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appunti di scienze: terremoti, Appunti di Scienze della Terra

appunti di preparazione per esame maturità su Terremoti

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 26/03/2021

arianna-salandini
arianna-salandini 🇮🇹

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I TERREMOTI
I sismi si manifestano quasi esclusivamente entro certe fasce della superficie terrestre, le aree sismicamente
attive, o sismiche, mentre mancano le altre aree, definite sismiche.
Un’area è detta asismica perché al suo interno non si generano terremoti, ma ciò non significa che in essa
non se ne risentano gli effetti, dovuti al propagarsi di “vibrazioni” provenienti da vicine zone sismiche.
1.0 LO STUDIO DEI TERREMOTI
Il terremoto è un fenomeno molto frequente nel tempo, ma localizzato nello spazio. I sismi si concentrano
all’interno di fasce sismiche che delimitano aree asismiche.
Il terremoto si manifesta come un movimento più o meno forte di un settore della superficie terrestre in
conseguenza della liberazione improvvisa di energia da un punto all’interno della Terra detto ipocentro.
Gli sforzi all’interno della Terra provocano la deformazione elastica dei corpi rocciosi. Se tali sforzi
superano il limite di rottura, le rocce si fratturano e si genera (o si riattiva) una faglia.
Il terremoto avviene in quanto lungo la superficie di faglia le rocce deformate tornano bruscamente
all’equilibrio con un meccanismo di rimbalzo elastico, caratterizzato da violente oscillazioni. Tale
perturbazione si propaga nelle aree circostanti.
Il processo di deformazione elastica delle rocce, fino alla rottura, e il successivo rimbalzo elastico
costituiscono nell’insieme il ciclo sismico, che può ripetersi sistematicamente in una regione.
2.0 PROPAGAZIONE E REGISTRAZIONE DELLE ONDE SISMICHE
Durante tutto il manifestarsi del rimbalzo elastico la perturbazione si propaga dall’ipocentro in ogni
direzione per mezzo di onde elastiche. La zona posta in superficie sulla verticale dell’ipocentro è detta
epicentro del terremoto.
Un terremoto genera onde elastiche di tre tipi:
Onde longitudinali (o di compressione) à al loro passaggio, una roccia subisce contrazioni e
dilatazioni nella stessa direzione di propagazione dell’onda. Sono le onde più veloci e per questo
sono dette anche onde P. (Prime)
Onde trasversali (o di taglio) à al loro passaggio una roccia oscilla in senso trasversale alla direzione
di propagazione dell’onda. Sono meno veloci e per questo sono anche dette onde S (seconde). Le
onde S non si propagano nei fluidi.
Onde superficiali à si generano quando le onde interne raggiungono la superficie terrestre. Esse si
propagano sulla superficie ma si attenuano rapidamente in profondità. Esistono due tipi di onde
superficiali:
- Onde di Rayleigh o onde R
- Onde Love o onde L
I movimenti del suolo durante un terremoto vengono raccolti dai sismografi e registrati in grafici chiamati
sismogrammi. Grazie ai dati raccolti è possibile ricavare informazioni quali la durata e la “forza” del
terremoto, la posizione dell’epicentro e dell’ipocentro, ecc.
3.0 LA FORZA DI UNA TERREMOTO
La “forza” di una terremoto viene valutata in termini d’intensità e di magnitudo.
L’intensità è la valutazione degli effetti prodotti da un sisma sulle persone, sui manufatti e sul territorio. La
scala più usata in Europa e in America per valutare l’intensità dei sismi è la scala MCS (Mercalli-Càancani-
Sieberg), divisa in 12 gradi.
I valori di intensità vengono usati anche per ottenere rappresentazioni cartografiche degli effetti di un
terremoto. Le isosisme sono le linee che individuano fasce in cui il terremoto si è presentato con uguale
intensità.
La magnitudo misura invece la forza di un terremoto a confronto con un terremoto standard preso come
riferimento. Si calcola a partire dai sismogrammi misurando l’ampiezza massima delle onde fatte registrare
da un terremoto scelto come riferimento. Come riferimento si è scelto un terremoto che produce su un
sismografo standard, posto a 100 km dall’epicentro, un sismogramma con oscillazioni massime uguali a
0,001 mm. La scala della magnitudo, la scala Richter, è logaritmica: a un aumento di una unità della
magnitudo, corrisponde un aumento di un fattore 10 nell’ampiezza del movimento del terreno.
4.0 GLI EFFETTI DEL TERREMOTO
L’arrivo delle onde sismiche in superficie determina un’oscillazione complessa nel terreno, che viene
trasmessa agli oggetti sovrastanti.
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I TERREMOTI

I sismi si manifestano quasi esclusivamente entro certe fasce della superficie terrestre, le aree sismicamente attive, o sismiche, mentre mancano le altre aree, definite sismiche. Un’area è detta asismica perché al suo interno non si generano terremoti, ma ciò non significa che in essa non se ne risentano gli effetti, dovuti al propagarsi di “vibrazioni” provenienti da vicine zone sismiche.

1.0 LO STUDIO DEI TERREMOTI

Il terremoto è un fenomeno molto frequente nel tempo, ma localizzato nello spazio. I sismi si concentrano all’interno di fasce sismiche che delimitano aree asismiche. Il terremoto si manifesta come un movimento più o meno forte di un settore della superficie terrestre in conseguenza della liberazione improvvisa di energia da un punto all’interno della Terra detto ipocentro. Gli sforzi all’interno della Terra provocano la deformazione elastica dei corpi rocciosi. Se tali sforzi superano il limite di rottura, le rocce si fratturano e si genera (o si riattiva) una faglia. Il terremoto avviene in quanto lungo la superficie di faglia le rocce deformate tornano bruscamente all’equilibrio con un meccanismo di rimbalzo elastico, caratterizzato da violente oscillazioni. Tale perturbazione si propaga nelle aree circostanti. Il processo di deformazione elastica delle rocce, fino alla rottura, e il successivo rimbalzo elastico costituiscono nell’insieme il ciclo sismico, che può ripetersi sistematicamente in una regione.

2.0 PROPAGAZIONE E REGISTRAZIONE DELLE ONDE SISMICHE

Durante tutto il manifestarsi del rimbalzo elastico la perturbazione si propaga dall’ipocentro in ogni direzione per mezzo di onde elastiche. La zona posta in superficie sulla verticale dell’ipocentro è detta epicentro del terremoto. Un terremoto genera onde elastiche di tre tipi:

• Onde longitudinali (o di compressione) à al loro passaggio, una roccia subisce contrazioni e

dilatazioni nella stessa direzione di propagazione dell’onda. Sono le onde più veloci e per questo sono dette anche onde P. (Prime)

• Onde trasversali (o di taglio) à al loro passaggio una roccia oscilla in senso trasversale alla direzione

di propagazione dell’onda. Sono meno veloci e per questo sono anche dette onde S (seconde). Le onde S non si propagano nei fluidi.

• Onde superficiali à si generano quando le onde interne raggiungono la superficie terrestre. Esse si

propagano sulla superficie ma si attenuano rapidamente in profondità. Esistono due tipi di onde superficiali:

- Onde di Rayleigh o onde R

- Onde Love o onde L

I movimenti del suolo durante un terremoto vengono raccolti dai sismografi e registrati in grafici chiamati sismogrammi. Grazie ai dati raccolti è possibile ricavare informazioni quali la durata e la “forza” del terremoto, la posizione dell’epicentro e dell’ipocentro, ecc.

3.0 LA FORZA DI UNA TERREMOTO

La “forza” di una terremoto viene valutata in termini d’intensità e di magnitudo. L’intensità è la valutazione degli effetti prodotti da un sisma sulle persone, sui manufatti e sul territorio. La scala più usata in Europa e in America per valutare l’intensità dei sismi è la scala MCS (Mercalli-Càancani- Sieberg), divisa in 12 gradi. I valori di intensità vengono usati anche per ottenere rappresentazioni cartografiche degli effetti di un terremoto. Le isosisme sono le linee che individuano fasce in cui il terremoto si è presentato con uguale intensità. La magnitudo misura invece la forza di un terremoto a confronto con un terremoto standard preso come riferimento. Si calcola a partire dai sismogrammi misurando l’ampiezza massima delle onde fatte registrare da un terremoto scelto come riferimento. Come riferimento si è scelto un terremoto che produce su un sismografo standard, posto a 100 km dall’epicentro, un sismogramma con oscillazioni massime uguali a 0,001 mm. La scala della magnitudo, la scala Richter, è logaritmica: a un aumento di una unità della magnitudo, corrisponde un aumento di un fattore 10 nell’ampiezza del movimento del terreno.

4.0 GLI EFFETTI DEL TERREMOTO

L’arrivo delle onde sismiche in superficie determina un’oscillazione complessa nel terreno, che viene trasmessa agli oggetti sovrastanti.

I danni principali agli edifici sono provocati soprattutto dai movimenti orizzontali del terreno e dipendono da diversi fattori

- Durata delle oscillazioni

- Tipo di costruzioni

- Natura geologica del terremoto su cui poggiano

Se il terremoto si verifica sotto il fondo del mare, nelle zone costiere si possono risentire gli effetti di un maremoto, chiamato anche tsunami. Quando il movimento della faglia che provoca il terremoto fa sollevare o abbassare bruscamente un tratto del fondo del mare, l’oscillazione di quest’ultimo provoca nella massa d’acqua sovrastante onde molto lunghe, che si propagano a velocità elevatissime. giunte in prossimità della cosa, le onde possono raggiungere i 30 m di altezza.

5.0 I TERREMOTI E L’INTERNO DELLA TERRA

Lo studio della propagazione delle onde sismiche permette di ricavare informazioni sulla struttura interna della Terra. Il pianeta è formato da involucri concentrici separati da discontinuità sismiche, attraverso le quali le onde cambiano bruscamente velocità. Si riconoscono tre involucri principali:

- La crosta, che si estende dalla superficie fino a 10-35 km di profondità. Essa si presenta solida ed è

separata dall’involucro sottostante dalla discontinuità di Mohorovicic (o moho)

- Il mantello, che dalla Moho arriva fino a circa 290 km di profondità. Esso è solido, anche se esiste

una fascia dett astenosfera, che presenta comportamento più plastico. Al termine del mantello si ha la discontinuità di Gutemberg, che lo separa dall’involucro successivo.

- Il nucleo che si divide in:

-nucleo esterno, liquido

  • nucleo interno, solido La parte rigida composta della crosta e del mantello fino all’astenosfera viene chiamata litosfera.

6.0 LA DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA DEI TERREMOTI

Nella distribuzione geografica dei terremoti gli epicentri risultano allineati secondo fasce definite Le fasce sismiche corrispondono a strutture specifiche della superficie terrestre:

- Le dorsali oceaniche: caratterizzate da terremoti con ipocentri superficiali

- Le fosse oceaniche: con ipocentri allineati lungo la superficie di Benioff, da superficiali a profondi

- Le catene montuose: con ipocentri da superficiali a intermedi.

Inoltre esiste una sismicità legata al vulcanismo. I terremoti vulcanici vulcanici (tremori) sono vibrazioni del terreno prodotte dal movimento del magma in risalita entro la crosta e nel condotto vulcanico.

7.0 LA DIFESA DAI TERREMOTI

La conoscenza dei fenomeni sismici è il presupposto per la difesa dal rischio sismico. Le vie seguite per la previsione dei sismi includono:

- La previsione deterministica, in cui si analizzano i fenomeni precursori, cioè gli eventi che si

ritiene precedano un terremoto

- La previsione statistica, che si basa sullo studio e l’individuazione e delle zone sismiche e della

frequenza con cui i terremoti si presentano in queste aree. Strumenti basilari per la previsione statistica sono cataloghi sismici, che contengono dati caratteristici di tutti i terremoti di cui si è avuta notizia o di cui è disponibile le registrazione strumentale.

- In tutte le aree a rischio è fondamentale la prevenzione del rischio sismico. Essi si può ottenere con

diverse misure tra le quali la costruzione di edifici antisismici, l’educazione della popolazione ecc.