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La Profilassi: Tipi, Obiettivi e Metodi Preventivi contro le Malattie Infettive, Appunti di Medicina Preventiva

Una dettagliata descrizione della profilassi, un insieme di norme e pratiche volte a prevenire la comparsa di malattie infettive in umani. La profilassi si divide in tre tipologie: diretta, indiretta e immunitaria. La prima comprende misure come la denuncia di nuovi casi, l'accertamento, l'isolamento e l'inchiesta epidemiologica. La seconda si svolge attraverso interventi sull'ambiente fisico, sociale e persona. La terza aumenta la protezione immunitaria dei soggetti. inoltre i diversi metodi di protezione come la disinfezione, la sterilizzazione e la disinfestazione.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 20/05/2022

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LA PROFILASSI
Si definisce profilassi l’insieme di tutte le norme il cui scopo è prevenire
nell’uomo la comparsa di malattie infettive. Si suddivide in 3 grandi
tipologie:
1) Profilassi diretta, comprende una serie di misure e provvedimenti
rivolti alla sorgente di infezione per contenere la fonte di infezione.
Tra le varie misure ci sono:
-la denuncia o notifica: consiste nell’obbligo di informare le autorità
competenti, cioè l’Asl dell’insorgenza di un nuovo caso di malattia
infettiva. Le Asl sono poi obbligate a notificare tutti i medici di base e
gli ospedali. I dati vengono registrati a livello regionale, nazionale e
mondiale attraverso l’OMS( ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA
SANITA’). In questo modo viene monitorata la diffusione della malattia
in tutto il mondo. Le malattie sono divise in 5 classi e per ciascuna
classe vi sono degli obblighi e dei tempi specifici di denuncia. Nella
classe 1 ci sono alcune patologie, comprese nel regolamento sanitario
internazionale, la cui segnalazione deve essere fatta entro le 12 ore.
Classi 2e3 comprendono malattie ad alta frequenza e malattie più
rare e in entrambi i casi la denuncia deve essere fatta entro 48 ore.
Classi 4e5 raggruppano malattie di minore gravità la cui segnalazione
è sempre prevista entro le 48 ore massimo.
-l’accertamento: consiste nella conferma della diagnosi tramite
analisi di laboratorio. I metodi usati sono diretti sul materiale
patologico, ad esempio la coltura di tampone faringeo e metodi
indiretti, ad esempio ricerca di anticorpi specifici.
-l’inchiesta epidemiologica: mira ad individuare i tempi, le cause e
le modalità di sviluppo di un’infezione e viene svolta solo se si ha il
sospetto di un inizio di epidemia.
-l’isolamento è la separazione del malato da tutte le altre persone
eccetto gli addetti all’assistenza. Serve solo per quelle malattie in cui
ci può essere trasmissione per via aerea o per contatto. Può essere
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LA PROFILASSI

Si definisce profilassi l’insieme di tutte le norme il cui scopo è prevenire nell’uomo la comparsa di malattie infettive. Si suddivide in 3 grandi tipologie:

  1. Profilassi diretta, comprende una serie di misure e provvedimenti rivolti alla sorgente di infezione per contenere la fonte di infezione. Tra le varie misure ci sono:
  • la denuncia o notifica : consiste nell’obbligo di informare le autorità competenti, cioè l’Asl dell’insorgenza di un nuovo caso di malattia infettiva. Le Asl sono poi obbligate a notificare tutti i medici di base e gli ospedali. I dati vengono registrati a livello regionale, nazionale e mondiale attraverso l’OMS( ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’). In questo modo viene monitorata la diffusione della malattia in tutto il mondo. Le malattie sono divise in 5 classi e per ciascuna classe vi sono degli obblighi e dei tempi specifici di denuncia. Nella classe 1 ci sono alcune patologie, comprese nel regolamento sanitario internazionale, la cui segnalazione deve essere fatta entro le 12 ore. Classi 2e3 comprendono malattie ad alta frequenza e malattie più rare e in entrambi i casi la denuncia deve essere fatta entro 48 ore. Classi 4e5 raggruppano malattie di minore gravità la cui segnalazione è sempre prevista entro le 48 ore massimo. -l’accertamento : consiste nella conferma della diagnosi tramite analisi di laboratorio. I metodi usati sono diretti sul materiale patologico, ad esempio la coltura di tampone faringeo e metodi indiretti, ad esempio ricerca di anticorpi specifici.
  • l’inchiesta epidemiologica: mira ad individuare i tempi, le cause e le modalità di sviluppo di un’infezione e viene svolta solo se si ha il sospetto di un inizio di epidemia.
  • l’isolamento è la separazione del malato da tutte le altre persone eccetto gli addetti all’assistenza. Serve solo per quelle malattie in cui ci può essere trasmissione per via aerea o per contatto. Può essere

ospedaliero cioè avviene in un reparto attrezzato con stanze a tenuta stagna, aria filtrata e personale attrezzato con tute a pressione nel caso di malattie molto pericolose. Può essere domiciliare quando avviene a casa in un locale dedicato al malato. A sua volta, può essere fiduciario quando il malato è affidato ai familiari o coercitivo con piantonamento quando vi è anche la sorveglianza delle forze dell’ordine. Abbiamo altri metodi di protezione come la contumacia cioè l’obbligo di permanere in un certo luogo e l’allontanamento cioè il divieto di svolgere una certa attività e la sorveglianza sanitaria che è una procedura di sicurezza che prevede l’obbligo di sottoporsi a dei controlli da parte dell’autorità sanitaria in caso di sospetto contagio. Per eliminare le cause delle malattie infettive esistono varie strade: la disinfezione che mira a distruggere i microorganismi patogeni (cioè che causano le malattie infettive). Può essere continua quando si svolge durante la malattia, terminale quando si svolge alla fine della malattia, periodica che viene fatta per legge almeno una volta all’anno in luoghi pubblici, occasionale quando si esegue in un locale in cui ha soggiornato un soggetto infetto. Può essere svolta utilizzando diversi tipi di disinfettanti: naturali (luce solare, essiccamento, variazione di temperatura), artificiali fisici (calore secco e umido, raggi x e raggi gamma), artificiali chimici (alcoli, aldeidi etc). Un buon disinfettante dovrebbe avere un ampio spettro d’azione, un’elevata tossicità selettiva (è nocivo per i patogeni ma è innocuo per gli altri microbi), un basso costo e deve essere semplice da utilizzare. Generalmente un disinfettante ha un’azione battericida cioè elimina del tutto i microorganismi. Se ha un’azione batteriostatica cioè impedisce la crescita degli organismi senza eliminarli allora si chiama antisettico.

Questi agenti patogeni devono essere veicolati da un liquido e in base a ciò distinguiamo gli idrovaccini (che sono sciolti in acqua quindi non sono dolorosi ma hanno un assorbimento scadente), lipovaccini (che sono sciolti in olio quindi sono dolorosi, portano il rischio di infezioni ma hanno un ottimo assorbimento), adsorbiti (sciolti in acqua ma legati ad idrossido di alluminio quindi non sono dolorosi e hanno un buon assorbimento). Nella valutazione dei vaccini occorre tener presente diversi requisiti tra cui innocuità (assenza di complicanze), efficacia, facilità d’impiego. Ovviamente la vaccinazione comporta dei limiti. Non vanno mai fatte in presenza di malattie febbrili e malattie croniche e ci possono essere delle reazioni indesiderate come dolore nel punto in cui è stata fatta l’iniezione, febbre, dolori articolari, esantemi (manifestazioni cutanee, bollicine, macchie rosse) etc. La risposta del soggetto alla vaccinazione si manifesta in due fasi: -la risposta primaria dopo la prima dose produce degli anticorpi IgM (meno efficaci) con durata di poche settimane. -la risposta secondaria dopo la dose successiva produce gli anticorpi IgG (più efficaci) con durata effettiva. La sieroprofilassi che viene attuata inoculando tramite iniezione intramuscolare o endovenosa dei sieri, cioè degli estratti di sangue ricchi di anticorpi che possono essere eterologhi se sono ottenuti da animali di grossa taglia, omologhi se sono ottenuti dall’uomo. La sieroprofilassi garantisce una protezione immediata ma di breve durata perché il corpo dopo poche settimane eliminerà il siero. Si ricorre alla sieroprofilassi in casi di emergenza in quanto può produrre delle reazioni più gravi della vaccinazione tra cui la malattia del siero (compare nel giro di due settimane con macchie o punti rossi, dolori alle articolazioni, febbre e in casi rari complicanze neurologiche), lo shock anafilattico (compare nel giro di pochi minuti

e si manifesta con difficoltà respiratoria, svenimento, coma, orticaria, lacrimazione e vomito e in casi gravi arresto cardiaco). Sieroprofilassi e vaccinoprofilassi possono essere fatti insieme in casi particolare. Quando ad esempio una donna in gravidanza risulta positiva all’HBV(il virus dell’epatite b) e quindi dopo il parto il bambino verrà sottoposto ad una iniezione di siero e di vaccino. Un altro esempio si ha quando un paziente giunge in PS con una ferita profonda non pulita e verrà sottoposto quindi ad una iniezione di siero e di vaccino.