Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Welfare State - democrazia, Appunti di Scienze Umane

appunti welfare state, democrazia

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 19/12/2025

agaia222
agaia222 🇮🇹

2 documenti

1 / 8

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Welfare State. La democrazia
- Il Welfare State è una tappa significativa del processo di integrazione tra
Stato e Società
-è lo stato che non abbandona il cittadino ma lo assiste in ogni momento della
sua esistenza, fornendogli gratuitamente una serie di servizi essenziali
- individua e tutela i diritti sociali: diritto all'istruzione, alla casa, alla salute,
rispetto ai diritti civili e politici, i diritti sociali comportano un intervento diretto
dallo Stato, attraverso il prelievo fiscale ridistribuisce la ricchezza del Paese a
favore dei ceti più deboli.
Norberto Bobbio contrappone libertà negativa e positiva affermando che lo
stato liberare tutela i diritti civili e garantisce la libertà negativa quella a cui
appelliamo quando chiediamo di non essere ostacolati. Lo stato sociale
riconosce i diritti sociali promuovendo la libertà positiva che si impegna aa
garantire le condizioni necessarie per realizzare le proprie aspirazioni e
soddisfare i bisogni a tutti i cittadini. La libertà positiva è quella di istruirsi,
curarsi, avere una casa.
•Il Welfare State ha prodotto grandi risultati:
-sul piano politico può mettere in difficoltà il Parlamento esponendo alle
pressioni di gruppi organizzati influenti che tutelano gli interessi dei loro
membri
-sul piano organizzativo è caratterizzato dell'espansione della macchina statale
e dell'aumento dei suoi dipendenti sia di quelli impiegati a prestare
direttamente un servizio (medici, infermieri, insegnanti) sia quelli proposti a
garantire la legittima fruizione dei servizi stessi.
- sul piano economico sociale l’aumento della spesa pubblica richiesta
dell'erogazione delle prestazioni può determinare un eccessivo incremento
della pressione fiscale e comportare squilibri finanziari. L'estensione delle
politiche di Welfare all'intera collettività indipendente dallo stato di bisogno può
comportare degli sprechi e ridurre efficienza del servizio che hanno portato ad
un periodo di crisi e di declino del Welfare State e l'avvio ad un processo di
riorganizzazione della complessa trama di rapporti tra Stato e Società (pubblico
e privato)
Milton Friedman sostiene la necessità di ridurre al minimo l'intervento
assistenziale dello Stato perché lesivo della libertà individuale.
•Alla crisi del Welfare State i governi hanno risposto con politiche di restrizione
della spesa pubblica:
- con la privatizzazione di alcuni servizi importanti come trasporti o erogazione
di energia elettrica
-con il principio regolativo del nuovo sistema ovvero la sussidiarietà dove lo
stato non si fa più carico dei servizi in maniera indiscriminata ma interviene
pf3
pf4
pf5
pf8

Anteprima parziale del testo

Scarica Welfare State - democrazia e più Appunti in PDF di Scienze Umane solo su Docsity!

Welfare State. La democrazia

  • Il Welfare State è una tappa significativa del processo di integrazione tra Stato e Società -è lo stato che non abbandona il cittadino ma lo assiste in ogni momento della sua esistenza, fornendogli gratuitamente una serie di servizi essenziali
  • individua e tutela i diritti sociali: diritto all'istruzione, alla casa, alla salute, rispetto ai diritti civili e politici, i diritti sociali comportano un intervento diretto dallo Stato, attraverso il prelievo fiscale ridistribuisce la ricchezza del Paese a favore dei ceti più deboli. Norberto Bobbio contrappone libertà negativa e positiva affermando che lo stato liberare tutela i diritti civili e garantisce la libertà negativa quella a cui appelliamo quando chiediamo di non essere ostacolati. Lo stato sociale riconosce i diritti sociali promuovendo la libertà positiva che si impegna aa garantire le condizioni necessarie per realizzare le proprie aspirazioni e soddisfare i bisogni a tutti i cittadini. La libertà positiva è quella di istruirsi, curarsi, avere una casa. •Il Welfare State ha prodotto grandi risultati: -sul piano politico può mettere in difficoltà il Parlamento esponendo alle pressioni di gruppi organizzati influenti che tutelano gli interessi dei loro membri -sul piano organizzativo è caratterizzato dell'espansione della macchina statale e dell'aumento dei suoi dipendenti sia di quelli impiegati a prestare direttamente un servizio (medici, infermieri, insegnanti) sia quelli proposti a garantire la legittima fruizione dei servizi stessi.
  • sul piano economico sociale l’aumento della spesa pubblica richiesta dell'erogazione delle prestazioni può determinare un eccessivo incremento della pressione fiscale e comportare squilibri finanziari. L'estensione delle politiche di Welfare all'intera collettività indipendente dallo stato di bisogno può comportare degli sprechi e ridurre efficienza del servizio che hanno portato ad un periodo di crisi e di declino del Welfare State e l'avvio ad un processo di riorganizzazione della complessa trama di rapporti tra Stato e Società (pubblico e privato) Milton Friedman sostiene la necessità di ridurre al minimo l'intervento assistenziale dello Stato perché lesivo della libertà individuale. •Alla crisi del Welfare State i governi hanno risposto con politiche di restrizione della spesa pubblica:
  • con la privatizzazione di alcuni servizi importanti come trasporti o erogazione di energia elettrica -con il principio regolativo del nuovo sistema ovvero la sussidiarietà dove lo stato non si fa più carico dei servizi in maniera indiscriminata ma interviene

con l'erogazione di "sussidi" solo quando e laddove la società non sia in grado di soddisfare da sé i propri bisogni. •Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (legge inclusione) propone un Welfare plurale cioè un accordo tra settore pubblico e settore privato offrendo delle prestazioni (pubblico) ed essere aiutato (privato).

  • Nei primi anni del dopoguerra si sviluppa un vero e proprio Welfare State che mira ad assicurare la sicurezza sociale e in Europa nascono 2 modelli:
  • universalistico che è tipo dei paesi scandinavi finalizzato a garantire ai cittadini un certo benessere di 1 posto (tutela la famiglia, l'istruzione e l'alloggio) -occupazionale come la Germania dove esiste l'assicurazione obbligatoria che protegge chi lavora.
  • lo stato sociale risponde a 3 obiettivi : -garantire un minimo reddito; in alcuni Paesi si percepisce il reddito di cittadinanza in altri sussidi di disoccupazione -limitare l'insicurezza; ai cittadini che di fronte a situazioni di disabilità o malattia potrebbero avere difficoltà -migliorare la qualità della vita; attraverso servizi considerati indispensabili come istruzione e sanità. •Negli anni 80 in Italia dalla fine degli anni si sono sviluppate 3 tipologie di Welfare : -universalistico, tipico dei paesi scandinavi -conservatore, tipico italiano che vuole cercare di soddisfare tutti i bisogni -liberale, tipico degli USA che attraverso le assicurazioni vuole garantire aiuti, il tutto gestiti dai mercati.
  • Welfare State (art.32) per i sociologi è una grande risorsa che appoggia le classi deboli per:
  • i funzionalisti, tutela le classi più deboli -teorici del conflitto, lo scopo del Welfare è far crescere l'apparato statale, aumentare le risorse economiche gestite dallo Stato, è come se lo Stato diventasse un'impresa capitalistica.
  • i sociologi marxisti, fanno notare una contraddizione dove lo stato aiuta i più deboli ma deriva dal capitalismo quello che ha causato disuguaglianze. -altri teorici del conflitto: da un lato gli stati moderni chiedono ai cittadini di pagare tasse dall'altro hanno diffuso ideali democratici facendo godere di molti privilegi.

implicano tipi di voto: -Di appartenenza, cittadino vota uno schieramento perché sente di appartenere all'universo ideologico, operai che votano il partito comunista e cattolici la democrazia cristiana

  • di scambio, il cittadino vota un partito o schieramento perché candidato gli ha promesso in cambio del voto di occuparsi un problema o fargli ottenere qualcosa, TANGENTOPOLI (intreccio di corruzione)
  • voto di opinione, cittadino vota un partito o schieramento perché il suo programma gli è parso il più convincente (Italia meno diffuso)
  • L'opinione pubblica si indica il complesso intreccio di pensieri che si genera all'interno della vita sociale e che esprime l'orientamento prevalente delle persone su temi e questioni che riguardano l'intera collettività. È un concetto di origine illuministica, un nuovo rilievo nel XX secolo grazie all’estensione del corpo elettorale e allo sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa che possono supplire a tale insufficienza ma ciò che essi offrono al cittadino. LIPPMAN= è soltanto un universo di rappresentazione semplificate e schematiche in base alle quali pensare e agire. Stereotipi= termine ad avere indubbia fortuna
  • I partiti politici sono utili per il funzionamento della vita democratica che è l'elemento di mediazione tra cittadino e stato, in cui i candidati sono i rappresentanti dei cittadini (garantiti dall'art.49), i partiti svolgono alcune funzioni: -riuniscono chi ha le stesse idee -orientano gli elettori -selezionano i candidati per le elezioni -coordinano l'azione politica dei candidati eletti in Parlamento I cittadini possono iscriversi ai partiti per contribuire all'elaborazione dei programmi: -esistono i politici di professione e i militanti -spesso sono delle macchine che gestiscono potere e spesso hanno comportamenti illegali (partitocrazia)
  • LA SPIRALE DEL SILENZIO formulata dalla sociologa e politologa tedesca Elisabeth Noelle-Neumann (1916-2010) la quale con questa espressione indica l’idea che i media, offrendo maggiore visibilità a determinati orientamenti e opinioni a scapito di altri, ne consolidano la presenza e la capacità di presa, scoraggiando l’espressione di idee alternative, che diventano così effettivamente “perdenti”. In particolare,

secondo questa studiosa, il ruolo dei media nella formazione dell’opinione pubblica deve essere compreso partendo da due fattori:

  • in primo luogo, dalla presenza ormai pervasiva dei media, e in particolare della tv, che rende poco plausibile l’ipotesi dell’esposizione selettiva.
  • in secondo luogo, dalle dinamiche tipiche della società di massa, nella quale l’opinione delle persone si costituisce attraverso un continuo monitoraggio dell’opinione altrui, guidato dalla ricerca di integrazione sociale e dalla paura dell’isolamento; l’individuo, cioè, tende a esprimere più volentieri il proprio giudizio se avverte che è in linea con le idee dominanti, mentre generalmente evita di manifestarlo se ritiene già in partenza di appartenere a una minoranza. Il risultato di tali atteggiamenti consiste in una tendenza dell’opinione maggioritaria a essere sempre più visibile e ad apparire più forte di quanto non sia in realtà, in contrapposizione all’opinione di minoranza, che tende a restare sempre più nell’ombra e nel silenzio, in un processo a spirale difficilmente reversibile. - La Democrazia è un regime politico basato sul consenso popolare e sulla possibilità di esercitare un reale controllo sui governanti da parte dei governati, il potere viene esercitato dal popolo tramite rappresentanti liberamente scelti. Il politologo Robert Alain Doh dice che si può parlare di Democrazia solo quando c'è libertà di associazione, espressione e di voto, di eleggibilità delle cariche pubbliche, il diritto di competenze con il sostegno elettorale, fonti alternative di informazioni e le elezioni corrette e libere. -per molti studiosi la presenza di un'economia di mercato libera da ogni costruzione dello Stato, e sono la base per realizzare una società libera in cui il benessere non è distribuito in modo uniforme, invece, per altri studiosi non e cosi, negli stati demografici sono indicate una serie di diritti sociali a cui devono attenersi i governi. In tale contesto, ad essere messe in discussione sono le Democrazie minacciate dalla sfiducia dei cittadini nei confronti dei propri rappresentanti, ed è anche indebolita dallo sviluppo delle nuove tecnologie, che tende a delegittimare la competenza di chi esercita il potere. La democrazia rappresentativa subisce la rivalità della democrazia diretta cioè di quelle forme di governo nelle quali i cittadini possono esercitare il potere legislativo senza l'intervento politico. Per il filosofo Norberto Bobbio la democrazia non è soltanto un insieme di istituzioni ma anche una generale concezione di vita, il cittadino non è solo colui che ha diritti e doveri ma è un individuo che si ispira a un certo modo di vivere e comportarsi. La democrazia moderna è il riconoscimento e la garanzia della libertà sotto 3 aspetti importanti cioè la libertà civile dove non c'è riconoscimento dell'uomo come persona, la società giusta è quella in cui lo stato ha dei limiti, e libertà

prezioso di una comunità. Finché esse esistono tutto può migliorare, qualsiasi legge può essere abrogata o migliorata e qualsiasi proposta può essere discussa, accettata o rifiutata. Il fondamento essenziale per una vera democrazia consiste bella partecipazione di tutti alla vita politica, se democrazia significa governo del popolo questo vuol dire che tutti dobbiamo sentirci coinvolti in ciò che il governo fa.

- STATI TOTALITARI Le elezioni sono pilotate attraverso l'intimidazione e la violenza, tra il 19 e il 20 secolo si assiste alla crisi dello stato liberale. -lo sviluppo dei media porta allo sviluppo della società di massa e riescono a far sentire la loro voce, si rendono visibili le disuguaglianze e le tensioni sociali, nascono così i grandi partiti moderati a base popolare, i sindacati e le associazioni dei cittadini uniti per uno scopo di giustizia sociale, non è più possibile tenere le masse fuori dalla vita politica, per cui prende via una fase di integrazione delle masse. Sono due i tentativi di integrarli, con il regime autoritario e il regime democratico. -IL REGIME AUTORITARIO lo stato mette sotto tutela la società civile ma la esclude dalla politica e la controlla, lo scopo è raggiungere obiettivi pratici. -Hanna Arendt evidenzia che lo scopo è cambiare la società umana adeguandola ad un modello ideale. -il regime totalitario tratta la società e la storia come se fosse un LABORATORIO in cui viene distrutta l'identità psicologica, sociale e morale e vuole rimpiazzarla con una nuova identità. Vuole fare una gigantesca opera di RISOCIALIZZAZIONE.

- Hanna Arendt nel testo le origini del totalitarismo ha evidenziato i caratteri

del totalitarismo del 900. L'epoca attuale è formata da una massa di persone amorfe e indifferenti ai partiti politici o a movimenti che rappresentano le classi o i ceti sociali. Queta incapacità rende tale gruppo il terreno per instaurare regimi totalitari come il NAZISMO E STALINISMO.

  • Tali regimi propongono la loro ideologia con la forza di un credo religioso imposto con violenza e propaganda.
  • per Sartori per popolo si intende una maggioranza moderata, e che il principio di maggioranza di Bobbio è necessario, ma non sufficiente, perché definisce uno stato democratico significa anche tutelare le minoranze. Per questo l'alternanza del potere è considerata un buon indicatore dell'effettiva democraticità di un sistema politico sempre che si realizzi senza ricorso alla violenza.

- Per Tocqueville un regime democratico favorisce sorgere di un certo tipo umano caratterizzato da simpatia e da solidarietà nei confronti degli esseri umani percepiti come uguali. Mentre nelle società aristocratiche le marcate disuguaglianze tra le persone impediscono all'uomo di riconoscersi nei suoi simili se non all'interno di una stessa classe sociale.

  • egualitarismo democratico, è la dottrina secondo cui tutti i cittadini dello stato dovrebbero essere accordati esattamente uguali diritti. Al conformismo della società egualitarie contribuisce il fenomeno che associa

alla democrazia che egli chiama la tirannide della maggioranza, dove i

regimi democratici rischiano di subire una forma di dispotismo sconosciuto alle società tradizionali, quello del pensiero, la cui arma è l'annientamento non fisico ma morale.

  • HANNA ARENDT e l'opera la BANALITA' DEL MALE Operaio di nome EICHMANN a cui viene dato lustro offrendogli una promozione, doveva deportare gli ebrei, e per averlo fatto viene processato. Harent rimase colpita nell'osservare quest’uomo durante il processo, perché secondo lei, chiunque avrebbe compiuto atrocità, obbedendo semplicemente ad un ordine. -l'incapacità di pensare a portato al male, l'opera si riferisce alle persone che sono capaci di concepire delle mostruosità, limitandosi a seguire degli ordini.
  • determina il fatto che non si riflette, spesso ci può essere una morale profonda, ma se nella società siamo vittime di un sistema, facciamo delle mostruosità.
  • le persone di cui si circonda Hitler sono mediocri per 2 motivi, secondo un punto di vista psicologico HITLER aveva una cattiveria interiore dovuta ad una mancanza, dal punto di vista sociologico è incapace di riflettere. Quindi il totalitarismo è formato da banali individui in un sistema che portava ad essere burattini.