virtù degli uomini che detengono il potere consiste nell’adottare il comportamento più adatto per conservare e detenere l’ordine nello Stato. Allo stesso tempo però, l’autore opera Machiavelli constata che l’uomo di Stato è una distinzione fondamentale tra principe tenuto a prendersi le proprie responsabilità, e tiranno e per questo può essere obbligato ad agire spregiudicatamente, a mentire o a commettere delitti Il primo è colui che opera per il bene il secondo è colui che si comporta dello Stato, e se utilizza metodi in modo crudele senza necessità sbagliati lo fa per il bene del popolo e solo a proprio vantaggio TOMMASO MORO Nel 1516 questo scrittore ha pubblicato egli era un umanista molto erudito e la sua Utopia raffinato, si dedicò alla vita politica e scalando i vari ranghi ottenne nel 1529 questa Utopia è una sorta di dialogo la carica di cancelliere del regno filosofico diviso in due libri Nel 1532 abbandonò questo ruolo il primo enuncia la contraddizione perché non condivideva la politica di della società europea, come le leggi Enrico VII, che voleva assumere il ingiuste (pena di morte per furto) controllo della Chiesa di Inghilterra A questo Moro contrappone l’organizzazione Moro decise di non riconoscere lo dell’isola di Utopia, dove non esiste la scisma anglicano e per questo fu proprietà privata e la terra è coltivata da imprigionato e il 6 luglio 1535 venne tutti gli abitanti, le leggi sono poche e semplici decapitato. I magistrati che hanno il compito di regolare la vita della comunità sono eletti e costituiscono l’aristocrazia intellettuale Il ruolo di essi è quello di esprimere l’aspirazione a veder riconosciuta alla cultura una funzione di direzione politica IL CONTRASTO TRA MORO E MACHIAVELLI Le loro opere sono in netta contrapposizione tra loro per la differente visualizzazione della politica, convengono solo in un punto, ovvero quello della desacralizzazione della polita, riducendola