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Gadda: Cognizione Dolore e Pasticciaccio Brutto, Appunti di Italiano

Due romanzi di carlo emilio gadda: 'la cognizione del dolore' e 'quer pasticciaccio brutto di via merulana'. I libri sono caratterizzati da temi autobiografici, attenzione alla psicoanalisi, e un mondo interiore tormentato. Gadda trasforma le sue esperienze dolorose in mondi artificiale e grotteschi. Il documento illustra la narrazione scarna, l'attenzione al particolare, e la deformazione grottesca. Il titolo fa riferimento alla psicologia del protagonista, che vive in odio verso il mondo circostante e provoca dolore. Il mondo esterno è descritto come nemico e caotico, e l'italia fascista è rappresentata come un mondo barocco e grottesco. I protagonisti sono caratterizzati da misantropia, odio verso la borghesia, misoginia, e problemi irrisolti. Il dolore traspare in ogni punto della narrazione, e la sola consapevolezza offre la possibilità di salvezza.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 05/05/2019

caterinagiove
caterinagiove 🇮🇹

4.7

(3)

25 documenti

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LA COGNIZIONE DEL DOLOREӈ Lunga vicenda editoriale e compositiva, cominciato in forma di frammenti
pubblicati nelle riviste e raccolto come à ROMANZO nel 1940
-Motivo AUTOBIOGRAFICO CENTRALEà rapporto madre-figlio, fatto di risentimenti, conflitti, oppressioni e
nevrosi dei protagonisti: Gadda ricostruisce la sua dolorosa esperienza, trasponendolaà in un mondo
artificiale e grottesco
-Attenzione alla psicoanalisià non per i suoi effetti terapeutici ma come ANALISI dell’io, per mettere in luceà
il peso dell’infanzia sull’uomo adulto e i rapporti umani sociali
-Romanzo diviso in due parti, ambientato in un paese fittizio del Sudamerica, Maradagal, uscito
recentemente da una guerra civileà vi vive il protagonista Gonzalo, un cavaliere “hidalgo” (Don chischiotte)
decaduto, ingegnere psicologicamente labile che vive con la madre e coltiva passione per la letteratura:
riceverà la notizia della morte della madre in circostanze ignote
-Dal punto di vista narrativoà -Narrazione scarna
- Focus sul particolare
- Deformazione grottesca
-Il titolo fa riferimento allaà psicologia del progaonista, che vive in un odio rivolto al mondo circostante (e
alla madre stessa) che provoca in lui DOLORE lacerante: il termine “cognizione” indica il percorso di
graduale consapevolezza delle cause di quel doloreà il romanzo può essere allora letto come un itinerario di
conoscenza
-Gli ambienti esternià il mondo circostante è sempre una presenza NEMICA; il paese sudamericano è
unaàtrasposizione dell’Italia del FASCISMO (in particolare della Brianza) raffigurata in modo rovesciato e
trasposta in un mondo immaginario per poterla deformare: è una realtàà CAOTICA, dominata dal male e
dalla mancanza di senso civile
-L’Italia fascista è quindi un mondo barocco e grottescoà dove sono possibili i più svariati miscugli di lingue
e dialetti differenti
-Gonzalo è caratterizzato daà -misantropia, odio contro la stupidità degli esseri umani
-continuo bisogno di solitudine, per sfuggire alla vita sociale
-odio in particolare verso la BORGHESIA (ceto di sua
appartenenza) per il suo attaccamento alle cose materiali e per
i modi educativi restrittivi della sua infanzia
-misoginia, perché le donne illudono l’uomo
-peso di una infanzia difficile e di problemi irrisolti
-negazione dell’io che sfocia spesso in una violenza contro di sé
-rapporto di odio e amore incondizionato, che non riesce a
esprimere, verso la madre
Tutto questo mondo interiore si traspone nella sua pischeà si sente travagliato da un male OSCURO che si
evidenzia in una NEVROSI ininterrotta;
In questo mondo non c’è possibilità di SALVEZZA ma la sola consapevolezza che l’orizzonte di ogni esistenza
è costituito daà male e morte
Il DOLORE traspare in ogni punto della narrazione, e quello di Gonzalo è accompagnato dal dolore della
MADRE, che amplifica la drammaticità della vicenda narrativa
“QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DE VIA MERULANA”à Cominciato come frammenti, riunito poi in un unico
romanzo pubblicato definitivamente nel 1957
-Apparente struttura del gialloà che è in realtà irrisolto, senza possibilità di una fine: mantiene una continua
suspense e allo stesso tempo si perde in una ricerca OSSESSIVA dei minimi particolari della realtà descrittaà
si configura come un PASTICCIO indistricabile (la realtà è vista come intreccio, l’opera nel complesso è vista
come pastiche letterario)
-La vicenda si svolge in un palazzo borghese di Via merulana a Roma, dove la ricca Menegazzi subisce una
rapina e poco dopo viene trovata morta la ricca Liliana Balducci; l’indagine è affidata al commissario
Ingravallo, che non riesce a trovare una soluzione definitiva al caso
-Il romanzo è distinto in due partià i primi 5 capitoli sono dedicati alla scoperta dei delitti, gli altri 5
all’indagine vera e propriaà l’ultimo capitolo è un finale sospeso, NON-FINITO
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LA COGNIZIONE DEL DOLORE”à Lunga vicenda editoriale e compositiva, cominciato in forma di frammenti pubblicati nelle riviste e raccolto come à ROMANZO nel 1940

  • Motivo AUTOBIOGRAFICO CENTRALEà rapporto madre-figlio, fatto di risentimenti, conflitti, oppressioni e nevrosi dei protagonisti: Gadda ricostruisce la sua dolorosa esperienza, trasponendolaà in un mondo artificiale e grottesco
  • Attenzione alla psicoanalisià non per i suoi effetti terapeutici ma come ANALISI dell’io, per mettere in luceà il peso dell’infanzia sull’uomo adulto e i rapporti umani sociali
  • Romanzo diviso in due parti, ambientato in un paese fittizio del Sudamerica, Maradagal, uscito recentemente da una guerra civileà vi vive il protagonista Gonzalo, un cavaliere “hidalgo” (Don chischiotte) decaduto, ingegnere psicologicamente labile che vive con la madre e coltiva passione per la letteratura: riceverà la notizia della morte della madre in circostanze ignote
  • Dal punto di vista narrativoà - Narrazione scarna
    • Focus sul particolare
    • Deformazione grottesca
  • Il titolo fa riferimento allaà psicologia del progaonista, che vive in un odio rivolto al mondo circostante (e alla madre stessa) che provoca in lui DOLORE lacerante: il termine “cognizione” indica il percorso di graduale consapevolezza delle cause di quel doloreà il romanzo può essere allora letto come un itinerario di conoscenza
  • Gli ambienti esternià il mondo circostante è sempre una presenza NEMICA; il paese sudamericano è unaàtrasposizione dell’Italia del FASCISMO (in particolare della Brianza) raffigurata in modo rovesciato e trasposta in un mondo immaginario per poterla deformare: è una realtàà CAOTICA, dominata dal male e dalla mancanza di senso civile
  • L’Italia fascista è quindi un mondo barocco e grottescoà dove sono possibili i più svariati miscugli di lingue e dialetti differenti
  • Gonzalo è caratterizzato daà - misantropia, odio contro la stupidità degli esseri umani
    • continuo bisogno di solitudine, per sfuggire alla vita sociale
    • odio in particolare verso la BORGHESIA (ceto di sua appartenenza) per il suo attaccamento alle cose materiali e per i modi educativi restrittivi della sua infanzia
  • misoginia, perché le donne illudono l’uomo
  • peso di una infanzia difficile e di problemi irrisolti
  • negazione dell’io che sfocia spesso in una violenza contro di sé
  • rapporto di odio e amore incondizionato, che non riesce a esprimere, verso la madre Tutto questo mondo interiore si traspone nella sua pischeà si sente travagliato da un male OSCURO che si evidenzia in una NEVROSI ininterrotta; In questo mondo non c’è possibilità di SALVEZZA ma la sola consapevolezza che l’orizzonte di ogni esistenza è costituito daà male e morte Il DOLORE traspare in ogni punto della narrazione, e quello di Gonzalo è accompagnato dal dolore della MADRE, che amplifica la drammaticità della vicenda narrativa “QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DE VIA MERULANA”à Cominciato come frammenti, riunito poi in un unico romanzo pubblicato definitivamente nel 1957
  • Apparente struttura del gialloà che è in realtà irrisolto, senza possibilità di una fine: mantiene una continua suspense e allo stesso tempo si perde in una ricerca OSSESSIVA dei minimi particolari della realtà descrittaà si configura come un PASTICCIO indistricabile (la realtà è vista come intreccio, l’opera nel complesso è vista come pastiche letterario)
  • La vicenda si svolge in un palazzo borghese di Via merulana a Roma, dove la ricca Menegazzi subisce una rapina e poco dopo viene trovata morta la ricca Liliana Balducci; l’indagine è affidata al commissario Ingravallo, che non riesce a trovare una soluzione definitiva al caso
  • Il romanzo è distinto in due partià i primi 5 capitoli sono dedicati alla scoperta dei delitti, gli altri 5 all’indagine vera e propriaà l’ultimo capitolo è un finale sospeso, NON-FINITO
  • La narrazione non ha un CENTROà ci sono molteplici punti di vista e nessuno prevale sull’altroà la mescolanza dà origine ad una realtà CARNEVALESCA
  • Il linguaggio primario è il ROMANESCO cittadinoà accompagnato da un miscuglio di altri linguaggi e forme dialettali per esprimere le mille facceà dell’ITALIA contemporanea; si può dunque leggere il romanzo come una AUTOBIOGRAFIA della vita sociale italiana al tempo del FASCISMOà da qui la scelta di ambientazione in Roma, il centro del regime; di esso si esaltano gli aspetti più NEGATIVIà specialmente la tendenza al riordino della molteplicità italiana
  • La vita romana si presenta nella sua più reale à CONCRETEZZA, con rappresentazioni del mondo borghese e insieme popolare: tale realtà è però la forma peggiore del male che domina la storia universale
  • Ingravallo è una figura chiaveà come l’autore, cerca di dare un senso al GROVIGLIO dell’esistenza umana, senza riuscire nel suo intento
  • Spesso i comportamenti degli uomini sono associati a quelli ANIMALESCHIà prevalenza di attenzione per il putrido, il volgare, il grottesco e le deformazioni peggiori
  • Il romanzo presentaà un’alternanza di comico, distacco e partecipazione: è in generale una voce al groviglio del mondo corrotto e incorreggibile della Roma fascista in particolare e dell’Italia mancante ormai di ideali in generale.