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Il rinascimento italiano, analizzando il classicismo, l'umanesimo e la letteratura del periodo. Si focalizza su autori chiave come ariosto, boiardo e lorenzo de' medici, esaminando le loro opere e il contesto storico-culturale in cui sono state prodotte. Una panoramica completa del rinascimento, evidenziando le sue caratteristiche principali e il suo impatto sulla cultura e la società dell'epoca.
Tipologia: Sintesi del corso
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È un movimento culturale che si afferma in Italia più che nel resto di Europa e che riguarda il 400 fino al 1492 con la scoperta dell’America e le fine del medioevo. Si afferma una nuova visione dell’uomo e del mondo questo comporta un rinnovamento di arti e scienze dove i classici grechi e latini vengono presi come modello per la vita quotidiana questo fenomeno viene detto classicismo, vengono però riscoperti con inventiva principalmente durante il rinascimento. Si può dire infatti che l’umanesimo e il rinascimento sono lo stesso movimento culturale che nasce con l’umanesimo e si sviluppa con il rinascimento. Vengono distinti dalla scoperta dell’America, l’invenzione della stampa e della polvere da stato Nel 400 l’Italia è divisa tra Stato della chiesa, regno di Napoli e Ducati, durante il corso del 400 si porta a compimento il passaggio tra comuni e signorie che a loro volta chiedendo al papa o all’ imperatore di essere riconosciuti come principati diventano veri e propri Stati regionali dove il signore non governa solo la città ma tutta la regione, questo fa sì che nel 400 le signorie più importanti sottoscrivono un accordo “la pace di Lodi” portata da Lorenzo di Medici fino alla sua morte 40 anni dopo. In questi 40 anni avverrà da una parte un grande sviluppo di tutte le attività artistiche a dall’altro l’Italia rimarrà frazionata e verrà conquistata dalla Francia e Spagna che sono nazioni unificate. Dal punto di vista economico c’ē una graduale crescita e inizia un fenomeno per la quale i grandi commercianti iniziano a investire in terreni visto che sono meno rischiosi. Questo fa sì che si formi una netta linea divisoria tra la parte del popolo che deteneva la ricchezza formata da nobili e borghesi di cui la filosofia è l’edonismo quindi la ricerca del piacere e il resto della popolazione che tutt’altro tenore di vita. Dal punto di vista culturale il centro della cultura è quello della corte formata dai funzionari che amministrano il principato stipendiati dal signore e a lui obbedienti. Oltre a loro ci sono anche intellettuali e artisti che vengono mantenuti e protetti dal signore in cambio che nelle loro opere celebrano il signore che si definiva un mecenate ( chiama gli artisti e gli toglie ogni preoccupazione economica, quest’ultimi devono essere riconoscenti e ringraziarlo con le loro opere dove lui è esaltato ). È il luogo dove la cultura viene creata e consumata, dato che le opere erano dirette ai cortigiani stessi. Alcuni signori come lorenzo de medici oltre a chiamare alla loro corte letterati lo sono anche loro scrivendo opere loro. La corte verrà rappresentata molti autori come la società perfetta idealizzandola tuttavia questo rimane un mondo chiuso fuori dalla portata di tutte le altre persone. I rischi per i cortigiani erano da una parte il servilismo e l’adulazione, e dall’altra l’isolamento sociale Oltre alla corte il posto prevalente la cultura nasce anche da altri posti come Le accademie : un posto finanziato dal signore dove gli artisti si possono incontrare per scambiare idee Le scuole umanistiche: come Vittorino da Feltre. Dando una nuova idea di educazione Le universita
Le botteghe artistiche: nasce lo studio della prospettiva e i pittori si confrontano nelle botteghe Le botteghe degli stampatori: la nascita della stampa fa sì che potessero stampare i libri, tra le botteghe degli stampatori ci sarà quella di Aldo Manuzio luogo di stampaggio e di incontro di filosofi La carriera ecclesiastica : è sempre la corte tuttavia è facente parte dello Stato della chiesa Rinascimento 1492- Completa l’umanesimo, prende il nome dal mito della rinascita perché gli intellettuali vogliono far rinascere il mondo classico latino e greco ma lo vogliono recuperare in maniera integrale cercando a differenza del medioevo che cercaa di enterpretarli per andare verso Dio. Nasce una nuova civiltà e un nuovo modo di vedere Dio e l’uomo. A differenza del medioevo infatti c’è una visione antropocentrica perche l’uomo si sente protagonista della propria realtà con una visione di ques’ultimo ripresa da quella che da Boccaccio. Viene rivalutata la vita terrena, si rimane cristiani ma a differenza di prima l’uomo può realizzarsi anche in terra creando bellezza attraverso le proprie capacita. Viene inoltre riscoperto il corpo e questo significherà ad esempio in pittura il nudo. Con la riscoperta della lingua greca e la nascita della filologia confrontando tutte le copie scritte di quel testo e la lingua di quel testo con il contesto storico ossia tutte le conoscenza possibile. Questo introduce anche un metodo critico predecessore del metodo scientifico. Domina una produzione in latino i modelli in prosa Cicerone e in poesia Virgilio con trattati epistole ma anche opere storeografiche e poesia. Nella seconda metà del 400 so afferma il volgare fiorentino letterario modellato su Dante, Petrarca, Boccaccio. Con il problema della lingua che sarà molto dibattuto perché anche senl’italia era divisa i letterali cercano una lingua comune. Dopo la morte di Llrenxo dei Medici l’Italia perde il periodo di pace che si era formato e inizia ad essere invasa da eserciti inglesi e francesi, con guerre che scpficeranno nel trattato di Cateaüx Cambresì che definirà la dominazione spagnola dell’Italia. Il centro di cultura è anche cui la corte come nell’umanesimo Il poema epico cavalleresco
Nasce accanto al petrarchismo, una poesia popolare recuperata che si ricollega al carnevale, un clima allegro di spensieratezza legata a quella festa. Tutto ciò si rientra nella tradizione della poesia comico-realistica ( Checco Angiolieri ) che a sua volta rifà dalla poesia goliardica. Questo filone verrà toccato da Lorenzo de Medici e Poloziano
Grande uomo politico, signore di Firenze che assicura 40 anni di pace all’Italia, ma anche grande letterato, incarnazione del mecenatismo ( chiamavano a corte i più grandi intellettuali a sostenere con le loro opere ) durante la sua signoria erano presenti Poliziano, Pucci, Botticelli, Brunelleschi nella diffusione del pensiero neo-platonico. ( filosofia platonica verso il cristianesimo ). Lui stesso scriverà tantissimo, tanto che i critici lo accusano un po’ di sperimentalismo ( ha toccato tutti i generi perciò non ce n’era uno suo ) Opere d’amore cortese : esempio d’amore ( platonismo ), le rime ( imitazione di Petrarca ), commento di alcune canzoni d’amore ( imitazione della VitaNova Raccolta aragonese : raccolta di poesie scritte in volgare Toscano che spedisce a Federico d’Aragona figlio del re di Napoli. Opere ispirate alla poesia comico burlesca : i beoni, la nencia da Barberino ( influenza di pulci ) Genere bucolico : Il Corinto ( dalle bucoliche di Virgilio narrano amori infelici con logos amenus ) Mentre l’opera per cui è più ricordati sono “Le canzoni a Ballo” ( canzoni accompagnati da musica che facevano da accompagnamento alle cene ) oppure “canti carnascialeschi” ( Canti di carnevale ) troviamo un elevato edonismo ( invito a godere ai piaceri della vita) accompagnato da una vena malinconica perchè i beni terreni sono momentanei ed il tempo è fugace
Scrive molte opere, viene considerato il poeta in volgare più importante del 400, rappresenta l’umanesimo, serve Lorenzo Dei Medici, per poi fare un breve soggiorno dai Gonzaga a Mantova, dopodiché prende la cattedra di latino all’Università. Morirà a 40 anni mentre cercava di diventare prete. Grande attività come filologo applicando metodo della contestualizzazione storica da cui deriva Miscellania. ( raccolta di testi classici ) In latino produce moltissime poesie e testi dedicati all’insegnamento Mentre in volgare: L’epistola alla Raccolta Aragonese - introduzione non di Lorenzo ma scritta da lui Le stanze per la giostra del magnifico Giuliano - Opera encomiastica su Giliano fratello di Lorenzo dei Medici, rimasta inconclusa pervia della morte di Giuliano a mano della famiglia dei Pazzi. Doveva celebrare il suo amore per la sua donna e lodare la figura di
Giuliano tutto questo accompagnato dall’edonismo. Lo stile è un esempio del classicismo riportando intere espressioni, e temi ( classici anche italiani Boccaccio e Petrarca) La favola di Orfeo - Lui scrisse la prima opera teatrale di argomento non religioso. I rispetti e canzoni a ballo - stesso filone di poesia popolare portato da lorenzo, edonismo
Orlando e Rinaldo si scontrano per Angelica e allora interviene Carlo Magno promettendo
Ariosto da forma classica alla materia cavalleresca, troviamo riferimenti al mito con dei versi e dei modi di dire. Ma oltre a,la lingua anche nei contenuti, ci sono interi episodi dell’Eneide de che vengono trasportati nell’Orlando Furioso. Prende spunto dai poemi epici e li rielabora secondo la pripria fantasia. Della materia popolare riprende la tecnica del “groviglio”( dove si inizia a raccontare un personaggio fino al momento glu dove il poeta si ferma e cambia personaggio per poi tornarci ).
Ci sono 3 linee narrative importanti ( Riprese da Boiardo )
Tema dominante, l’inchiesta fallimentare I personaggi sono alimentati da una forza centrifuga, perché da Parigi partono in tutte le direzioni ( ognuno per i suoi motivi ) per poi alla fine ritornare tutti a Parigi, ognuno insegue un oggetto desiderato ( gli uomini le donne, le donne gli uomini, scudi, spade ) però nessuno la raggiunge mai ( sono ad un passo dall’oggetto desiderato e questo fugge). L’inchiesta fallimentari fa sì che vengano allontanati dal loro obbiettivo principale ( combattere ) sviandosi e cadendo in errore. ( Per Orlando la ricerca di Angelica lo porta alla pazzia ). Emblematico di questo è il castello di Atlante un mago cattivo che li attira la facendogli credere che troveranno ciò che cercano, per poi ingannarli e farli cadere in un labirinto senza fine.
Lo spazio dell’Orlando furioso è molto vasto, dalla Francia si va a finire in Africa, Cina, Scozia, Europa del Nord… Ci sarebbe anche la luna che viene vista però come complementare alla Terra poiché le cose che si perdono finiscono sulla Luna. Non c’è un visione provvidenziale ma orizzontale , il mondo viene visto come luogo dove l’uomo agisce guidato da passioni, desideri.. Oltre ad essere orizzontale lo spazio è anche aperto, perché i personaggi si trovano difronte delle scelte, che scatenano i movimenti circolari, che si intersecano tra loro creando un idea del mondo come fosse un labirinto ( pessimismo ) infatti un luogo che torna spesso è la selva dove si perde la strada. Quello che però nella realtà non si può dominare il poeta nel poema lo ordina. Anche il tempo è aggrovigliato, la tecnica del groviglio fa sì che lui vada avanti indietro e salti da una storia all’altra, struttura narrativa divagante perché la storia viene continuamente rimandata,
Dall’ Orlando del mondo viene fuori una realtà incontrollabile,la fortuna è capricciosa e imprevedibile, il mondo labirintico, intrecciato, confuso, ampio… Tuttavia il poeta dimostra delle abilità da regista perché riesce a tenere sotto controllo tutto ciò dove gli intrecci si legano fra loro come in una ragnatela per creare un’opera unitaria. Il poeta riesce a portare ordine e dare conclusione a tutto ciò. Troviamo antitesi e simmetrie, Orlando è simmetrico a Bradamantio, Angelica a Olimpia… Il Finale Il controllo che il poeta ha sulla storia fa sì che da genere potenzialmente infinito qua diventa finito, i cristiani sconfiggono i mori, bradamante si converte e riesce a sposarsi.. Chiusura che diventa sempre più evidente dopo la sconfitta di Atlante, la struttura narrativa diventa sempre più lineare con meno interruzioni e l’inchiesta diventa più alta dagli oggetti, uomini, donne.. si passa a cercare il senno, la fedeltà..