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Appunti di laboratorio di chimica organica, istituto tecnico, quinta superiore. Argomenti trattati: tipi di microscopio (con descrizione dettagliata di quello ottico), percorso della luce, limiti del microscopio, microscopio elettronico (SEM e TEM).
Tipologia: Appunti
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La maggior parte delle cellule non è visibile ad occhio nudo perché il limite visibile per l’occhio umano è 0,2 mm. Si utilizza quindi uno strumento che ingrandisce l’immagine: il. Questo strumento compie : : ingrandisce l’immagine del campione : separa i dettagli dell’immagine : rende visibili i dettagli all’occhio umano e ad altri strumenti in grado di rilevarli. Esistono di microscopi: ❖ il (M.O.) ❖ il (TEM,SEM).
La microscopia ottica si basa su : . La è formata da : (o stativo)
La è composta da: : molto pesante, per minimizzare le vibrazioni che provengono dal piano d’appoggio; : mobile, sul quale vengono appoggiati i vetrini. Presenta un’apertura attraverso la quale passa la luce, proveniente da una sorgente luminosa. È raccordato al sostegno metallico mediante una sistema di manopole; : in cui sono invertiti i due sistemi di lenti (oculare e obiettivo). È connesso allo stativo e racchiude nella parte superiore gli , mentre all’estremità inferiore presenta un portaobiettivi a revolver sul quale sono montati gli obiettivi. Si parte sempre muovendo l’obiettivo più basso.
La messa a fermo dell’immagine viene effettuata mediante : : per gli spostamenti verticali del tubo ottico (verso l’alto e verso il basso) : per movimenti più fini del tubo ottico, sempre verticali ma più ridotti. Come prima cosa si sposta il tavolino lungo l’asse x mediante due , che consentono di centrare il vetrino (con una vite si sposta da destra a sinistra e con una dall’alto verso il basso). Procedo poi con lo spostamento lungo l’asse y con le viti e per mettere a fuoco; grazie ad una scala graduata si può tenere traccia degli spostamenti di traslazione del piano xy. Queste manopole sono posizionate in modo concentrico: la più grande (esterna) è la e serve per gli spostamenti più grossolani, quella più piccola (interna) è la e viene usata per una messa a fuoco più precisa. La è composta da: : si trova vicino all’oggetto da osservare, all’altra estremità del tubo. I microscopi ne hanno almeno 3 , con un diverso potere di ingrandimento sistemato sulla torretta portaobiettivi girevole ( revolver ) dato che si usa un obiettivo alla volta; : lente su cui si appoggia l’occhio. Oculare, tubo e obiettivi formano il. È come se fosse una doppia lente di ingrandimento: l’obiettivo ingrandisce l’oggetto e l’oculare ingrandisce l’immagine prodotta dall’obiettivo. Si definisce il rapporto tra le dimensioni dell’oggetto originale e quelle dell’immagine ottenuta. Il prodotto del fattore di ingrandimento dell’oculare per il fattore di ingrandimento dell’obiettivo usato ci fornisce il numero di volte che l’oggetto potrà essere ingrandito. L’ è composta da: : riflette sull’oggetto la luce solare o quella della lampada : può essere ad incandescenza o alogena : concentra la luce sull’oggetto : regola l’intensità di luce riflessa a seconda delle esigenze, modificando sia la profondità di campo che il contrasto. Il preparato da osservare deve essere sottile per poter essere attraversato dalla luce e quindi osservato.
L’oggetto da osservare ( C ) viene attraversato dalla luce proveniente dallo specchio ( F ) e la sua immagine viene poi ingrandita dal sistema ottico ( B obiettivo e A oculare): ciò è possibile solo se l’oggetto è trasparente o viene
stessa struttura ma con sistemi di filtri che, interposti tra la lente e la sorgente, inducono un opportuno sfasamento nei raggi luminosi.
La sorgente di luce visibile (o UV) usata nel microscopio ottico viene sostituita da un fascio di elettroni che, per la loro natura corpuscolare/ondulatoria, corrispondono a ʎ molto inferiori e quindi avranno un maggior potere risolvente. Esistono due diverse tipologie di microscopio elettronico: (TEM) (SEM). Il microscopio elettronico ha un molto più alto rispetto a quello ottico: uno strumento potente può distinguere oggetti grandi appena 0,2 nm. Inoltre, alcuni microscopi elettronici, possono ingrandire un’immagine anche 10 0.000 volte e permettono l’osservazione di dettagli che nessun microscopio ottico evidenzierebbe. Tuttavia, il microscopio elettronico non ha sostituito quello ottico, perché non consente lo studio di campioni vivi. Infatti, prima di poter essere osservato al microscopio elettronico, il deve essere messo. Nel gli elettroni attraversano una sezione nella quale, in precedenza, è stato creato il vuoto, mentre le lenti di vetro sono sostituite da elettromagneti che lo deviano, per ingrandire e mettere a fuoco l’immagine su uno schermo o su una lastra fotografica. Per poter essere attraversato dagli elettroni, il campione deve avere uno spessore estremamente ridotto, compreso tra 50 e 500 nm. La maggior risoluzione del TEM permette di vedere strutture non visibili con il microscopio ottico. Il è strutturalmente simile al TEM, ma differisce nel modo di osservare il campione. Nella microscopia a scansione il campione viene bombardato da un fascio di e-^ che esplora una superficie definita, con un movimento lineare di andata e ritorno; la particolarità sta nel fatto che per la formazione dell’immagine non vengono utilizzati i raggi che attraversano il campione, ma i raggi riflessi, ovvero quelli che rimbalzano sulla sua superficie. A questo scopo, le cellule vengono ricoperte con un sottilissimo strato di metallo che impedisce l’accumulo di carica elettrica e di energia termica nel campione. Quando il metallo viene colpito dagli elettroni, a sua volta ne emette altri che formano un’immagine della superficie esterna delle cellule. Il risultato finale sono immagini tridimensionali.