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Approfondimento su Raffaello, con analisi e descrizione delle sue opere.
Tipologia: Dispense
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Raffaello (Urbino 1483 - Roma 1520) insieme a Leonardo e Michelangelo è al vertice della stagione artistica rinascimentale. Pur attivo anche come architetto, Raffaello rappresenta il pittore rinascimentale per eccellenza: quello che più d’ogni altro ha portato la pittura ai suoi livelli massimi di bellezza e armonia. Figlio di un pittore, rimase orfano all’età di undici anni, ma ebbe la fortuna di vivere in una città quale Urbino che in quegli anni, grazie a Piero della Francesca e tanti altri artisti, era uno dei principali centri artistici rinascimentali italiani. Abbandonata ben presto la sua città natale, svolse un apprendistato che si rivelò di straordinaria importanza presso il Perugino che, in quegli anni, rappresentava uno degli artisti più importanti del panorama artistico italiano. Dall’artista umbro apprese di certo il senso della grazia e dell’armonia, che mai lo abbandonò nella sua successiva attività pittorica. Tuttavia Raffaello superò presto il maestro, com’è possibile notare dal confronto tra le due versioni de “ Lo sposalizio della Vergine ”. Entrambe le opere sono realizzati con olio su tavola arcuata nella parte superiore. In primo piano i due artisti collocano i personaggi, al centro gli sposi col sacerdote, dal lato dello sposo gli uomini e da quello della sposa le donne. Ma Perugino colloca gli uomini a sinistra, mentre Raffaello li colloca a destra. Sullo sfondo è un tempio su scalinata. Tuttavia, mentre il Perugino lo crea ottagonale, Raffaello dipinge un tempio a sedici lati, più vicino alla forma circolare, e quindi più armonico, circondato da un portico che conferisce maggior ariosità all’edificio. Inoltre la scalinata del tempio di Raffaello è più alta e dà maggior slancio alla costruzione. È probabile che Raffaello si fosse ispirato al Tempietto di San Pietro in Montorio che Bramante progettava in quegli anni. In entrambi i dipinti la prospettiva è data da un pavimento a scacchiera, meno decisa nel dipinto del Perugino, più marcata in quello di Raffaello. In quest’ultimo le linee prospettiche coincidono con gli spigoli della scalinata e dunque, sebbene parallele, sembrano snodarsi a raggiera, creando una sensazione di circolarità, in tema con la scelta del tempio a sedici lati. Un’ultima differenza fra le due opere la collocazione del punto di vista, posto all’altezza degli occhi dei personaggi nel dipinto del Perugino, leggermente rialzato in quello di Raffaello: soluzione quest’ultima più moderna e efficace. Nel 1504 era a Firenze dove ebbe modo di entrare in contatto per la prima volta con i due maggiori artisti fiorentini viventi: Leonardo e Michelangelo. Furono anni di intensa attività ma anche di grande studio, che permisero al giovane pittore di assimilare la grande lezione della pittura fiorentina del Quattrocento. Ad influenzarlo in questa fase fu soprattutto Leonardo, di cui porterà un costante ricordo stilistico in tutta la sua produzione successiva. -Nella “ Sacra Famiglia Canigiani ” del 1507, ad esempio, Raffaello dà un’impostazione piramidale all’opera e dipinge uno straordinario paesaggio sullo sfondo, utilizzando la prospettiva atmosferica. Nel 1508 si trasferì a Roma dove, grazie a Donato Bramante, urbinate come lui, entrò nel giro degli artisti protetti da papa Giulio II. Fu il ponte ce ad affidargli una delle più grandi occasioni per dimostrare la sua grande qualità: gli affreschi delle Stanze Vaticane. Si trattava di decorare, con un programma iconografico molto complesso ed articolato, quattro ambienti di nuova costruzione all’interno dei Palazzi Vaticani: Stanza della Segnatura, Stanza di Eliodoro , Stanza dell’Incendio di Borgo , Stanza di Costantino. Uno degli affreschi più noti è la “ Scuola di Atene ”, nella Stanza della Segnatura. Entro una grandiosa architettura rinascimentale realizzata in prospettiva, ispirata al progetto di Bramante per la nuova S.Pietro, si muovono i più celebri filosofi dell’antichità: al centro Platone con un dito verso l’alto, ancheggiato da Aristotele; Pitagora è in primo piano intento a spiegare sul libro; sdraiato sulle scale è Diogene, mentre appoggiato ad un blocco di marmo, intento a scrivere su un foglio, è il filosofo pessimista Eraclito, che ha i tratti di Michelangelo, impegnato quest’ultimo in quegli anni a dipingere la vicina Cappella Sistina. Sulla destra sono visibili Euclide, che insegna geometria agli allievi, Zoroastro con il globo celeste, Tolomeo con quello terrestre e all’estrema destra, nel personaggio con il berretto nero è l’autoritratto di Raffaello. -Morto Giulio II nel 1513, con il nuovo ponte ce Leone X, l’importanza di Raffaello crebbe a dismisura. Nel 1514, alla morte di Bramante, fu nominato architetto della Basilica di San Pietro. L’anno successivo fu nominato commissario alle antichità di Roma: una specie di soprintendenza all’enorme patrimonio storico-artistico della città eterna. Da questo mo- mento i suoi interessi artistici si spostano sempre più verso l’architettura, anche se non abbandonò mai la sua attività di pittore, interrotta solo dalla sua prematura scomparsa avvenuta il 6 aprile del 1520 all’età di trentasette anni.