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Appunti diritto tributario, Appunti di Diritto Tributario

appunti diritto tributario

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 21/06/2016

jasmine.chisari1
jasmine.chisari1 🇮🇹

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DIRITTO TRIBUTARIO
Siamo tutti contribuenti.
Diritto tributario, i tributi:
PRIMA FUNZIONE: AUMENTARE IL GETTITO, servono principalmente per incrementare
le risorse delle stato. Sono essenziali per finanziare le spese pubbliche.
SECONDA FUNZIONE: REDISTRIBUZIONE, grazie al diritto tributario ridistribuiamo la
ricchezza.( IN ITALIA , con l’IRPEF, imposta che permette di ridistribuire la ricchezza
all’interno della società).
TERZA FUNZIONE: per INFLUENZARE i comportamenti umani, strumento di policy.
ALTERNATIVA AL TRIBUTO: titolo di stato,entrate pubblica di natura privata(lo stato che
gestisce il servizio ferroviario, lo stato impresa).
Il tributo non è definito dal legislatore, bisogna andare a vedere come la dottrina ha qualificato il
tribunato estrapolandolo dal nostro ordinamento, vedendo le caratteristiche dei singoli tributi.
In dottrina è stato detto che il tributo è un prelievo effettuato coattivamente da un ente pubblico non
collegato sinallagmaticamente ad un corrispettivo. Non acquisto su base contrattuale un biglietto
dell’aereo ma c’è una legge che dice che sono debitore di imposta.
NOZIONE DEL LIBRO: OBBLIGAZIONE EX LEGE (alla base del tributo non un contratto)
ha effetti definitivi (per distinguere da prestiti forzosi) imposta con un atto dell’autorità priva di
rapporto di sinallagmaticità(differenza entrate di diritto privato). Il tributo comporta il
sorgere di una obbligazione e i suoi effetti sono definitivi, irreversibili. E’ sempre imposto con
un atto dell’autorità.
IL TRIBUTO può essere destinato a finanziare le spese generali oppure a finanziare specifici
servizi( canone Rai). Per alcuni ci vuole un indice di riparto, cioè accanto al rapporto contribuente-
stato c’è anche un rapporto contribuente-contribuente da qua sorge un principio fondamentale che è
l’ INDISPONIBILITà dell’obbligazione tributaria.
All’interno del tributo vanno distinte:
imposta
tassa
contributo
IMPOSTA
PRESUPPOSTO: indice di capacità contributiva. fatto economico posto in essere dal soggetto
passivo. Es: reddito.
Sono destinate a finanziare spese indivisibili.
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PRESUPPOSTO:Atto o attività pubblica. Es emanazione di un provvedimento o di un servizio.
Sono destinate a finanziare spese divisibili.
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DIRITTO TRIBUTARIO

Siamo tutti contribuenti.

Diritto tributario, i tributi:

  • PRIMA FUNZIONE: AUMENTARE IL GETTITO, servono principalmente per incrementare le risorse delle stato. Sono essenziali per finanziare le spese pubbliche.
  • SECONDA FUNZIONE: REDISTRIBUZIONE, grazie al diritto tributario ridistribuiamo la ricchezza.( IN ITALIA , con l’IRPEF, imposta che permette di ridistribuire la ricchezza all’interno della società).
  • TERZA FUNZIONE: per INFLUENZARE i comportamenti umani, strumento di policy.

ALTERNATIVA AL TRIBUTO: titolo di stato,entrate pubblica di natura privata(lo stato che gestisce il servizio ferroviario, lo stato impresa).

Il tributo non è definito dal legislatore, bisogna andare a vedere come la dottrina ha qualificato il tribunato estrapolandolo dal nostro ordinamento, vedendo le caratteristiche dei singoli tributi. In dottrina è stato detto che il tributo è un prelievo effettuato coattivamente da un ente pubblico non collegato sinallagmaticamente ad un corrispettivo. Non acquisto su base contrattuale un biglietto dell’aereo ma c’è una legge che dice che sono debitore di imposta.

NOZIONE DEL LIBRO: OBBLIGAZIONE EX LEGE (alla base del tributo non un contratto) ha effetti definitivi (per distinguere da prestiti forzosi) imposta con un atto dell’autorità priva di rapporto di sinallagmaticità(differenza entrate di diritto privato). Il tributo comporta il sorgere di una obbligazione e i suoi effetti sono definitivi, irreversibili. E’ sempre imposto con un atto dell’autorità.

IL TRIBUTO può essere destinato a finanziare le spese generali oppure a finanziare specifici servizi( canone Rai). Per alcuni ci vuole un indice di riparto, cioè accanto al rapporto contribuente- stato c’è anche un rapporto contribuente-contribuente da qua sorge un principio fondamentale che è l’ INDISPONIBILITà dell’obbligazione tributaria.

All’interno del tributo vanno distinte:

  • imposta
  • tassa
  • contributo
  • IMPOSTA

PRESUPPOSTO: indice di capacità contributiva. fatto economico posto in essere dal soggetto passivo. Es: reddito. Sono destinate a finanziare spese indivisibili.

  • TASSA

PRESUPPOSTO:Atto o attività pubblica. Es emanazione di un provvedimento o di un servizio. Sono destinate a finanziare spese divisibili.

Nell’ambito della finanza locale, vi sono tasse che possono essere sostituite con proventi di natura non tributaria, come il canone per l’occupazione di spazi di aree pubbliche e il canone per lo scarico e la depurazione delle acque reflue. Il nomen iuris non è decisivo. E’ da considerare tasse anche il canone comunale sulla pubblicità e la tariffa di igiene ambientale.

DIFFERENZA TASSA E IMPOSTA: per la corte costituzione il principio di capacità contributiva si applica solo alle imposte.

  • CONTRIBUTO

PRESUPPOSTO: l’arricchimento che determinati soggetti detraggono da un’opera pubblica. Es proprietà immobiliare che subisce un arricchimento e che vengono realizzate delle infrastrutture. Sono anche contributi le prestazioni dovute a determinati enti. ESEMPIO: canone Rai è un’imposta. Il presupposto è il possesso sul televisore, come se fosse un imposta patrimoniali.

Varie norme, soprattuto nella Costituzione trattano di tributi e in base alla norme viene data una definizione leggermente diversa di tributo della corte costituzionale, per esempio l’art 75 sancisce che non è ammesso referendum per le leggi tributarie. La corte costituzionale a seconde della disposizione di tributo che sta trattano adotta una definizione diversa. Differenza di nozione tributo: art 75 e giurisprudenza. Pagina 10 libro.

Il diritto tributario è quel settore dell’ordinamento che disciplina i tributi.

DISCIPLINA:

  • SOSTANZIALE: è quella che regola il presupposto del tributo, il soggetto passivo, la misura, quando si genera il tributo.
  • FORMALE: riguarda l’attuazione del tributo, la fase della dichiarazione, dell’istruttoria, fase dell’accertamento poi eventuale c’è la fase giurisdizionale.
  • FONTI.( pagina 14)

Il diritto tributario resta una materia autonoma, non si ha un codice tributario. Spesso il diritto tributario fa rinvio ad altre branche del diritto

  • COSTITUZIONE: due tipologie di norme:
  1. Norme di produzione del diritto: norme ad hoc previste per il diritto tributario, ART 23 e ART 75 c.
  2. Norme sostanziali: ART 53( principio di capacità contributiva e di progressività dell’imposizione).

ART 23: “Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge” Principio di democrazia fondamentale, democrazia liberale.

Resta una legge ordinaria vincolante per l’interprete, ha istituito la figura del garante del contribuente.Le norme dello statuto possono essere abrogate solo espressamente e mai tacitamente e mai da leggi speciali.

  • DECRETO LEGGE

Il decreto legge è stato utilizzato tantissimo in materia tributaria. DUE RAGIONI:

  • Ogni nuova spesa, sancisce l’art 91 cost, deve prevedere una copertura finanziaria, ogni volta che c’è un caso di necessità e urgenza e si prevede una nuova spesa in quel decreto legge sarà contenuta la modalità in cui questa spesa viene coperta, le spese si coprono con i tributi( es. ampliamento dell’aliquota)
  • Per evitare che ci siano delle reazione dei contribuenti, per prevenire di pagare il tributo.

Abuso del decreto legge, soprattuto quando non veniva convertito in legge, reiterazione, e la corte costituzionale ha deciso il divieto della reiterazione. quindi i governi hanno smesso di reiterare i decreti leggi.

  • DECRETO LEGISLATIVO

La materia tributaria è una materia tecnica e mal si presta all’iter classico, essendoci il governo in cui ci sono organi tecnici è più facile affidare a loro la materia. Anche la riforma del 70’, 2004 e l’ultima sono avvenuti per mezzo dei dlgs.

N.B il testo unico non è una fonte, può avere natura legislativa ma non è una fonte

  • DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA

Prevale sul diritto interno.

  • REGOLAMENTI

Emanati dal governo I regolamenti in contrasto con la legge possono essere disapplicati.

  • EFFICACIA NEL TEMPO DELLE FONTI:
  • RETROATTIVITÀ: problema per il condono
  • RETROATTIVITà SUL PRESUPPOSTO

Le norme procedurali possono essere retroattive? Si, salvo che non abbiano un collegamento con le norme sostanziali. ESEMPIO IMPIANTO FOTOVOLTAICO.

Chi è fiscalmente residente in Italia è tassato su redditi ovunque prodotti, i non residenti solo su quelli in Italia. La legislazione tributaria è particolarmente complessa,non è una materia raccolta in un codice, evolve in continuazione, interpretarla secondo criteri ermeneutici: I. letterale II. logica- sistematica

III. adeguatrice, conforme al testo gerarchicamente superiore. IV. antielusiva, si va a guardare il significato economico del testo. Il comportamento elusivo viene incluso come presupposto della norma elusa.

03.03.

Osserviamo l'efficacia nel tempo delle fonti.,la questione più complicata riguarda l'irretroattività. La legge entra in vigore dopo 15 giorni dalla sua pubblicazione sulla gazzetta ufficiale. Ma la legge tributaria è retroattiva? Un problema riguarda i condoni. Ma la retroattività può riguardare i presupposti. Le norme procedurali possono essere retroattive? In generale la risposta è sì salvo che non abbiano collegamento con il diritto sostanziale. Es. è quello della prova, per superare una certa presunzione io sono libero,di fornire la prova che voglio. Se io cedo un impianto fotovoltaico, la normativa tributario dice che questo impianto può essere ceduto con una aliquota del 22%, se io cedo solo delle parti che andranno a confluire ad un impianto fotovoltaico potrò cedetelo con una aliquota del 10%. Se io invece cedo i cavi che possono produrre energia sia naturale che non, io dovrò dimostrare che quel cavo dovrà andare a confluire nell'impianto fotovoltaico. Quindi il legislatore afferma che al fine di provare questo elemento, é necessario che il contribuente si faccia rilasciare dal cedente del bene in cui auto certifica che quel bene è stato utilizzato in un impianto fotovoltaico. Ora, il che negli ultimi 5 anni non mi ero fatto rilasciare questo documento, posso fondare la mia richiesta sulla retroattività della legge procedurale? No non posso ottenere l'aliquota del 10% per quel documento di cui non mi sono fatto consegnare. In conclusione le norme processuali e procedimentali sono generalmente retroattive salvo che non abbiano alcun impatto col diritto sostanziale.

Interpretazione da fare sul libro La legislazione tributaria è particolarmente complessa e per questo motivo l'interpretazione tributaria è molto complessa, l'interprete fa fatica. Questa materia non è raccolta in un codice, evolve in continuazione (pari a due volte al giorno). Ed è una materia tecnica dove sono comprese al suo interno diverse materia anche di economia. Ha inoltre svariati difetti di tecnica legislativa, chi scrive le leggi ha delle serie difficoltà nello scrivere in italiano. È difficile soprattutto perché lavorano in un contesto di norme già preesistenti. Ecco perché è complicato. E quindi come si interpreta? Non esiste una definizione perché le interpretazioni seguono le regole ordinarie, quindi bisogna interpretarla secondo criteri ermeneutici:

  • ’interpretazione letterale, logico-sistematica (ratio legis),
  • un interpretazione adeguatrice--> interpretazione conforme al testo gerarchico.
  • l'interpretazione anti-elusiva che include nella fattispecie della norma un comportamento elusivo. Questa interpretazione permette di includere nel mio presupposto anche il comportamento elusivo, che non era più elusivo perché incluso nel presupposto. Quindi io cerco di eludere la norma con un comportamento che non pone in essere il presupposto ma ci gira intorno, eludo lo spirito, ma l'interprete cerca di interpretare là norme includendo questo comportamento elusivo. Se questa interpretazione non mi riesce a quel punto interverrà una norma anti elusiva ad hoc appena approvata Sentenza che ci ha inviato il prof.

che devono essere dei fatti di natura economica, diretti o indiretti. Quindi indici che esprimono forza economica, un indice diretto di forza economica è il reddito o il patrimonio. Gli indici indiretti sono ad esempio il trasferimento della ricchezza, come ad esempio il consumo. Esempio: poniamo il caso che il legislatore voglia imporre una tassazione sui soggetti con i capelli biondi? No ovviamente, perché l'essere biondo non è un indice che esprime una forza economica. La scelta degli indici spetta al legislatore, e non deve essere una scelta arbitraria, l'indice è che dev’essere riferibile al soggetto passivo del tributo. Ci deve essere una coincidenza tra colui che imposta il tributo è colui che ha la capacità economica. Quando la legge pone a carico di terzi l'obbligazione tributaria (come il barista che prepara caffè), allora questi terzi devono essere posti in grado di esercitare la rivalsa o il regresso nei confronti del soggetto passivo. La capacità contributiva dev'essere effettiva è sotto questo profilo vi sono varie ipotesi nel testo unico delle imposte sui redditi, reddito che viene determinato su base forfettaria. Ad esempio: chi ha un terreno agricolo e lo coltiva non deve dichiarare il reddito specifico, ma un reddito medio forfettario. La corte costituzionale si è interrogata "io sto tassando su un reddito medio forfettario, non su un reddito effettivo",. Quindi la corte ha deciso che è effettivo non solo il reddito effettivo ma anche il reddito medio forfettario". Corollario dell'effettività è che deve essere attuale. Bisogna valutare la distanza temporale tra quando vien posto in essere e la prevedibilità del tributo. Se io pongo in essere una determinata operazione sapendo che prevedibilmente mi verrà assoggettato in tassazione, questo è lecito.

Qualificò le conseguenze pratiche dell'applicazione di questo principio. La no tax area è un reddito minimo che non deve essere tassato perché è un reddito molto basso, se noi andiamo a tassare quel reddito io non posso più vivere. Ecco perché il legislatore non tassa i redditi molto molto bassi. Occorre un applicazione pratica per spettare il limite vitale. Inoltre non si può tassare eccessivamente il reddito, quindi c'è un limite la tassazione.

Letta in congiunzione con l'articolo 3 della Costituzione ne discende la cosiddetta equità orizzontale, vuol dire che situazioni uguali devono essere trattata fiscalmente in maniera uguale, e situazioni diverse devono essere trattate fiscalmente in modo diverso. A questo punto il dubbio che ci dobbiamo porre è quello di comprendere quali sono le situazioni uguali:

  • Supponiamo che vi siano due persone che si trovano in una situazione fiscale uguale: uno padre di famiglia molto rispettoso e l'altro che spende tutti i soldi con il vizio del bere, devono essere trattati in modo uguale? Certo. Quali sono le basi legittime spata verso le quali possono essere effettuate delle distinzioni? Prendiamo due persone fisiche:
  • Un gran lavoratore che ha studiato giurisprudenza e guadagna 1 milione di €
  • Uno che non fa niente, non ha studiato ma trova per strada 1 milione di € Entrambi hanno la stessa capacità contributiva. Devono essere trattati in maniera uguale o diversa? Bisogna andare ad osservare gli altri principi costituzionali. Perché per la corte costituzionale sto favorendo degli interessi costituzionali, favorisco l'istruzione perché la carta me lo permette. Si possono effettuare disuguaglianze solo badando i si parametri costituzionali. Quindi quando c'era stata ad esempio la norma che tassa le pensioni in misura maggiore rispetto agli altri redditi, la corte costituzionale è intervenuto rendendola illegittima. Se la discriminazione è irragionevole allora sarà incostituzionale!

Per la corte costituzionale il principio di capacità contributiva si applica alle imposte ma non si applica alle tasse.La logica risiede nelle scienze delle finanze non nel diritto tributario perché per la scienza delle finanze la imposta finanzia dei servizi pubblici indivisibili(es. scuola, parchi), le tasse finanziano servizi divisibili, dove è possibile identificare il fruitore del singolo servizio. Nelle tasse siccome è identificabile il singolo fruitore allora si può applicare il principio del beneficio e posso abbandonare il principio di capacità contributiva. Questo orientamento lascia perplessi soprattutto con riguardo ai servizi pubblici essenziali, quelli tutelati dalla Costituzione. Questa distinzione tra applicazione e meno andrebbe forse riletta tenendo conto dei servizi pubblici essenziali perché queste tasse devono riflettere il principio di capacità contributiva ma la corte cost fa una distinzione netta.

SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE Al tempo in cui è stata scritta c’erano i bolli.

PROBLEMA imposta di bollo: non seguiva il criterio di progressività. ART 53 c.1 capacità contributiva c.2 criteri di progressività

  • Progressività: cresce in percentuale; l’imposta sul reddito all’aumentare del reddito aumento la percentuale di reddito da assoggettare a tassazione
  • Proporzionale: la porzione di reddito da assoggettare a tassazione rimane sempre uguale
  • Regressiva: la percentuale diminuisce all’aumentare del reddito

imposta proporzionale: c’è redistribuzione di ricchezza? Si.

Non è necessario che il singolo tributo sia improntato a criteri di progressività ma è importante che l’intero sistema sia improntato a ciò. L’imposta che garantisce la progressività del sistema è l’IRPEF.( imposta sul reddito delle persone fisiche). CAPITOLO QUINTO OBBLIGAZIONE TRIBUTARIA A. La disciplina dei tributi è costituita da norme sostanziali e norme formali. Le prime disciplinano l’obbligazione tributaria, e cioè, da un lato , la fattispecie, e , dall’altro, gli effetti. B. Effetto principale della fattispecie dell’imposta è dunque l’obbligazione tributaria. Il verificarsi della fattispecie non sempre determina, di per sé, il sorgere dell’obbligazione. L’obbligazione può essere anticipata da obbligazione d’acconto e accompagnata da altri obbligazioni. Molteplici sono gli obblighi formali C. Dell’obbligazione tributaria, però, vi è una disciplina propria nel diritto tributario: è un’obbligazione di diritto pubblico e, quando la disciplina tributaria presenta delle lacune, l’interprete può colmarla ricorrendo alla norme del codice civile, ma solo se ricorrono i presupposti dell’analogia. D. L’obbligazione tributaria è una obbligazione legale.

STRUTTURA DEL TRIBUTO:

  1. STUDIO DEL PRESUPPOSTO.: QUALE EVENTO RENDE DOVUTO IL TRIBUTO?

I costi inerenti a proventi esenti non sono deducibili mentre i costi inerenti a proventi esclusi sono deducibili.

FATTISPECIE ALTERNATIVA: DUE CASI:

  • Fattispecie alternativa, quando al ricorrere di un presupposto, che sarebbe il presupposto di due imposte diverse è dovuta o un imposta o l’altra. Una si applica l’altra no e lo decide il legislatore di volta in volta. ES. se acquisto casa da un costruttore poniamo in essere una compravendita immobiliare assoggettata a IVA o REGISTRO. In questo caso si applica l’IVA, invece tra una compravendita tra privati è assoggettata ad una IMPOSTA DI REGISTRO.
  • Lo stesso presupposto da luogo a più imposte, il presupposto di un imposta è utilizzato come presupposto di un ulteriore imposta.Unico presupposto si applicano più imposto, solitamente come maggiorazione della prima. ES. si aumento l’aliquota IRPEF per tener conto delle addizionali.
  • L’efficacia della fattispecie imponibile può essere sottoposta a condizione, sospensiva o risolutiva. Nel primo caso l’avveramento della condizione determina il sorgere del debito d’imposta; nel secondo, lo estingue.

2. LA MISURA

L’imposta può essere:

  • fissa: significa che si paga una certa somma di denaro
  • variabile: l’imposta si determina come percentuale di una certa base imponibile. Avrò una base imponibile( l’elemento che determina la misura ) e un’aliquota.( può a sua volta essere fissa o variabile) [ UNA COSA è IL PRESUPPOSTO E UN’ALTRA è LA BASE IMPONIBILE, a volta coincidono).

Tasso: percentuale in generale di un tributo Aliquota: si applica sempre alla base imponibile.

  1. I SOGGETTI PASSIVI

Soggetto tenuto alla contribuzione, può essere:

  • fiscalmente residente in Italia
  • fiscalmente non residente in Italia.

Tutti i soggetti passivi hanno un domicilio fiscale, ossia il luogo in cui possono essere notificati eventuali atti di imposizione. Diverso dalla residenza fiscale. Determinano la competenza territoriali dell’agenzia dell’entrate. Il domicilio fiscale è una nozione di diritto formale, che indica il comune in base a cui si individua l’ufficio territorialmente competente ad amministrare la posizione fiscale di un contribuente.

Per residenti fiscali coincide con il luogo della residenza, per i non residenti coincide con il luogo in cui è prodotto il reddito.

SOLIDARIETà Può capitare che più soggetti siano tenuti in solido al pagamento di un tributo, in questo caso si ha solidarietà e in questo caso il fisco potrà pretendere il tributo da chiunque, il creditore può esigere il debito intero da tutti.

Sotto il profilo interno:

  • solidarietà dipendente: un soggetto che realizza il presupposto del tributo e un altro soggetto che pur non realizzano il presupposto è tenuto insieme con l’obbligato principale al pagamento dell’imposta.(es. IL NOTAIO è responsabile di imposta, quindi che pur non avendo posto in essere il presupposto, il notaio risulta essere debitore dell’imposta di registro).
  • solidarietà paritaria: quando più soggetti concorrono a realizzare il medesimo presupposto.

SOLIDARIETÀ E SOSTITUZIONE

Tre ipotesi:

  1. due soggetti passivi concorrono in modo indistinto a realizzare il presupposto.Sono entrambi debitori di imposta. Es. le parti contraenti nell’imposta di registro. Ipotesi in cui si verifica la c.d SOLIDARIETÀ PARITARIA, ad esempio il fisco potrà farsi rivalere su uno dei due e quel punto il soggetto potrà rivalersi sull’altro soggetto per quanto riguarda solo la sua quota, il rapporto tra i due soggetti è un rapporto di natura privatistica.
  2. Caso in cui vi sia un solo soggetto che realizza il presupposto ma vi è un altro che, seppur non ha realizzato il presupposto, è obbligato al pagamento dell’imposta insieme a lui. Es. notaio che è responsabile di imposta. Ipotesi di SOLIDARIETÀ DIPENDENTE, chi non ha realizzato il presupposta ma è tenuto al pagamento insieme ad altri è chiamato RESPONSABILE D’IMPOSTA, art 64 Dpr 600/1973. Nei rapporti col fisco è uguale all’ipotesi 1. Ci sarà un rapporto tra il presupposto stesso del tributo e i fatti che rendono il soggetto terzo responsabile d’imposta. Se il notaio riceve un avviso di accertamento si avrà una doppia motivazione:
  • Perché è dovuto.
  • (^) Perché è responsabile il notaio. Ma a differenza della prima ipotesi, il responsabile d’imposta si rivale PER INTERO nei confronti di colui che ha posto in essere il presupposto. DIRITTO DI REGRESSO PER INTERO.
  1. C’è un soggetto terzo che non ha realizzato il presupposto ma che, in forza di una disposizione di legge, è obbligato al pagamento delle imposte in luogo ad altri per fatti o situazioni a questi riferibili. SOSTITUTO DI IMPOSTA. All’interno di questa categoria bisogna fare una distinzione:
  • sostituto di imposta a titolo di imposta. Es. erogatore di una vincita: il soggetto che deve versare il tributo ma non ha posto in essere il presupposto è nella posizione di potersi rivalere nei confronti di chi ha posto in essere il presupposto. Abbiamo due soggetti:
  • IL SOSTITUTO : è obbligato al pagamento di imposta. 3 COMMA ART 64.
  • IL SOSTITUITO : non è obbligato. 1 COMMA ART 64. Non è responsabile d’imposta ma lo può diventare soltanto nell’ipotesi in cui il sostituto non effettua la ritenuta e il sostituto non versa la ritenuta. Tra questi due soggetti c’è un rapporto di solidarietà dipendente Sostituzione soggettiva ma anche di carattere oggettivo.

Adottano una definizione di reddito c.d entrata, quindi ad es. ricevo una donazione parto con un patrimonio di 100 e ricevo una donazione di 30( per S. e H. è reddito). Ogni accrescimento di ricchezza è reddito. Anche l’accrescimento del valore del patrimonio è reddito.

  • Nozione di reddito come prodotto: deve esserci una fonte che ha natura economica. Es: lavoro, impiego di capitale, impresa. E’ reddito ogni accrescimento che ha fonte economica, produttiva. Quindi la vicina alla lotteria secondo questa definizione non è reddito.

Non c’è una definizione legislativa di reddito. Abbiamo avuto modo di identificare il reddito nelle categorie, quindi si ha una definizione per categorie. Abbiamo adottato la nozione di reddito prodotto con qualche apertura verso la nozione di reddito- entrata come ad esempio le vincite.

  • IRPEF, imposta sul reddito sulle persone fisiche.

TESTO UNICO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI ENTRATO IN VIGORE IL 1° GENNAIO 1988 REDDITO DIVERSO DAL PATRIMONIO. Il reddito è un fenomeno dinamico: è infatti la risultante delle variazioni incrementate del patrimonio. Il patrimonio è uno stock, il reddito un flusso. Il patrimonio indica ciò che si fa, il reddito ciò che si acquista. Non tutte le entrate sono reddito. Sono tassati i proventi acquisti a titolo oneroso e sono esclusi da imposta i proventi acquisiti a titolo gratuito. Vi sonor redditi monetari e redditi in natura. Nel sistema delle imposte sul reddito, il reddito è tassato al netto, cioè al netto dei costi. Per le persone fisiche il periodo di imposta è l’anno solare. I redditi illeciti sono considerati come redditi diversi.

Presupposto:il possesso del reddito che è dato dalla somma dei redditi delle singole categorie.

[IRES qualcuno dei soggetti passivi dell’ires possono realizzare solo reddito di impresa. es. società di capitale, società commerciale, realizza un reddito, realizza sempre e solo reddito di impresa, non realizzerà mai reddito di capitale, fondiario etc.. Altri soggetti dell’Ire possono realizzare redditi di altre categorie. ]

D.p.r 917/1986 TUIR art 1: Presupposto dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e' il possesso di redditi in denaro o in natura rientranti nelle categorie indicate nell'articolo 6.

PROBLEMI:

  • possesso di redditi: non possesso civilistico, bisogna andare a verificare categoria per categoria cosa voglia dire; ci sono tante nozioni di possesso quante sono le categorie di reddito, in alcuni casi coincidono. PERCEZIONE: tranne per i redditi fondiari e di impresa. Percezione: ad es. il lavoratore quando effettivamente riceve il denaro/bene. Nel reddito fondiario non conta più la percezione, non si determina in base al reddito che io effettivamente percepisco ma si determina in misura medio- ordinaria, è il legislatore stesso che determina in base alle caratteristiche del terreno. Nei redditi d’impresa seguiamo il principio di competenza.
  • Reddito: termine tecnico non definito, ma si ha una definizione dottrinale ed è la nozione di reddito prodotto con un’ apertura verso il reddito entrata.
  • In denaro o in natura: come si determinano i redditi in natura? art 9 parla del valore normale.
  • Reddito può essere lordo o netto: generalmente è netto ma alcune categorie come i redditi di capitali non tengono conto dei costi di produzione. Redditi di lavoro dipendente il legislatore prevede in maniera forfettaria i costi che sono detraibili.

Nella nozione di reddito rientrano sia le 6 categorie sia quelle illecite e in quest’ultimo caso vanno assoggettati a tassazione e i costi non sono però deducibile se il p.m ha già esercitato l’azione penale.

  • Somma reddito: somma algebrica che si ottiene addizionando i redditi delle diverse categorie e sottraendo le perdite.
  • oneri deducibili.(art 10)( assegno periodico dato al coniuge).
  • si applicano alla base imponibile le aliquote art 11. ESEMPIO SCAGLIONI: reddito 20000: 15000 23% e 5000 27%.
  • Dall’imposta le detrazioni che sono riduzioni dell’imposta e ce ne sono tre, art 12:
    • carichi di famiglia
    • lavoro dipendente
    • per oneri
    • Altre detrazioni, art 15:Spese sanitarie

ONERI DEDUCIBILI sono a vantaggio di chi ha un reddito più alto mentre gli ONERI DETRAIBILI sono equivalenti.

REDDITI CON VALENZA PLURIENNALE solitamente sono tassati separatamente. es. TFR si tiene conto dell’aliquota negli ultimi e si passa tendono conto di quella aliquota media, altrimenti si tassa un reddito percepito anno per anno con un’aliquota più elevata.

Si ottiene l’ammontare dell’imposta netta astrattamente dovuta per quel periodo di dimposta. Tale importo non costituisce un importo da versare perché dall’imposta netta si scompaiano: a. i crediti di imposta b. i versaemtni d’acconto c. le rienute subite a titolo d’acconto

15-03-

  • Soggetti passivi IRPEF:
  • persone che sono fiscalmente residenti: tutto il reddito ovunque prodotto nel mondo è assoggettato a tassazione in Italia.
  • persone che non sono fiscalmente residenti: solo il reddito prodotto in Italia è assoggettato ad IRPEF.

I redditi dei beni dei figli minori, soggetto all’usufrutto legale dei genitori, sono imputati per metà a ciascun genitore, il minore è debitore d’imposta per i redditi degli altri beni e per i redditi da lavoro.

NOZIONI.

DEDUZIONE : riduzione della base

REDDITO IMPONIBILE:

SOMMA REDDITO CATEGORIE

  • ONERI DEDUCIBILI ALIQUOTA DETRAZIONI ACCONTI E CREDITI IMPOSTA CHE DEVO EFFETTIVAMENTE VERSARE

REDDITO IMPONIBILE:

SOMMA REDDITO

a) redditi fondiari; b) redditi di capitale; c) redditi di lavoro dipendente; d) redditi di lavoro autonomo; e) redditi di impresa; f) redditi diversi. a)REDDITI FONDIARI

  • Cosa sono? DEFINIZIONE ART 25 DEL TUIR Art. 25 Redditi fondiari
  1. Sono redditi fondiari quelli inerenti ai terreni e ai fabbricati situati nel territorio dello Stato che sono o devono essere iscritti, con attribuzione di rendita, nel catasto dei terreni o nel catasto edilizio urbano.
  2. I redditi fondiari si distinguono in redditi dominicali dei terreni, redditi agrari e redditi dei fabbricati.

Se un immobile non è localizzato in Italia non genera reddito fondiario ma non vuol dire che è esente perché devo verificare se è in altre categorie.

All’interno dei redditi dei terreni:

  • Reddito dominicale: reddito che remunera la terra nel suo stato naturale e remunera il capitale di miglioramento che è stato investito in modo durevole nel terreno( es. impianto di irrigazione)
  • Reddito agrario: remunera il lavoro e il capitale di esercizio( spese per l’acqua dovuta all’irrigazione) SOGGETTI PASSIVI INERENTI AI TERRENI E FABBRICATI: Il reddito dei fabbricati colpisce il proprietario o titolare di altro diritto reale. Nel caso di usufrutto sarà l’usufruttuario perché è colui che ne trae i frutti. ECCEZIONE redditi terreni agrari che colpiscono chi coltiva la terra, nel caso di affitto di un terreno sarà l’affittuario. Nel caso di comproprietà bisogna dividere le quote.
  • Regole generali.

La regola generale di quantificazione del reddito fondiario è quella di non essere tassati sulla base del reddito effettivo ma dal reddito c.d MEDIO ORDINARIO. Il r.f non è determinato in maniera effettiva salvo eccezione ma in misura MEDIO ORDINARIO, cioè prestabilito in maniera predeterminato dal legislatore, è tassato una sorta di capacità di produrre il reddito. Es. se un determinato contadino realizza un reddito di 100 ma se il reddito preordinato del contadino è 60 egli dichiarerà 60. La ratio è un incentivo alla produzione ma anche di semplicità, ossia evitare che l’agricoltore debba tenere una complicata contabilità. CATASTO: inventario nei quali sono descritti i terreni e fabbricati. E’ diviso in unità catastali. Terreni: particelle catastali che sono particelle di terre continue che sono del medesimo proprietario e sono divise. All’interno del catasto c’è una divisione basato sulla qualità del terreno e sul grado di produttività di quel terreno.

Per quanto riguarda i fabbricati sarà più o meno la stessa cosa, anche questo diviso in base alla zona etc. ogni immobile ha una sua caratteristica catastale basata sulla categoria e sulla classe ( A1abitazioni di lusso..).

Per i fabbricato occorre anche verificare qual è il reddito effettivo di locazione, si guarda il canone di locazione e si dovrà assoggettare a tassazione il maggiore e il canone di locazione annuale decurtato di una percentuale forfettaria del 5% per tener conto dei costi. ESEMPIO affitto : REDDITO FONDIARIO 20000 €, canone di locazione mensile 2000€, canone di locazione annuale 24000€ - 5%(1200)= 22800€ —> questo è il reddito che dichiaro. Facciamo finta che smetto di pagare il canone, ci sarà un’azione di sfratto ma nel mentre dovrà continuare a dichiarare questo reddito anche se non mi pagano, fino a quando non ho la convalida dello sfratto per mia morosità, da quel momento in poi si può smettere e ha diritto ad un credito d’imposta per tutte le mensilità non paga pari alle imposte pagate sul reddito che non ho mai percepito.

La prima casa non è tassata Reddito fondiario 20000€ e importo negativo pari a 20000€ che porta a 0 il reddito fondiario. Per le seconde case si versa l’IMU a quel punto a certi casi assorbe l’imposta sul reddito delle persone fisiche, IMU funziona a volte come IRPEF.

Vi sono dei casi in cui il terreno non genera nessun caso reddito dominicale o agrario, ossia quando non viene utilizzato a fini agricoli ma ad esempio campeggio e in questo caso non da luogo a reddito fondiario. Quand’è il terreno è usato per uso agricolo:

  • coltivazione del terreno
  • silvicoltura: bosco
  • l’allevamento di animali ( se alimentati con mangimi che per 1/4 sono tratti su terreno in cui pascolano)
  • in certi casi commercializzazione e trasformazione di prodotti agricoli se sono ottenuti principalmente dal terreno

Chi realizza reddito fondiario?

  • persone fisiche
  • (^) società semplici e enti non commerciali.
  • società commerciali che non realizzano reddito d’impresa

17.03. NO GRUPPI NO PARTE TRASNAZIONALE DELL’IVA.

b) REDDITI DI CAPITALI

  • Definizione.

Non c’è nel TUIR non c’è una definizione ma un elenco da cui possiamo cercare di trarre una definizione. ART 44. TUIR. RICORDARCI ALMENO 3:

  1. Macro categoria costituita dalla remunerazione del capitale dato a prestito —> interessi.
  2. Macro categoria costituita dalla remunerazione della sottoscrizione del capitale di rischio della società—> dividendi
  3. Formula residuale—> costituiscono reddito di capitale, ogni provento derivanti dall’impiego del capitale, caratteristiche:

Società utile di 100 applica IRES pari al 27,5= 72, DUE IPOTESI:

  • PNQ= TAX 18,85, al socio rimane 53,65[ col 20% rimango 58]
  • PQ = BI 36,047 TAX 20,54 rimane 51,

Una società di capitali che realizza un dividendo da un’altra società di capitali che realizza un dividendo dovrà far rientrare nella base imponibile solo il 5%. Se invece il dividendo è ricevuto da una società di persone o imprenditore individuale si applica lo stesso regime delle società con partecipazione qualificata (49,72%).

Se sottoscrivo un strumento finanziario per vedere fiscalmente se la remunerazione di quello strumento finanziario è collegata con lo strumento dell’andamento economico della società( cioè la società realizza un utile distribuisce un dividendo) allora in questo caso la remunerazione è assimilata ad un dividendo.

INTERESSI: Due presunzioni legali relative:

  1. Si assumono percepiti alla data di scadenza
  2. Si considerano conseguiti nella misura pattuita. Se non viene pattuito l’interesse si assume al saggio legale. Gli interessi attivi sono tassati in maniera ridotta in certi casi e la ragione per cui gli interessi attivi sono tassati in maniera ridotta. La ragione è legata al favore che la carta costituzionale da al risparmio, per favorire il risparmio è prevista la tassazione agevolata degli interessi, non tutti ad es. la tassazione delle obbligazione, sottoscrizione di titoli di stato.

Considerato che l’art 47 tutela il risparmio, il legislatore ha dato attuazione a questa norma agevolando la tassazione ma del risparmio, prendendo dei regimi fiscali sostitutivi:

  • (^) si applica un aliquota ridotta del 12%
  • non ci sono eccessivi adempimenti

Una plusvalenza azionaria costituisce reddito azionario? NO! non è reddito di capitale perché la plusvalenza non essendo certa nella sua esistenza non ha quelle caratteristiche tipiche previste per i redditi di capitale.

c) REDDITO DI LAVORO DIPENDENTE

  • Definizione ART 49 TUIR Redditi di lavoro dipendente
  1. Sono redditi di lavoro dipendente quelli che derivano da rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione di altri, compreso il lavoro a domicilio quando e' considerato lavoro dipendente secondo le norme della legislazione sul lavoro.
  2. Costituiscono, altresi', redditi di lavoro dipendente: a) le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati; b) le somme di cui all'art. 429, ultimo comma, del codice di procedura civile.

SEMPLIFICANDO: Sono redditi di lavoro quelli che derivano da rapporti di lavoro sotto le dipendenze e sotto la direzione di altri. Anche le borse di studio, indennità dei parlamentari.

  • regole generali.
  • Tassazione per cassa: quando effettivamente percepisce lo stipendi.
  • Non sono ammesse in deduzione i costi perché eè prevista una detrazione forfettaria dell’imposta per tener conto dei costi che il lavoratore dipendente può avere.
  • Rientrano tutte le somme e i valori dei beni percepiti: principio di reddito onnicomprensivo. Es. regalo datore di lavoro.

E’ prassi compensare lavoratore dipendete con i fringe benefit: ticket Alcuni FRINGE BENEFIT sono esenti da imposta. Altro esempio: datore di lavoro regala il panettone a tutti i lavoratori dipendenti

d) REDDITI DI LAVORO AUTONOMO

Definizione ART 53 TUIR Redditi di lavoro autonomo

  1. Sono redditi di lavoro autonomo quelli che derivano dall'esercizio di arti e professioni. Per esercizio di arti e professioni si intende l'esercizio per professione abituale, ancorche' non esclusiva, di attivita' di lavoro autonomo diverse da quelle considerate nel capo VI, compreso l'esercizio in forma associata di cui alla lettera c) del comma 3 dell'articolo 5.

4 CARATTERISTICHE:

  • (^) Dev’essere lavoro autonomo
  • Dev’essere abituale
  • (^) Non dev’essere un’attività commerciale
  • Non dev’essere organizzato in forma di impresa
  • Regole generali
  • Si applica i principio di cassa
  • i costi sono fiscalmente deducibili

REDDITI DA LAVORO AUTONOMO

Definizione

Articolo 53 del T.u.i.r., che ha quattro caratteristiche:

1 Deve essere un lavoro autonomo 2 Deve essere abituale 3 Non deve essere un'attività commerciale perché se no diventa reddito d'impresa 4 Non deve essere un'attività organizzata in forma di impresa, non ci deve essere una forma di prevalenza di impiego di macchinari che superano l'attività intellettuale. Regole generali di determinazione del reddito

Il reddito da lavoro autonomo: