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L'analisi di 'La Cognizione del Dolore': psicologia e società, Sintesi del corso di Letteratura Italiana

La cognizione del dolore di Carlo Emilio Gadda

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020
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kevincosta21
kevincosta21 🇮🇹

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GADDA
Critica
Si considerava un romantico preso a calci dal destino, cioè un’idealista maltrattato
dalla realtà, costretto a rinunciare ai propri sogni di bellezza e di virtù in un’esistenza
meschina e volgare, caotica e insensata.
Nonostante la tormentata stesura dei nuovi capitoli e work in progress a partire dal
1937 , tra la morte della madre e numerosi problemi, il romanzo esce un volume solo
nel 1963 Dopò un decennale periodo di trattative fra l'autore e l'editore Einaudi,
quando Gadda è giunto alla notorietà grazie al successo di quer pasticciaccio brutto
de via Merulana nel 1957.
L'auto interpretazione fornita nel dialogo preliminare e insiste su due temi essenziali
del romanzo, entrambi i già collaudati nelle opere precedenti. L’aggressività nei
confronti di un mondo perennemente inadeguato, deformato rispetto all’ideale ovvero
il sogno originario, riceve qui un’etichetta stilistica o meglio filosofica che già aveva
già discusso in diversi saggi.
Il protagonista Gonzalo è l'ennesima incarnazione autobiografica dell'autore, delle
sue ossessioni familiari. Non a caso l'altro tema centrale del dialogo preparatorio è
proprio quello dei problemi legati all'infanzia, quello dei genitori che non danno
amore ma solo punizione ai loro figli. Dunque quest'opera nasce dai fantasmi di
Gadda più antichi ossia dall’ossessione feudale della casa e dal rimorso nei confronti
della madre morta. Un po’ come possiamo vedere nella coscienza di Zeno, il romanzo
ha diverse allusioni alla psicoanalisi. Come faceva Zeno protagonista, Gadda riesce
con la scrittura ad avere una funzione: qui liberatoria, terapeutica. Il dialogo della
condizione si presenta innanzitutto come parodia del rapporto psicoanalitico, poiché
gli interventi del medico non entrano mai in contatto con la parola del paziente. infatti
quello di Gonzalo non è in realtà un dialogo bensì un monologo, a volte esplicito a
volte implicito poi interiore virgola che catalogo minacciosamente tutti i fantasmi
ossessivi i bersagli della sua rabbia.
La Trama che trasforma la Brianza nell’immaginario paese sudamericano del
Maradagal, È molto statica e si concentra sugli effetti della scrittura. Gadda Attinge a
diverse lingue straniere come lo spagnolo, francese, il tedesco, ma anche i dialetti
ossia il milanese e il napoletano. Concede Largo spazio ai latinismi e al latino
classico sfruttando lucidamente i più diversi linguaggi settoriali o tecnici.
IL TITOLO
A differenza di quanto è accaduto per altri volumi, il titolo non ha lasciato tracce
esplicite della sua gestazione. Il titolo è ripreso da un passo in traduzione di un
filosofo citato raramente da Garda ossia Schopenhauer. La parola connessione
concerne in primo luogo il protagonista sebbene possiamo dire la condizione
dell'uomo in generale ma è anche il percorso dell’altro protagonista ossia la madre di
Gonzalo, ed è infine il percorso lungo il quale nel testo il narratore conduce passo
passo il lettore. Nel titolo si può individuare una seconda chiave di lettura virgola di
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GADDA

Critica Si considerava un romantico preso a calci dal destino, cioè un’idealista maltrattato dalla realtà, costretto a rinunciare ai propri sogni di bellezza e di virtù in un’esistenza meschina e volgare, caotica e insensata. Nonostante la tormentata stesura dei nuovi capitoli e work in progress a partire dal 1937 , tra la morte della madre e numerosi problemi, il romanzo esce un volume solo nel 1963 Dopò un decennale periodo di trattative fra l'autore e l'editore Einaudi, quando Gadda è giunto alla notorietà grazie al successo di quer pasticciaccio brutto de via Merulana nel 1957. L'auto interpretazione fornita nel dialogo preliminare e insiste su due temi essenziali del romanzo, entrambi i già collaudati nelle opere precedenti. L’aggressività nei confronti di un mondo perennemente inadeguato, deformato rispetto all’ideale ovvero il sogno originario, riceve qui un’etichetta stilistica o meglio filosofica che già aveva già discusso in diversi saggi. Il protagonista Gonzalo è l'ennesima incarnazione autobiografica dell'autore, delle sue ossessioni familiari. Non a caso l'altro tema centrale del dialogo preparatorio è proprio quello dei problemi legati all'infanzia, quello dei genitori che non danno amore ma solo punizione ai loro figli. Dunque quest'opera nasce dai fantasmi di Gadda più antichi ossia dall’ossessione feudale della casa e dal rimorso nei confronti della madre morta. Un po’ come possiamo vedere nella coscienza di Zeno, il romanzo ha diverse allusioni alla psicoanalisi. Come faceva Zeno protagonista, Gadda riesce con la scrittura ad avere una funzione: qui liberatoria, terapeutica. Il dialogo della condizione si presenta innanzitutto come parodia del rapporto psicoanalitico, poiché gli interventi del medico non entrano mai in contatto con la parola del paziente. infatti quello di Gonzalo non è in realtà un dialogo bensì un monologo, a volte esplicito a volte implicito poi interiore virgola che catalogo minacciosamente tutti i fantasmi ossessivi i bersagli della sua rabbia. La Trama che trasforma la Brianza nell’immaginario paese sudamericano del Maradagal, È molto statica e si concentra sugli effetti della scrittura. Gadda Attinge a diverse lingue straniere come lo spagnolo, francese, il tedesco, ma anche i dialetti ossia il milanese e il napoletano. Concede Largo spazio ai latinismi e al latino classico sfruttando lucidamente i più diversi linguaggi settoriali o tecnici. IL TITOLO A differenza di quanto è accaduto per altri volumi, il titolo non ha lasciato tracce esplicite della sua gestazione. Il titolo è ripreso da un passo in traduzione di un filosofo citato raramente da Garda ossia Schopenhauer. La parola connessione concerne in primo luogo il protagonista sebbene possiamo dire la condizione dell'uomo in generale ma è anche il percorso dell’altro protagonista ossia la madre di Gonzalo, ed è infine il percorso lungo il quale nel testo il narratore conduce passo passo il lettore. Nel titolo si può individuare una seconda chiave di lettura virgola di

genere potremmo dire teoretico e clinico. Condizione assume allora l'eccezione statica di scienza o teorie del dolore che da una parte comprende la ricerca delle cause e dall'altra la fisiologia del dolore. Dunque in sintesi nel titolo nonostante ci sia una citazione alla lettera di schopenhauer vi è contenuta sullo sfondo del luogo classico del rapporto diretto tra dolore e conoscenza una idea di graduale incremento di conoscenze di dolore e con essa il tentativo di ricostruzione delle ragioni filosofiche. LA STRUTTURA : Opera divisa in due parti scandite in 9 capitoli ossia 4+ chiamati tratti dall autore. PROLOGO: I paragrafi introduttivi che situano l'azione tra il 1925 e il 1933 in un immaginario paese sudamericano di lingua spagnola con molti tratti dell argentina in cui gadda aveva soggiornato per lavorare negli anni 20, pongono senza indugio il tema delle associazioni provinciali di vigilanza per la notte, i nistitùos, Che non sono il tema nel discorso virgola in realtà il tema è la facoltatività sancita dalla legge di aderirvi o meno. Il prologo comunque serve a focalizzare la figura dell' ambigua Angelo custode (così il medico) della composita parte contadina e parte cittadina della comunità rurale di lugones OPERA INCOMPIUTA E “AUTUNNO” L'autore risposta ad una precisa domanda sui perché la condizione non fosse finita. Volle tracciare una distinzione tra la incompetenza voluta Come quella ad esempio del pasticciaccio dove disse “l’ho troncato apposta a metà perché il giallo non deve essere trascinato come certi gialli artificiali che vengono portati avanti fino alla nausea” , Ed una incompletezza accidentale dovuta a fattori esterni come appunto quella della condizione ossia un libro che non è finito poi che gli mancò il tempo per finirlo poiché l editore tempestava perché glielo consegnasse. In questo senso la scelta per completare la condizione con una poesia come autunno vuole rimediare al grado 0 della incompiutezza esterna riconoscendo al contempo che il romanzo vi è un incompetenza strutturale di effusione lirica. la poesia e stata estratta dall autore dell antica sede nella rivista solaria del 32 è sottoposta ad una revisione. Sicuramente l'autore non ha scelto questa poesia perché è un capolavoro infatti un capolavoro non è ma bisogna riconoscere che i luoghi e la stagione sembrano in parte gli stessi del romanzo e vi sono numerose coincidenze con la cognizione.

Lo sfondo autobiografico di Gadda si fonde al Maradagal, cioè all'Italia del primo dopoguerra e dell'avvento del fascismo, che riflette il caos ed i mali della società italiana, convogliati nel fascismo. Attraverso la sua prosa elaborata, Gadda non solo racconta, trasfigurandola, la sua vita, ma riesce anche a offrire una satira pungente della società italiana durante il fascismo. Intere parti del romanzo, spesso sotto forma delle sfrenate fantasticherie di Gonzalo, caratterizzate come sono da scoppi d'odio verso la stupidità altrui, sono dedicate a questioni quali la speculazione edilizia sulle colline briantee o la pachidermica burocrazia italiana. Da sottolineare anche le pungenti descrizioni della borghesia ai ristoranti di lusso.

TRAMA

La vicenda è ambientata nell'immaginario Stato andino del Maradagál , nell'immediato dopoguerra di una contesa bellica che l'ha opposto al confinante Parapagál, e della quale entrambi i paesi si ritengono vincitori. L'azione inizia nel 1934 nella città di Lukones. Il dottor Felipe Higueróa scopre che la guardia notturna Pedro Manganones si chiama in realtà Gaetano Palumbo, perché ha assunto il nome dello zio. Il dottor Higueróa viene chiamato a casa di un paziente, il grosso e vorace Gonzalo Pirobutirro (vero protagonista della storia, nonché alter ego trasfigurato di Gadda) che vive da solo insieme alla madre. Discendente di un celebre e omonimo notabile dei primi tempi della Colonia, Gonzalo si è fatto la fama di mangiatore onnivoro e vorace. Il dottore si reca a casa Pirobutirro per rispondere alla chiamata, e per strada incontra Battistina, la domestica; la vecchia donna gli racconta una storia orripilante di soprusi da parte di Gonzalo sulla povera madre, che vivrebbe nel terrore di questo figlio violento con chiunque. Il dottor Higueróa lo visita e non riscontra niente di anomalo; assecondando un'idea che carezza da qualche tempo, essendo padre di famiglia, quasi gli impone una gita in automobile con le proprie figlie, Pina e Giovanna. Gonzalo si schermisce, declina, ma il dottore insiste; a questo punto il paziente si lascia andare a uno sfogo isterico, pieno di citazioni letterarie, dal quale si capisce che si ritiene circondato da gente che interferisce tra lui e la madre, che gli sembra stia invecchiando precocemente. Mentre sta per congedarsi, il dottore fa notare a Gonzalo che il muro di cinta della proprietà non sembra offrire una valida difesa a tentativo di intrusione, e gli suggerisce di abbonarsi al Nistitúo , ma questa è solo l'occasione per l'ingegnere di sfogarsi di nuovo a proposito dei soldi che se ne vanno in mille rivoli; rifiuta seccamente di pagare i soldi dell'abbonamento di vigilanza, mettendo in dubbio la capacità di Pedro Manganones/Gaetano Palumbo di controllare un'area così vasta durante i suoi giri. La pretesa sordità di guerra dell'uomo era stata smascherata a suo tempo con uno stratagemma dal medico militare col. Di Pascuale, il quale aveva fiutato lo stratagemma del falso invalido.

Parte seconda Gonzalo è spesso lontano da casa per motivi di lavoro, il fratello minore è morto in guerra; la madre rimane sola a vagare per le stanze e pensare ai figli. Una sera Gonzalo torna da un viaggio, lei gli prepara la cena e lo studia timorosa, come se avesse soggezione di lui. Il figlio ha uno slancio e l'abbraccia, ma l'arrivo del servitore interrompe il momento di affetto. Gonzalo, irritato dal suo sudiciume e dall'aspetto miserando, lo caccia dalla stanza. Un vicino di casa, tra i più facoltosi abitanti di Lukones, il cavalier Trabatta, subisce un furto notturno dopo aver rifiutato, come Gonzalo, di abbonarsi al Nistitúo ; l'uomo ingaggia due guardie notturne, che una notte sentono rumori sospetti; usciti per controllare, scoprono un tentativo di intrusione in casa Pirobutirro. L'ingegnere si è allontanato infuriato dopo avere sorpreso gente in cucina con la madre. Svegliati i vicini, si procede a entrare in casa. La madre di Gonzalo viene trovata moribonda nel letto, ferita alla testa e piena di ecchimosi. Viene chiamato il dottore, ma le possibilità che l'anziana donna si salvi sono scarse.

Tematiche Il tema centrale del romanzo sia il tempio e la vita che continuano

indicano drammaticamente il ruolo negativo del protagonista. allo stesso modo la madre alla fine della tempesta nel capitolo il quinto pensa al figlio sopravvissuto come l emblema della continuazione, simbolo della vita che nonostante tutto continua nella vicenda dell’amore e della famiglia Irritazione contro il destino e la negazione Tutto ciò che riguarda l'amore odio di un di un figlio nei confronti della madre nasce dal modo di agire del personaggio principale il generale dalle forme che assume nella condizione la rappresentazione della irreprimibile irritazione e ostilità nei confronti della realtà esterna e nei confronti di un mondo che non ha corrisposto ai suoi desideri e la cui si sente oltraggiato. Gonzalo soffre insomma come l'autore di una forma biologica di irritazione persona ambiente, verso la vita. questa visione del mondo negativa e presentato dal narratore come una forma di delirio. Infatti Gonzalo non percepirebbe la realtà effettuale ma solo una proiezione distorta. Il male oscuro. Il male invivibile, l’oltraggio. L'atteggiamento dunque di Gonzalo nei confronti del mondo e identificato col male misterioso, col male oscuro da cui è affetto Gonzalo. si tratta di una delle invenzioni dell autore entrate nell'uso corrente. La polemica contro l'io e l'apologia della proprietà. Gonzalo procede ad una demolizione radicale del Dio degli altri al quale non ha però altro da contrapporre che l’ipostasi del proprio io. La critica d'elio nasce come propaggine naturale del sentimento del protagonista nei confronti della madre

straordinarie”: viene dipinta una figura di misantropo, iracondo, vorace e avido. Quello che compare sulla scena è un uomo alto e un po’ curvo, vestito “appena decentemente”; la sua è un’espressione angosciata e malinconica. Frequenti sono i suoi scatti d’ira. Secondo i paesani e un mitico personaggio che ha dentro tutti e 7, nel ventre, i 7 peccati capitali. Nel capitolo terzo anticipo per così dire il tempio futuro della scrittura, si identifica come personaggio nel punto di vista postuma nel narratore , anticipare la morte della madre. la dolorosa interiorità di Gonzalo misura la tua ti ci tà del soggetto, anzi il dolore è precisamente la prova di questo autentico del libro un neo problematico e pieno di frattura e contraddizioni.  La madre : già dalle prime pagine le viene conferito, grazie alle esclamazioni e ai sospiri di chi la conosce – “Povera signora!” o “Povera donna!” - quel ruolo di vittima che manterrà per tutta l’azione. Il più grande dolore di questa fragile settantaquattrenne sta ormai nell’essere “ridotta ad aver paura del figlio”, l’unico rimastole in vita: cerca di compiacerlo e assecondarlo, ma non riesce a trattenerne gli scatti d’ira. I suoi occhi “velati dal dolore” dimostrano come sia ormai sbiadita la traccia dell’affabilità e dell’orgoglio di un tempo. Possiamo dire che la madre diventa una sorta di reincarnazione del re Lear Shakespeariano.  José e Battistina : sono soltanto alcuni dei numerosi domestici che lavorano alla villa dei Pirobutirro. Il peone, costantemente indaffarato, anche se probabilmente non sempre in compiti indispensabili, è apertamente detestato da Gonzalo, che lo considera un ladro. La serva, sempre ansimante per via di un grande gozzo, si dimostra affezionata alla sua padrona e preoccupata per la sua situazione; nel cogliere la vicenda incarna un punto di vista popolare dove parlano soprattutto i luoghi comuni.  Il dottore : si tratta di una figura non approfondita direttamente, ma a cui è affidata la presentazione dei protagonisti, che egli conosce in quanto medico condotto di Lukones. È fiducioso nell’affrontare il comportamento ostile di Gonzalo, pensa di poter spiegare la vicenda riconducendola a schemi positivistici, ma rimane sorpreso nel confrontarsi con una situazione più intricata di quanto si sarebbe aspettato.  La casa Non è sicuramente un personaggio ma al Bari del personaggio la casa diventa un archetipo: la sala coi vecchi ritratti delle orbite sempre uguali delle mosche segna infatti lo spazio del ricordo del passato dove si cristallizza il dramma familiare, dove destino il dolore si ripetono sempre uguali. L'intera vicenda del romanzo infatti escluse le divagazioni si svolge fra mura di quella casa. non a caso nel capitolo sesto la villa come la madre diventa il bersaglio privilegiato delle feroci invettive di Gonzalo. La struttura del romanzo, altamente asimmetrica, è sfruttata per comunicare una simile idea di disarmonia. Alla tendenziale linearità cronologica delle scene principali fanno da contraltare gli artifici del prologo, costituito da un complesso intreccio di immagini solo parzialmente legate fra loro e animato da un consistente “umorismo”3. Le grandi scene dei capitoli successivi, poi, cronologicamente e tematicamente più omogenee, tendono ugualmente a una variazione continua,

facendosi cornice di quanto avviene nella mente dei personaggi, attraverso la commistione dei loro ricordi, del loro fantasticare e delle loro parole.