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appunti diritto pubblico, Sbobinature di Diritto Pubblico

appunti diritto pubblico, prof. Cerruti, per esonero

Tipologia: Sbobinature

2021/2022

Caricato il 14/03/2022

ElisaCate_02
ElisaCate_02 🇮🇹

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Articoli 83 e seguenti RUOLO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Due grandi funzioni: — È il capo dello stato — È il garante dell’unità nazionale, formalmente sta a capo della repubblica italiana e ne garantisce l’unità Doppio ruolo: 1. entra nella decisione politica con il parlamento e il governo

  1. ha un compito di garanzia, in virtù del quale il presiedente si pone al di sopra delle parti, un po’ come esterno (arbitro) — la presidenza della repubblica ha sede nel Quirinale a Roma ELEZIONE Il parlamento in seduta comune, ai quali si aggiungono tre delegati per ogni regione si ritrovano presso la sede della camera dei deputati I tre delegati regionali devono rappresentare anche le minoranze politiche — Maggioranza dei 2/3 dell’assemblea, maggioranza qualificata perché è chiamato a rappresentare anche le minoranze, se non si raggiunge la maggioranza per 3 volte, dalla quarta volta è sufficiente la maggioranza assoluta — Il voto è segreto Può essere eletto solo chi ha compiuto più di 50 anni, chi è cittadino italiano e chi ha i diritti civili e politici MANDATO PRESIDENZIALE: dura 7 anni, si può essere rieletti una seconda volta Quando il presidente della repubblica è momentaneamente impedito a esercitare le sue funzioni viene sostituito dal presidente del senato RESPONSABILITÀ — Come privato cittadino: o Responsabilità giuridica civile (farsi carico dei danni che si procurano agli altri) come ogni altro cittadino o Responsabilità giuridica penale, solitamente si aspetta che scada il suo mandato prima di procedere contro di lui (essere responsabili dei reati che eventualmente si commettono)

— Come presidente della repubblica o Il presidente non ha responsabilità politica (irresponsabilità politica), non c’è un altro organo che possa far dimettere il presidente o Irresponsabile dal punto di vista civile e penale salvo per due reati: — reati di alto tradimento — attentato alla costituzione (reati presidenziali), possono essere commessi solo dal presiedente della repubblica un comportamento del presidente che miri a rovesciare l’ordine costituzionale (dichiarare una dittatura) messo in STATO D’ACCUSA, dal parlamento in seduta comune, viene giudicato dalla corte costituzionale con 16 membri estratti a sorte da un apposito elenco IRRESPONSABILITÀ DEL PRESIDENTE è resa possibile dal fatto che un componente del governo risponde sempre al posto suo (o il ministro competente in quella materia o il presidente del consiglio dei ministri) Per garantire l’irresponsabilità la costituzione richiede che tutti gli atti del presidente siano controfirmati, cioè firmati anche dal ministro che ne assume la responsabilità. Gli atti del presidente sono validi solo se sono controfirmati Due tipologie di ATTI PRESIDENZIALI che non richiedono la controfirma: — Gli atti personalissimi: le dimissioni del presidente — Le esternazioni atipiche: il discorso che fa il presidente al di fuori dei canali istituzionali, (es. discorso all’inizio dell’anno nuovo alla nazione) Esternazioni non atipiche: discorsi che fa il presidente e sono previsti dalla costituzione (es. i messaggi alle camere) ATTI PRESIDENZIALI divisi in 3 grandi categorie: o Atti formalmente e sostanzialmente presidenziali ( l’atto riflette prevalentemente la volontà del presidente della repubblica) o Atti formalmente presidenziali ma sostanzialmente governativi ( l’atto riflette prevalentemente la volontà di un altro organo, il Parlamento o più spesso il governo) o Atti misti (l’atto riflette la volontà del presidente della repubblica e del presidente del consiglio dei ministri) Articolo 87 (fare le tre colonne) ATTI FONDAMENTALMENTE E SOSTANZIALMENTE PRESIDENZIALI — Può concedere grazia (può chiedere di lasciare in libertà una persona che sta scontando una pena) e commutare le pene: atti formalmente e sostanzialmente presidenziali (deciso dalla corte costituzionale) — Nomina dei 5 senatori a vita: atto formalmente e sostanzialmente presidenziale — Nomina di 5 giudici della corte costituzionale — Rinvio delle leggi — Messaggi alle camere (esternazioni non atipiche) — Esternazioni atipiche — con o azione straordinaria delle camere ATTI FORMALMENTE PRESIDENZIALI MA SOSTANZIALMENTE GOVERNATIVI — Indice le elezione e ne fissa la prima riunione: atti formalmente presidenziali ma sostanzialmente governativi — Autorizza i disegni di legge — Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge: atti formalmente presidenziali ma sostanzialmente governativi — Indice il referendum popolare: atti formalmente presidenziali ma sostanzialmente governativi — Nomina dei funzionari — Compiti in ambito internazionali, rappresentanti diplomatici (ambasciatori) — Compiti collegati all’esercito, dichiara lo stato di guerra ATTI MISTI — Nomina del presidente del consiglio — Scioglimento anticipato delle camere (quando non si riesce più a formare un nuovo governo)

  • Es. nel cambio della maturità
  • Quando la situazione eccezionale dovesse terminare si riapplica la legge originale COSTITUZIONE Sta in cima di tutto il sistema delle fonti, e si compone di tre parti: o I principi fondamentali (i primi 12 articoli) o La parte prima, dedicata ai cittadini “Diritti e doveri dei cittadini” o La parte seconda, disciplina l’organizzazione del nostro stato “Ordinamento della Repubblica”
  • Le prime due parti della costituzione sono suddivise in TITOLI, alcuni titoli si suddividono in SEZIONI
  • Sotto le sezioni troviamo gli ARTICOLI che sono l’unità di misura di tutti i testi legislativi, sono numerati
  • Ogni volta che vado a capo nell’articolo c’è un comma
  • Ogni frase scritta nella costituzione o in un testo di legge prende il nome di disposizione
  • Dalle disposizioni si ricavano le NORME, l’interpretazione delle disposizioni — La nostra costituzione è rigida: può essere modificata solo con un apposito procedimento, che porta ad approvare un atto che prende il nome di legge costituzionale, è un processo più lungo di quello che si usa per approvare le altre leggi c’è un apposito organo che ne garantisce il rispetto: la Corte costituzionale LE LEGGI COSTITUZIONALI si dividono a seconda dei loro contenuti in due gruppi: — leggi costituzionali che contengono delle regole che sono sullo stesso piano della costituzione ma non vanno ad incidere sul testo della costituzione — leggi di revisione costituzionale sono leggi costituzionali che non solo pongono delle regole che stanno sullo stesso piano della costituzione ma vanno a correggerne e modificarne il testo il procedimento (descritto all’art. 138) che porta all’approvazione delle legge costituzionali è un processo più aggravato, e complesso, di quello per approvare le fonti primarie o prevede che la legge costituzionale sia approvata dalle due camere o prevede che dopo essere stata approvata, la legge rimanga ferma per un periodo di 3 mesi e venga riapprovata nuovamente da entrambe le camere, dev’essere approvata due volte e il testo non dev’essere modificato o si aprono 3 diverse ipotesi dipendono dalla maggioranza della seconda votazione:
  • se le legge non raggiunge la maggioranza assoluta, il procedimento termina, non viene approvata la legge costituzionale
  • se nella seconda votazione viene approvata con la maggioranza assoluta, la legge viene pubblicata sulla gazzetta ufficiale e dal momento della pubblicazione tre soggetti diversi hanno tre mesi di tempo per chiedere il referendum su questa legge costituzionale (che si pronunci il popolo), può essere chiesto da 1/5 dei componenti di una camera , 500 mila elettori, 5 consigli regionali: o se passano i tre mesi e nessuno chiede il referendum, allora la legge viene promulgata, firmata dal presidente della repubblica, pubblicata sulla gazzetta ufficiale e comincia ad applicarsi o se si chiede il referendum, si guardano i risultati, se vince il SI viene promulgata, se vince il NO si blocca tutto il procedimento, non è richiesto il numero minimo dei partecipanti per la validità del referendum
  • se nella seconda votazione entrambe le camere approvano la legge costituzionale a maggioranza dei 2/3, non si può chiedere il referendum (perché si ritiene che il parlamento abbia espresso un volere molto alto), allora la legge verrà pubblicata e promulgata subito ed entrerà in vigore Con questo procedimento si può modificare qualunque parte della costituzione con due limiti: — un limite espresso nell’ultimo articolo (139) della costituzione, non può essere modificata la forma di stato repubblicana — limite implicito, non è scritto direttamente in costituzione, il limite dei principi supremi dello stato che sono contenuti nei primi 12 articoli della costituzione (come ha affermato la corte costituzionale) — le leggi costituzionali non possono toccare i principi supremi FONTI PRIMARIE: LA LEGGE DELLO STATO Quella che noi chiamiamo comunemente “legge”, in realtà si chiama legge formale ordinaria — formale: perché viene approvata dal Parlamento nel modo previsto dalla costituzione — ordinaria: perché ha il valore di una fonte primaria (a differenza delle leggi costituzionali che hanno un valore superiore) il procedimento che porta all’APPROVAZIONE della legge formale ordinaria avviene in 3 fasi:
  1. fase dell’iniziativa della proposta, la legge nasce dall’idea di qualcuno, legge viene proposta
  2. fase costitutiva, la proposta viene studiata e si approva il testo della legge
  3. fase integrativa dell’efficacia, permette alla legge scritta di entrare in vigore INIZIATIVA Chi può proporre una legge? Chi ha l’iniziativa legislativa: — Il governo, ddl (disegno di legge) = nome della legge proposta dal governo perché è il titolare dell’indirizzo politico e per realizzare gli obiettivi ha bisogno di leggi — I parlamentari, ogni singolo parlamentare, cercano di convincere gli altri — Gli elettori, che devono essere almeno 50mila, si raccolgono le firme — Il CNEL, organo consultivo del governo, serve per dare pareri al governo nelle questioni di carattere economico e sociale

— I territori: i consigli regionali — Possono chiedere una legge anche i comuni ma solo per chiedere la modifica dei confini provinciali FASE COSTITUTIVA Si svolge all’interno di entrambe le Camere, prima una e poi l’altra, sistema bicamerale perfetto Si può svolgere in 3 diversi modi a seconda del ruolo che vi svolge la commissione:

  1. Normale o per commissione referente — Prevede che il progetto di legge sia esaminato dalla commissione permanente, competente in quella materia e poi riferisca all’intera Camera/Senato, che la riesamina e l’approva — Il procedimento normale, in caso di urgenza, può avvenire in forma abbreviata
  2. Decentrato o per commissione deliberatamente — Prevede che il progetto di legge venga affidato alla commissione competente per materia che faccia tutto il lavoro, cioè lo esamina, scrive tutto il testo, lo vota e lo approva, tutto il resto della Camera o Senato non lo vedrà mai, procedimento nato durante il periodo fascista — Si chiama decentrato perché tutto il lavoro avviene in forma decentrata dentro la commissione la quale delibera, cioè decide già tutto
  3. Misto o per commissione redigente — Prevede che la commissione competente per materia esamini la legge e ne rediga (scriva) il testo — Poi il testo viene mandato alla Camera o al Senato solo per l’approvazione finale — È un procedimento disciplinato solo dai regolamenti parlamentari Anche se le camere sono libere di scegliere uno di questi procedimenti ci sono dei limiti: o Riserva di assemblea, per alcune marterie dalla costituzione è obbligatorio il procedimento ordinario/ normale o Nel caso in cui vengano scelti il secondo o il terzo procedimento in qualunque momento è sempre possibile tornare al procedimento normale, è possibile se richiesto da: — Il governo, che rappresenta la maggioranza — 1/10 dei parlamentari della Camera, che rappresentano la minoranza — 1/5 dei componenti di quella commissione, che rappresentano la minoranza Alla fine quella Camera ha approvato il testo di legge che viene trasmesso all’altra Camera che anch’essa fa tutti i procedimenti e arriverà all’approvazione del progetto di legge, se la seconda camera cambia anche solo qualcosa, la legge deve tornare alla prima Camera ed essere riapprovata Quando entrambe le camere hanno approvato si chiude la seconda fase e si apre la terza fase LA FASE INTEGRATIVA DELL’EFFICACIA che permette alla legge già completa nei suoi contenuti di entrare effettivamente in vigore — Si compone di 3 momenti:
  • La promulgazione, la firma del presidente della repubblica, controfirmata dal presidente del consiglio e anche dal ministro di quella materia che deve avvenire entro un mese dall’approvazione della legge. Il presidente se non la vuole firmare RINVIA la legge alle Camere spiegando la sua azione Se le Camere continuano a rimandare la legge nello stesso identico testo, il presidente della repubblica è costretto a PROMULGARE, tranne in un caso: se promulgando quella legge commettesse un reato presidenziale
  • Alla promulgazione segue la pubblicazione della legge sulla gazzetta ufficiale
  • Dalla pubblicazione scatta un termine di 15 giorni dopo il quale la legge entra in vigore LA RISERVA DI LEGGE Un’istituto previsto dalla costituzione che riserva la disciplina di una certa materia alla legge, non possono essere regolate da una fonte secondaria — Rispondono alla logica per cui la legge è la fonte del diritto più importante Le riserve di legge sono di 4 diversi tipi:
  1. Assoluta: quando la costituzione dice che proprio solo la legge può regolare quella materia
  2. Relativa: quando è sufficiente che quella materia sia regolata dalla legge a livello di principi ma le fonti secondarie potrebbero eventualmente regolare gli aspetti di dettaglio
  3. Rinforzata per procedimento: quando la costituzione non solo dice che una certa materia può essere regolata solo dalla legge ma anche quando quella legge dev’essere approvata secondo un certo procedimento
  4. Rinforzata per contenuto: quando la costituzione dice che una determinata materia può essere regolata solo dalla legge ma dice anche i contenuti che questa legge deve avere Articolo 13 comma 2: assoluta Articolo 16 comma 1: “salvo le limitazioni”, rinforzata per contenuto Articolo 79 comma 1: rinforzata per procedimento Articolo 97 comma 2: “pubblici uffici….” Relativa LA LEGGE OGGI È stata per molti anni la fonte più importante dello stato, oggi ha perso la sua centralità, questo è dovuto da diversi fenomeni: — Altri legislatori esterni allo Stato — Lo stato preferisce intervenire sempre di più con gli atti aventi forza di legge, approvati dal governo, quindi sono molto più veloci

Se però contrasta con la sua legge delega , è come se violasse l’art.76 della Cost. che prevede che il d.lgs. debba rispettare la legge delega e quindi può essere dichiarato incostituzionale e annullato. La legge delega può prevedere che

• Il Governo acquisisca, sullo schema di d.lgs., il parere delle commissioni parlamentari

competenti

• Il Governo adotti, entro un certo termine, decreti corretti o integrativi del primo

QUANDO SI USA IL D.LGS.? Il d.lgs. sta conoscendo un utilizzo sempre più ampio. Si usa spesso quando occorre disciplinare una materia che richiede competenze particolarmente tecniche o quando si voglia ridisciplinare una materia per intero. In tal caso spesso il d.lgs. prende il nome di “codice”. Es. Codice della strada, Codice dell’ambiente, Codice del Terzo Settore, Codice penale, Codice civile QUANDO NON SI DOVREBBE UTILIZZARE IL D.LGS. Per tutte quelle leggi che implicano un indirizzo o controllo del Parlamento sul Governo: se il Parlamento delegasse al governo, affiderebbe al “controllato” il compito di controllare se stesso. La riforma della buona-scuola è stata attuata nel dettaglio attraverso 9 decreti legislativi DECRETO LEGGE PRESUPPOSTI (art. 77 Cost): Un decreto-legge può essere approvato solo in casi straordinari, di necessità e di urgenza

• Straordinari : non prevedibili (es. crollo del ponte Morandi)

• Di necessità : si impone un intervento immediato

• Di urgenza : non c’è il tempo di aspettare l’approvazione di una legge

PROCEDIMENTO DI ADOZIONE Delibera del Consiglio dei ministri (CdM) Emanazione del PdR, pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale ed entrata in vigore Trasmissione alle Camere (che, se sciolte, devono riunirsi entro 5gg per prendere in esame il testo del decreto-legge) 3 SCENARI

1. CONVERSIONE in LEGGE del decreto-legge (d.l.) da parte del Parlamento (emendamenti

possibili) Con la conversione in legge, il d.l. cessa di esistere come tale e i suoi contenuti “vivono” nella legge in cui è stato convertito. Spesso la legge di conversione, che deve essere approvata in tempi brevi (max 60 gg) da entrambe le camere, apporta molte modifiche (emendamenti) al testo originario del d.l., valide dal momento in cui sarà applicata le legge, non sono retroattivi.

2. MANCATA CONVERSIONE à DECADENZA ex tunc à rimedi al problema degli effetti:

• Responsabilità del Governo

• Legge sanatoria

La mancata conversione implica la decadenza del decreto sin dall’inizio, è come se non fosse mai esistito. Questo può causare dei problemi per quei rapporti giuridici (es. il pagamento di una tassa) che nel frattempo si sono prodotti.

Per regolare tali rapporti il Parlamento può (non deve) approvare un’apposita legge, detta “ sanatoria ”. Di tali rapporti (ed eventuali danni) è responsabile il Governo, perché il d.l. è approvato sotto la sua responsabilità.

3. REITERAZIONE

Fino dal 1996 si verificava spesso che il governo, allo scadere del 60° giorno, intuendo che il Parlamento non avrebbe convertito il d.l. in legge, ne approvasse un altro di contenuto

identico, dando così vita alla prassi della reiterazione (mancava l’urgenza! à modo per

aggirare i paletti fissati dalla Costituzione). Nel 1996 è intervenuta la Coorte Costituzionale dichiarando questa prassi incostituzionale. Si può approvare lo stesso decreto-legge solo se si modificano i presupposti di necessità e di urgenza. ASPETTI PROBLEMATICI Anche del d.l. è stato fatto (e si fa) un utilizzo improprio ed eccessivo, non sempre collegato ai presupposti di necessità e di urgenza. Non è tuttavia così semplice, per diverse ragioni, arginare questa prassi. È molto più facile che far approvare una legge dal Parlamento; il Governo utilizza la questione di fiducia per “forzare” la mano del Parlamento, il quale non vuole far cadere il Governo. Es. utilizzo del green-pass; limitazione delle nostre libertà per contenere la diffusione del Covid- (i dettagli erano contenuti in fonti secondarie che trovavano il loro fondamento in pochi decreti- legge). Se il decreto-legge viene modificato dal Parlamento ma le modifiche non stanno bene al Governo

cosa succede? à prevale la volontà del Parlamento perché ha il potere di applicare le leggi.

Requisito di validità: partecipazione della maggioranza degli elettori ( quorum partecipativo ) Risultati:

- Vittoria del Sì à abrogazione della/e disposizione/i sottoposta/e a referendum e divieto per il

Parlamento di reintrodurla

- Vittoria del No à le disposizioni rimangono in vigore e non si potrà fare un referendum

analogo per 5 anni TENDENZE DEL REFERENDUM Del referendum abrogativo si è fatto un uso limitato nei primi anni; notevole dal 1978 alla fine degli anni ’90; sempre più raro dopo, anche perché molti referendum fallivano per la mancata partecipazione della maggioranza degli elettori. L’astensionismo è un fenomeno molto in aumento soprattutto nella fascia dei giovani. USO DEL REFERENDUM Del referendum si è anche fatto uso

- Politico: per portare avanti delle proposte diverse da quelle del Governo in carica

- Normativo: per modificare significativamente il significato di alcune leggi

Si interrompe l’iter che sta portando al referendum quando:

- Il Parlamento modifica le legge nel senso chiesto dagli elettori

- Nel caso in cui vengano sciolte le Camere del Parlamento à il referendum è rinviato un anno

dopo che sono state elette le Camere nuove

FONTI SECONDARIE

Sul gradino inferiore a quello delle fonti primarie ci sono le fonti secondarie. Le principali fonti secondarie sono i regolamenti che possono essere approvati dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province/Città metropolitane, dai Comuni. I regolamenti dello Stato vengono approvati dagli organi titolari del potere esecutivo (Governo o singoli ministri). REGOLAMENTI DELL’ESECUTIVO I regolamenti sono formalmente atti amministrativi ma sostanzialmente fonti del diritto. Pongono regole di carattere sostanziale, organizzativo, procedurale o danno attuazione negli aspetti di dettaglio alle fonti primarie. La Costituzione menziona i regolamenti solo all’art. 87 della Costituzione, ove dice che il Presidente della Repubblica li emana, cioè li firma (e all’art. 117, comma 6 Costituzione, per ripartire la competenza fra Stato, Regioni ed enti locali). La loro disciplina è contenuta soprattutto nella legge n. 400 del 1988 I regolamenti possono essere:

Governativi à approvati dal Consiglio dei ministri (CdM)

Ministeriali e Interministeriali à approvati da singoli Ministri o da gruppi di Ministri

I regolamenti governativi sono gerarchicamente superiori a quelli ministeriali e interministeriali. REGOLAMENTI GOVERNATIVI Procedimento:

- Proposta dal ministro competente

- Delibera del CdM

- Parere del Consiglio di Stato

- Emanazione del PdR con DPR (decreto del Presidente della Repubblica à regolamento)

- Controllo della Corte dei conti

- Pubblicazione

Il Consiglio di Stato e la Corte dei conti sono due organi che hanno una doppia veste: sono entrambi organi consultivi del Governo e organi giudiziari. TIPOLOGIE DI REGOLAMENTI GOVERNATIVI

- Esecuzione : danno esecuzione in aspetti di dettaglio alle leggi

- Attuazione : attuano e integrano leggi e decreti legislativi (d.lgs.) che contengono solo norme

di principio

- Indipendenti : intervengono in materie in cui non ci sono le fonti primarie e che non siano

coperte da riserva di legge

- Delegati : disciplinano una materia che prima era regolata dalla legge. Lo fanno su incarico di

una legge del Parlamento che, contemporaneamente, abroga la precedente legge. ALTRI PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO Nei primi tempi dell’emergenza abbiamo assistito ad un susseguirsi di provvedimenti del governo che hanno inciso profondamente sulle nostre libertà. Alcuni erano decreti-legge, altri erano Decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM), che dal punto di vista formale non rientrano nella categoria dei regolamenti, ma dal punto di vista sostanziale hanno assunto un contenuto normativo di grande rilievo. Come possono quindi tali atti limitare le libertà garantite dalla Costituzione, le cui limitazioni cono coperte da riserva di legge? Possono in quanto hanno un fondamento in una fonte primaria, i d.l. che, a partire dal d.l. 23.02.2020, n.6 soddisfano la riserva di legge di cui all’art. 16 Cost.

PRINICIPI COSTITUZIONALI SUI GIUDICI

4 principi: — I giudici sono autonomi e indipendenti sia sul fronte esterno (cioè dagli altri poteri), sia sul fronte interno (cioè gli uni dagli altri), garanzia rafforzata dal fatto che i giudici sono soggetti solo alla legge, l’indipendenza è garantita dalla presenza di un apposito organo: CSM — Inamovibilità: un giudice non può essere trasferito di sede o di funzioni a meno che:

  1. sia d’accordo
  2. su decisione de CSM nei casi previsti dalla legge — I giudici diventano tali per concorso pubblico — Possono subire dei limiti nella loro facoltà di iscriversi ai partiti politici IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA (CSM) Composizione: — 3 membri di diritto: presidente della repubblica (è anche presidente del CSM), il primo presidente e il procuratore generale presso la corte di cassazione — 24 membri eletti:
  • Per 2/3 eletti dai giudici tra i giudici
  • Per 1/3 eletti tra persone esterne alla magistratura, eletti tra esperti di diritto e avvocati, dal Parlamento in seduta comune Invenzione della costutuzione italiana del 48, copiato da molti paesi CSM si occupa di 2 compiti: — Occuparsi di tutte le questioni relative alla carriera dei giudici — Compito disciplinare: se un giudice commette delle irregolarità nell’esercizio delle sue funzioni viene giudicato dal CSM, il giudice viene accusato o dal procuratore generale presso la corte di Cassazione o dal ministro della Giustizia PRINCIPI COSTUTUZIONALI SUI DIRITTI DEI CITTADINI Sono 3:
  1. Ognuno di noi ha il diritto sia di difendersi, sia di agire per tutelare i propri diritti, include il diritto ad essere assistiti a spese dello Stato se non possiamo farlo a nostre spese, è garantito a tutti e sono garantiti gli strumenti con cui attuarlo
  2. Diritto al giudice naturale precostituito per legge, ognuno di noi deve poter avere la certezza quando commette un certo fatto, di quale sarà l’ordine che lo va a giudicare Due divieti: o Di istituire giudici speciali: che hanno competenza in una determinata materia, è consentito creare sezioni specializzate presso i giudici ordinari (tribunale dei minori) o Di istituire giudici straordinari: istituiti dopo la commissione del fatto
  3. Prende il nome di diritto al giusto processo, un insieme i garanzie diverse: — Contraddittorio: la parità tra le parti, la possibilità tra le parti di potersi o confrontare davanti al giudice, la possibilità di avere gli stessi strumenti — Motivazione: vuole che tutte le decisioni dei giudici siano motivate, elemento a cui ci si appella quando si vuole contestare una decisone — Ragionevole durata: i processi non dovrebbero durare troppo (in Italia non funziona molto) I GIUDICI OGGI Ricorso sempre più frequente — Tendenza a trasformare i giudici da semplici interpreti della legge ai custodi dei diritti — I giudici vanno quasi a sostituire la legge, anche se non dovrebbe essere così

Savigliano, 3 Novembre 2021

CONFERENZA SUI “BAMBINI IN SITUAZIONE DI PRE-

GIUDIUZIO” PER LA TUTELA DELL’INFANZIA

SECONDO INTERVENTO TENUTO DALLA PROF.SA

MATUCCI

POSIZIONE DEI GENITORI E DELLA SCUOLA NEL PERCORSO EDUCATIVO DEI MINORI

• Introduzione

Famiglia e Scuola, ai sensi dell’art.2 Cost., sono formazioni

sociali , cioè formazioni all’interno delle quali l’individuo deve

poter manifestare e sviluppare la propria personalità. Essa,

secondo l’art. 3 Cost. (comma 2), deve essere promossa anche

grazie all’intervento diretto della comunità tutta e dello Stato, il

quale è in grado di rimuovere gli ostacoli che impediscono il

pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione

degli individui alla vita politica, civile e sociale del contesto in

cui vivono.

• ART. 30 COST.: LA FAMIGLIA

➢ COMMA 1

Alla famiglia è dedicato l’Art. 30 Cost., secondo cui i genitori

hanno il dovere , oltre che il diritto , di mantenere , istruire ed

educare i propri figli, anche se nati al di fuori dal matrimonio.

In questo articolo, a differenza di ogni altro presente nel nostro

ordinamento costituzionale, il dovere che spetta ai genitori

viene anteposto (anche a livello sintattico) al diritto , al fine di

richiamare fortemente i genitori alla funzione strumentale che

devono svolgere per la crescita dei figli. Nonostante ad essi sia

consentita la libera scelta delle modalità d’educazione da