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Appunti di Raffaello, Appunti di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

Vita, formazione ed opere Raffaello

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 13/09/2020

PCHIARA
PCHIARA 🇮🇹

4.4

(18)

15 documenti

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Raffaello
Vita
1483, Urbino (chiamato “l’Urbinate”)
Figlio di Giovanni Santi, pittore di grande cultura, da lui riceve un primo
indirizzo all’arte
Lavora nell’Italia centrale, tra Firenze e Roma, incontra entra in contatto
con grandi personaggi come Piero della Francesca e Giorgio Martini
Uno degli artisti più celebrati della stori dell’arte> di bell’aspetto,
raffinato, disinvolto, ambizioso- coniuga uno straordinario talento con una
signorilità innata> in pochi anni di carriera ottenne una fortuna
professionale senza precedenti
Emblema della pittura rinascimentale, più di Leonardo e Michelangelo
Restauratore dell’antico, ritrova l’armonia tra forma naturale e principio
naturale (segreto dei arte greca e arte romana)
Michelangelo lo accusò di copiare gli artisti del passato, di non avere
genio creativo
Il compito dell’artista non è quello di riprodurre il mondo così com’è, ma è
quello di riconoscere la bellezza del mondo per poi “depurarla” dalle
impurità e dai difetti per renderla pienamente godibile
ANNI GIOVANILI
Secondo Vasari probabilmente fu allievo del Perugino, le fonti, però,
affermano che Raffaello si sia affiancato a lui solo come artista
indipendente- le prime opere di Perugino e Raffaello sono così simili che è
quasi impossibile distinguerne l’autore
Crocifissione
1503
Olio su tavola
Collocata a Londra
Simmetria compositiva
Pietà rassegnata, no tensione emotiva
Incoronazione della Vergine
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Raffaello

Vita

 1483, Urbino (chiamato “l’Urbinate”)

 Figlio di Giovanni Santi, pittore di grande cultura, da lui riceve un primo indirizzo all’arte  Lavora nell’Italia centrale, tra Firenze e Roma, incontra entra in contatto con grandi personaggi come Piero della Francesca e Giorgio Martini  Uno degli artisti più celebrati della stori dell’arte> di bell’aspetto, raffinato, disinvolto, ambizioso- coniuga uno straordinario talento con una signorilità innata> in pochi anni di carriera ottenne una fortuna professionale senza precedenti  Emblema della pittura rinascimentale, più di Leonardo e Michelangelo  Restauratore dell’antico, ritrova l’armonia tra forma naturale e principio naturale (segreto dei arte greca e arte romana)  Michelangelo lo accusò di copiare gli artisti del passato, di non avere genio creativo  Il compito dell’artista non è quello di riprodurre il mondo così com’è, ma è quello di riconoscere la bellezza del mondo per poi “depurarla” dalle impurità e dai difetti per renderla pienamente godibile

ANNI GIOVANILI

 Secondo Vasari probabilmente fu allievo del Perugino, le fonti, però, affermano che Raffaello si sia affiancato a lui solo come artista indipendente- le prime opere di Perugino e Raffaello sono così simili che è quasi impossibile distinguerne l’autore

Crocifissione

 Olio su tavola  Collocata a Londra  Simmetria compositiva  Pietà rassegnata, no tensione emotiva

Incoronazione della Vergine

 Per la Chiesa di San Francesco, a Perugia  Divisibile orizzontalmente in due registri (> sezioni)  Registro superiore> Vergine seduta accanto al figlio, la incorona  Registro inferiore> gli apostoli sono attorno alla tomba vuota, alcuni assistono all’evento sacro, altri guardano le rose e i gigli sbocciati miracolosamente  La tomba è raffigurata con gli spigoli netti e in obliquo, per accentuare l’effetto prospettico

Sposalizio della Vergine

 Per la Cappella Albizzini, dedicata a san Giuseppe  Scena ambientata in una piazza aperta, lastricata con grandi riquadri dominati da un tempio centrale (ricorda il tempietto di San Pietro in Montorio)  Maria e Giuseppe si uniscono in matrimonio alla presenza delle ancelle (a sinistra) e degli ex pretendenti (a destra)- gli ultimi al pari di Giuseppe tengono degli esili bastoncini secchi, un ragazzo lo spezza

  • altri personaggi che popolano la piazza e ne scandiscono profondità  Raffaello si ispira a quello già realizzato dal Perugino per la chiesa di San Lorenzo a Perugia, ne ripropone, infatti, lo schema generale  Analogie:  Grazia dei personaggi (eleganza delle pose ed espressioni quiete e malinconiche)  Differenze:  Perugino> piano concepito su piani paralleli, le relazioni tra personaggi in primo piano e architettura sullo sfondo appaiono deboli  Raffaello> figure disposte a semicerchio, la loro circolarità prosegue idealmente lungo il tempio connettendosi alla curva dell’orizzonte  Vero fulcro della composizione> asse dell’edificio, diventa il perno di un ampio movimento rotatorio

ANNI FIORENTINI

 Nel 1504 Raffaello va a Firenze  Importante incontro con Leonardo, la sua arte ha una svolta

 Scena dal carattere familiare, i rapporti fra i personaggi si creano attraverso semplici gesti e sguardi affettuosi  Vergine> seduta su un masso con un libro in mano, guarda teneramente il piccolo Giovanni e gli posa una mano sulla schiena  Gesù bambini> in piedi tra le gambe della madre, accarezza il cardellino che Giovanni gli sta porgendo  Alle loro spalle> ampio e luminoso paesaggio attraversato da un fiume, in lontananza si scorge una città circondata da mura (probabilmente si tratta di Firenze, per via della cupola)  Prefigurazione della passione  Cardellino> si ciba dei semi del cardo, pianta che rappresenta i dolori terreni, trattenerlo significa accettare le difficoltà per conseguire il bene

Trasporto di Cristo (o Deposizione borghese)

 Galleria Borghese di Roma  Commissionato da Atalanta Baglioni per l’assassinio del figlio  Lo schema compositivo e la resa dei personaggi rimandano a Michelangelo:  La donna a destra che si contorce richiama il Tondo Doni  Cristo ricorda la Pietà

PERIODO ROMANO

 Corte di Giulio II, Raffaello suscita grande entusiasmo

 Durante questo periodo Raffaello realizza molte opere su tavola e su tela

(dalla ritrattistica al suo tema più amato, la Madonna con il bambino)

 Le Madonne Romane da lui realizzate si rivolgono allo spettatore in modo

molto diretto, lo rendono quasi partecipe della loro divinità

 Giulio II gli commissiona la decorazione dei suoi appartamenti. Egli scarta

tutti gli altri artisti, voleva affidare tutto il lavoro a Raffaello; quest’ultimo, però propone di creare un gruppo di lavoro con gli altri artisti.

 Nelle stanze vaticane riesce perfettamente a riassumere concetti teologici

e religiosi in immagini semplici

Madonna della seggiola

 Considerata come l’immagine archetipa della divinità  Maria> seduta su una seggiola con lo schienale di cuoio, abbraccia Gesù come se temesse di perderlo; per reggere il peso del bambino lo stringe tra le mani e alza il ginocchio sinistro, premendo la schiena sullo schienale

 Maria e Gesù> si incastrano tra loro in un equilibrio assoluto  Alle spalle di Gesù> San Giovannino  Andamento circolare della tavola

Ritratto di Giulio II

 Si trovava nella chiesa di Santa Maria del Popolo, a Roma  Ebbe molto successo, tutti volevano vedere il dipinto che si diceva essere “straordinariamente rassomigliante”  Pontefice:  Raffigurato a ¾  Seduto sulla cattedra pontificia  Anziano (aveva 70 anni)  Aria severa e forte energia, faceva intimorire il pubblico  Non guarda lo spettatore, è immerso nei suoi pensieri, ha un’espressione corrucciata e la bocca serrata- sicuro e determinato (ma riflessivo) padre della cristianità  Apparente atteggiamento di stanchezza contraddetto dall’energia con cui stringe il bracciolo della sedia con la mano sinistra  Vestito con la mozzetta (corto mantello con cappuccio) e il camauro (tipico copricapo papale a forma di cuffia), entrambi rossi  Questa soluzione anticipa i ritratti di stato cinquecenteschi, che avrebbero presentato principi e sovrani a figura intera

La trasfigurazione

 Ultimo dipinto di Raffaello, che morì mentre ci stava lavorando. Perciò fu ipotizzato un ritocco da parte di Giulio Romano, migliore allievo di Raffello.  Commissionata dal cardinale Giulio de Medici, prima che diventasse Clemente VII- crea una competizione tra Raffaello e Sebastiano del Piombo, giovane pittore protetto da Michelangelo

 Due parti:  Parte superiore- chiesa trionfante  Parte inferiore- chiesa militante  In alto> Dio Al centro> Cristo + altare con l’ostia, presenza di Dio sulla Terra A sinistra> Vergine A destra> Battista Sotto> colomba (spirito santo)  Lo spazio è naturale, creato da Dio

Scuola di Atene

 Rappresentazione del pensiero cristiano moderno  I sapienti di ogni epoca discutono sulla via da intraprendere per il raggiungimento della verità  Esaltazione della ricerca razionale del vero, indipendentemente dalla verità rivelata da Dio  I filosofi si spargono autonomamente nello spazio (che è artificiale)  Al centro:  Platone, indica il cielo, il mondo delle idee (esteriormente assomiglia a Leonardo)  Aristotele, indica la Terra, la verità va indagata qui  Interprete degli ideali di Giulio II e Leone X

STANZA DI ELIODORO

 Gli episodi rappresentati celebrano l’azione divina

Liberazione di San Pietro

 Episodio tratto dagli “Atti degli apostoli”  Tre momenti diversi del racconto  Al centro> l’angelo si china su Pietro, ancora addormentato A destra> l’angelo conduce Pietro fuori dalla prigione  L’illuminazione della scena è particolare, si tratta di uno dei primi notturni rinascimentali  Luci di natura diversa:  Naturale- della luna  Sovrannaturale- dell’angelo  Artificiale- della torcia che illumina le armature

 Coniugazione di forti contrasti a delicati passaggi cromatici