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Vita, formazione ed opere Raffaello
Tipologia: Appunti
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Figlio di Giovanni Santi, pittore di grande cultura, da lui riceve un primo indirizzo all’arte Lavora nell’Italia centrale, tra Firenze e Roma, incontra entra in contatto con grandi personaggi come Piero della Francesca e Giorgio Martini Uno degli artisti più celebrati della stori dell’arte> di bell’aspetto, raffinato, disinvolto, ambizioso- coniuga uno straordinario talento con una signorilità innata> in pochi anni di carriera ottenne una fortuna professionale senza precedenti Emblema della pittura rinascimentale, più di Leonardo e Michelangelo Restauratore dell’antico, ritrova l’armonia tra forma naturale e principio naturale (segreto dei arte greca e arte romana) Michelangelo lo accusò di copiare gli artisti del passato, di non avere genio creativo Il compito dell’artista non è quello di riprodurre il mondo così com’è, ma è quello di riconoscere la bellezza del mondo per poi “depurarla” dalle impurità e dai difetti per renderla pienamente godibile
Secondo Vasari probabilmente fu allievo del Perugino, le fonti, però, affermano che Raffaello si sia affiancato a lui solo come artista indipendente- le prime opere di Perugino e Raffaello sono così simili che è quasi impossibile distinguerne l’autore
Olio su tavola Collocata a Londra Simmetria compositiva Pietà rassegnata, no tensione emotiva
Per la Chiesa di San Francesco, a Perugia Divisibile orizzontalmente in due registri (> sezioni) Registro superiore> Vergine seduta accanto al figlio, la incorona Registro inferiore> gli apostoli sono attorno alla tomba vuota, alcuni assistono all’evento sacro, altri guardano le rose e i gigli sbocciati miracolosamente La tomba è raffigurata con gli spigoli netti e in obliquo, per accentuare l’effetto prospettico
Per la Cappella Albizzini, dedicata a san Giuseppe Scena ambientata in una piazza aperta, lastricata con grandi riquadri dominati da un tempio centrale (ricorda il tempietto di San Pietro in Montorio) Maria e Giuseppe si uniscono in matrimonio alla presenza delle ancelle (a sinistra) e degli ex pretendenti (a destra)- gli ultimi al pari di Giuseppe tengono degli esili bastoncini secchi, un ragazzo lo spezza
Nel 1504 Raffaello va a Firenze Importante incontro con Leonardo, la sua arte ha una svolta
Scena dal carattere familiare, i rapporti fra i personaggi si creano attraverso semplici gesti e sguardi affettuosi Vergine> seduta su un masso con un libro in mano, guarda teneramente il piccolo Giovanni e gli posa una mano sulla schiena Gesù bambini> in piedi tra le gambe della madre, accarezza il cardellino che Giovanni gli sta porgendo Alle loro spalle> ampio e luminoso paesaggio attraversato da un fiume, in lontananza si scorge una città circondata da mura (probabilmente si tratta di Firenze, per via della cupola) Prefigurazione della passione Cardellino> si ciba dei semi del cardo, pianta che rappresenta i dolori terreni, trattenerlo significa accettare le difficoltà per conseguire il bene
Galleria Borghese di Roma Commissionato da Atalanta Baglioni per l’assassinio del figlio Lo schema compositivo e la resa dei personaggi rimandano a Michelangelo: La donna a destra che si contorce richiama il Tondo Doni Cristo ricorda la Pietà
(dalla ritrattistica al suo tema più amato, la Madonna con il bambino)
molto diretto, lo rendono quasi partecipe della loro divinità
tutti gli altri artisti, voleva affidare tutto il lavoro a Raffaello; quest’ultimo, però propone di creare un gruppo di lavoro con gli altri artisti.
e religiosi in immagini semplici
Considerata come l’immagine archetipa della divinità Maria> seduta su una seggiola con lo schienale di cuoio, abbraccia Gesù come se temesse di perderlo; per reggere il peso del bambino lo stringe tra le mani e alza il ginocchio sinistro, premendo la schiena sullo schienale
Maria e Gesù> si incastrano tra loro in un equilibrio assoluto Alle spalle di Gesù> San Giovannino Andamento circolare della tavola
Si trovava nella chiesa di Santa Maria del Popolo, a Roma Ebbe molto successo, tutti volevano vedere il dipinto che si diceva essere “straordinariamente rassomigliante” Pontefice: Raffigurato a ¾ Seduto sulla cattedra pontificia Anziano (aveva 70 anni) Aria severa e forte energia, faceva intimorire il pubblico Non guarda lo spettatore, è immerso nei suoi pensieri, ha un’espressione corrucciata e la bocca serrata- sicuro e determinato (ma riflessivo) padre della cristianità Apparente atteggiamento di stanchezza contraddetto dall’energia con cui stringe il bracciolo della sedia con la mano sinistra Vestito con la mozzetta (corto mantello con cappuccio) e il camauro (tipico copricapo papale a forma di cuffia), entrambi rossi Questa soluzione anticipa i ritratti di stato cinquecenteschi, che avrebbero presentato principi e sovrani a figura intera
Ultimo dipinto di Raffaello, che morì mentre ci stava lavorando. Perciò fu ipotizzato un ritocco da parte di Giulio Romano, migliore allievo di Raffello. Commissionata dal cardinale Giulio de Medici, prima che diventasse Clemente VII- crea una competizione tra Raffaello e Sebastiano del Piombo, giovane pittore protetto da Michelangelo
Due parti: Parte superiore- chiesa trionfante Parte inferiore- chiesa militante In alto> Dio Al centro> Cristo + altare con l’ostia, presenza di Dio sulla Terra A sinistra> Vergine A destra> Battista Sotto> colomba (spirito santo) Lo spazio è naturale, creato da Dio
Rappresentazione del pensiero cristiano moderno I sapienti di ogni epoca discutono sulla via da intraprendere per il raggiungimento della verità Esaltazione della ricerca razionale del vero, indipendentemente dalla verità rivelata da Dio I filosofi si spargono autonomamente nello spazio (che è artificiale) Al centro: Platone, indica il cielo, il mondo delle idee (esteriormente assomiglia a Leonardo) Aristotele, indica la Terra, la verità va indagata qui Interprete degli ideali di Giulio II e Leone X
Gli episodi rappresentati celebrano l’azione divina
Episodio tratto dagli “Atti degli apostoli” Tre momenti diversi del racconto Al centro> l’angelo si china su Pietro, ancora addormentato A destra> l’angelo conduce Pietro fuori dalla prigione L’illuminazione della scena è particolare, si tratta di uno dei primi notturni rinascimentali Luci di natura diversa: Naturale- della luna Sovrannaturale- dell’angelo Artificiale- della torcia che illumina le armature
Coniugazione di forti contrasti a delicati passaggi cromatici