



Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Epoca Umanistica nella Storia dell'Arte
Tipologia: Appunti
1 / 6
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!




L' Umanesimo è un movimento ideologico-culturale che afferma la dignità degli esseri umani. Ebbe inizio nel XIV secolo nell'Italia rinascimentale (il centro maggiore fu Firenze) e si diffuse in tutta l'Europa contemporanea. Per "Umanesimo" si intende quel vasto movimento culturale che, iniziato negli ultimi decenni del Trecento e diffusosi nel Quattrocento, ha come caratteristica principale la riscoperta dell'uomo attraverso la ricerca e la letteratura dei classici latini e greci: humanae litterae o studia humanitatis , da cui appunto trae origine il termine "Umanesimo". Questa riscoperta è un'indispensabile premessa culturale del Rinascimento, con la quale la generazione dell'età umanistica sottolinea una netta distanza tra il mondo medioevale, caratterizzato da una visione della vita, che poneva Dio al centro dell'Universo e imponeva all'uomo una totale sottomissione al volere e al potere della Chiesa e la loro visione in cui l'uomo è posto al centro dell'Universo ed è considerato artefice, padrone del proprio destino. Si diffonde una grande fiducia nell'intelligenza umana; si esaltano, in particolar modo, la dignità dell'uomo, la sua superiorità sugli altri esseri naturali, le sue innumerevoli capacità creative. Inoltre si afferma il concetto di humanitas , inteso come la voglia di conoscenza che distingue l'uomo da tutti gli altri esseri animati. La conoscenza, dunque, era la base principale dell’Umanesimo, il quale viene caratterizzato, inoltre, dalla rinascita della cultura che comincia a delineare un processo di autonomia delle singole discipline. In questo periodo si parla molto di pedagogia (la formazione rivolta alle nuove generazioni, nella convinzione che solo a partire da una solida base culturale si costituisca un uomo nuovo, nel quale le facoltà morali e intellettuali siano armonicamente sviluppate per il proprio bene e quello della società), di storiografia (la descrizione della storia che comprende tutte le forme di interpretazione, dalla trattazione e trasmissione di fatti e accadimenti della vita degli individui e delle società del passato storico all'interpretazione che ne danno gli storici) e soprattutto di filologia ( disciplina che studia i testi letterari attraverso l’analisi critica per dare una corretta interpretazione). Con la formazione di questa nuova materia a Firenze si incomincia la traduzione dei classici greci in lingua fiorentina presso la “Accademia di Firenze” , fondata nel 1459 da Cosimo de’ Medici Il Vecchio. Il massimo esponente delle traduzioni dal greco al volgare fiorentino dei testi classici fu Benedetto Varchi, il quale fu chiamato da Cosimo I a iscriversi alla sua scuola, rinominata “Accademia degli Umidi”nel 1540. Varchi tradusse numerosi testi in greco di Aristotele e li interpretò elaborando un libro in volgare ( di cui non si conosce il nome) sull’etica e la logica. Centri di diffusione della nuova cultura umanista sono soprattutto le grandi corti signorili, in particolare la corte di Lorenzo de' Medici, detto il Magnifico , presso la quale si riuniscono moltissimi artisti e letterati del tempo. Infatti anche durante l'umanesimo si rinnovano le arti, la scultura e cominciano ad apparire alcuni personaggi importanti come Leonardo Da Vinci. L'umanesimo è la cultura del Rinascimento; tra i due concetti vi è dunque una sorta di vicinanza: il primo ha come obiettivo l’imitazione del mondo classico in modo che l’esempio di grandezza degli antichi costituisca una solida base interiore dell’uomo; il secondo trae ispirazione dalla classicità per creare un
mondo nuovo e moderno. In questo modo, si ha così la riscoperta dell'era latino- greca con lo studio dei testi e delle opere d'arte greco-romane. Difatti quella dell'epoca romana viene considerata umanità , ovvero esempio di civiltà adatto appunto per l'Umanesimo.
Quest’ultimo affonda le sue radici nella classicità, la quale si introduce bene nell’ottica quattrocentesca e cinquecentesca. L’antichità, dunque, diventa un qualcosa da imitare e da assimilare. Il termine " classico " deriva da "classis", che originariamente a Roma, nell'età dei re, indicava le cinque classi in cui erano divisi i cittadini possidenti, sulla base dei possedimenti terrieri. In seguito la parola indicò sempre a Roma i diversi gradi o classi della scuola. Solitamente i classici si intendono gli scrittori Greci e latini, ma dopo il costituirsi delle letterature moderne e nazionali si cominciò a stabilire il "canone" dei classici moderni. Tuttavia, per lungo tempo, gli unici autori studiati e proposti a modello di pensiero e di stile furono gli scrittori greci e latini. Di qui nacque quasi inevitabilmente l'associazione fra "classico", "esemplare" e "antico" greco o latino. Si apriva così la strada della trasposizione del classico da categoria di valutazione artistica a qualifica di carattere storico o tipologico. L'opera classica più usata dagli umanisti fu il Codice Giustiniano, scritto da Giustiniano I (il più antico fondamento delle attuali leggi), dal quale poterono ricavare oltre che un Codice civile anche una buona base di studio delle lingue antiche. Nella storia della cultura il termine " classicismo " indica, in senso stretto, lo studio, l'ammirazione e l'imitazione della cultura antica, greca e romana, considerata perfetta, modello di tutte le altre. In senso largo, il termine indica il culto degli scrittori più grandi di ogni nazione, che appunto per la loro grandezza, sono considerati scrittori classici, perfetti nel loro genere e che sono sempre attuali, moderni, in quanto hanno sempre qualcosa da dirci. Le caratteristiche fondamentali del classicismo della nostra cultura sono le seguenti: il rispettò di sé e degli altri, il senso della razionalità, dell'ordine, della disciplina, dell'equilibrio, delle proporzioni, della simmetria, della misura, del decoro e dell'armonia interiore. I punti principali della filosofia umanista sono l'egemonia delle capacità umane su quelle divine e la riscoperta dell'antichità greco-latina che si aggiunge a una concezione del mondo basata sul buon senso, la ragione, la solidarietà ed il rispetto dei diritti umani. Le associazioni che si dichiarano umaniste lavorano a favore di uno stato laico - non solo nel senso di non confessionale - ma anche di uno stato che tratti i cittadini in modo uguale, senza privilegi né discriminazioni. La prima manifestazione di umanesimo si ha con Protagora, il quale pone l'uomo al centro di tutto, misura di tutte le cose. Successivamente con l'affermazione
Conciliando le idee di Platone a quelle di Aristotele e partendo dalla natura egli notava come negli organismi sia presente un unico sostrato o logos da cui scaturisce il molteplice. Mentre l'artigiano costruisce l'uno a partire dai molti, cioè assemblando più parti tra loro, la vita al contrario sembra nascere da un principio semplice che si articola nel complesso. Plotino chiamò Anima del mondo la sostanza vitale da cui prendono forma le piante, gli animali, e gli esseri umani. L’anima discendendo dall’Iperuranio si incarna in un corpo e le idee ricordate rappresentano aristotelicamente le ragioni immanenti e formanti degli organismi. Le Idee per lui restavano tuttavia trascendenti, e concepite come infinite sfaccettature di un medesimo Pensiero autocosciente, che pensandosi si rende oggetto a sé stesso; in esso consisteva così l'identità parmenidea di essere e pensiero. Tale identità era però ancora l'unione di due realtà distinte, benché coincidenti. Secondo Plotino occorreva allora ammettere il puro Uno al di sopra di questa stessa identità, quale principio supremo del Tutto. In tal modo egli formulò la dottrina delle tre ipostasi, costituite dall'Uno, l'Intelletto e l'Anima ( TUTTO è UNO ). Il neoplatonismo si diffuse anche nella filosofia cristiana e soprattutto nella Patristica con Agostino d’ Ipponia, cioè Sant’Agostino. In lui il tema tipicamente neoplatonico della polarità/unità lo si ritrova ad esempio nel rapporto che egli instaura tra la ragione e la fede, tra dubbio e verità: pur trattandosi di due termini apparentemente antitetici, essi si conciliano l'uno con l'altro perché non si può dubitare senza con ciò ammettere l'esistenza di una verità che al dubbio si sottrae. Alla reminiscenza platonica, però, Agostino sostituì la dottrina dell'illuminazione: le idee si rivelano non per un atto deliberato dell'uomo, ma per una loro autonoma volontà. Concetto questo più affine alla dottrina di Plotino, per la sua teoria dell'involontarietà e del carattere inconscio del pensiero umano, che di Platone. Come Plotino, inoltre, Agostino identifica il male con il non-essere e con il rifiuto del bene da parte dell’uomo: egli salva in questo modo il dualismo tra Dio e materia evitando la caduta nel manicheismo, poiché il non-essere non è una realtà vera e propria contrapposta all'essere, ma è solamente assenza, mancanza di luce. Un altro importante neoplatonista fu Marsilio Ficino, il quale ha una concezione gerarchica degli esseri: 1 DIO ; 2 Angeli ; 3 Anima ( copula mundi congiunzione tra la dimensione immanente, terrena, e quella trascendente); 4 Qualità; 5 Materia. In lui si può notare una ripresa della concezione platonica dell’eros: in Ficino l’eros platonico si fonde con la concezione cristiana di amore diventando strumento di collegamento e fusione tra umano e divino: Il pensiero di Ficino a differenza di quello di Cusano e pervaso da elementi magici, anche perché a partire dal 400 si sono sviluppate essenzialmente due concezioni magiche: la cerimoniale, intesa come la magia bianca o nera, e naturale , l’alchimia all’origine del pensiero scientifico; in entrambe i due filoni si ha un recupero dell’ermetismo, degli oracoli caldanici, un recupero delle filosofie classiche e greche affiancate allo scetticismo.
A Firenze sorge intorno al 1400 una nuova classe sociale, la borghesia costituita da banchieri , mercanti e artigiani. Società più materialista, che ha più interessi terreni che celesti. Questa società ha fiducia nella propria intelligenza e un desiderio sfrenato e spregiudicato di vivere. Tuttavia, pur con queste premesse, era vivo anche il rapporto con Dio, il quale rendeva l’uomo medievale sottomesso pienamente alla Chiesa togliendogli completamente la libertà di pensiero. In occidente nel ‘400 si stava consolidando un uomo nuovo: più intraprendente e più sicuro di sé, delle proprie risorse, iniziative e capacità creative. Si sentiva l’unico padrone del proprio destino, per questo accumulava ricchezze e benessere , ma principalmente si adoperava a creare una nuova cultura, una nuova civiltà a misura d’uomo. Questi doveva essere al centro dell’universo, in quanto era convinto di poter imbrigliare il mondo col solo uso della propria intelligenza. Proprio per questo si ebbe il bisogno di produrre arte con lo scopo di tramandare alle generazioni future una nuova concezione più realistica del mondo. L’Umanesimo, perciò, permette la formazione dell’ arte rinascimentale, la quale si colloca intorno ai primi anni del XV secolo, più precisamente nel 1401 , anno in cui a Firenze si svolse il concorso per la realizzazione della seconda porta di bronzo del Battistero di San Giovanni, realizzata da Filippo Brunelleschi e considerata la prima opera rinascimentale. Nel 1400 nacque un nuovo modo di intendere e fare arte, basato su diversi elementi che rinnovarono tutte le espressioni artistiche:
- la nascita della prospettiva e dei colori sfumati;