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APPUNTI LEZIONE DI ANTROPOLOGIA CULTURALE PROF, VALERIO PETRARCA (CORSO DI SERVZIO SOCIALE A.A 2018/2019)
Tipologia: Appunti
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Lewis H. Morgan (1818-1881) In America gli studi di carattere etno-antropologico si svilupparono su iniziativa di un gruppo di ricercatori curiosi della vita e dei costumi dei nativi americani, tra cui l’avvocato Lewis Henry Morgan. Intorno al 1840 l’opinione pubblica americana era ancora divisa tra due concezioni dell’Indiano: una negativa e una positiva.
Thomas Jefferson tentò in un primo momento del suo mandato di risolvere il problema indiano: dal momento in cui gli indiani avrebbero abbandonato la caccia, convertendosi all’agricoltura a questi sarebbero state riconosciute le proprietà terriere e la possibilità di entrare a far parte della nazione civile americana. Il problema indiano divenne la base degli studi di Morgan che, nel 1851 pubblicò l’opera “La Lega degli Irochesi” , definita come “la prima descrizione scientifica di una tribù che sia stata fatta al mondo”. Nell’opera Morgan fornì una descrizione dell’organizzazione sociopolitica delle sei nazioni della federazione irochese. “La Lega degli Irochesi” raccoglie alcune lettere che Morgan aveva pubblicato in seguito a una causa giudiziaria alla quale aveva partecipato, difendendo una delle nazioni della Lega irochese che rischiava di perdere le proprie terre per opera di un gruppo di uomini bianchi. Nell’opera, inoltre, Morgan formulò i sistemi di parentela indiani, partendo dal sistema di relazioni che le sei nazioni irochesi intrattenevano tra loro. Ognuna di queste nazioni era divisa in tribù, ciascuna designata da un nome di animale. Membri di tribù con lo stesso nome, seppur appartenenti a nazioni diverse, si consideravano discendenti di un antenato comune e, dunque, fratelli. Il quadro che Morgan tracciò nell’opera fu quello di una federazione di popoli legati da valori comuni con un sistema di organizzazione sociale democratico ed egualitario. L’opera aveva l’obiettivo politico di esaltare la superiorità della democrazia americana rispetto a tutte le altre nel momento in cui avrebbe risolto il problema dell’Indiano. Negli anni successivi alla pubblicazione de “La Lega degli Irochesi”, Morgan scoprì che, presso popolazioni appartenenti a un ceppo linguistico differente da quello irochese, vigeva l’esistenza di un sistema terminologico di parentela simile a quello di quest’ultimi. In quegli stessi anni Morgan si interessò all’origine dei nativi americani, sostenendo che gli Indiani d’America avessero un’origine asiatica. Nell’opera “ Sistemi di consanguineità della famiglia umana ”, Morgan stabilì la distinzione tra due gruppi di sistemi di parentela corrispondenti a due modi differenti di designare i parenti consanguinei, quelli cioè in relazioni di sangue e, perciò, distinti dai parenti affini, cioè acquisti da relazioni di tipo matrimoniale. A questi due gruppi Morgan diede il nome di sistema classificatori , in cui i parenti consanguinei in linea collaterale non vengono terminologicamente distinti da quelli in linea diretta, e sistema descrittivi, in cui i consanguinei in linea collaterale vengono distinti in linea diretta. È quest’ultimo sistema di parentela a vigere presso le popolazioni occidentali. Al fine di determinare come questi sistemi di parentela si siano sviluppati, Morgan avanzò l’ipotesi secondo cui sistemi classificatori e sistemi descrittivi abbiano distinto due tipi di società. I sistemi classificatori hanno distinto una società basata sui rapporti di parentela, tipica del periodo delle barbarie, mentre i sistemi descrittivi hanno distinto una società basta sui rapporti di tipo politico, all’interno della quale i rapporti di parentela perdono la funzione dominante ai vantaggi dei rapporti derivati sul consenso e sulla
Antropologia culturale | 09-
proprietà privata. Nel 1877 Morgan pubblicò “ La società antica ”, in cui affrontò l’evoluzione della coltura e delle società umane. Tale evoluzione poteva essere compresa una volta stabilito un certo numero di periodi detti “etnici”, ciascuno dei quali rappresentava una distinta distinzione della società. La successione dei periodi etnici era espressa dalla sequenza selvaggio-barbaro-civilizzato , a cui corrispondevano tre sotto periodi: inferiore, intermedio e superiore , per ciascuna delle due prime epoche. In tal modo allo stadio intermedio dello stato selvaggio, caratterizzato dalla pesca come metodo di sussistenza seguiva lo stadio superiore, caratterizzato dall’invenzione dell’arco e della freccia. Seguiva, infine, il periodo della civiltà caratterizzato dall’invenzione dell’alfabeto fonetico. Così, le invenzioni e le scoperte erano considerate indici di progresso di ciascuna fase storica. L’assunzione delle invenzioni e delle scoperte come segni di progressi porta alla visione dell’America come un “laboratorio dello storico”. A giudizi di alcuni autori la “società antica” avrebbe costituito addirittura il lavoro più influente dell’etnologia ed inoltre da un lato venne sfruttata da Marx e da Engels i quali pensarono di potervi leggere la conferma indiretta della loro concezione materialistica della storia. Dall’altro, invece la “società antica” divenne il principale oggetto di critica dell’antropologia americana negli anni successivi. Nel 1888 uscì il primo numero di American Anthropologist, la rivista ufficiale degli antropologi statunitensi. Al suo interno venne riportato il sistema delle riserve, create per tenere a riparo la società indiana da contaminazione esterne, ponendo l’accento sulle culture indiane come culture positive ed emarginate. Vi furono delle eccezioni, e tra queste la ricerca di James Mooney sulle forme di rivolta che si era diffuso nelle riserve come protesta della continua emarginazione e degradazione sociale che venne represso con il massacro di Wounded Knee del 1890.
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