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Umanesimo e Rinascimento: Un'analisi dei Cambiamenti Culturali e Sociali in Italia, Appunti di Italiano

Contesto storico, nuovi luoghi di cultura, riferimenti ad alcuni umanisiti, analisi della nuova mentalità: concezione dell'uomo, riscoperta dei classici, luoghi di cultura, riscoperta dell'artigianato.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 06/05/2021

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greta-imberti 🇮🇹

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UMANESIMO E RINASCIMENTO
Nel Quattrocento si verificano in Italia delle serie di cambiamenti, già nei secoli precedenti era stato
possibile individuare nuovi pensieri che facevano presagire sviluppi. L’Umanesimo è la fase in cui nascono
nuove concezioni, mentre il Rinascimento è quando i mutamenti trovano espressività nell’arte e
architettura.
Dalla fine del Duecento inizia a delinearsi la forma di governo della Signoria, che nei due secoli dopo si
consolida: le istituzioni comunali erano indebolite dai conflitti interni e le famiglie erano riuscite ad imporsi
-> potere legittimato da titoli feudali conferiti dall’imperatore o dal Papa
Il signore si circonda di persone fedeli, formando la corte (personale amministrativo e intellettuali):
protegge l’arte per prestigio all’estero e consenso interno -> mecenatismo comporta che le Signorie siano
centri di cultura. Le signorie tendono ad espandersi e ciò comporta la nascita di stati regionali, tra cui i più
importanti:
- Repubblica di Firenze – famiglia De’ Medici
- Ducato di Milano – Visconti e Sforza
- Repubblica di Venezia – è una repubblica oligarchica, non è presente una famiglia
- Ducato di Ferrara – Estensi
- Repubblica di Siena
Al Sud invece persiste il Regno di Napoli, prima con gli Angioni e poi con gli Aragonesi
Gli stati sono in continua lotta fino al 1454, quando inizia un periodo di tranquillità con la Pace di Lodi,
voluta da Lorenzo De’ Medici -> sviluppo economico e fioritura artistica, ma quando Lorenzo muore la
situazione crolla e le potenze straniere ne approfittano: il re Carlo VIII scenderà in Italia, causando guerre
Lorenzo De’ Medici è stata una figura molto importante anche a livello culturale: proteggeva l’accademia di
Firenze, Poliziano fu il precettore dei suoi figli ed era amico di Botticelli. Compose diverse opere, tra cui i
Canti carnascialeschi, come quello del trionfo di Bacco e Arianna, in cui descrive il carro con i due
personaggi principali, seguiti da ninfe, satiri, Sileno e Mida. L’opera ha un carattere gioioso, dinamico e
incalzante, si tratta di un invito a godere le presente, poiché del futuro non c’è certezza e quindi alla ricerca
del piacere, che si rifà all’edonismo. Quest’idea he però alla base una concezione malinconica della fugacità
del tempo.
Luoghi di cultura di questo periodo:
- Corte , i principi sono colti e amanti della letteratura e delle arti: si circondano di pittori, filosofi
musicisti… ideali di raffinatezza spirituale, di gusto estetico e di armonia. Si tratta di uno stile di vita
improntato all’edonismo, ossia ricerca del piacere e del lusso. Lo splendore di questa élite accentua
il divario presente con i ceti popolari, in particolare i contadini. Inoltre i cambiamenti interessano
solo un ambito ristretto di persone e non trapela nulla nei ceti inferiori.
- Accademia , tra gli umanisti è fortissimo il senso di cultura -> scambio di idee e confronto.
Concezione aumenta con l’ammirazione delle filosofie antiche, come per l’Accademia di Platone,
dove il dialogo era il metodo di ricerca fondamentale. Si tratta di cenacoli dove degli intellettuali si
incontrano per scambiarsi conoscenze (palazzi, ville dei mecenati o corti stesse, come l’Accademia
Platonica)
- Le università sopravvivono continuando a seguire un indirizzo aristotelico, che non ha però più
rapporti con la Scolastica, ma è indirizzato in senso naturalistico e razionalistico.
- Gli artisti vedono mutare la loro condizione sociale: iniziano a godere di un grande prestigio e sono
ammessi talora anche a corte. Gli apprendisti acquistano conoscenze culturali (iconografiche) e
tecniche studiando i soggetti classici per poter rappresentare ciò che il committente chiede. La
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UMANESIMO E RINASCIMENTO

Nel Quattrocento si verificano in Italia delle serie di cambiamenti, già nei secoli precedenti era stato possibile individuare nuovi pensieri che facevano presagire sviluppi. L’Umanesimo è la fase in cui nascono nuove concezioni, mentre il Rinascimento è quando i mutamenti trovano espressività nell’arte e architettura. Dalla fine del Duecento inizia a delinearsi la forma di governo della Signoria, che nei due secoli dopo si consolida: le istituzioni comunali erano indebolite dai conflitti interni e le famiglie erano riuscite ad imporsi -> potere legittimato da titoli feudali conferiti dall’imperatore o dal Papa Il signore si circonda di persone fedeli, formando la corte (personale amministrativo e intellettuali): protegge l’arte per prestigio all’estero e consenso interno -> mecenatismo comporta che le Signorie siano centri di cultura. Le signorie tendono ad espandersi e ciò comporta la nascita di stati regionali, tra cui i più importanti:

  • Repubblica di Firenze – famiglia De’ Medici
  • Ducato di Milano – Visconti e Sforza
  • Repubblica di Venezia – è una repubblica oligarchica, non è presente una famiglia
  • Ducato di Ferrara – Estensi
  • Repubblica di Siena Al Sud invece persiste il Regno di Napoli, prima con gli Angioni e poi con gli Aragonesi Gli stati sono in continua lotta fino al 1454 , quando inizia un periodo di tranquillità con la Pace di Lodi, voluta da Lorenzo De’ Medici -> sviluppo economico e fioritura artistica, ma quando Lorenzo muore la situazione crolla e le potenze straniere ne approfittano: il re Carlo VIII scenderà in Italia, causando guerre Lorenzo De’ Medici è stata una figura molto importante anche a livello culturale: proteggeva l’accademia di Firenze, Poliziano fu il precettore dei suoi figli ed era amico di Botticelli. Compose diverse opere, tra cui i Canti carnascialeschi, come quello del trionfo di Bacco e Arianna, in cui descrive il carro con i due personaggi principali, seguiti da ninfe, satiri, Sileno e Mida. L’opera ha un carattere gioioso, dinamico e incalzante, si tratta di un invito a godere le presente, poiché del futuro non c’è certezza e quindi alla ricerca del piacere, che si rifà all’edonismo. Quest’idea he però alla base una concezione malinconica della fugacità del tempo. Luoghi di cultura di questo periodo:
  • Corte, i principi sono colti e amanti della letteratura e delle arti: si circondano di pittori, filosofi musicisti… ideali di raffinatezza spirituale, di gusto estetico e di armonia. Si tratta di uno stile di vita improntato all’edonismo, ossia ricerca del piacere e del lusso. Lo splendore di questa élite accentua il divario presente con i ceti popolari, in particolare i contadini. Inoltre i cambiamenti interessano solo un ambito ristretto di persone e non trapela nulla nei ceti inferiori.
  • Accademia, tra gli umanisti è fortissimo il senso di cultura -> scambio di idee e confronto. Concezione aumenta con l’ammirazione delle filosofie antiche, come per l’Accademia di Platone, dove il dialogo era il metodo di ricerca fondamentale. Si tratta di cenacoli dove degli intellettuali si incontrano per scambiarsi conoscenze (palazzi, ville dei mecenati o corti stesse, come l’Accademia Platonica)
  • Le università sopravvivono continuando a seguire un indirizzo aristotelico, che non ha però più rapporti con la Scolastica, ma è indirizzato in senso naturalistico e razionalistico.
  • Gli artisti vedono mutare la loro condizione sociale: iniziano a godere di un grande prestigio e sono ammessi talora anche a corte. Gli apprendisti acquistano conoscenze culturali (iconografiche) e tecniche studiando i soggetti classici per poter rappresentare ciò che il committente chiede. La

bottega dello stampatore diventa in questo periodo un luogo di incontro, ma lo sviluppo pieno della stampa comincerà nella seconda metà del Quattrocento.

  • Le biblioteche erano prima luoghi inaccessibili al pubblico, mentre ora diventano pubbliche e non si limitano a conservare il libro, ma anche a farlo circolare tra le mani dei lettori. Il mito della rinascita e l’interesse per i classici: si diffonde l’idea di nascita nuova nell’ambito di letteratura, arte, vita politica e civile, che abbia come modello quello classico. Questa presuppone però una morte: per questo si diffonde la concezione che il Medioevo sia un’età di mezzo. Gli umanisti si dedicano allo studio dei classici, trovando insegnamenti validi anche per l’attualità. Il principio di imitazione è uno dei cardini fondamentali: se gli antichi hanno raggiunto la perfezione, è necessario imitarli. L’uomo rinascimentale è dinamico, e cerca di costruire, sulla base dei classici, un mondo che obbedisca alle esigenze del presente. L’uomo rinascimentale conosce il distacco storico: a differenza dell’uomo del Trecento, è consapevole della differenza e di una necessità di riadattamento del pensiero antico all’attualità. Filologia: nel corso del Medioevo, quando le opere venivano copiate a mano dai monaci, si erano accumulati gli errori di copiatura e lacune: nel Quattrocento nasce la figura del filologo, che si occupa di studiare diverse copie di una stessa opera e ricostruirle correttamente. I filologi erano figure che dovevano conoscere quindi a fondo i fatti storici, i costumi, le istituzioni politiche e tutto ciò che potesse essere d’aiuto al loro lavoro. Un esempio è quello di Loreno Valla che, analizzando “La donazione di Costantino”, documento attraverso cui la Chiesa rivendicava il potere temporale e attestava la cessione dell’imperatore di Roma al Papa, dimostrò che si trattava di un falso medievale. Antropocentrismo: Dio non è più al centro di tutto, ma l’uomo, protagonista e autore della propria storia. Ciò che viene esaltata in maggior modo è la dignità dell’uomo, che nel Medioevo era stato disprezzato profondamente. Prima gli studi si concentravano sulla salvezza, ora gli studi delle lettere classiche (studia humanitatis) formano l’uomo nella sua interezza, nell’armonia di tutte le sue facoltà. Inoltre l’uomo rinascimentale dona molta importanza alla cura del suo aspetto esteriore, poiché la sua bellezza esteriore rispecchiava quella interiore e non disprezza il proprio corpo. -> disprezzo e dignita’ dell’uomo: nel Medioevo si pensava che la realtà terrena fosse subordinata ad un disegno divino e che l’individuo avesse valore solo dopo la morte -> la conseguenza fu una svalutazione delle esperienze dell’uomo, considerato una creatura spregevole e vile, che non ha alcun valore, così come i piaceri a cui aspira -> Lotario Diacono: De contemptu mundi. Con l’Umanesimo questa concezione muta:
  • Giannozzo Manetti: riconoscimento della dignità dell’uomo
  • Marsilio Ficino: l’uomo possiede l’intelligenza e può aspirare a valori spirituali
  • Giovanni Pico Della Mirandola: concezione dinamica dell’uomo e libertà De dignitate et excellentia hominis: confutazione dell’opera di futuro Papa Innocenzo III, De contemptu mundi. L’umanista smonta infatti la tesi di Lotario Diacono e sostiene delle tesi a favore della propria idea. Manetti sceglie in particolare i passi più adatti ad essere criticati.
  • l’uomo gode di molti piaceri (vedere, toccare, ascoltare…), che non sono peccaminosi
  • i rimedi per contrastare le difficoltà sono molti e permettono di provare piacere -> dimostra che l’esistenza dell’uomo non è piena di sofferenze e dolorosa
  • l’uomo è una creatura privilegiata, poiché ha un corpo più nobile, attraverso il quale è in grado di operare, parlare e intendere. Esaltazione dell’uomo all’interno dalla lode di una vita operosa
  • non esclude la religione, ma si tratta di una concezione di Dio diversa, che è separata dalla vita terrena dell’uomo (indipendente), che poi lo raggiungerà ottenendo la salvezza Oratio de hominis dignitate: esaltazione delle potenzialità dell’uomo e della sua abilità di costruirsi da solo. L’autore, Giovanni Pico Della Mirandola, immagina che Dio, dopo aver creato l’Universo, voglia qualcuno